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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’180Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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Carezze appese al dirupo della schiena
nel ricordo degli indaci nascosti del tempo
Ho visto albe e tramonti volare
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Un avanzar mirabile oltre la siepe
armonica speranza lieta annuncia,
anima in turbine di parole che non riesco a trattenere;
“t’amo vita, amo il vivere in docile armonia”
fluido incolore ad espandersi in spiritualità d’amore,
ritroso viaggio
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Non ho niente più da temere
le lacrime bastano per tutte le volte
che ci sarà da perdere in amore .
A volte guardi
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Al campo santo di Gerusalemme,
apparve, Quale Iddio mantenne fede
la Notte, santa, in grotta, già a Betlemme.
Giardino
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Quante volte ancora giocheremo - noi -
che del gioco abbiamo perso il tempo
non il senso o l’aspettativa del sogno?
Quante
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In sue calde movenze
profondo mi scuote
l’attimo intenso
Distante nell’aria
de’ tenui bagliori
sospira il silenzio
Immerso nel fondo
disteso mi scorgo
perduto, nel mondo
All’ombra dei sensi
e di eterei sospiri
il soave abbandono...
Nel
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E tornerai da me sbavando amore
tornerai con quel solito pallore
del tempo che segna e non perdona.
E m’ingoierai in un boccone
appagando l’infinita fame
d’essere priva di quell’appendice
che gocciola miele ma non nutre.
E t’aspetterò sornione
con
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Sempri appressu o grossu di penzeri
stannu li iornati di chisti tempi
penzi e vidi sempri sulu cosi mali
non c’è cchjiu amuri attornu a genti.
Però ogni annu, prima u arriva Natali
sembramu tutti comu mariunetti
tutti cchjiu duci, tutti assai
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 | Sotto un cielo
dai mille colori
le fronde annunciano
al vento:
parlano di bimbi abbandonati
li ascoltano e consolano.
Essi sanno di vivere
un momento sbagliato;
forte è l’ansia del distacco.
Giocano e saltano
ma la gioia è sepolta
sotto
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| Con ritmato movimento,
a volte lento, altre veloce,
eufoniche, vive immagini,
incarnano nostro Amore.
Tenere carezze di
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 | Perditi nella mia memoria
io ero li, e ti saprò trovare
E se ci prende il vento
saremo come foglie
- ovunque, e in nessun luogo -
Tu amore mio, quale nome mi daresti?
Ne inventerai uno per me
cosi che sarai la sola a conoscerlo
a potermi
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| La selvatica calla dopo il lungo
sotterraneo sonno torna a veder
la luce, prima un sottil germoglio
un’ esplosione poi di larghe belle
verdi foglie in attesa nel tempo,
ai primi dell’estate, alla vista
offrir il bianco fiore e la pannocchia
rossa,
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Corri ragazza, corri
lontano dalle tue malinconie
Aggrappati ai rami più spessi
quelli che sorreggono il mondo
e non temono né temporali
né venti di libeccio.
Hanno radici solide
sotto la pelle ruvida
che sprofondano
nel centro esatto del
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Come in un giorno di festa,
quando il retaggio dei giorni
è vivo dentro,
il vestito della realtà
perché non allontani lo spettro
del mendicante in miseria
vestito di stracci.
Indosso la mia pelle,
nuda verità di chi ha lottato
per amore,
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| Eolo |
27/11/2018 08:50 | 1535 |
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 | Gioca coi piatti il grosso vivandiere
raccatta cibi in cerca del piacere
aggrovigliando atomi di fuoco
marcando ogni pietanza e lui che è cuoco
attivamente vaglia monta e inforna
travasa uno sproloquio e poi lo storna
impresso dai suoi fili di
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Non è cambiato nulla
nel tuo lungo cammino.
Adesso è scesa un’ombra tanto amara
sugli aridi silenzi del tuo cuore
ricordo di un’immagine a me cara
scende la pioggia e scioglie il mio dolore.
Forse con te la vita è stata avara
non è potuto
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(racconto un sogno)
Ti ascolto
mentre parli
e il mio silenzio è musica
nel pentagramma
delle mie ore solitarie...
E ti immagino volo
con ali distese
su cieli calmi,
su mari dominati
dal tuo sguardo...
Va la mia fantasia
a creare
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Quel giorno, a Roma, in Piazza San Giovanni,
ci stavo anch’io ... ed ho visto tutto:
i soliti “infiltrati” fare danni,
per
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 | "N’auciello s’è pusato
’ncopp’’e fronne,
mentre na lenza ‘e sole
te luce int’’e capille.
Che pace e che silenzio,
c’addore ‘e sciure attuorno,
e tu zitto me guarde
’a dint’’a ‘sta curnice.
Jo aizo ll’uocchie ‘ncielo
e prego a te e a Dio
" Nun
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orme di rimpianto
tratteggiano un percorso a ritroso
nella risacca dei ricordi
m’incammino
dentro una nuvola stanca
insabbiandomi sempre di più
in pensieri
ancorati ad un porto defunto
senza vento che li bagni
o solco che li
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Lontano dal mio domani
curo il tempo dell’attesa,
sospeso nell’aria che mi porta.
