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La notte, non parla
fra noi due, una fiamma
scotti pure tu, nel freddo
il nostro amore, è già esploso.
leggermente, ti accarezzo
tutto brucia, pure i cuori
cerco dei petali, sono freschi
si immolano, per il nostro bene
chiudi gli occhi, e
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Quando passerai di qui
troverai l’erba bruciata
dal sole dell’estate
e qualche parola distesa
Sul davanzale delle ombre
per asciugare il silenzio
che viveva fra noi
in attesa dell’inverno
Quando ti ricorderai
di portare qualche carezza
la
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-
E tu diglielo
dillo a tuo figlio
d’avere un altro
di amare un uomo
che non è suo padre
Quell’uomo ormai
che sogni la notte
stringendo il cuscino
come fosse un corpo
su cui poggiare il tuo
Amore mio
che ci salutiamo
ogni
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Salgono fumi bianchi come il sale
nella campagna rorida, al mattino,
il respiro dei morti è più vicino
nell’ autunno: la fine di ogni viale.
Un canto suona come una preghiera,
ma il silenzio è più largo e dà il segnale
di un altro giorno che si
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Fantasie
illusioni
o vane speranze
ai nostri occhi
oramai
appaiono
tutte quelle possibilità
che
naturali sarebbero
se al di fuori dei Campi
liberi
potessimo nascere
crescere
e morire
per poi
ancora rinascere
nel segno
della
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 | Sui limiti del fosso che circonda ...
sempre allo stesso punto entro i confini
quel monaco s’accoscia alla bisogna.
Stipato preme e in cielo e in terra effonde
gridando forte quanto più è l’impegno .
Furioso qual dannato si affatica
pigiando e
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Il rosa a colorare le moine
accese dai bisogni senza fine
il rosso intenso sangue del concetto
col tono dell’ardore circospetto
il verde sopra il ramo tra le foglie
attese a primavera e ancora spoglie
l’azzurro chiaro in alto su in
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Ci sono giorni che corrono da soli
nella sensazione che tutto è compiuto
Addormentate speranze e fatiche,
si sta come sul ramo come sul muro
come sull’orlo d’un precipizio,
in un tempo che non ha albe e tramonti
Si sta nell’apparente quiete
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Mi pari desulata chista casa,
mò quandu trasu, non c’è chiù nudu.
Mi pari ca viu a mama chi mi vasa,
è m’accorgiu ca sugnu sulu.
A viu a mama chi nesci da cucina,
c’à testa griggia e c’ù faddali.
Chi mani ancòra ianchi di farina,
venisti, dicia
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In bianco e nero come vecchie tv
in orbita tra pianeti e stelle
fuori dal vissuto
sbirciando tra le grigie tendine dei
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Donne regine da scompigliati capelli
piccoli fiori di loto
galleggiano su paludi di avversità
tra lacrime di gioia e dolore
nell’intreccio
di abusi custodiscono
gelosamente i figli.
Speciali e uniche esse corrono con due cuori
nel grembo
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Nel silenzio di luna delle idee
mi chiedo cosa avanzi del nostro amore:
un parto dell’inchiostro cucito s’una nuvola?
O un’aurora sottile del pensiero
tradotta in eco stellato dei sentimenti?
E’ tempo d’amare qui,
annodati ad un gomitolo di
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Interstizi di volontá
dove cicatrici labirintiche
disegnano mosaici d’amore
e trame d’interioritá
risaltano sotto
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Sopra un lembo di terra in alto
per scorgere il mondo dalle nuvole
nel suo vestito blu cobalto
col violino fa prova di suoni e d’ugola,
la violinista vuol dedicare una canzone
all’amato che mai più veder potrà,
è andato via libero come un
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Se mi guardo intorno,
c’è qualcosa di diverso,
non voglio sentenziare
ma qualcosa è andato perso,
lo chiamano
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Eccoti i miei occhi
trovati, ammira
le tue coste frastagliate
e me
l’onda che s’infrange
prepotente, mai stanca
ribelle ma fidata.
Nelle pupille
- quando mi guardi -
c’è l’alba d’inverno
un brivido d’aria
nell’abbraccio del Sole.
Eccoti la
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Tu mi baci, sull’altalena dei desideri
mi lasci felice
mi lasci accarezzare
le tue gote
miscuglio di pesche saporite
combinazione di tenero, morbido e buono
Altra stella non potrei chiedere
hai rinnovato la mia vita
hai trasformato ogni alba,
in
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L’amore è un lume
molto spesso spento
forse perché non è
una borraccia piena
ma un continuo malcontento
che porta fino a
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"Anime radianti ... tutti"
di volontà o meno
in dimentica accensione
o corrente
da quel dì ... tolta,
d’origini così
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 | Su questo imbroglio della QUOTA CENTO
un si apisce un’acca di sìuro,
si mettano a ruzzà cor tu futuro
ma la gente è digià nello sgomento.
