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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’902Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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Rotolare parole
e inseguirne
sonorità che ovattano
le sere di silenzio
altalenare battiti e scansioni
dal ruscello alla piena
dal barlume all’abbaglio
tra paura e viltà.
E mai riuscisse
il verso
a far brillare un viso
asciugarlo dal
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Torri d’avvistamento
diventano le cime dei pensieri
quando estendono il sentire
oltre il loro stesso fruscío
e
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Balla e canta l’anima innamorata
l’amore è uno sguardo d’azzurro
in fiume di parole pulite
e non si dorme tu lo sai
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Amuri e binidizioni duna a matri
a so criatura,
cu li vrazza di carizza
l’assetta ‘ncapu li unocchia,
l’attacca o pettu pi ascuntari
u cantu du nicu cori.
Scurri lu tempu
e lu donu du Signuri
crisci comu juri e diventa omu,
nu’ lassa pa via u
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Sono già stato
in queste stanze
ma era un altro sogno,
altri inquilini
altre storie.
Conosco a memoria
la planimetria
della mia mente,
il suo arredamento
di ricordi
che non ho vissuto,
di facce criptate
che non ho veduto.
Ma il posto è
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Son diventato terra ove sprofondano
le radici che alimentano la vita,
la pioggia mi bagna dal di dentro
con lacrime d’immensa solitudine,
mentre il vento accarezza le mie fronde
sussurrandomi storie già vissute,
prima che la fiamma che rigenera
mi
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A volte c’è un odore di immenso che sfiora le onde.
Tra il sole e la luna ho sfiorato l’immenso,
quel tuo universo fatto di sogni, vasto è
l’amore sono stato paziente ho cercato
ristoro tra le tue braccia.
La paura è un vuoto profondo un abisso
di
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Passare le notti
a trattenere ombre
e chiedersi qualcosa
di innominabile, di segreto
e non ricordare mai, le risposte
come si fa coi sogni
dimenticarsi sempre
di qualche istante
di qualche piccolo sintomo di vita
di un incontro, che sembra
che
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Curioso il perpetuo vital ciclo
dell’Arum italicum, il bianco gighero,
che al mito di Proserpina fa memoria:
di Pluton
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 | Minuzie nello sguardo,
forse pagliuzze che fanno male,
da togliere subito
per trovare sollievo.
Eppure il mare è qui davanti a me!
Come sempre mi abbraccia nell’ampio
respiro di cristalli e sale.
Cianfrusaglie nella mente,
come in una stanza
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| Eolo |
20/10/2018 08:26 | 1326 |
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 | Persiste il pensiero
che ancora albeggia
nella memoria,
non si cheta dall’apparire
sfiorando le corde del cuore
mai lascia la mente
pur avendo nel tempo
diluito le memorie d’allora.
Manca ... si manca ...
il tenero abbraccio
l’allegro
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| (desiderio di te)
Col tuo sguardo
sfiori
le mie fantasie
e le emozioni
diventano brividi...
Bagnata
dai miei sogni
ascolti
diluvi e tempeste
della mia anima,
offrendo ali
ai miei voli tarpati...
Adesso
respiro
piano
la tua verità
e mi
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| Mi son seduto sopra al mappamondo
gigante, situato nel salotto,
ed ho provato in modo originale
un senso di piacere
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Cosa mi aspetta al di là dell’orizzonte
dove finanche la luce si disperde
al sol pensiero di un eterno istante?
Cosa mi aspetto io da questo lungo viaggio
se le mie stanche ali seminano piume
sul letto asciutto di un’antico fiume?
Quanto
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E stasera va cosi,
oramai non ci si crede,
piangi solo per amore
e per esso hai pura fede.
Ti soffermi s’una lacrima,
senti il peso dei suoi passi,
scende per toccar gli zigomi,
evitando i fori sparsi.
Prendi in mano le tue idee,
quelle bozze
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Se tu
sei qui
non prendo in giro i miei occhi
hanno già scelto, è così
Se tu
li segui
non si sono mai persi,
prova e fermali
Sarà già buio
sarai tra gli angoli,
così lontana che una strada
darà il tuo nome a una salita
Ripenso a
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Loro sono arrivati
e voi non avete pianto una lacrima
per i giorni perduti
o anche per i granelli di polvere
Che il vento portava dal mare
fino alla terra imbrunita
dai dolori
venuti da altre dimensioni
Loro sono volati via
e voi non vi siete
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Roma capoccia “pennica e pischella”
bocca che colmi d’oro il mondo intero
tra un volo inesistente e quello vero
passione eterna mia “friccicarella”.
