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♦ Stefano Acierno | |
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Spenta l’arsura dei gesti
resta il soffio di quest’alba
che di te m’inchiostra
Tu, voce affilata
che cuce e scuce all’infinito
le mie spighe
Spenta la luna
sarò per te tiepida luce,
libeccio e pioggia fina fina
Ce ne sarà
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Girando con le parole
si può colpire dove vuole.
In oramai sterminati spazi
lontani da giochi sazi
nascondendo tra le sue fronde
di apparire all’ultimo
dell’ultimo giusto amore.
La sagoma di chi vive
nell’ombra dell’alcova.
Parlando a lungo di
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Un vento freddo di granito non aiuta a sentire
Suoni e orchestre di mare ed armonie di onde,
non aiuta certo a solfeggiare una partitura per fondali e cuori;
lo lascio sfilare sulla pelle senza reagire
mentre il golfo canta di gola un inno
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Tanto perennemente tace
teca in vetro dai graffiti china
colma regia di atea memoria
vasta volge d’oblio in lume
quando prona rivela afona
la speme dal regal desio
che male offusca la ragione
fendendo troni di lame pari
allor che il tutto mero
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Metto
nelle mie parole
il gusto ancor per me intenso
per la vita
e il ripudio per tutto ciò
che si maschera
di
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Sfilata di emozioni,
intarsio di luce
in occhi d’amore.
Padre nell’anima,
babbo nel cuore
immensa e viva
speranza
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I silenzi di una donna
sono case in riva al mare
che nessuno apre nell’inverno
Dimore solitarie che solo il tempo vive
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Lei virginale, seria, bella
su scanno tremante seduta,
silente che pare sia muta,
impassibile è la Donzella
Lui con la
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 | Vecchio sapore,
vestaglia di monti,
profumi romantici,
pareti di fiori,
ma quel sole
eri tu a portarlo
vicino
come il
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| Ti apre gli occhi ad un sorriso.
Te li chiude su di un pianto.
Ma nel mezzo ci sei tu.
Nel mezzo di quest’incanto,
dolce, amara.
Ombra e luce.
Calda e gelida.
Tu la correggi
ma non la cambi.
Sempre avvolta
nei suoi candidi lembi.
Tu ridi, tu
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| L’azzurro del cielo, i prati fioriti
Il mare che accarezza i tuoi occhi.
Bambini felici che rincorrono una farfalla
e tu con la gran voglia di evadere
stringere solo ciò che al cuore fa bene .
Chiudere i pensieri in uno scrigno
vestirsi di ciò
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Ѐ notte...
La voglia è tanta, perciò
immagino di essere già in vacanza
col vento che mi passa tra i capelli
e
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 | Questa notte
chiudi gli occhi e sogna
libera la fantasia e vola...
le tue labbra
diventeranno protagoniste
di una dolce danza
passi felpati
di segrete voglie inconfessabili
- non esiste vergogna
se la passione consola -
Chinati sul fuoco
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C’è un che di vibrante nell’aria
fresca del mattino.
Il sole ha disteso le braccia
dopo che il vento
ha spazzato le nere nubi.
Finestra azzurra
il giorno
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Arriva un momento nella vita
che bisognerebbe ritirarsi in buon ordine
sono pochi coloro che lo fanno
attirati come calamita da quanto più aggrada
egoismo
un tasto che non vogliono ammettere
aggirandosi attorno
disegnando un
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 | Un pulviscolo di dolcezza
struggente
posiamo sui fiori
della nostra vecchiezza
son le lacrime sincere
di noi che
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 | Ti vesti di vento
e col tuo profumo
lieve m’avvolgi ...
impetuosa poi, ti posi
e sulla bocca canti
ardente come il sole
e turbi come bacio
che
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| lei immersa nelle righe
nere mentre il paesaggio
-alberi case- fuggiva
sbirciavo il titolo
era in inglese - un
mattone a vederlo
distolse altera lo sguardo
lei biondo- platino e sola
conciliava un sonnellino
ora il monotono
sferragliare
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| Amo la voce del silenzio
che rianima e rincuora
come il sospiro d’un bacio che ti sfiora.
Quel sussurro che protegge il cuore
lungo i sentieri di rovi e spine
tra promesse e inganni a fior d’insidie.
Ti tende la mano all’improvviso,
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| Tram che sferraglia,
sbuffa scintille d’aria ionizzata
e riflette luminescenze
di lampioni.
Nella sua pancia
vite a metà,
racconti d’appendìce
che nessuno legge;
fiori del male
nel fango della strada
e diafane perline
da spoglio
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 | Occhi d’oriente
giusti e distanti
accarezzano
i passi come diamanti.
Minuscole strette
sui vicoli aperti.
Fermo immagine
principio di aurora.
Sei stata la breccia che ha mosso
il vento
l’incanto sottile
il turbamento.
La vela che porta
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 | Mírame, estrella del norte,
no me olvides en este monte
donde las espinas son flores
que punzan como los clavos
de urna para los muertos.
