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Sei un volto a me ben noto,
tale all’ unico della sfera lunare
dove le pianure sono mari di pensieri,
identici all’ armonia del nostro destino.
Rappresentano un’idea opposta al percorso
nella strada maestra della vita precedente:
ti distacchi
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Quante volte,
papà
ti ho cercato là dove si perde il giorno
e il silenzio annienta i contorni.
Smarrita
immaginando il tuo sguardo
sorridente
tra macchie di nuvole
lievi come un bacio al mattino.
Gli occhi serrati - un momento -
ed eri
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cala la notte
la vita viva
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 | Sussurra forte il vento
in un angolo d’un antico viottolo
dove regna un silemzio ovattato
nell’alternanza di luce e
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| Ascolto
la teoria dell’Universo.
Che cosa
fa muovere i pianeti?
E cantare
una rondine?
E vestire a neve
e ghiaccio la Terrra, se essa
non ascolta?
E’ l’anima...
L’anima delle cose
create...
Cosa resta, se un uomo
si sente solo,
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Nella nebbia ritorno a cercare
un’alba che tarda a venire
solo ombre confuse
piccole sprazzi di luce
dentro un cuore che non ha pace.
Nella nebbia
disegni di vita
che forma riprendono piano
aspettando con ansia che il vento
l’angoscia si porti
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Io sono qui sazio dei miei giorni
a mezzodì dei girasoli
quando il sole é alto sulla terra
e non può allontanarsi dal
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 | Evanescente il languore,
mi tocca una calma
che non distorce
il suo contrario;
come una droga
che mi assale
non riesco
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All’alba, nuova forza alberga in me
che la via ad appianare mi conduce
a superar le insidie, lenir gli affanni
che il vivere la vita da tutti esige
Compie acrobazie il mio pensiero
come sul filo tra terra e ciel sospeso
nel tempo breve di diurna
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Tra un sogno e l’altro ero desto
al centro di un palco intriso di mistero
a declamar versi sommersi e poi sparsi
nell’etere di un paese a me straniero.
Ma ad un tratto si accendevano le luci
e non trattenevo lo stupor nel veder
che mi trovavo in
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Con i ricordi a riecheggiare
nella sonoritá del passato
mi consegno ostaggio al destino
dopo aver attraversato la
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Alieno, tra la gente che conosco,
passerò per caso dalla badia,
ove risuonano i rintocchi della guglia.
Se tu sarai
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Fiamme d’amore sono delicate:
per gocce d’acqua possono morire;
devono esse sempre
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Che fosse indemoniata da tempo sospettavo
sguardo torvo occhi luciferini brutta faccia
quel parlottar maligno tra se e se
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Ne ho viste tante sai
di donne senza volto
la luce spenta dentro agli occhi
il seme nelle carni, di paura.
Le ho viste
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Ora che i dadi sono tratti e le sette meraviglie degli abissi neri
sono scesi nei germinosi vivai della terza figliolanza, ora
noi parleremo tra i sicuri covi del tetto più alto, nei saloni d’Eternia
dove la sinergetica massa dei mali che là
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Affondo in tuo intenso sguardo
scorgo fiumane d’immagini
il disarmante sorriso tuo viso
tua gaia ardente
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Cresce l’onda del mare
copre spoglie ombre d’alghe.
Il cielo dipinto di grigio
d’un fibrillar di case
cade la maestosa
cupola d’amore.
Sorridono i demoni al misfatto.
Ma la sapienza del “Padre”
d’amore Infonde i cuori
si stringono
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L’ormeggio oscuro nella notte
dove arrivano i pensieri
e le parole, sussurrate al vento
tu vienimi alla mia deriva, raccoglimi
scrivo nel mio cuore di carta
un’altra poesia, due parole unite
due suoni sordi nello spazio vuoto
vienimi nel silenzio,
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Tappeto volante
è pan del poeta
dall’afa rinfresca
cerchi perfetti
affresca nell’aria
dirada le nebbie
e innanzi
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Queste signore cadute hanno fiumi bianchi
anelli di sabbia, seni trasparenti:
a volerle bene è inverno da un’ora.
Mi faccio il mio piccolo posto
dentro l’impalcatura d’un volto
e salgo piani d’emergenza, vedo
il fuoco sulla neve
il sorriso che
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Eloquia, il Sommo, ambrosia blu del Cielo
fulgido, di una tinta celestiale.
