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Non sai cosa daresti
per rubare un po’
del suo respiro
diventeresti anche un ladro...
Ma d’amore.
Non sono solo parole
quello che senti è vero
un tuono può fare paura
per il forte rumore...
Ma il battito di un cuore
non farà mai paura.
Daresti
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"L’ istantaneo bagliore di un lampo,
penetrando tra le fitte nuvole,
irradia nel cupo cielo
e par squarciar quel grigio
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Oh mie compagne foglie secche, come
mi viene dolce l’udir di voi che erme
e solitarie per il nuovo Autunno
precipitate! E io son qui che nel vespro
più che innocentemente vi tormento,
gli occhi premendovi; onde mi solleva
il cuor il vostro dolor
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 | E’ forza
che cambia pure forma alle nuvole
tira la bora, il libeccio, il maestrale
ma il timone
restava stretto alle tue mani
Quel bacio mi posò la vita sulle labbra
e i venti persero il loro nome
navigando la parte più vera del
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 | Nata Orsini poi Medici, Clarice
Madonna di religioso fervore
non fu mai di Lorenzo vero amore
nemmen di Firenze
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| Le foglie fresche di brina sono in cerca di sole
di una folta chioma sono le ultime
prima di cadere al suolo d’autunno
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 | Clessidre egizie
frantumano cristalli,
sabbia dorata in emozioni
nel ricordo e nel rimpianto.
Tempo che fluisce senza attimi,
a misurare estensioni ancestrali
di tutto e di niente,
movimento di rune senza retaggio,
nè di metafore di foglie
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| Eolo |
06/11/2018 11:21 | 1458 |
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| Un giorno, forse,
racconterò favole al fuoco delle stelle,
narrerò di cigni danzanti al suono di comete
di orsi
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Dalla finestra della stanza
si vedono le navi, rientrare
nel porto, e guardo in silenzio
il tuo corpo sdraiato sul letto
è cosi facile scivolare, nell’acqua
nelle tue cosce bianche al sole
è cosi facile dormire, morire
al tuo fianco, sotto le
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segni indecifrabili
lasciano lungo il percorso
come orme sulla sabbia
è stato un miraggio
la terra promessa
negli occhi pezzi di cielo
a dire
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Ci sarà un altro inverno ad innevare le nostre solitudini,
e spiagge deserte, svestite di sole, ad ombreggiare il mare.
Ci saranno gli echi inconsolabili degli ultimi, eroici gabbiani,
ed il silenzio dei tuoi occhi: in esilio, troppo lontani dai
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 | La guazza nella palla
il rosso squame che scintilla
il seguito rimesta che sottrae.
Bacio il silenzio dei tuoi occhi
mentre fissi un tramonto
e mi disegni con le mani il viso.
Chissà cosa pensi
mentre si colorano le ombre in
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| No, no non è la pioggia che batte sui vetri
in questa giornata piovosa né foglie cadute
lontano e qui sbattute forte dal vento, no
è una voce che nasce dal cuore e che piano
mi dice non senti? E’ il soffio d’un’anima
che bussa per te discesa
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| Freddo
nel silenzio del buio
una nuvola si accende
come trofeo appare
là dove il cuore freme
incandescenti occhi
sussurrano amore
scambio di sguardi
tuoni lampi
inquilini di una vita
corteggiano
struggente l’attimo
insistono
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| Che importanza hanno
tutte le pene patite
ora
che la coscienza é divenuta
una cosa diversa dal passato
ora
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 | Ti contemplo così come sei,
bella
nella penombra che incornicia
il tuo risveglio.
E assaporo i silenzi dei tuoi occhi
che mi scrutano
accostando il mio viso
sulle tue gote
che hanno l’aroma
del marzapane di Sicilia.
Adagiato sul tuo
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C’è gente che cavalca il mare altrui
che si nasconde dietro i tempi bui
nella speranza maledetta e acuta
di dare a bere agli altri la cicuta
convinta giustamente dall’orgoglio
che questo mondo è marcio sordo e spoglio.
C’è gente che si immerge nel
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(Innocenti pazzie: comprendi i miei intenti...)
Pensarti
è baciarti col pensiero,
sfiorarti con labbra vellutate
dal sapore di cielo,
quando venti e piogge
lo ripuliscono
da ogni impurità...
Parole,
stregate dalla fantasia,
danzano
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Giorni
contati tra le foglie
e nel loro autunno occhi
stillati in melanconica fragranza
brezza di cielo
canto d’attesa
e chiome fluttuanti
mani tra le mani a suggellar colori
fregi silenziosi
all’anima tessiture antiche
e gesti intrisi,
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Nessuna prenotazione
a tracimar ricordi
di noi
innamorati della vita.
Il mondo era tutto nostro!