Roma d’Ottaviano “brillarella”
risplendi sullo storico sentiero
nodato al taumaturgico
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Ispeziono trascorsi e scrivo due versi.
Ieri ho sentito che tutto il mondo
è affamato di verità e migliaia di
persone
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Un demone.
Una forza, una nuova vita
nata dentro di me.
Una vita che freme, che palpita,
una vita che si insedia,
una vita che cresce,
che affoga,
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 | Ora lo spazio chiede incantagione
per un tuo bacio come foglia d’acero
che d’autunno divampa e il seno penetra
ch’è plasma
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Dove sei dio di ogni religione?
Siamo tutti delle anime perse
abbandonate al mondo e a noi stesse
in attesa all’ultima
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Erigere muri.
Innalzare steccati.
Costruire recinti
e rinchiudersi dentro
gracidando all’unisono
come rane di
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Rimango per qualche istante
a guardare l’alba opalescente
e il sole che lentamente
sorge da dietro la nostra rocca
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Noi siamo volatili, ma eterni.
Luci ostili,
senza tempo,
plastificano momenti
senza odore.
Aria grassa
penetra
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Non ho chiuso gli occhi per dolore,
li ho fatti solo a mezzaluna,
per tener lontana la malinconia che abbaglia
e guardar
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Vecchi marciapiedi di pietra
dove siete andati a finire?
Quando siete morti?
Non ve ne siete accorti?
Un tempo era il vostro tempo,
un tempo di fame e di forza
in cui pesavano le mani e
le carrozze schiacciavano i pensieri
tra l’odore di terra e
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Sono briciole di te quelle che mi doni,
nel tempo vagante di una giornata,
fra spazi di vita e di frastuoni
prive, come
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Ogni tanto attendo i fiori
del tuo giardino solitario,
raccogliendo erbe e sassi,
mentre il sole punge.
Una notte senza stelle si propaga
tra la terra e il cielo,
lacrime solitarie
innaffiano i teneri germogli.
Nessun fiore è sbocciato
da
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Un circolo
dal goffo girar
ruota senza terra
vento senza meta
nulla sapendo
tocca
sbatte
cambia idea
la frenesia non nuoce
la domanda tace
la tenerezza è loquace
nulla sapendo
sperpero parole
come petali
da sfogliare
sciacquo la
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Èrato! ambrata mia Èrato che da Ebe ti vuoi far servire...
tu, Musa, prediletta al canto degli ebbri Pöeti,
che da me vuoti il calice d’orrendo patìr di bei Sogni
e d’ogni sospiro seguito dall’ombre dell’Ade...
oh Èrato, che di sera di buio ne ricopri
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Il cuore ha un sentiero
che passa attraverso
la luce degli occhi,
percepisce il profumo
nascosto
nel fondo blindato
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Per fare un uomo di giusta statura
abbi rispetto per ogni creatura
e volontà di sapere imparare
ch’è libertà di riuscire a volare.
La nobiltà di linguaggio e d’azione
sia il tuo retaggio, il tuo alto casato;
sia la tua forza la grande
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Il sole alfine vittorioso le nebbie ha diradato
ed ora riluce sulla quercia sull’olivo e sul selciato
Di gocciole al suolo non v’è traccia e il velo
che l’orizzonte nascondeva or s’allontana
dalla memoria di chi desto fu testimone
dello spegnersi
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’E vote ched’è stà fantasia...
è ‘nu penziero ca se monta ‘a capa,
’na fessaria
E’ figlia ‘e vase,
se tratta ‘bbona...
spicialmente quann’è ‘a sera
Se stenne ‘ncopp’ a ‘nu lenzulo
vicino a te, sotto a stù cielo...
e appiccia ‘o core
E’
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È infinitamente bello, perdersi
in un dolce sorriso negli occhi
improvvisi incontrati per caso.
Capire il linguaggio del
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Pian piano, lentamente,
sorge il sole ad occidente.
Le palpebre si stringono
per chiudere la luce.
