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 | Avrei voluto essere diverso
stupirmi ogni giorno
al tuo sorriso
con te portare all’infinito
un attimo
assaporando i baci
fino all’ultimo
riempir di fantasia i nostri giorni
e cancellare gli incubi
notturni
sorridere
delle piccole
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Come un errante aedo
cammino per strade sconosciute
senza avere più parole da raccontare,
finito ho le storie che credevo favole
non mi rimane che il vissuto di un placido Cavaliere
che stoltamente va contro mulini a vento.
Perciò non trovo di
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per non perdermi
rincorro me stesso
con fatica
tra sudori e fiatoni
mi precede sempre
questo io veloce
me stesso
non riesco a distanziarlo
e sta sempre dietro
attaccato alla vita
ansimare sento
ne sento il palpito
dove sarei io
se
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Il delirio degli specchi ha frantumato la mia essenza
in quest’orgia di finestre dalle imposte sempre chiuse
dove il buio manifesta la sua torbida presenza
e il candore è violentato dalle rime più confuse.
Pochi versi per raggiungere la sponda della
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Douce vision,
sourires accomplis,
dans des yeux océans,
qui chantent la vie.
Un lien tissé
par des algues,
danse parmi les vagues,
au rythme de l’éternité.
Voici la radieuse mer,
qui brode ses dentelles,
pour son ruisseau Apollinaire,
qui
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le cose giravano così, la curva lunga svaniva
e a me mancavano le ore divise in capitoli
le pareti svogliate appena svuotata la parola
e rimaneva un continuo di lettere madri
il piacere di chiudere dov’era cominciato;
si lavorava d’ombre ad ogni
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 | Si muore a stento
passo dopo passo
senza vergogna
nel silenzio di una poesia
di questo giorno lieve
che dispensa luce
e ritrae le sue mani
e le carezze, gialle come foglie
aspettano a cadere
come un inchiostro finito
esangue di parole
e non so
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| Sul tiglio canta un merlo innamorato
Svolazza sul platano una gazza ladra
Solitario quel passero sul pino lì vicino
Una colomba tuba sull’ampio rosso faggio
Sta
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Quel sentire interiore,
quel conoscere
che è d’un’altra dimensione,
d’un tempo senza tempo.
Accolgono il nuovo giorno
stormi di uccelli con canti e voli
a disegnare il cielo
tra un solfeggiar di note.
In quell’immenso spazio
che spazia ancor
leggi

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 | Fu lutto nazionale l’attentato,
chinarsi occorre, avanti al sacrificio
sangue versato d’Arma più fedele
convinti in alto senso del dovere.
Con Patria nulla c’entra, e non lo chiese
e un giorno capirem d’insiem la storia:
per brama a non finir
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Genti misa a chiazza a scacciari muschi tuttu u iornu,
a assicutari l’umbra ca furria sempri attornu attornu,
pissuni senza cchiffari ca spaddunu l’aria pi ciatari:
“ma picchì nun vi uo circati ‘ntravagghiu pi campari?”
“E caru miu, na vota erumu
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 | Potrei cadere dentro il tuo tranello
di donna paludata ma mi appello
al senso più banale della vita
che attende di leccarsi la ferita
che lasci quando nella ragnatela
ricami la più ardita zarzuela.
Vorrei secchiare questa sconcia parte
che
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| (non dimenticarmi...)
Non cancellarmi
dalla tua memoria
per sempre
ma vivimi ogni istante
disperatamente...
Sarò volo di rondini
nel cielo di primavera
e intreccerò ore
per fermare il tempo,
per scolpire nella roccia
la tua viva immagine,
le
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 | T’ho cercato mio Signore nella notte
t’ho implorato per sanarmi la ferita
t’ho trovato nella prece assai distratta
nel mio cuore ormai distrutto dal dolore:
più nessuno e nulla può sottrarmi ancora
da un amore che non so più l’esistenza
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| Gli stupri, solo quelli denunciati,
rivelano una cifra vergognosa,
un uomo che si abbassa a certe azioni
commette
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| Via, ascoltalo
sgranellare
via sino al più
piccolo frammento -
vento.
(uno sciabordìo di lacrime
è così smanioso
di rinascere in me).
Silenzio, il mio morire
del morire di particelle
è contaminazione e morte:
non ci si può astrarre
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Si fanno le scale a due a due
si vola si sta sul filo
si fiuta l’aria s’indovinano le ombre
per guadagnarsi il muro
si recide il tempo come fosse stoffa
poi si sceglie un ricamo
_una pezza sullo strappo _
e si attende l’alba
rubando alla notte
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A molti non piacciono
ché l’amaro in bocca lasciano
quando l’occorrenza esalta...
futili motivi e inutile
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Mi sorprese un’alba frantumata dai miei sogni,
attraverso il chiaroscuro del tuo respiro calmo,
nell’indefinito di una notte intrigante
artigliata alla mia anima come il soffio di una stella.
Sazi tra le grida e i silenzi,
teneramente salivamo
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Riguardando i tuoi film, sai, Federico,
spesso ispirati dalla vecchia Rimini,
alquanto m’avvicino alla Pentapoli,
alla parte di me che quella Napoli
soffoca, con sue arie da metropoli.
Mi metti potentissimi binocoli,
che di veder permettono gli
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Odori di vita
sento nell’aria calda
di questa sera di luglio
forse brezze di fiati
felici dei discorsi d’amore
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Lo so che trattenerle devo
l’uomo nero
non mi fa più paura
Non so
cosa tu vuoi da me
genitori non ne ho più
non son piccolina
Senza quiete
i giorni ormai sono
tutto perdono e si perdona
La gelosia dell’immaginario
mi ha fatto fremere un
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Fiamme
Languide vesciche tra occhi e sogni
striduli striscianti sciami
nelle vene il passato
lugubre
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Il canto delle cicale
aveva toni di rosso
forse per i colori del tramonto
che dipingeva il cielo
Nel prato il calore
consumava le foglie
una ad una
quasi fosse una carezza perduta
E gli amori estivi
giungevano al crepuscolo
con le sere
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Questa notte la luna
ha due grossi baffi, la faccia tonda
a lei manca solo il cappello,
poi, a guardala bene
sembra un bel giovanotto.
Tu la guardi e mi stringi forte,
ti vedo accesa, stralunata,
ti senti da due uomini amata.
Io vivo questo
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Ho mare!
Ho mare anche nelle vene.
Se mi
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Per coronare la sua bellezza
pone con le dita un fiore
tra i capelli dove la brezza
soffia in sintonia col cuore.
Fisso è lo sguardo attonito
le giunge un pensiero d’amore
di quelli speciali dal gusto d’infinito
che fan vibrare per ore.
leggi