Te mi dirrai che sono un branco duro
e ciò la chiorba fatta di cemento:
ti posso dà ragione, sei ontento?
Ma
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| Lascio che sia tu a rivelare
i maturi sogni dello spirito
le serene, reali sensazioni.
Non voglio parlar d’ombre,
che
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| Quindi la chiami porta
ammasso di trucioli e fusa collose
la conquista della terra
evanescente evacuazione
vagamente ad litteram
abbiamo la carta
la più bella libertà
troppo piccola per quei improvvisi spostamenti
è la mostra già
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Nel buio che attornia il celato volto
l’abbraccio della edificata notte fonda
nell’insieme tra le ombre sprofonda
ciò che più vorrebbe apparir... il sorriso.
Occhi velanti postati in essere tolto
là ove la vista venir manca
tutto omertoso al fin
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nel bailamme di giorni a perdere
in virtuale ti giochi
la vita testa e croce
all’altezza di precipizi
ti avvolge il manto del vento
cogliere il
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Abbraccio il mio dolore
lo cullo come un bambino,
e lo tengo stretto
per paura di svegliarlo...
Lo allatto
con il
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Grigia giornata in anima desolata
bigio il cielo piange per nostalgia
d’ attimi d’amore, lontani ormai
passati in altra dimensione
Sulle spire del vento mi lascio trascinare,
vento freddo nel cuore, lunghe braccia
degli alberi si piegano in segno
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 | Qui è il porto
da lontano, s’apprestano
le navi
- inciampando - nelle lancette
di un orologio a muro
s’arresta, anche il tempo
Dove sei ora?
-
L’isola è bianca, e poi d’azzurro -
si riveste l’onda, e si fa più silenziosa
la risacca, come una
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| Un alone di mistero nel silenzio che circonda
si apre come fiume che scorre
dove trovare ristoro
ciottoli sorridono inutilmente quando
spruzzi birichini s’intromettono
cercando di lenire il dolore
a niente vale simile aiuto
un vento improvviso
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 | Nella semplicità di gesti
troppe volte dati per scontati...
Quando due cuori si accolgo
l’un l’altro tacendo,
e silenti emozioni
tessono vissuti
desiderosi di un eros
da appagare in fretta.
Dita che scorrono
lente su volti che narrano storie
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| (terminerà l’attesa)
Non escono
ancora
quelle parole
che ho dentro,
sintesi
di un’emozione inespressa,
esplosione di cieli,
infiniti di luce...
Così
il mio sentimento
per te
rimane mozzato
di ogni stupore,
indicibile
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| L’amore non ce l’ordina il dottore.
L’amore nasce solo in fondo al cuore.
L’amore è un sentimento sacrosanto
che arriva, all’improvviso, come il vento.
E quando sei colpito, la tua vita
diventa un’inguaribile ferita
e senti dentro al cuore un
leggi

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| Cambierò il titolo della mia poesia,
non perché ne venga meno il suo vissuto,
cambierò il nome non il contenuto.
Se la
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 | Perché mai non dovrei scrivere
di te
perché mai non dovrei raccontare
questa mia vita
Cosa disturba la flemmatica perpetua,
forse un innocuo getto
leggi

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 | I tuoi cristalli?
Le tue collane?
Solo un fruscio del tuo vestito
che scivola nel ricordo?
Le tue pannocchie?
Le ceste ricolme di melograni?
Racconta con voce atona!
I tuoi respiri?
I tuoi sospiri?
Le piccole rughe segnate dal tempo?
leggi

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| Eolo |
09/11/2018 00:06 | 1543 |
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Passione della mia anima riluci
nel groviglio di lune nuove...
Lucido sconquasso,
accendi estasiando i tremori di un
rosso cuore.
D’improvviso restano meravigliate,
le crepe della memoria,
quelle che la solitudine mura ogni mattino...
Una
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La mente superiore spesso chiede
presenza d’altra mente intelligente:
bellezza d’amicizia ben risiede
in quei pensieri assenti in tanta gente.
Il cervello profondo assai richiede
compagnia d’altro cerebro splendente,
e con questa premessa
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 | La amistad
es una delicada orquídea
Sobrevive
si es real y sincera.
Nada ni nadie
podrá jamás
destruírla o alejarla.
Tampoco la asusta
la distancia
Ni la envidia
o la calumnia
Es una flor delicada
que solo Dios sabe
que durará
toda la
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| Se sbassa le note
su par la Lessinia
e la ‘ndormensa i colori
soto la neve bianca
a farghe la goardia
al longo sono
la ghe méte le stéle
e la luna zugatolona.
E prima tuto more
e dopo tuto nasse
pì bela e pì forte
esplode la maravéia
da
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Fiori a Dicembre
per chi non sa ascoltare
il sole che tramonta
senza mai morire
Di nostalgia
o di altre malattie
che l’inverno conserva
per le anime deboli
Germogli da cogliere
che non diventeranno
mai frutto
né colore per le foglie
Che
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Finestra illuminata su un cortile,
dove uomini sanno ancora amare,
attendono il miracolo della vita,
intonando muti canti.