E’ come un oboe usasse, spirituale,
che in
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Quella scatolina ha tanto da dire
peccato però che certe parole
non possono essere ripetute
solidarietà viene meno
quando s’intacca il personale
nessuno vuole seminare verbi di conforto
la privacy arriva dappertutto
un gioiello non sempre ben
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Oltre quello sguardo
ci sei tu
coi tuoi infiniti di luce,
ad ascoltare
verità e menzogne
di una realtà apparente...
E poi
il mio sogno
in cui imperi
e dirigi
pensieri e volontà
verso mete trasognanti...
Eppure
non riesco a dirti
quello che
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Trecento all’ora senza gli avversari,
perché sconfitti tutti ad uno ad uno,
volavi sulla splendida Ferrari ...,
non ti
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Mi regalo tante stelle in un cono da gelato,
la fanciullezza che ancora riesco a vivermi,
la luna nell’ombra oscura del cielo
che osservo ogni sera.
Mi regalo il giorno,
il giro delle lancette di metallo
che segnano i dodici numeri
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 | Forma, sei
faccia dell’immanente
ritmo che tende rughe
nel divenire libertà
fino a terra chinandosi
sangue dei solchi,
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| Come
in un paesaggio di sogno
che al risveglio
inalterato permanga
l’occhio
opalescente
della Luna
verso l’orizzonte
declinava.
Saggiando
la disponibilità
della mia
assonnata consapevolezza
appassionatamente
mi invitava
a non
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È tutto pronto! Carta prepagata,
er termos siggillato coi caffè,
la lista pe’ l’acquisti evidenziata...
e tre compiuter
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Non sono ancora morto
qui fra queste ombre
che la sera consegna
senza avvisare
Non mi sono ancora perduto
qui fra queste stanze
gelate dal respiro
dei colori del tramonto
Forse domani cederò
al vento di ieri
ma non è questo il momento
di
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La pioggia e tu fra le mie braccia
col cuore che mi batte e la tua mente altrove.
Tutto è silenzio in questo viale.
Dentro di me ripeto le tue parole d’amore
ascolto la tua voce che accarezzava il cuore.
Conosco il silenzio amaro
presagio
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Ricordo quei vecchi viaggi in treno
dove un intero paese improvvisato
condivideva col sedile, il pane e il
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Cerco l’amore
negli occhi, nelle parole.
Cerco la comprensione
nei gesti, nelle azioni.
Cerco i sentimenti
in ogni dove,
cerco l’amicizia
la condivisione.
Cerco l’empatia,
la cerco ove
penso regni ogni forma d’amore,
cerco la simpatia
la
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Un refolo di vento ti sfiorava il viso
mentre caduche foglie
danzavano l’ultimo refrain;
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In una oscura serata,
tra tuoni, lampi e scrosci di pioggia,
un uomo, dalla bocca serrata,
aspetta, fianco a fianco alla sua valigia.
Lento è il ticchettio del suo savonette,
arrugginito dagli anni trascorsi,
macchiato come il suo cuore che
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La nebbia regna sul borgo d’autunno.
Per la via di campagna e per le ripe
da’ un noce cadono i gusci anneriti.
Gusci di
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E’ un fresco mattino
di pace e di armonia,
allietato da una sinfonia
di flauti e di violini
che inneggiano alla
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Una luce cinerea smussa le ombre
su quella riva del lago
dove stamane me ne sto seduto pensoso.
Appare fioca, levigata,
poi d’improvviso esplode
nel prosieguo del mattino.
E’ così calmo e placido
questo paradiso
da farmi desiderare momenti
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Dolce brezza nell’aria
sapore di rose sulle labbra ...
Il profumo mi veste la pelle
m’inebria
nell’incanto
di un mattino di luglio.
Gioca il sole a far colori
tra i rossi boccioli
sfumature scarlatte
di velluto, di porpora .
Un respiro
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Mai sono solo
lontano da te,
mai!
Non esiste distacco
alcuna separazione
profonda come fiore
attaccato al gambo
per
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E’ come scalare una montagna,
arrampicarsi,
con corda,
chiodi,
scarponi,
cintura di sicurezza,
avanzando lentamente
passo dopo passo,
mettendo bene i piedi
sopra la roccia.
