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Coriandoli di laconiche foglie,
di muti pensieri dispersi, alla deriva
nell’inchiostro del mar, al largo, fluttuan le gioie...
di provviste già scadute si riempie la stiva,
l’orecchio teso a coglier l’eco di fanfare
ad incitar, gagliarde, cieche e
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Andrò via da obbligati silenzi
e fiumi di parole
straripando su terre straniere
Nulla qui m’appartiene
la terra dove cammino
e le rose del giardino
E il mare spesso m’insidia
con capricci e moine
Amo questo vivere ad ostacoli
e prendo
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Gocce come lacrime scorrono veloci
sul capo, sul viso, fin dentro l’anima
Freddo e rigido il mio corpo trema
e s’affretta sulla via
seguendo il tremolante scintillio
A casa subito vorrei tornare
al dolce calor del focolare
e di più a quello
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C’è cui ama daveru cù cori,
e cui non vòli a nudu mai beni
c’è cui cerca u grandi veru amuri
quandu u trova, non s’ù teni.
C’è cui si fuma l’esistenza
e c’è cui mori c’ù nà siringa
nc’è cui è amatu e non penza
c’avi a mamma soi
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Che rimane
dentro i pugni e nel cuore
da ruminare verbi
e sintassi di vita
per rigiocare
abusati aforismi.
Ora intingo il pennino
nei tramonti sul mare
o nelle fosche aurore
di vite sempre uguali
ma diversi gli accenti
varranno a
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 | A cosa serve rimanere aggrappati
urlando di fatica a questo cielo nero
di soffocante notte
ovatta sugli occhi e nella gola
a tacitare questo urlo dentro
a cosa serve restare immobili
nell’illusione che tutto sia per sempre
mentre siamo solo
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| Amarilli è il tuo nome,
bocciolo di rosa, docile biancospino,
rondine che fa sempre, puntualmente, primavera.
Sono i tuoi sguardi, Amarilli...
sono i tuoi sguardi, acerbi,
che profumano di papaveri
e rosse margherite bagnate dalla
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| Sensi di tedio s’atteggiano
in questo mattino d’ansia frustrata
a invadere la povertá della mia anima
Assaporo la
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Ho sorvolato l’infanzia
come un giocattolo rotto...
e non l’ho mai detto.
Alla giovinezza
han sottratto sentimenti
da forziere di cuore...
a consolarmi signora depressione.
La primavera mi ha fiorito
tre girasoli e una calla gialla...
ha
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Cerco nell’aria
la voce del tuo respiro .
Tacita
lieve
m’arriva
come carezza d’un pensiero,
come petalo di rosa
che sfogliando cade,
come volo di farfalla
che sul fior si posa
come trasparente luce di un’aurora rosa
come riflesso d’oro
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Ho attraversato valli
e deserti senza nome,
mentre le ferite
han ripreso a sanguinare.
Non ci sono ponti
tra i nostri sogni,
avvolti in volute di fumo denso
e polvere salmastra.
La notte ha valicato i confini
portando pioggia
sopra i volti
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Cosa fare dei loro sorrisi
che dire a quei brulichii di prati
al gioco della campana
disegnato di bianco lungo l’asfalto del tempo?
Con quanta astuzia ancora
inganneremo i sogni, l’allegria l’essenza
imbottita da un sonno sprezzante.
Noi.
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Colonne di solitudini che viaggiano nelle scarpe rotte di fatica
storie di volti tormentati del pianto di un dolore antico
numeri e numeri di perduta umanità che affondano nella sabbia assolata della tragedia
sudario quotidiano di parole salate dal
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Le carezze perdute
non ritornano sui bordi della pelle
come i fiumi che esondano o muoiono
tra gli aridi sassi di letti
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La morte, la rincorsa, la rinascita,
i bambini che giocano,
il tempo che fluisce,
l’eternità sospesa,
le strade dissolte,
le traversate remote.
La rabbia, la tenerezza,
gli inganni i disinganni,
il sogno sospeso nello sguardo.
Gli amori
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| Eolo |
12/11/2018 13:42 | 1510 |
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Resti muta, e l’orologio schiva
la palpebra schiusa
il risveglio, un riparo.
-
Voglio provare il piacere
di danzare con la tua anima.
Con un passo di danza
io, ti attraverso il cuore.
-
Camminare, nel fosso
invisibili come pensieri
necessarie
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chiamerò ombra il pane dorato,
il vino che rientra nel pergolato secco
l’altra meridiana;
ombra l’incendio invisibile,
la campagna che vi risucchia minuscoli e belli.
Io sono quello che guarda i fiori,
il cane che cerca tra i resti della donna
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Son d’amor parole nel vento sussurrate
eran sappi da non corrisposti amanti
frasi un tempo scritte su fogli poi
da cuori insensibili stracciati in un cestin
a perdere gettati pur al rosso fuoco dati
ma da Venere pietosa raccolti e ravvivati
da
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È ancora buio là fuori
nonostante l’alba abbia già bussato
alle porte della notte e un gallo in lontananza
vanta il suo canto solitario.