E vago sulla strada senza passi
al confine di uno sguardo perso,
regalando vita
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Un fiore -vuole essere amato
un dono -come tale apprezzato
abita il mondo senza vergogna
sogna e fugge da ogni menzogna
un germoglio capace di sbocciare
tra quelle mani pronte a cullare
parole che trasformano nuvole
in disegni che sembrano
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Da questo momento
conterò le gocce di fumo
discese dall’ombra
per mietere l’ultima sera
E non avrò altro che buio
fra le dita gelate
da questi giorni maledetti
di tardo autunno
Su questi liquidi oscuri
trarrò la mia forza
e non metterò
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La terra cammina
la mente si ferma,
mi nasce un cammello
dentro il cervello,
mamma mia cosa hai fatto!
adesso come faccio
il deserto è lontano
ed io non trovo più la tua mano,
mi sento disperato
piango come un gatto
sui tetti delle case.
E
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Arresto la mia stasi
che corsa non è stata
e il ricco resta a strati
semantica di potere.
L’inverno sta arrivando
a fiotti come schegge
e io non sono bella
vestita di rimpianti.
Non scavo
un solco in più
e il viso mio non lascio
a voci
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Una notte prima dell’aria frizzante,
la vedo addormentata dolcemente
mentre il micio l’accarezza
e le coperte l’avvolgono in un manto.
I pensieri volano, nell’argento delle stelle,
ai giorni trascorsi con lei,
quando respiravo l’aria tersa
nel
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Estroversa quiete mi trasporta
al largo di una tempesta.
L’attendo sul molo di una barca a secco...
e non so più remare incontro alla corrente
del maltempo.
Vorrei che si spegnesse il giorno,
chiudendo gli occhi appresso all’affanno,
in pieno
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Vorrei più volte
non uscir di casa
per non mettere
mano al borsello
che più ci metto
più vuoto lo trovo
non solo il borsello
ma anche il carrello.
E visto che non c’è
altra via di uscita
ho deciso
di mettermi a dieta
allontanando
i cibi più
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Non mi basta mai
berti sacrale così
da spargerti
in me come sei
nel moto capitato
per noi
un giorno d’ altalene
di
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Nel sole
d’un tramonto sul mare
pensieri
crucci
tuscaniche lesene spiccano
a compagnia
stridenti
austeri
s’un letto di colori
mirto, lentischio e leccio
venature
d’olivastro e d’alloro.
E in cima
a cuspidi d’azzurro
mi ritrovo sereno
a
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Taci!
Io non dirò nulla.
Ci saranno silenzi
carichi di parole non dette,
di mani a chiudere le bocche.
Taci!
Io non dirò nulla,
mentre altre lacrime
ingrossano torrenti
che mai porteranno al mare.
Taci e subisci,
taci e nascondi,
taci e
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Il bavero alzato,
le tese piegate,
il sigaro tra i denti
le mani nelle tasche svuotate.
Aspiro le note nella notte
e mi
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Racconto sottovoce al mio mare i malesseri
nel mio parlar all’anima
e al volgersi dell’onde
che rotolano
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Ed io lo so
che questa nave
non porterà da nessuna parte
ma quanto meno
toccheremo gli argini del fiume
i limiti del cielo
il fondo del più profondo
di questo sacro mistero
nell’Oceano dell’anima
dove i pesci sono sinfonia
e la melodia non
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Sono confini
quelle parole frapposte ai tuoi silenzi
che segnano il guado di accesso sradicato dalle intemperie,
dal quale
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 | In ogni donna c’è una madre
anche del figlio che non partorirà.
In ogni donna c’è una compagna
anche dell’uomo che non
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| Se fanno tanta suonne,
se ‘ncontra tanta gente...
ma chi ‘o penzava ca esistive tu
E’ overo, te l’aspiette...
nun pierde maje ‘a speranza,
’e vote chesta vita è ‘na cumpagna
Se po’ parla d’ammore,
d’’e cose cchiù profonde...
e mentre ‘o dico
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La sofferenza in volto
e un brandello di vita tra le mani
un’afona luna s’eclissa
sul fondo della mia anima.
Ma negli anfratti
d’un baratro profondo
dove ogni gioia è spenta
l’eco d’un sogno tanto amato
m’abbaglia catapultandomi
su un cammino
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 | Nitida alba coglie mio risveglio,
vallata di rugiada traspare agli occhi,
ricordi di padre dal tempo nascosti,
incollati dal cuore nel profondo
dell’anima.
Pagine di memoria s’aprono
al cielo
e la mente ammaliata
dal tuo dire e pensare
dona
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Oh cuor batti come tamburo,
colomba in cielo a
cercar amore e pace.
Sei alito non posso trattenerti.