La vetta è ancora lontana,
andare oltre,
anche con la tramontana,
ci
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Già sveglia - l’aurora dentro -
non rimpiangi il momento
di avermi condiviso con lei
in questa notte di una vita
vissuta ai margini d’uscita.
E non serviranno parole
a intrecciar redini d’amore
già segnato da un destino
senza poterlo invertire,
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Verso di assiolo improvviso
nella buia e fitta foresta
silenzio tagliato di netto
come cielo squarciato da lampo.
Di
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Impopolare la santità
assai piacevole la volgarità
la tecnologia è padrona
figliare è da cafona.
I dubbi una necessità
allarmati senza sincerità
giovani zombi come Giona
emaciati in luoghi fuori zona.
Società in cerca di neri
non perdono
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Attraverso la porta
che dal dí m’accompagna alla notte
assistendo
negli spazi intorno
al vuoto delle
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Nel silenzio della notte
mi attraversano brividi
misti ad emozione ...
scivola rugiada
imprevista.
Non capisco, non capirò mai,
forse non ho mai
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Non portarle tutte a veder le
stelle, o la luna ch’affaccia su
un mare petrolio. Portaci solo
quella che non desidera
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 | S’addormenta l’amico sul mio grembo
di peonie e astri, gentile lo sfioro
come una madre nulla gli domando-
è giunto
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 | Parlo di te al vento che
non ha confini,
all’amor pudico che sconfina
lontano
raccogliendo emozioni
tra le pagine dell’anima.
Parlo di te al volo d’uccelli
che liberi nel cielo
cinguettano allegria
al nuziale corteggiamento
armonia
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| M’attardo in quiete, nella sera
oltre il nero telone della notte,
seguo nella poca luce, le voglie
dell’unico,
leggi

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| Come un cavaliere,
uso la penna al posto della spada,
non difendo nessuna damigella,
ne intendo ammazzare draghi,
nemmeno,
sfidare il rivale concorrente
al grande torneo del re.
Con la spada biro,
mi apro varchi,
attraverso praterie,
taglio
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la mia mano si ferma su un foglio bianco .
non so piu scrivere.
la mia mente si e’ chiusa...
i miei occhi non vedono altri orizzonti.
attorno a me ...
e’ tutto bianco... la neve, la bora .il freddo
i gabbiani intirizziti non sanno piu’ se volare o
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Partimmo in trecentosessanta tutti ammassati
da lontano guardando sembravamo abbracciati
una lunga crociera sul "filo" di speranza guardando al futuro
un battesimo d’acqua salata... scavalcando quel muro.
L’orizzonte sembrava l’America... visto dal
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 | Il ciclamino soffre al tuo balcone
rigonfio del suo duolo e vuol morire
e l’orchidea che piange e si dispera
vorrebbe almen compagne in sfogo amico.
Basilico che mano più non coglie
rimpiange e inoperoso sta appassendo.
la vita sua è finita se
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| Da tempo i tigli han perso già le foglie
il vento in un angol del giardino soffice
ne ha fatto mucchio, da giorni gli
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 | Vestono le valli
il vestito caldo d’autunno
e passa il vento, come i pensieri
ultime rondini vanno
in ritardo sui giorni
e li guardo sparire
come le ore
qui, trattiene la terra il gelo
ne conserva memoria
come una ferita schiusa
che in primavera
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| A volte si fanno pronostici
e poi tutto invece va a rotoli
arrabbiarsi non conviene
è il fato che ha già deciso per noi
non resta che girare le spalle
aspettando il momento in cui
ogni problema sia risolto
facile a dirsi
più difficile a farlo
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| Quando il vento chiama le foglie
gli alberi all’obbedire rispondono
tra i rami al devoto richiamo.
Spente di colori
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 | Un poeta sceglie
di vergare sul foglio
semplici parole d’amore
al fin di cullare il cuor deluso.
Nel suo pensar abbraccia
quel tormento che dilania
e nel verseggiar s’accinge
a lenire quel dolor che duole.
L’amica penna scandisce il
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Sotto a stu cielo fatto ‘e stelle spase
‘a chiocca stranamente bussa e trase
e cerca e se turmenta e so’ quatt’ore
si chistu spanto fete oppure addora
si crede ca stu vierno è puntigliuso
si ‘a penna se cunfessa a chi è schiattuso
scrivenno
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338163 poesie trovate. In questa pagina dal n° 35701 al n° 35760.
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