Ci sono mancanze che riempiono l’indicibile
e svuotano ogni palpabile senso
sventrando albe e calcando ore
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Un brivido percorre il passato
quando in quel Noi
si specchiava il proprio vivere
ciuffi al vento seguivano
collaborando a farci sentire ribelli
musica d’altri tempi
ormai accucciata in un angolo
ritorna facendosi largo nel cuore
cercando quei
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 | Così che ci siamo guardati
dallo stesso spazio; tu guardavi i miei occhi
che guardavano i tuoi.
Lo spazio era fermo;
la Senna si muoveva col silenzio dei pensieri.
Ci siamo guardati. Ricordi? Quante volte
ti ho portata in quello spazio
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| (carezzevoli pensieri)
Trasportato
in altre dimensioni,
molecolarizzato
e sparso
nell’infinito,
colorato di orizzonti allegri,
alla sognante ombra vaga
di uno sguardo remoto...
Lì
ciondolante e appeso,
attendo un gesto
di viva memoria
o
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| L’annunciatrice disse in tono ansioso:
“Notizia shock, ... il mondo si è fermato!
Non girerà mai più intorno al sole!
Ma c’è un problema ben più complicato ...,
ovvero si è bloccato all’improvviso
e s’è posizionato in pieno inverno,
così
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| Il tempo delle lacrime è lontano,
tenere voci tornano nel cuore
fin dal mattino al primo roseo albore,
quando il
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| Come fosse
attraverso
setacci
sempre più sottili
che
la pula
dal grano dividono
qualcosa
nei recessi della mente
instancabilmente
vaglia
il frutto del mio esperire
ma a tal punto
che
di tutto ciò che vibra
attorno a
leggi

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E’ sto col tempo
oppure la intravedo
nel grande intreccio dei passaggi al nord
di questo scontro vivo e manovriero
mentre sorride solo cento volte
con la sua faccia candida e vermiglia
contenta di donarmi la pariglia.
Ed io la sento
la seguo
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Crepe taglienti nello specchio,
insolite alternative agli stupori
iridati.
Spezza lo sguardo la riga del tempo,
cinica smorfia ruga in bianco e nero.
Sui confini laceranti
lucido pàtine.
Strofinare ingannevoli percezioni
è facile come
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Diamoci del tu
Sorpassiamo
disagi della lingua
invasata
di classismo,
l’uso
impone
riverenti
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 | Così forte è questo dolore
così vivo e struggente
da farti sentire
ancora vivo.
Nella tua anima
è entrata questa angoscia
spegnendo la freschezza
della tua vita.
Eri rondine
una splendida rondine
che spiccava il volo
verso l’azzurro
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| Fuggono parole
prendendo altre strade
vogliono essere rincorse
...corteggiate
- femmine -
alcune affascinate
comunque
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| Angoli di cielo
in cui guardare
il lento scorrere del tempo.
Angoli di cuore
da cui nasce
una calma e dolce
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Tempo trascorso
a intrecciare fili
senza nessun ago,
nel silenzio dei suoi pensieri,
pensando a lontani giorni
ai desideri inevasi
e ciò che li circonda;
Tra meandri
di un monte tra fiori
che nessuno coglie,
in cerca d’oblio
trova la
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Rubo stelle
in una notte di luna
e vendo baci
a chi sogna l’amore
nemmeno un fiore
sulla mia strada
solo sguardi invitanti
di possibili amanti
ma l’ora mia vola
oltre le vette
che il cuore vuole
ho vissuto la pazzia
figlia di un rosso
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Lui nero merlo canterino
a raspar tra le foglie in giardino
lei, la bruna merla, dal muretto
spicca il volo fra i cespugli in fiore.
Lui alzando il capino
mentre si gusta un vermetto
vedendola tra i rami far capolino
inizia rapito da estasi
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serrata stiva
empia di foglie d’oro-
non passa il
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In punta di penna
scivolo sul bianco accecante
nel candore di una pagina
aperta da un raggio di sole
leggero e leggiadro
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Nella paura
che un futuro capriccioso
non permetta che si conservi
il giusto racconto di me
costruito dal tempo
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Filastrocca di una vita mai limitata
tra albe e tramonti spesso beata,
nella calura le carezze di spighe dorate
sfiorano le labbra di scosse anelate.
In nessun tempo e luogo ci siamo cercati
niente occhi e mani la strada seguiva i fiati,
il
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M’innamora guardarti sognare,
mentre il mondo giace silenzioso;
inerme m’abbandono a meriggiare,
nell’altalena del cuore mio virtuoso;
lì ti nascondi, nell’ombrosità dei penseri,
nelle stanze oscure dell’alma preziosa;
dove speme mia s’arrende, ai
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Un soffio lieve come l’idea dell’anima
scolla pellicole d’anni ispessite
e di loro i pulviscoli
sul riaffiorato cilindro dormiente
fra poesie di Borges,
indagini di Conan Doyle e
inquisizioni di Evangelisti.