Vai ove il baglior ti gloria,
e l’amor non
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Lei è un elemento che nuota nell’acqua,
è lo scoglio che fende quell’onda,
s’arrampica spesso sul raggio nascente,
cammina a ritroso e fa il verso del lupo.
Di notte non ha paura. all’ombra cammina,
la luna riflette il suo sogno, va in cerca
di
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Il primo sigillo fu di zolfo e d’azoto ciascuno in due parti col quarto suono impappolato a sbafature tecnolosse di bolle sterminose di sapone in inibizione completa e astratta a riflettere il quarto colore della luce fantasmata nell’arco fuso e colato
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Qui, perché di te respiro ancora
le cose che non hanno forma e nome,
qui, nel po’ di fumo, assorto come
davanti ad un
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Origina da reciproco rispetto
non si misura in piazza
e men che meno nel suo dire
nell’anima le tracce del suo fare
e
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Pomeriggio d’autunno tempo incerto
alberi spogli a dar luce sul parco
il poco sole barriera non vi trova
scivoli dondoli altalene rotante
una giostrina giocano i bimbi
alcuni stranieri e con lor contenti
e gioiosi mia nipote corre, nel
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 | Un tempo ti scrivevo spesso
e mi svegliavo all’alba tra le rose
un tempo le nuvole erano più chiare
e si sentiva la pioggia, un tempo
e io morivo spesse volte, un tempo
l’organo della chiesa si sentiva ancora
e i campanili erano di vetro
io ti
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Fatima, antica, fu devota e santa;
Fatima è un luogo, anche, in Lusitania;
pecore beate, al ciel che molti piani ha,
fede
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Non sempre la serietà di un volto
lascia trasparire quello che dentro rode
non basta la felicità negli occhi altrui
a debellare quanto nel tempo ha corroso
urge una volontà difficile da afferrare
affinché il futuro possa di nuovo
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Te lo sussurro piano
io, che ti voglio
tu, distratto te ne vai
lontano con i tuoi pensieri
Sfioro la tua pelle,
il vento agita le nuvole
Occhi si chiudono immaginando
ciò che la realtà non dona
Te lo sussurro piano
io, che ti voglio
qui,
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(non posso fare a meno di essere in te)
Solo
le tue parole,
i tuoi taciti sguardi,
il ricordo
non tanto lontano
dei tuoi sussurri
alla mia anima perduta,
come volo di farfalle
che dolcemente lambivano
un cuore sognante,
possono far
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E’ da quando t’ho incontrata
che la vita è diventata
un deserto sconfinato
senza un’oasi incantato.
Oltre a te,
non vedo più niente,
non vedo più il cielo,
non vedo la luna,
non vedo le stelle,
non vedo neppure
le cose più belle!
Quando tu
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Infelice è il tuo canto
o sera...
quando raccogli il cuore
in una conchiglia di ricordi,
tace il brusio del giorno
e le
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 | Essere un altro,
con il volto di cera
e sembianze polimorfe
di un essere senza identità.
Vorrei avere il nome di un altro,
per non essere riconosciuto,
essere essenza volatile
in un movimento artefatto
di moine e inganni.
Vorrei non avere
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| Eolo |
26/11/2018 04:20 | 1425 |
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| Se non m’aiuti non so cosa fare,
son qui arrivato sol da qualche giorno,
dopo una triste traversata in mare,
e laggiù non posso più far ritorno.
Han me costretto ed altri ad emigrare
guerra e fame con le rovine intorno,
a guida d’un... solo atto a
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| Averti perduto
è quasi come non averti
mai avuto
in un cuore che muore
nell’inverno oscuro.
Non l’avrei mai
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| Nati lontano dalle stelle
pur cullati d’amore forse malato.
O forse più forte di ogni dura sorte
e degli inciampi del tempo.
Dai giochi delusi ed esclusi
per menti e carne distanti
e lontani da ordini e uniformi.
Aiuto!
E nessuno in
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| Non ci sono confini nel silenzio
l’amore è essere nelle piccole cose del creato
gioia di vivere la grazia che è in noi
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Troppa luce,
i miei occhi
han guardato troppo le stelle, la luna, il sole .
Troppo azzurro
in un cielo d’estate.
Troppe lacrime versate,
troppi sospiri.
La mente si rifiuta di ragionare
e continua a fantasticare, a sognare.
La realtà? non la
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E se pure
fosse
in un lucido sogno
che
alle prime luci dell’alba
nella mente
avesse dimora
della realtà del mio sentire
come potrei
mai
dubitare?
D’altronde
ben lungi d’esserne
l’effimera
prevedibile conseguenza
degli infiniti
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A lato della strada
un angolo nascosto
e poi ne paghi il costo
con gli anni deputati
e resettare
il suono del violino
sul pentagramma avaro
delle note
che possono dar fuoco
alla tua legna
e alle asinate ottuse
del destino
ma il tempo ancora
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338336 poesie trovate. In questa pagina dal n° 35731 al n° 35790.
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