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Gli ultimi 5 iscritti: Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 |
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Muore lenta la voglia di vivere
quando il cuore ha sofferto
e l’animo si muove libero.
Ogni giorno, cambio marcia,
su
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Ed è legata strettamente al cuore
la cattiveria pavida regina
che sa di ossa peste e caffeina
appesa per i piedi al pio furore.
E si combina a vita con ardore
avvolta in una veste diamantina
là dove trovi aperta l’officina
che con il fuoco genera
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oppure lentamente arrendersi
e dire una parola in meno,
un’altra tenerla nascosta
nel fondo della
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S’apparecchia
senza portate di buon senso
una tavolata di cattiveria
fra soprusi verbali
e sconcerti di
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Nero, il cielo
sembra abbracciare il mare
che avvolto dalla notte arcana
scherza coi riflessi delle stelle
gli ultimi
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Vago incerto, nel buio
dietro me, nulla v’è...
Il cuor mio, infelice è
d’esser pregno di quella cattiveria
che non mi appartiene.
E l’anima mia, or ci tiene
a sollevare questione...
Chissà il perché
di questo improbo cammino.
In cerca di una
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Cresce a dismisura
l’erba della cattiveria
come nel bosco
quando spuntano
selvatici rovi
e salici piangenti.
Prosperano rigogliosi
muovendosi
tra le vene invernali
dei più aridi cuori.
E’ un graffio che fa male
come un fiore carnoso
o
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La domanda pertinente
non è mai quella giusta
la risposta è assente
oppur vera, ma angusta
e ti resta sol subire
l’
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 | Poeta è un viaggio
barcollante tra le ore,
è una mancata virtù,
sposa dentro ad un cassetto
con disegni sbriciolati
da
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Riverente ed invisibile signora in
trasparente eloquenza
fusione corporale ad alito sensoriale,
caparbia parodia in effusione ancestrale.
Paradisiaca anima
in nostalgica malinconia.
Fata e musa giocosa di fatal effluvio
ricomponi cocci e sorvoli
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Un filo fragile, mi lega al sole
un aquilone giallo nell’azzurro
e mi danza il vento e lo sgomento
qui lo spazio è breve per il
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Amor... amor
cuor dilata,
fa i conti
senza l’oste,
serve vino e acino
senza cuor
delle risorse.
All’interno
candeggiano
canaglie vie
per modellar illusioni
e grandi progetti,
lor voler imprimono
senza doti.
Rassettano le tasche
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No, non credo si fermi
solo a qualche obiettivo terreno,
l’amore del buon padre
famiglia compresa
chiuso a
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E’ il tempo della vita maniacale
nascosta dalla porta appena chiusa
e dato che sai bene come s’usa
tu sappi che è un nemico potenziale.
Appena entrata ascolta il suo segnale
che naviga nel sangue alla rinfusa
per castigare il male e chi
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Come rapida scorre l’acqua del torrente
ma il cavo delle mani questa non trattiene
che sfugge e continua il percorso suo
a perdersi verso valle cosicché della bocca
assetata la forte arsura non si spegne
in tal modo il fluir rapido e
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T’ho incontrata alla stazione,
m’hai sorriso e in quell’istante
è scoppiata la passione
divenuta, poi, incessante.
Come un gioco, quell’amore,
ci trovava uniti a letto
e alla fine dell’ardore
ci amavamo con rispetto.
Però in seguito ho
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Non sono solo parole
quelle che ti dico,
ma sprazzi di cielo
dove emozioni brillano
senza catene...
E sono i tuoi occhi
a riflettere palpiti
che un cuore ferito promette
in notti buie e senza luce...
Mani sfiorano vene
e sentono
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Riconoscersi
nel sorriso di un bambino
che corre nudo su una spiaggia
e aspettare la prossima mossa
ma aspettare non è pazienza
è incoerenza
sfoggio di mancato coraggio.
Dove fuggi marinaio di città?
Chiudi gli occhi
per ascoltare l’aria
il
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Sono dentro una mela
rossa con striature di bianco
e viola mentre corro
intorno alla vita.
Cerco il miele di mia
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Staccatisi
nel sonno
da una ferita
non ancora rimarginata
scuri
coaguli di coscienza
nel mio letto
sovente
ritrovo.
Antica
ferita
che mai guarisce
perché
alle ingiurie
di questo Tempo barocco
che
il nostro anelito
beffardamente
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 | Come succede
con i cassetti della memoria
che conservano i ricordi
fin quando, aprendo per caso
uno di quei cassetti,
vengon fuori odori, sensazioni,
sentimenti quasi dimenticati,
così nel tempo ho messo via
in una scatola rossa
sospiri, sogni,
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 | Come argilla sul soffio alla vita.
Calice celtico di ombra
di luci rarefatte
immagini scritte sulle ore
tra il correre e lo stare .