.
Mírame, preciosa estrella,
permíteme soñar de nuevo:
¡no ves que me estoy muriendo
como mueren
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Quanta dolcezza, nel viso di lei che dorme
e chissà in quali sogni si è allontanata, si è persa
e chissà se vorrà tornare.
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Tuonano al mondo i cannoni
sommersa da una valanga di morti
il male della distruzione
finisce all’ombra di una repubblica.
L’espansionismo dei potenti
la Germania rasa al suolo .
domina sui fantasmi miti
All’Italia libera vota “la
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La vita è molto dura ...
mi serve un’avventura
per non cadere in crisi,
ho i nervi troppo tesi.
Se manca il vero amore
c’è un vuoto in fondo al cuore
e allora della gente
non m’interessa niente!
Per essere felici
non bastano gli amici
a
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 | Ho proprio tutto
e tutto in abbondanza
guerriero dalla fama preceduto
destriero delle sette meraviglie
segugio col suo enorme immenso fiuto
amante delle cento e mille notti
esperto di radicchio e di mortai
ultimo erede della necchia
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| Guardami come sono,
col mio corpo ferito,
con occhi diversi,
ma guardami così...
Non sono solo mente
ma anche muscoli che vibrano,
cuore che palpita,
vene che pulsano,
sangue che scorre...
Sono emozioni che vanno,
sospiri che
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Vorrei accarezzarti l’anima
con la stessa delicatezza
del vento
che lambisce i petali dei fiori.
Vorrei stringerti a me
con la stessa dolcezza
dei raggi del sole
che baciano il tramonto
all’orizzonte.
Vorrei fuggire con te
con lo zaino
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- - -
via con il tempo
passa la vita
ci resta solo
un’altra salita
a poco a poco
verso un bel sole
che faccia luce
alle rose e le viole
dalle profonde
essenze dell’essere
imperscrutate
a realtà ben espresse
rassicuranti
forse
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Piove, sul rivolo d’acqua fino al tombino,
va la minuscola chiatta di carta,
una gioia gli occhi del bambino,
che sorride mentre la scorta;
Torno con un volo, ai giorni di quella stagione,
giocavamo insieme io e capelli rossi d’Irlanda,
due occhi
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 | Il verde e il giallo pompa nel cuore.
Ho gli abiti imbrattati di pittura.
Esplodono i colori nel luogo,
scoppiano le note nelle gittate
del muscolo.
Brasile.
Frutta e foglie verdi,
natura,
cuori allegri,
fiori speciali,
profumo soave.
Nel
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Se solo lo avessi potuto intuire
questo destino scortese e scontento,
forse in questo splendido sentimento
non avrei avuto fretta di gioire.
L’ inganno è saperla lontana;
portando con me il timor di perderla
cado nel silenzio di non viverla
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Cosa sarebbe l’universo senza le stelle
cosa sarei io senza un briciolo di orgoglio,
cosa saresti tu senza più me.
Ho pensato al passato mi sono calato
nel vento, ho percorso lunghe distanze,
ho visto un lungo viale, due camminare
tenersi per
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Ma non rispondi ancòr, oh Luna, al tuo
Trovatòr?
E cavalca... e cavalca il prode bardo,
avvolto della Notte in nèr mantello.
Qui il suo cuòr freme e l’arpa sua gli avvampa.
Canta... canta la sua voce tremante,
e canterà fin quando non fia
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Complesse sfumature le rendono uniche
inebrianti profumi giungono a nari stupefatte
Se poi le guardi spogliare i petali al vento
Li il cuor si paventa,
una nube ti nasconde il pallido sole.
E tutto a ritroso torna il film della vita,
che pur da un
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Petalo rosso
al vento
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Lottando contro pesi repulsivi
riaffiorano i ricordi clandestini,
mi impongono ricordi retroattivi,
risorgono in memoria peregrini.
Dietro di me una forza assai furiosa
risale con controcorrenza il fiume
d’insidia che diventa più
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Uscivo dal cuore
per poche ore dopo la sera
e nessuno sapeva
e nessuno ascoltava il tuo nome
Ora non ricordo
ora non ricordo più quel colore
e la pioggia che scioglieva
le strade a tarda notte
Rientravo nel tempo
che scorreva le nuvole
ed il
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Il sole brucia la terra
profuma di erba tagliata
crescono fiordalisi e papaveri
i miei occhi
cambiano colore spesso
sull’altare grondano canti per te
sei nata all’alba
di una bella giornata di primavera
un’onda profumata di colori
respiro
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Raccolgo le parole
nell’intarsio d’una luce.
Incontaminata follia
è il cercare un gomitolo
srotolato al tempo.
T’ho lasciato vivere,
andare,
tornare sui tuoi passi.
- T’ho scritto
per raccontarti di ieri -
C’era la verità
a cui
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 | "Vorrei avere
la testa sulle nuvole,
distrarmi, svagarmi
non pensare a nulla.