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Mi fermerò come sull’uscio della porta
e ascolterò le voci di chi ho amato
poi,
riprenderó a graffiarmi il cuore
leggi

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Prima di tutto,
prima di svestirmi,
guarda il colore dei miei abiti.
Sfiora le trame
lise da guerre,
strappate dal vento
bagnate dalla pioggia.
Prima di svestirmi,
stringimi forte,
nel tuo maglione caldo,
intriso del tuo odore.
Prima di
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Solitudine
un dolore che vive di sguardi
tutti messi in fila
nei giorni che ritornano a vivere
in un respiro
che
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Di lieta grida
l’incertezza l’onda
nel mattino il giorno
incontra l’erba verde
su gote rosse e treccia nera
lieta visione un sorriso sboccia
fresche sussurrano le voci
in sospir d’amore e di promesse
Nel silenzio del cielo innamorata
sul
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Tu dormi, cagnolino
e non ti svegliano carezze attenzioni bacetti.
Non ti svegliano le campane le voci i discorsi.
Non ti
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Quando ti cerco mi offri scosse nuove
e stabilmente l’anima si espande,
tu sei la risposta alle mie domande
s’arresta il
leggi

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Disteso
su una riva alberata
tra le foglie
al vento
ondeggianti
dolcemente mi perdo.
Come
una consapevolezza
immateriale
diffusa
tra le cose
dall’eco dei millenni
che
con la risacca
segretamente si confonde
nella realtà
del
leggi

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Nella quiete
al tuo pensiero
c’è il preludio del rumore.
In un attimo
fuggito al giorno
il cielo lega agli occhi
veli di foschia
l’albatro sfiora il mare
e così -tu piano-
in punta di pensiero
le mie dita.
Scioglimi i capelli
e posa le
leggi

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Nella tremenda primavera
bagnata di scuro sangue,
che ha portato tristi dolori
nei grevi deliri della morte.
Distesa
leggi

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 | Ogni sera tiriamo fuori la nostra coscienza,
floscia come un orologio di Dalì,
e la poggiamo sulla sedia,
assieme agli abiti smessi.
Capita che distrattamente
dal nostro giaciglio la osserviamo:
piccole macchie indelebili,
qualche ombra
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| Peregrinate vite
nobile Penelope
d’ascosi talami,
s’immola,
fiera di quel
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 | Dorme la notte e sono qui disteso sul ciglio di un ricordo .
Io, poeta sgangherato, che crede ancora alle promesse del
leggi

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Dieci cuori pulsanti appesi a rametti
di basilico. Sotto, onde d’oceano
e surfisti maltesi. Pinne di squali.
Dieci cuori trasparenti. Né bianchi,
né neri. Sopra, nuvole d’amianto
e alianti da guerra. Schegge di ghisa.
Senza battiti, galleggiano
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un solco, un sasso lanciato
un cerchio di tanta sabbia
qui
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 | Dio creatore
Una luce di gioia illuminò il mondo
a defluir Parola di possenti radici
nel solco concimato di Paterno Amore.
Dio potenza infinita
crea cieli, mari e terra,
"Padre e Madre" di fluido splendore
prende forma nel libro della
leggi