Come giostra al Luna Park
i pensieri girovagavano...
sciamavano come api al miele.
E le mani...
ah, le mani
si stringevano sino a farsi
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Accuso un’influenza da morire!
La chiamano “la febbre da cavallo”.
Quaranta gradi, senza regredire
...(la fiacca non mi lascia un intervallo! ).
Ho ancora tanti impegni al Municipio
col Sindaco, ed insieme all’Assessore
dovevo controllare nel
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Celato da solo,
nel fondale marino,
il mio pianto d’amore.
Non badare a me, fiore,
respiro in silenzio;
mentre
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Su
di un livido
cielo grigio
candide nuvole
veloci scivolavano
come
a dissipare
quel velo di tristezza
e dolore
che
tra le cose aleggiava.
In lontananza
il clamore della tempesta
che altrove
scaricava
la sua rabbiosa
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Quando quelle sirene non più presa
fanno sull’uomo senza desideri,
la vita si trasforma in un’attesa
di un altro mondo, senza più pensieri.
Sembra la mente essersi ormai arresa
al passare del tempo, e solo gli ieri
riemergono ogni tanto, ma
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Giganti fieri scaturiti dal mare
figli di un continente al centro del mondo,
indomiti e scaltri testimoni del tempo
hanno violato le terre più oscure.
Guerrieri invisi da dinastiche orme
a conquistare valli di gloria,
maestri di armi senza
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L’amore nell’ambra ho celato
mutandola in scrigno del creato,
sole miele oro è il colore
tessitura plagiata dal tuo cuore,
regala una melodia intima
chi canta delicato la sua rima.
Antiche memorie ti sussurrerà
frammenti di vita ti
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 | Odio il nero e il volger fugace
d’improvvise oscure giornate
mi raggelo nel bianco
ove il silenzio tiene banco
il temporale è breve
e torna il sereno
quieto, dolce e greve
nella brezza delle sere
la pioggia mi tenta
irregolare, a
leggi

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 | Attraverso ostacoli
preghiere, pianti,
mentre il passato
scorre via
ho trovato la stella
che volevo
l’amore
la felicità.
Sentimenti sbocciati
sotto la pioggia,
sei bella, lucente,
illumini la vita
di chi ti ama.
Hanno sapore d’amore
le tue
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| Ho lasciato alla mia mano
libertà di scrittura,
a riposo ho messo il pensiero
e mi sono seduto in piazza
suonava la campana
rintocchi lenti e tristi,
un piccolo alberello
cacciava verso di me
fiori rossi e nuovi
dei bambini giocavano
la
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Mi taglio la pelle
perché il giorno di domani
abbia meno dolore
e apro schegge di sabbia
Sulle dita
perché il sangue scorra
lentamente
fino ad invadere il cuore
Mi spoglio dei sogni
ed attendo la notte
sperando che sia l’ultima
tenebra
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Tu mio tempo
che scorri saettando
come diana dall’arco d’oro
e che del vello di Giasone
vestisti il mio pensiero.
Tu che delle ombre
hai fatto un vessillo di pace
e dei canti di guerra
danze d’amore.
Tu che ormai
pur imperituro
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Seduto sopra a un masso
stuzzicato dal vento brezzato
ammiro uccelli in transito
svolazzare giulivi in
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L’ attimo
privo di nome,
è illusione
paura, muraglia
da cui non potrai
prendere il volo.
Guardandoti intorno
penserai:
dove è il confine?
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Ovunque sarò
Tu sarai ...
nel riflesso
di un
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 | Se quel sorriso
lo tari dagli orpelli
che lo fanno
atteggiare
alle occorrenze...
Ecco che cambia
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| Resta con me stanotte
mentre il vento sibila impetuoso.
Richieste e pretese sanno attendere
oltre la notte,
oltre il tuo muro del pianto.
Resta con me stanotte,
non ti lascio scelta,
ti stringo forte,
fino a toglierti il respiro,
fino al
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La sera lagrima
da’ tetti. Vaga
cader di piova.
Così scintillano
le gocce. Allaga
questa mia alcova.
Cadon, tintinnano,
per le grondaie,
per le tettoie,
fanno pozzanghere,
per le risaie
senza più gioie.
Odo: che sembrano
trilli di
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Ho rubato
le tue sembianze
e ora ti scrivo
con l’inchiostro nero
della tua assenza,
rovina di una vanità mortifera
che ha reso eterno
il tuo sonno,
confinando me
su quell’isola,
chiamata “ricordo”.
Ed è così,
che allo specchio
vedo
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Persone amate,
partite per il lungo viaggio
dell’umano esistere.