Dormire ancora un
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I mondi fluttuanti che mi abitano la mente
le forme a cui non ho mai dato un nome
le geometrie e le equazioni
e le distanze che si moltiplicano, a dismisura
- verso altri universi sconosciuti -
Siamo piccole cose perse nel nulla,
ma che qualcuno
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Disgregata e lacerata la chiave all’architrave degli alfabeti cosmo radianti stracciò scombinandole pesò permutando in desertiche leggi d’assenza i tratti bianchi della colpa trasmutante nel tempo dei corpi neri di cooperazioni sepolcrali di dieci
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(splendenza rubata da un
non- dove -mi dico- questo
piccolo universo racchiuso
nel profondo di noi piccoli
universi)
mi ero
annullato in pensieri
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Se dico amore
dico tutto
quel che c’è
tra me e te
E se penso amore
io penso a tutto
quel che c’è
tra me e te
Realtà e sogno
non si distinguono
in una dimensione
tutta nostra
d’amore e sesso
di sesso e amore
di realtà e sogno
e
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Ti offro un rametto di mimosa Donna
e del suo profumo ti inebrierò l’aria
e acerbe parole per te nasceranno spontanee,
innalzerò il tuo cuore ed ivi regnerà la pace.
Ogni chicco di grano t’assomiglia,
ogni briciola di pane è tua figlia
ed ogni
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Non sentirsi all’altezza
a volte diventa un vero incubo
le mani si attorcigliano alla ricerca di spazio
lo sguardo imperterrito scava
in situazioni che mai vorremmo vivere
il cuore una vera spugna
che prende e lascia
lascia e prende
ma cosa
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(sogni imperversano furibondi)
Poi
labbra si sfiorano
in un volo d’emozioni
e stelle esplodono
in miriadi di stupori...
Come un fiume impetuoso
si congiunge al mare,
alle ultime onde
quando incontrano la riva
e la dissetano di
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Vita
gustoso equilibrio
a volte precario
piede in fallo
e lei ...
non ti trattiene
in altre i capelli
finanche ti
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Oggi sono un amaro sguardo
dei troppi anni senza pretese.
Respiro la luce
per viverti di notte .
Di questo mio cercarti
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Sopra il cielo della vita
si nasconde un gran mistero
che nel tempo ha interessato
degli uomini il pensiero.
Lo so bene ch’è un discorso
che non trova soluzione,
ma lo devo sviluppare
perché questa sensazione
di non essere il
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Sposa guerriera
la Luna di Marte
nel cielo d’Ottobre
più scuro dell’Ade
Le nuvole inseguono
un vento già nero
nascondono ombre
di un gelo infinito
E qualche pensiero
vola dal cuore
s’innalza la vela
segnata di morte
Respiri che
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Hai il cuore stillato di mare
e io mi sento una nave
che salpa dal porto
navigando sulla notte
insonne dei tuoi
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Le domande che far dovuto avremmo
a persone che un tempo un dì incontrammo
e che dopo noi più
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Il sole cala dietro l’orizzonte
sulla fascia di cielo
che man mano si stringe
e lascia rosso fuoco di tramonto,
gli
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"bombardato di immagini e di suoni"
per non sentirmi
se va
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Aghi di ghiaccio pungevano il viso,
le mani viola nei guanti imbottiti;
ti vidi nella nebbia all’improvviso,
battevi i denti, gli occhi intirizziti.
Ma in tutto quel biancore, il tuo sorriso,
tra i riccioli scomposti e inumiditi,
impallidiva il
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Penoso mi risulta il deambular
con il peso al collo che mi tira giù
mi fa curvar la schiena sempre più
e un dolore intenso mi fa provar
Mi vien da piangere oramai
al vedermi ridotta in questo modo
ieri sembravo un fuso e ancor
potevo correr
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Stamane, rose d’aurora profumano drappi di nuvole,
tu sei come il sole che sopra d’oro vi brilla–
un cigno perso in pupille di lago, acqua chiara
appartenente ad un’antica memoria di cielo
nella costellazione azzurra d’ogni desiderio,
due passi con
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Quando
m’affaccio al balcone dell’anima
ti vedo col cuore
dentro ti sento
e nel respiro
i respiri confondo ...
Ed è come volare abbracciati
nella luce della luna
raggiungere vette innevate
danzando al canto del vento
nel firmamento di
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Parlami ancora d’amore
tra i rami stanchi di alberi alti
parla tra le nuvole il cielo
nutri questi istanti del tuo cuore
nutriamo questi attimi di noi.
Parlami ancora d’amore
parla lentamente
accarezzami i capelli
adagio come il defluire di
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338058 poesie trovate. In questa pagina dal n° 36931 al n° 36990.
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