Ascoltano con speranza,
racconti di viaggi nel deserto
e stelle cadenti ad indicare la strada.
Un pianto di zampogne e
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Arrivi dono al fiore un impellente
palpito in chiasmi che sorgente scioglie
dalla pietra carpita dal sospiro
venuta al
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 | Quannu si parti pi ‘na vacanza
lu bagagliu avi a so ‘mpurtanza.
Lu bagagliu, comu n’abitu firmatu
a misura du padruni fu disignatu ...
Ma ‘nu mari di discursi
‘nta famigghia avi purtatu.
Du poviru guardaroba paci nun avi truvatu...
Quannu ‘ntra
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| Come potevo pensare
che la mia discesa,
lungo il patrio stival,
modificasse il destino.
Fonder l’anima mia,
con quella stessa,
di colei, che porta
di un fiore il nome.
Mai prima io la vidi,
mai di lei parlar sentii.
Così vedendola,
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Guardo dinanzi la stanza piena
d’arredi ed oggetti di libri di scaffali
L’ordine atavico ormai inosservato
Lo spazio dentro e tutt’intorno
le cose che non muovo
se non per disfarmene o per bisogno
Guardo il silenzio come si può guardare
qualcosa
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 | Divina come sai essere
hai sporto la tua preziosa mano
all’intollerante pioggia autunnale
per un serale saluto
un ombrellino troppo piccolo
ha fatto bagnare il regale capello
pronto il cavallo
è partito per le innevate
montagne delle fiabe
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Travolgente danza di nubi
su d’un cielo asfittico e cupo
e giù acqua mista a grandine
che sconquassa ogni vita
si rivolta l’essenza naturale
laddove emerge il dolore
fuggente sensazione inerme
che scuote pensieri sopiti
nessun arcobaleno
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Con calma e con dolcezza
come sempre ti avrei parlato
e con il cuore in gola
negli occhi t’avrei guardato
se non ti fossi allontanato...
Ti avrei donato dei consigli,
accarezzato la tua fronte
ed ascoltato la tua voce
non a parlare invano
a
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 | Un po’ di disordine nella vita
ci vuole
specie oggi
che in questa città
un libraccio si è arreso
al minimo struggersi
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Questo cielo nebbioso
mi inchioda la mente
e vene di malinconia
inondano il cuore.
Questo tormento oscuro
è come il sogno
che vive d’ incubi spietati.
Nel silenzio ovattato
forte sento i palpiti di vento
baciare lievi
gli angoli
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Amore persistente che impedisce
la carezza e i fiori a prima vista sono
sogni nel cassetto, le ore del mattino
riempiono di affetto, tu guardi la tua
terra e percorri il mio sentiero.
Ammira questo sogno che la vita
ti regala, qualche notte senza
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TU che ridi d’amara bellezza in faccia alla sembianza di Dio
rondine che voli oltre i turgidi seni dell ultimo paradiso
non ti incanta il tuono rumoroso delle parole del mondo
freddo silenzio di una lottatrice che si dona diversa
la vita t’ha
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 | In un angolo dei miei ricordi
sognavo di veleggiare in mare aperto
con i piedi immersi nell’acqua
in un profondo
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| Non piangere Novembre!
Il giorno non si è spento con la sera.
L’ultima luce non dilegua.
Illumina, nei ricordi, gli
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| Oggi mi accolgo
con un freddo sorriso
al pensar quell’anime
prese dal Cielo
Vado su e giù per la mia strada
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 | Tra squarci di sole e violento nubifragio,
saetta scintillante colpisce
il ponte della vita.
Morte e dolore spezzano il cuor
della Genova "Bella"!!
Sorge il freddo
e la paura come caduche foglie,
butta giù speranza e gioia.
Occhi senza sguardo,
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 | Dove il tempo
mi sottrae e anticipa.
In un tempo centro. C’eravamo.
Tu con lo sguardo di fiore in festa
io con le mani colme di terra.
Germogliammo
che ancora l’aria sapeva di primula neve
e il tempo avanzava la fame.
Il pane sopra una
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Mi hai condotto qui togliendomi il fiato
nello stupore svettante tra il ferro della torre.
Già che, da queste parti
la Senna narra sensazioni umane
avanza, pietosamente bella
nel dì novembrino, baciando rami e foglie
effondendo tutto il corpo
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Poco più di ciò che forse siamo
briciole di farina non ancora pane
cresciuti con i morsi al cuore
e in testa il mito del migliore
basterà
poco di più d’un tenero mattino
grovigli d’insetti con in alto le fauci
solo becchi aperti di fame
io ci
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Mondo cadente del proprio assetato
sotto giogo non t’accorgi del poco
e della soddisfazione che manca.
Vince avere su
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338171 poesie trovate. In questa pagina dal n° 36241 al n° 36300.
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