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Ci sorprende di un segreto
che ci sfugge dopo
-
Da istante ad istante
come appesi al suo filo
al suo alito
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Si fermò,
presso le rive
del suo Mare.
Pensò.
Io ho dato,
ma nessuno m’ha voluto ascoltare.
I miei versi
andran perduti,
senza i Poeti ad ascoltare,
ed altri
coglieran
rose più fresche
di me...
Non importa.
Ascolterò
il canto delle
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E mi prometti
il solito sermone
tra lacrime antiche
come graffi sulle scapole.
A’ la guerre comme à la guerre
ma ho smarrito il mio esercito
in un tomo di seconda mano
sufficiente ad erudire
anime accartocciate.
Il silenzio
è il mio
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Luglio, oggi nel campo di grano
più non muove e non fatica il mietitor:
solo un ricordo la falce e il sudore
della fronte e giunge ottobre, più
nella risaia dei giovani garzoni il taglio
secco netto del riso recidere le spighe,
non più canti e
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 | Poesia è guardare
fuori dalla finestra
quando al mattino
la luce filtra tra i rami
degli alberi,
un leggero soffio declina
Il giorno e
il suo lento andare verso il divenire
che oltrepassa il coraggio di vivere.
Poesia è ascoltare un’
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| fu il caso o il destino
a farli incontrare
all’uscita del discount sotto l’ombrello
lei la sua verve
lui il suo magnetismo
prima che se ne avvedessero
erano finiti a letto
quanto durò la storia se storia fu?
dalla sera alla mattina - un
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Mi sono ritrovato un sognatore
quel giorno di tanto tempo fa
qualcuno mi chiamava dottore
ma sapevo che cosa ero già
Occhi aperti o chiusi che sono
scrutano solo immagini reali
di un mio mondo senza tono
fatto di spiagge e lunghi viali
Dove
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 | Ah ... quanto mi piacerebbe
tuffarmi dentro un’onda
come un delfino ...
anzi vivere come il delfino
ed ascoltare sensazioni di mare,
nuotar tra pesci e pesciolini,
osservar stelle e cavallucci marini.
Viver nelle azzurre acque
e giocar tra
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| Fermo come un soldatino aspetta e spera
non sa che a volte è difficile riempire quello spazio
non bastano armi e nemmeno volontà
se il tutto soltanto falsità produce
un vero e proprio combattimento
fantasia e verità
il nocciolo della
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All’anima
tregua
non concede
né adeguato conforto
dona...
solo inquietare
l’esistenza
preferisce!
Rintocchi
di
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Sono partiti a migliaia
sono arrivati la metà
il mare li accoglie pietoso
il dolore non ha parità
Chi li accoglie e li aiuta
chi non li vuole vicino
segregati in sudici lager
senza sapere il destino
Una apocalittica visione
il mondo pare
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Tremava al pensiero
della sua scomparsa
in un bosco
tra alberi
con foglie al veleno.
L’ amore
mai avuto,
la
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Ho ferite
nelle mie mani,
ho forti cicatrici...
Quando ho strappato
con forza
erba infestante
dalle pieghe del mio tempo
e le ho macerate
in sudori e lacrime
di un volto segnato
da tante delusioni...
Sono come ferite
ancora aperte
e
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“M’hai dato un bacio, ma non mi è piaciuto,
da qualche tempo non sei più la stessa!
Mi fai sentire d’essere un cornuto
e,
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 | E poi più niente la fine di un amore
e il suo dolore nel vento muto dentro.
E poi la notte un volo sopra il mondo
spesso di nebbia che cala sul sipario
in un teatro svuotato del suo pregio:
gente spaurita il film e la sua vita...
E poi lo scroscio
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La guardi negli occhi
e ti perdi
in una nuvola di poesia ...
Lei, donna
sa come entrare
nel tuo cuore.
Ti scioglie ogni pensiero
in un cielo di promesse
quando la sua mano
la tua sfiora.
E se ti innamori
lei già ti ama
ed il cuore ti
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 | Bagnata nell ‘oro.
Lentamente muove nell’aria la vela.
Guardo la luna ogni sera;
Bianca come un lenzuolo
si muove leggera all’alito del vento,
nell’oscuro,
come le lampare nel mare nella notte,
a Mergellina.
Non è l ‘unica protagonista, mai
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| Come possiamo sapere
nel dolore che ha soglia
e pian piano si sposta
entrata e uscita
d’ognuno, in casa diversa
nel
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338276 poesie trovate. In questa pagina dal n° 40441 al n° 40500.
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