Muta osservava la strada
di larici e carbone.
Dentro il cambiare delle stagioni.
Suoni di lieve fluttuare
fra
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| Percorro maldisposto certe strade...
destreggio sulla via per vie traverse
con forza a me dinanzi che dissuade,
ramingo lotto per arene avverse
e con impedimenti, intralci e muri
m’immetto interno a un solco a me contrario,
fronteggio il fato fra
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| E poi
quella leggerezza
lambiva l’espressione
lontana dal passato.
Spavalda malinconia
serpeggiava presso
quella carne involta
da quel riso
che mai era privo
ma pretendeva
con note e melodie
il godimento della vita.
Ciò orribilmente
ti è
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Se tu sapessi quanto ti ho amato,
ormai è tardi per i rimpianti.
Benché trafitta dalla tua morte,
ridotta male da una finta nuova,
amor lontano, che torni a fare?
Viaggiavi sempre nel mio pensiero,
ed or mi conti che non sei cenere?
Forse il
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Per vincere, nel judo, lo sappiamo,
assecondar bisogna l’avversario,
trascinarlo con noi nella caduta,
per rialzarci più forti e superiori.
E se fossero al judo viciniori
le tecniche per vincer la temuta
malalingua, se su stesso binario
l’infame
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Sofferente anima
che distogli lo sguardo dal ciglio della nuda strada
e percepisci quel vuoto ben oltre la fila, che dal nulla emerge confusa
e va verso il confine, fatto di speranze a lungo attese
da benevoli cuori nascosti negli antri
e nelle
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 | E’ triste il Natale
tra le bianche corsie,
volti cupi
smarriti e sofferenti,
occhi bagnati di lacrime.
amici, fratelli e compagni
camminano agitati,
nervosi
inquieti e stanchi.
Spiano nelle stanze
buie e anguste,
posano lo sguardo
sui
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| Momenti senza senso
in triste dissolvenza,
vivono illusorie sensazioni
senza alcun rumore.
In solitario pensiero,
snudo
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Tu cuore di pietra,
che senza ritegno coltivi la spudoratezza
e l’arroganza favoreggiando verme malefico
che dorme dentro l’anima nascosto
grido di dolore t’annienta ma forse
è solo solitudine, rabbia o frustrazione
quello che ti tiene con le mani
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 | Guardati nel mio sguardo
senza ricordare il mio nome,
oggi non ti posso accontentare
nei rosari discussi e ipocriti,
in effetti, presepi oltraggiati;
mercimonio brusco
nello stridore d’unghie
sullo specchio appannato.
Lo chiami
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Nando me piacerebbe fà n’à gita a li castelli,
potemo annà alle fraschette de Frascati,
a majnà le pajnotelle c’ò la porchetta,
tanto bona,
tanto bella,
che ne dichi?
Annarè me pare n’à belle idea,
zompa su la machina, partimo subbito.
Sò contenta
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Raccontami
parlami
in questa sera fredda
nebbia
gelo
grigiore
una scatola di biscotti
scambiata per una scatola di
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Accordo i pensieri
in attesa della passione
compagna temperante dell’amore
a decidere quale intensa
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Non c’è scuola, per la cattiveria,
nè insegnante che la insegni
vive con la malignità ed ostilità.
Cattivo tempo e perfido spazio
sono i suoi amici.
Soltanto la malizia del denaro
e la crudeltà del potere,
stimoli e valore per Lei
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 | Ed io son qui ad aspettare cosa?
e lo domando alle nuvole su in cielo.
Mentre il destino rulla sulla pista,
per arrivare laggiù dov’era un sogno.
il mondo è pronto ad invertire i poli
perché la terra davvero forse è piatta,
che in fondo
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| La cattiveria rende infelici
e nessuno redime il male bevuto a lungo.
La normalità affianca in fretta
vite sformate
in regressione di passi che strisciano
eterne condanne.
Oltre la linea d’ombra
anime oscure e infelici
tremano, arrendendosi coi
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| Sovente la cerco nella mente ombrosa,
sulle ali leggere del mio quieto pensero;
lungo i fiordi fioriti del core mio altero,
e nei giardini nascosti dell’alma virtuosa;
Sotto la Luna, che mi osserva curiosa
passeggia pei cieli s’un bianco
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| E veglio su di te
mentre fuori la pioggia
racconta una storia infinita.
Visioni future verso l’orizzonte
nel respiro del mattino che culla i miei sogni.
Refoli di pensieri mi sfiorano i capelli
mentre incalza il tormento
sulle soglie del
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 | Sei stata nella mia vita
l’erba cattiva che avvelena
ridotta come anima in pena
malattia che mi ha colpita
Nessuno l’ha mai capito
ti credevano bella e buona
ma io sapevo ch’eri imbrogliona
la calunnia era il tuo mito
Mi hai tolto chi tanto
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| L’ignoranza
ha resuscitato Caino.