Senza ritorno
le vostre ombre ondeggiano
alla luce dei
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La vita è circondata da miraggi
e ci affanniamo a coglierne l’essenza
Né illusion né falso ci
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Non voltarti. Il segno della croce sulla fronte
come quando tra gli ultimi all’uscita contempli
la Chiesa immensa che si svuota.
E’ l’ora di prendere coscienza di distanze
che cancellano luoghi solo dai normali itinerari
perché sai che non ha senso
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 | Bellissimo
gioiello è il ricordo
di tenera bimba
gioiosa nei giochi
nell’ingenuità
del cuore.
Si correva sentiieri
tra pietre e rovi
nel cercar fragole e mirtilli
e fragole e mirtilli ci han macchiato la bocca e il cuore
ingenuità d’amore
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| Mostri di latta rombanti
nell’umida sera
sfreccian sdrucciolanti
tra specchi d’acqua scura
che moltiplicano
in lunghe scie rosse e gialle
intrecci di luci, scroscìi e paura.
Lucenti riflessi abbagliano
tra spruzzi e gocce acuminate
che
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| Accarezzo i miei vizi
e incarto pensieri,
rassicurato
da magìe in Si bemolle
e da una cagna affamata
che mi lecca le solitudini.
Cedo al dolore
nella fragilità d’un no,
fra tristezza e orgoglio
che mi prendono a calci
e gorgheggiano
sul filo
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| Nato uomo del popolo
sotto la dominazione moceiana
dove l’educazione alla vita
era affidata alla cinghia dei pantaloni
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Dentro una bottiglia
prendo in giro la notte
navigando in un mare
di noia inesplorata
una porta sbattuta
davanti ad un letto disfatto
mi sento un bimbo
che non sa più giocare.
Il tic tac della pioggia
discioglie la ragione
riflessi di
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Viaggia nello spazio senza tempo
il pensiero di una speranza
nella gravità l’anima
é invasa dalla luce
sul fondo il
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Di pari passo a un figlio
ho tirato su
l’acredine della mente
compressa tra sofà e parete.
Scindermi ed espandermi
a
leggi
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Voglio fotografare
solo fotografare il tuo volto.
Sei assente!
Guarda il battito delle foglie
il leggero ondeggiare
dei rami in alto
sembrano salutarti.
Portami con te nel tuo viaggio
verso quel blu
oltre le cime dei monti.
Ho sete di
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Sono a disagio nel mio presente
quando ricordi sfiorano la mente
quando sovviene il riconosciuto
ritmo costante di quel canto muto
che mi annunciava il tuo bel viso
gli occhi azzurri il tuo sorriso
era in quel tempo che non sapevo
del fuoco lento
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quando l’alba parve buona
si ravvisò la finestra di ombre
ricordi, sono quel che è il corpo
sepolti in liquidi nervi
di benda bianca per impedito slancio
d’accedere al ritmo del bisogno si mostrava
e la rosata mano?
lattiginò per
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 | Amami
come solo tu puoi,
ho bisogno d’amore,
la mia anima ti desidera.
Tu sei balsamo
per le mie ferite,
sei collante per le crepe,
respiro per le strette al cuore,
luce che illumina il mio buio.
In te mi rifugio
quando tremo ed ho
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Cori e residui di preghiera
finché in cuor giunse la sera,
fiori e una luce al dì gli portai
ai tuoi luoghi mai visti sostai.
Ricordi apparire di terra eterna
tra i loculi bianchi o sottoterra,
Tu, che avviato con la lanterna
in una notte la
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Nessun godere
a fianco
tra l’un l’altro
l’avversione
è di fondo
- malcelata -
siamo solo
numeri sparsi
dal mazzo
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una preghiera per i ragazzi dimenticati
di una guerra che non gli apparteneva
e non capivano
-
Mille, duemila croci hanno piantato
su quei campi.
prima c’era l’erba,
il biondeggiare del grano baciato dal sole,
il profumo dei papaveri,
il
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Unisciti a me
come l’ape si unisce
al fiore -
e la nota all’aria
unisciti a me
come i puntini di una retta
ma anche di una curva - se ti piace -
unisci a me la tua voce
il profumo dei tuoi anni
l’erba verde si unisce al vento
e non si chiede
leggi

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Da Cielo in terra, e, poi, da terra a Cielo,
le grazie vanno, lungo scie di luce;
bontà d’Iddio, Vita in le strade
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Bello imponente dritto
un bianco airone lì fisso
sulla sponda del fossato
a meditar mi par assorto
e una domnda forse
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Ti devi sbrigare le ore passano veloci
a tempo non farai a smaltire
quanto ancora arde sul fuoco
lezioni di vita dovrebbero poter contare
su quanto adesso frigge senza mano esperta
occasioni di rinnovo non mancheranno
la tua scelta sarà
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338171 poesie trovate. In questa pagina dal n° 36361 al n° 36420.
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