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Non so come ti chiami,
ma so che sei la donna
più bella e più divina
di tutto l’universo.
Due occhi così belli
nessuno li possiede,
i tuoi capelli biondi
abbaglian più del sole.
La bocca sembra un fiore,
un fiore immacolato,
che s’apre a
leggi

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(notte inquieta)
Toccavo estasi
in quegli attimi di luce,
tenevo per le mani il tempo
e lo incatenavo a speranze...
Troppo breve
una notte di sogno,
quando sguardi
cercavano parole non dette
in cuori accesi...
E il mio delirio
non aveva
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Litigo davanti allo specchio
lei in un momento d’ira incendia anche i pensieri
io immagino d’esser sorda e cieca
ridimensiono il mio vocabolario
ampliando immagini.
Lei spazientita punta sulle parole
tutto l’opposto delle sue turbolenze
io
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 | "Io lo guardo il sole,
gli parlo, lo sento...
lui mi riscalda e mi carezza.
Parlo col mare,
lui mi abbraccia
e mi culla col suo canto.
La mia anima parla alla tua
le mie parole rimbalzano,
ritornano qui timide,
dove tu vivi
nel silenzio
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Si chiude il sipario e le luci riprendono vita
lo spettacolo anche quest’anno è finito
chissà poi a cosa sarà servito...
il pubblico abbandona il teatro
mentre gli attori in silenzio
e a capo chino, lasciano la scena
senza aver fatto
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E questa terra stava
con i suoi monti di pietra muti
e quella pioggia che insistente scivolava.
Il vento non dava tregua di giorno
un fiore ... bianco
la tremula acqua d’un rigagnolo
ed una fila d’alberi sotto un pallido sole.
E di notte
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Non ha più tocchi
il campanile del mare
nè scie luccicanti
il guardiano del faro
gemono corde d’onde
come violino stringato
dall’indifferenza.
Tra un vagito e un rantolo
si spengono le vite
senza carezza di Nettuno
nè dai figli di
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Il vicino di casa
mi guarda come se conoscesse
il nostro segreto di seta
ed io cerco
Di appartenere ad un altro tempo
più lontano
dei sogni di cartapesta
che affollano la mia strada
Anche le luci delle scale
si spengono al mio passaggio
ed
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Nuvole,
inseguirsi di frammenti
di necessario vivere,
quasi grido e a volte stalattiti dell’anima.
Incontrami e dammi
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Sarebbe bello chiacchierare insieme
sotto i raggi di questo splendido sole.
Parlare del più e del meno.
Sommessamente.
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Bianca, come un velo di sposa
che scorre su prati argentati.
Bianca, come panna montata
che scivola dai muretti di
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 | Po’ venì a tutte l’ore,
che buggera,
er dolore.
Me gira la copoccia,
comme n’à trottola,
ho l’ossa rotte,
me sa che mè venuta l’influènza,
la terzana è arrivata a trentanove,
c’ò sto focone,
su er corpo mio ce posso coce l’ova.
Poi me viè da
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| Er tempo è come l’onna su la riva
che batte er littorale e lo consuma:
quello che è paja, prima era ‘na spiga:
gnisuno
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 | Si può fare.
Si può prendere il dolore
- quando è tanto -
e trasformarlo persino in canto.
L’ho visto fare.
L’ho visto prendere, urlante,
con entrambe le mani
e stringere talmente forte
da divenire diamante.
Diamante che luccica
ad occhi
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 | Volo all’indietro
d’un
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Quando chiudo gli occhi ai ricordi
riguardo i nostri sogni
a te che sorrisi più non hai.
Quando chiudo gli occhi, è l’ora che più mi manchi
e l’ora che vorrei essere accanto a te
essere al posto del cuscino
invece sono in sentieri senza
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 | Accarezzo l’idea
che mi proietta a te
vivida aurora d’inverno;
aridità
nel pendio del tuo viso
occhi di Terebinto
e sorriso
di fior di melograno
contorni di luce
e occhiata
oltre i suoi ruderi
fenditure
di mille
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| Questa notte, Luce, ti ho sognata.
Danzavi sull’erba coi tuoi piedi nudi.
Negli occhi il riflesso dei peschi in fiore,
i
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| Mi lacera la tua indifferenza:
dimentica quei tuoi falsi amici,
ché mi manchi, manca la tua essenza
e manca l’esser insieme, felici:
mi fa gioir la tua sola presenza,
che risana sul cuor le cicatrici.
Anche il sole nota la tua assenza:
si cela
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| Ad ogni uomo tocca,
prima o poi,
un viaggio su una strada innevata
che resiste al sole.
Da sempre, negli angoli
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 | Sintonizzata nel virtuale,
Adesso torni d’oltretomba.
Vieni a scrivere un capitolo
E da me cerchi venia.
Ma perché torni da me?
E’ il karma la tua pecca?
Or scandisci in dolcezze,
Ricordi del passato.
Sei stata una fenice,
A far credere
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E risento il flusso della vita
ritracciare un cammino.
Un nuovo slancio,
un passo avanti verso la luce
che allontana l’oblio.
Speranze attese
viaggiano oltre il tempo, s’impregnano di cielo
e spoglia il vento, l’anima da ogni velo.
Un nuovo
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 | Nasce nuova giornata di pensieri vivaci
cala dal roseo avvio celeste,
viaggia nel notturno riposo delle braci
schiera già in chiara veste
di felici moti posati sulla porta a vetri
della vecchia serra
nell’incanto di un roseto potato .
In tempo
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| Voglio bere
il vino dell’amore
in questa notte di dolore
il sudore
non mi abbandona mai
ed il cuore trema
lascio
le lenzuola mie bagnate
ed infangate ho le scarpe
al cielo grido,
solo il mio suono sento
che si perde fra le
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| Quando verranno le sante vergini sulla spiaggia
offri loro da bere
offri loro da bere
Quando verranno le vestale sulla
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| Seducevo aria
che inspiravo ignara
- prima di trovare
altra occupazione in terra -
spensierato
un invito nel cortile
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Passan ore funeste e giorni a
correr fra nuvole e tralciar il cielo,
gocce di pioggia ad annaffiar erba e
anima intrisa di dolore
or lieve, or pietra a divenir peso di vita.
Involucro di verde a tappezzar occhi e terra,
pappaveri ad abbellir il
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Vinto Il riposo
si scalda come tazza sul fuoco
avvolge di cadenza propria
respiri osservatori
di quelle barche pensose
al movimento planato
accogliente padron di casa
sciolto
disinvolto
brodoso
di soprassalto vigile
per un rumore
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Rimesterò il terriccio
e ne impasterò uno nuovo
sicché i semi possano
germogliare in fiori
e le rose
si allungheranno senza spine.
L’inverno
avrà il sapore del raccolto
e ogni tentativo
rinsalderà l’aurora,
ogni similitudine di ieri
sarà
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 | Quando le nuvole
le rondini
e gli alberi e il vento
e le nebbie, e le colline
il sorriso e la malinconia
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Il tempo stringe
e oltre la nebbia non vedo
vorrei volare
ma la vita mi ha tagliato le ali.
La fantasia più non mi convince...
si arrende e si ferma nel petto
accanto al cuore che balbetta
troppi abbagli e troppe sfide
cosa dovrei
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Polla di fuoco è l’orizzonte, l’aria
come pece che cola dal crinale
i monti ammanta un’ombra lunga e insidia
un universo poco funzionale.
Un universo oscuro - parallelo -
fatto di sassi e di spigoli e scale
dove non sempre il sole scioglie il
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da altro sangue
a convergere i nostri destini
e tu dicevi
"trentaquattro all’alba"
di giorni da sgranare
poi Nina frammento di stella
a renderci lieta la
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Mi attraversò la notte
assieme al lieve profumo delle rose
e il canto taciuto degli uccellini
ed io attraversai il
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Cinquanta
adagiati lì su quel talamo
in attesa di un bacio
che sempre vivrà il gusto del primo
chiamano con il ditino dell’infanzia
chi nel tempo ha condiviso dolcezze
figli nuore nipoti cognati
riuniti intorno al fuoco
commossi cercano
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 | Laggiù dove finisce l’orizzonte
Anno nuovo, mistero da esplorare
Nessun uomo sarà più come prima
Nei pensieri voleranno ricordi
Ogni cosa avrà immenso valore.
Con mille coriandoli colorati
Ho infiocchettato le dolci illusioni
E con cura le ho
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| Un giorno me ne andrò da questa vita
e spero tanto di venir “cremato”,
quel giorno con la gioia più infinita,
scomparirò da un mondo scellerato!
E, dopo, ... tra le nuvole del cielo,
osserverò, dall’alto, le ingiustizie
che avvengono nascoste
leggi