Eccomi a scrutare ancora
granelli di
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Sarà che il cielo tiepido a Novembre
è come una carezza inaspettata,
ma questo autunno è un gemito d’annata
che richiama memorie, luci ed ombre.
Sarà l’ età che volge al vespertino
languore denso d’immagini care,
ma la stagione è voce delle
leggi

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Non sarò mai padre
e camminerò da solo
perché avevo troppo da fare
sul bordo dell’ombra
Non sarò mai amato
e guarderò i tramonti
di novembre come se fossero
la morte del sole
Vivrò nel silenzio
e scolpirò le mie parole
nella roccia
leggi

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Interminabili giorni di silenzi
pensieri roventi piroettano
in giochi acrobatici decisi
ad annullare il tempo fermo
dove le attese si vestono di nuova speranza
un limbo che ci esalta poi al culmine
l’euforia si placa scivolando verso altra meta
i
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Sono dentro il mistero dei colori...
una spirale che centrifuga
corpo e sensi
oltre l’immaginabile.
Sono tutta l’essenza del mondo...
nell’incanto dell’illusione
tra i vetri riflessi di sole
ed il sonoro fragore del buio
che ti fa
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Non ho certo risparmiato
le mie mani,
ma tu eri più importante.
Non ho risparmiato
il mio tempo,
ma tu venivi prima
di ogni altra cosa.
Non ho risparmiato
il mio sangue,
ma tu eri parte di esso.
Non ho risparmiato
i miei sogni,
mentre
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Quasi fosse notte di tregenda oscura
vaga piano in cerca d’incerto chiarore
tra esalazioni e fumiganti rivoli
segue quelle
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Canto il tuo corpo
di luce e fango
e virtuosa mente creativa,
il cigno dai momenti
colorati di blu
e dai voli plissé
sulle note d’un piano
e il tossire d’un sax.
Vortice di peccato,
canto, e di virtuosi accenti
mentre inseguo
suggestioni di
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E sai che si rivolta dentro sé
in cento e più riflessi variegati
ignara del domani coi perché
dei voli e i tanti salti avventurati.
Compra e ricompra all’asta il suo destino
volendo dare luogo a un compromesso
ma il cuore resta quello di un
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Melodia di noi
Ho lasciato il tempo fuori
mentre corrono i miei passi dietro un silenzio
che racconta di me,
di te.
Non ha voce quel vento dell’estate passata,
mi carezza il viso e negli occhi chiusi,
muoiono le parole mai dette
e quella lacrima
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Su e giù questo è il progresso
di una vita a mille pezzi
con chitarra e il suo successo
rotolato nei disprezzi.
Giù e su quest’altalena
è il mio canto all’esistenza
sole a sprazzi luna piena
son giocondo in apparenza.
E te la suono come il
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E non c’è dolore
da sopportare per sempre,
né gioia da vivere in eterno.
C’è una vita narrata
e una immaginata,
c’è un sogno da sognare
e una felicità vissuta,
c’è un limite senza regole
e una regola per ogni limite.
Quando il mattino apre ai
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Mi siedo in fondo al letto e ti guardo
a pancia in giù dormi serena e respiri piano
hai un polpaccio scoperto sopra le
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San Martino ne avrai ancor da rimpiangere
questi dolenti mosti dell’Estate
ultima. E piangerà sempre il mio cuore
sul mantello di queste eterne nebbie.
E tu... tu! con il vino ora le culli,
tu... profondo Mistero di Novembre,
anticipo del Verno che
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Depressione due
un lume si spegne
tristezza
vento tra i capelli
malinconia
angeli distanti
sulla strada foglie
pioggia e solitudine
con la testa tra le mani
piangi
non è mai festa
i giorni passano lenti
ogni movimento è un peso
vorresti
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Brandelli profumati
batuffoli a raccoglier pioggia
pizzi intagliati in trama di velluto.
Sogni ad intonar nuvole e
svanirle in lontananza
dileguarli in bolle di sapone e
colori a tappezzar pezzi di cielo.
Pittore a pennellar la vita ed
intonar
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 | Difficile trovare poesia
quando la strada calpesta
i suoi quadratini
ed il cioccolato profuma
di odori andati via,
la
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Antica ti poni al passaggio
biancore levigato al sole posto
Sterrate di cammini polverosi
sbirciano di chiassosi bimbi il rincorrere
tra i profumi della natura
al canto di uccelli operosi
coi pensieri lontano a sospingere
lá dove ogni sogno
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Un tramonto ritorna e in poche stelle il ciel fiorisce
tranquilla é l’aria e questo mio pensiero
che volentieri s’invola
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ho un rospo- invettiva
mi sta lì
lo raccolgo in un foglio
intanto lascio gridino le pietre
per la bellezza deturpata e
il suo esse- o-esse
per i figli del progresso dio- boomerang
dai chiusi orizzonti e una vita
di passi perduti
per l’uomo e
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Novembre giunge a consumare
ogni istante di cadute di foglie
che lasciano le piante spoglie
nell’attesa di un’onda di mare
o di un tocco di pura magia
che
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338169 poesie trovate. In questa pagina dal n° 36121 al n° 36180.
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