Ma non posso:
Sono io stessa nuvola!
Accarezzo monti,
sorvolo laghi e mari,
occulto il caldo sole,
nascondo l’azzurro cielo.
Il Narciso della terra
non sopporta
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| Non ritenni
di essere immortale, volli
solo più in alto degli altri volare.
Poi però, piume al vento
disperse
mi fecero
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| Fiorisce all’alba
fra i petali d’un sogno
il mio primo pensiero;
sboccia la mia rosa
nei giardini
di psiche e amor;
primule e viole
coprono i fiordi
lungo il sentiero;
ove a ridosso
del tuo ricordo
ho abbandonato il cor;
perduto è
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| Prima di parlare,
raccogli la tua intelligenza,
buttata nel secchio,
scodinzolante,
al servizio
di capricciosi padroni.
Prima di sputare le parole,
ragiona,
stima e rispetto,
passione e dedizione
crollano sotto i colpi
di parole mal
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 | Non gli servono porte
è un immenso vociare questo corpo
ricorda luoghi, suoni
moti perpetui. Popoloso
di facce, di
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| mare che affronta scogli imponenti,
una vacanza che inizia con avventure
naturali ...
scogliera stesa fra lembi di sabbia,
oltre prati scoscesi e poi fari,
vibrano luci su onde nere,
di notte -
gabbiani stridono a stelle marine,
il vento che
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Vorrei averti tra le braccia per sentire il tuo calore
e vestire con la lingua la tua pelle bianca e spoglia
fino ai gemiti violenti di un amplesso senza amore
e alle lacrime più dolci nella notte che germoglia.
Penetrare nel profondo del tuo corpo
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Basta giocare con la fantasia
arriva il caldo
impavido sole rovente,
cagiona l’anelar sortita dal torpore delle pareti di casa.
Soltanto i sogni sono stati compagni
di profonde e dolci evasioni mentali
pensate e non vissute in realtà.
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 | Gioisco a pensar
sono padrone di me stesso,
ho imparato da mio padre che
era un grande maestro; aveva il
libro paga, con i ragazzi della
contrada.
Li trattava come
dei figli, infortuni o malattie
mai come oggi; c’era serenità
più che
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Madre
dal cuore di quercia,
scorri su pietre
levigate dal tempo,
chiedi pane
per sfamare i tuoi figli,
cammini
con passi pesanti,
ma
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Non lancerò più le canzoni al vento
con l’intento raggiungano le stelle
e omaggino col loro sentimento
tutto il creato e
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Gli impulsi reali, lievi, sinceri
oltrepassano lesti, i tanti istanti
librano, senza giri di pensieri
come lucenti respiri
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le cose
mi chiamano e la morte
è lontana
vastità contemplo
l’anima
è
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Indossa l’inganno
per se stesso e gli altri
rifugiandosi più volte
dietro un fragile paravento
di onnipresenti bugie.
Agevola l’esistenza
senza mai mostrare
sensibilità e verità:
quieto il vivere d’applausi
da ricevere senza amnistie.
Appare
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Mi spii
ma solo
per farmi compagnia!
Ogni notte
entri nel mio letto
e mi baci
col profumo del mistero.
Lo sai
io ti aspettavo
vorrei scrivere dei versi
dedicati al tuo splendore
e a te
vorrei chiedere
di vergarne le
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 | Rincorre cuor lontano orizzonte
aggrappato sul filo d’aquilone,
raggiunge imponente mari e monti,
abbracciando desiderio dentro
culla d’onde.
Un’immagine dipinta a piccole vele,
naviga dolcemente acque turchine,
lascia alle spalle striscia
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| Piovono delusioni da un cielo avaro di parole e sogni
staffili d’acqua nell’angoscia di maggio;
i tuoi chiari straniti occhi di campo,
piccoli ignoti fili di un amore in grisaglia
inventano un giardino nascosto tra le righe,
burocrazia di un maggio
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| Quando si è oggetto di una maldicenza,
è opportuno un esame di coscienza:
non nasce all’improvviso una credenza,
senza ch’essa abbia base di partenza.
Se in fretta maldicenza a rifiutare
noi ci mettiamo, e pure ad accusare
chi quella diceria ha
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| Stretti sulla murata che limita il mare
ammiro pennoni di eleganti barche.
Immobili gingilli di rara opulenza,
senza alcun senso.
Non si muove l’aria.
Sarò vento tra i tuoi capelli
sfiorerò il tuo viso di tenere carezze .
Sarà pioggia di
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| Lidéra l’è la belessa
sù là ne le tere alte,
là ‘ndo se sbògola
lenta e chièta la me vita.
Sentéri nati da picole oje
i me porta, sensa prèssia
’ndo ociàde ménghe
le me ‘npienìsse ‘l servel
che, pien de macie bele
’l va a sponsàrse
a i pié
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338308 poesie trovate. In questa pagina dal n° 42181 al n° 42240.
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