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| Non c’è bisogno di luce
quando mi appari davanti,
coi tuoi occhi di stelle,
col tuo sorriso pieno d’albe:
sconfiggi ogni tenebra,
rassicuri ogni speranza...
Esplosioni di primavere,
prodigiose attese
colme di vita
è il tuo vestito,
speciale
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 | La lluvia cae silenciosa
sobre mi rostro pálido,
confundiéndose con el llanto
de mis tristes ojos.
Estoy pagando caros mis antojos
y los momentos de amor
que tu me diste...
Tu olvido me hiere, me lastíma
como una lanza envenenada,
y más sabiendo
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magnifico
ardore di neve
distante dalle gole del buio
ai miei occhi
un segreto silenzio
la rovina e
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Mi sono persa,
mi sono persa e non ancora ritrovata.
Nella grandezza della fanciullezza ero avvolta
e nello splendore del futuro avviata.
Però se soffri tu, soffro anch’io.
L’ombra di quell’Amore apparteneva a Psiche,
ho, poi, dovuto rubarti per
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E i vuoti lasciati dalle assenze
si riempiono di malinconia e di cose da fare.
Cosa vuoi che sia? mentre tu vai via
e
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sulla soglia dell’ eternità
in certi sguardi tuoi
s’ intravede l’ infinito
la vita dopo tutto è solo un
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Il mio terrore è
non durare oltre quest’attimo.
Fiamma che muore col fuoco.
Il mio timore che non spazi
la speranza oltre questa istanza.
Interrompiti pugnale d’organza!
L’affratellante adiacenza altrui
m’innaffia d’afflato
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Un ricciolo sfiora il suo
vuol venir via dall’intrigo dei
capelli ben celati,
da ferree regole che scandiscono
piccole ore elargite al suo vivere.
Si muove piano, circospetti sguardi,
dai suoi grandi occhi vestiti di nero kajal.
I piccoli passi
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La prima cosa sono state le mani
gonfie enormi e rosse
Al di là della ringhiera
sull’unica panchina
disposto con garbo
un fazzoletto come tovaglia
il piatto una bottiglia e il pasto
lasciato a metà
La testa
affondata nel gomito
Le
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| hy ju |
06/01/2019 22:34| 946 |
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Cerchi di stelle,
sospiri di luci blu
ed ho trovato
Pleiadi nella tua bocca
Libra che scintilla dei tuoi occhi
le
leggi