Sotto le sembianze
di nuovi ordigni mortali:
tutta l’umanità fa tremare.
La memoria ha già dimenticato
Hiroshima e Nagasaki,
quanto successo è già passato.
Solo la cultura, novello Abele,
la potrà salvare dalla
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| senza stima ed amore non puoi vivere,
spesso sono certi amici che ti fanno male,
con parole pesanti, che non ti aspetti da loro.
vivere vuol dire anche trovare il coraggio di
voltare pagina, a volte ti capiscono di più
persone appena conosciute
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| Turbine di voci
assillano le orecchie
di benedette croci
di queste ossa vecchie.
Il freddo è un siluro
di venti
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| Sono stanco d’inseguire
fiori d’inverno
per allestire piramidi di petali
nei giardini sterminati del dolore,
perché si
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 | Ho avuto da fare, perdonatemi.
Dovevo germogliare e poi fiorire;
non in primavera,
ma quando c’era la neve,
quando il
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| Non stare tutto solo, devi uscire!
Non è il modo giusto d’affrontare
quelle difficoltà, ma reagire
è la migliore cosa che
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 | Mia regina madre e donna
figlia al dio della mancanza
nel tuo vuoto ogni devianza
occhi sconci bocca e gonna.
Mia regina artato sogno
schiaffo al volto dea bendata
male infetto da parata
nero come il tuo bisogno.
Sei tu che regni algida
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| Senza pace
a rincorrere guai,
l’adorata donna nella corte
coltiva la zizzania
e nessuno sfugge a lei
il grande uomo, suo marito
la tiene a bada
ma lei non molla la presa
cerca l’amica
la sprona a parlare,
lei non sa dimenticare
e domani
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 | E’ piena cattiveria
e cosa ancor più seria
si adegua ad ogni caso e ad ogni mente
con tutto il suo piacere da contatto
sicura del baratto
e triste più del vento e delle onde
col bene più beato si confonde
con quella sua maniera da
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Nel tabernacolo
del mondo vive tutto
intorno alla coscienza
di un cuore che strazia
ogni sentimento ignudo.
Ogni gradino che consolida
la via rimane un ricordo
del giorno, momenti ingiusti
vivono gli arcobaleni
che commutano il
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Quando morirò
non venitemi a raccontare
che non sapevate
che stessi così male
Non versate lacrime
sul marmo dell’ipocrisia
che coltivate
nei vostri campi d’inverno
Non sprecate parole
che avreste potuto pronunciare
quando ancora
il cielo
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 | Appartiene al tempo
il freddo che si gela addosso
avvolge la strada di brina
nel cantiere del mondo
manca il sole a riscaldar pensieri.
Vedi nuvole grigie scoprirsi nere
e nell’azzurro cielo, pioggia nasconde lacrime;
intingere colori
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E quante volte
rasentai quel muro sghembo
dove si contorce l’ombra
irregolarmente tra i ciuffi d’erba
frammentati e dispersi
come stonate macchie,
radi cuscini per miagolii
di gatti indolenti.
Ricordo momenti
di luce formicolanti
in scandita
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 | E’ notte di stelle,
luce infioccata d’ancestrale scintillio
scende sul tranquillo mare,
mentre voce dell’anima offuscata dall’odio
muore nella spessa bruma del male.
Non coglie il fascino della notte!
Respiro malefico brucia essenza della vita
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Distesa di colori e
ciel s’arrende a
codesta bellezza che risplende...
Un cuor s’eleva alza ed invola,
disteso pacifico vestito da bonaccia...
E’ un muscolo gioioso e addolorato,
di serenità fatta sincera,
serena valle ad eco boreale
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E’ già notte,
quando di seta e ambra mi spoglio,
tra la luce calante della sera,
supino sull’orlo
di spasmodiche attese,
ti ritrovo.
Mi spoglio di parole
masticate a mezza bocca
con la lingua
che batte dove il cuore
duole e dona battiti
come
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 | Vorrei provare ad adeguarmi ai tempi
a ripagare il male con moneta adatta
ma un vuoto dentro mi pervade il corpo
freddo sentore m’ attraversa tutta.
Dovrei staccarmi con la mente altrove
da questo mondo fatto di dolore
di cattiveria che fa male
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Scivola l’anima in sentore
d’armonia, risveglia i sensi
regala candore si perde
in rivoli d’ amore.
Si lascia affascinare da sguardi
languidi e
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 | e delle correnti silenziose
che attraversano le notti
cosa mi racconti?
Immagini silenti, opache scuri
scendono dalle torri in riva al mare
e delle altitudini del mare
hai per me parole?
Seguivo i tuoi passi
tra le stelle e le
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338143 poesie trovate. In questa pagina dal n° 33841 al n° 33900.
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