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Jim27 |
06/01/2019 22:26| 2023 |
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Sigillo emozioni
nelle stanze vuote
dove le stelle vivono
il caldo fremito delle parole...
dove anche solo un bisbiglio
profuma di velluto nero
a siglare l’eterno
nella fantasia delle mani.
É di prato fresco
e cielo gonfio di pianto
questa
leggi

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Se
in un soprassalto
di dignità
dimentichi
d’ogni travestimento
nello specchio dell’anima
il nostro vero riflesso
potessimo
rimirare
la straordinaria opportunità
di testare
la nostra
millantata consapevolezza
vita e sostanza
davanti ai
leggi

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L’ultimo tramonto
è rimasto lì ad aspettarci
ed il fiume era sorpreso
di non trovare più
Le nostre carezze notturne
confuse fra i sogni
di qualche lucciola del bosco
perduta fra le nuvole
La panchina di legno
dove ci baciavamo
è invecchiata
leggi

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 | l’inverno ha preso il sopravvento, il gelo cade giù dai monti
il fango nella boscaglia si mostra tra le pieghe delle foglie
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| Feci
silenzio.
Silenzio del cuore, come
il pellegrino russo
insegno‘.
Fuori, i rumori
della folla.
"Ora mi alzo.
Ti ho cercata ovunque, ed il
dolore
si ripete.
No.
Perche‘?
Ora mi alzo.
Non voglio
vivere, ancora,
il
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Talè Cicciuzzu, avianu pinzatu di farinni un museu ccu unuri
unni tutti putianu viriri a nostra arti di comici e d’ atturi.
Ma si picciuli un ci nnè nnò canistru comunali
comu sti politici possono ancora babbiari?
Eh, Francuzzu, forsi nni vonnu
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Richiamo convulso è la tua essenza,
arcobaleni inventi dentro la mia fantasia,
l’inquietudine si arrampica nel mio
essere bambino...
L’amore manca.
L’unica donna attesa,
è quella che consumi l’anima,
purpureo il desiderio si fa strada
nel
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Er postino Gedeone,
sona alle porte,
a tutte l’ore,
pè consegnà la posta.
E’ un gran fico,
Gedeone,
c’ò le donne è galante,
assai gentile,
conturbante.
jiè piace corteggià,
speciarmente le sore belle.
Quanto è bono,
cò l’occhi verdi de
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L’ onda d’argento affiora
contro i candidi scogli
rapida si frange
fino a incontrare il cielo.
Stille di lacrime
gli spruzzi odorano
di sale mentre il sole
affonda all’orizzonte.
Frammenti di pensieri
struggenti e stravaganti
fantasie vibrano
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Attimi di felicità.
Labbra screpolate, arse,
bisognose d’amore.
Desiderio di linfa
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Con te ho danzato in un’umida piazza
come in un girotondo di bambini.
Sembravamo lontani e poi vicini
vortici di cucchiaio in una tazza.
Sentivo infrangersi la mia corazza
e non mi dispiaceva esser cretini.
Non sono mai ripidi gli scalini
per chi
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Quando mi manchi
stringo tra le braccia
la mia anima
perché
trema così tanto
che mi par d’ udire nel
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338319 poesie trovate. In questa pagina dal n° 34231 al n° 34290.
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