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Maestrale,
sferzi pungente la sera,
i vecchi
al rintocco delle campane
reclinano il capo,
per farsi coraggio,
r non sembrare una pecora
da portare al macello.
I pensieri dei vecchi,
son cavalli che scalpitano
nel fitto di ombre,
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Skyline velato
da grigia foschia di smog,
dov’è il cielo?
S’è perso nel buio
degli idrocarburi
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Sempre mi segui
a volte cigolando
scandendo e assecondando
i miei sempre più lenti ritmi.
Di semplice fattura
solo due rotelle, morbido il manico,
ampio però lo spazio
per contenere cibarie e detergenti compreso qualche sogno!
Nuovo compagno
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Potresti sai
far finta di non aver ascoltato
le mie parole di piombo,
esserti distratto
nel volo disperato delle rondini,
o fingere di non aver visto
questa lacrima fuggevole
lì, sul bordo dell’anima.
Potresti aver gettato
nelle macerie la
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Guardannete chist’uocchie ‘a vita è ccà
ogge è ‘o mumento pe’ l’accumincià
e essa ca è priata ‘e sta cu te
cunfessa ca se sente pinta ‘e rrè...
S’è miso ‘ncoppa ’o trono stu mumento
e aspetta chiena ‘e forza e sentimento
e guardannete penza ca
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Io resto qui
le porte sono aperte
nel buio della sera
e nel cielo solo ombre
Io respiro così
con il cuore
che batte i tramonti
rimasti alla notte
Non mi capirai
se parlerò d’amore
e se coglierò le viole
cresciute sulle tombe
Io vesto
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Sono i giorni a tessere il tempo
così diverso dal lustro dei cieli
quando al fuoco del vasaio cuoce la forma
e diventa corpo la terra intrisa di cenere
dove gli opposti si cercano.
Nella bottega degli spiriti
aleggiano le anime di un rosso
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Non piangete,
non versate inutili lacrime
suoi miei brandelli di carne
che, pellegrini nel viaggio della vita,
tornano alla terra.
Hanno fatto il loro corso.
Dal seme, al fiore, al frutto.
Mi riporrerete sul "necessario affare" di
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Hanno costruito i bambini
sulla battigia un grande castello
fatto con semplicità, è quello
in riva al mare con granellini
di sabbia tra loro ben assemblati
e precisi seguono il progetto
cosicché ti sentirai protetto
anche se son pensieri
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Ad aprir un canto in serena lode
è cuor che ama e ride, sogni a prolificare,
alveare a nutrir l’amore.
Ad aprir misture di bellezza son
grappoli di glicini a tappezzar la terra.
Aprir rinnovata voce son
tenere campanule in candor di pace
ed anima
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Se scrivo di muse o ritraggo profili famosi
o m’accosto a dipinti o sculture, amo farlo
con rispettoso silenzio. Un tratto di penna
sul foglio un pugno di note nell’aria.
E gli occhi che seguono il filo e l’innesto
ad un pensiero che sposo o su cui
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La neve sempre
un fiocco di cotone
non chiedo niente di più
Bianco sul
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| Julie |
10/07/2019 16:21 | 915 |
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 | Ricordo ancora, quel tuo abbraccio sincero,
che mi segnava il sereno
per raggiungere la pace.
Ricordo ancora, che vivevo e tremavo con te
in quelle tiepide sere di aprile
restavamo stretti in quell’abbraccio
l’anima sussultava accanto a te
godendo
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| Salivo festoso
sul colle mio rotondo
e da ragazzino parlavo
da là a tutto il mondo,
ero spinto leggermente
dalla luce dell’alba
che a fasci lunghi scendeva,
lì, dove mi trovavo io.
Vivevo nei castelli
che mi costruivo
con bianche e rotonde
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Rapennu l’occhi
nun attrovu a luci
a stidda cchiù ranni è luntana
lu scuru è patruni
nuttata longa longa
jetta cauci mittennumi sutta
rumurusa comu li trona
punci lu pettu e m’assicuta.
’Nta testa firrianu li pinseri
currunu narrè
fannu
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 | Sono i nostri passi
che parlano
sui viali e nei corridoi
e nelle nostre stanze
quando siamo soli
sono il linguaggio
la parola non scritta
ci
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| È una cosa illuminata
la parola dietro il muro
l’incendio di gesti rituali
il caffè al banco perché da seduti pensi
Accendi la miccia
e l’inquietudine sorprende:
il vento sporca la strada
dell’odore forte del bacio
la mano non sa
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-
sì tu sei
"il mio tesoro"
tutta bionda
e tutta d’oro
occhi verdi
come il mare
e una bocca
da sognare
poi la voglia
prenda entrambi
siamo umani
e non dei santi
infatti se
rifletti giusto
anche l’amore
che sia onesto
va vissuto
in un
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 | sono lì per essere il tempo stesso
stupendo il lato nord dal rigoglio di selva
che invita brezze a svelamenti d’ombra
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Mi chiedo quando tutto finirà
quando anche l’ultimo vento
mi porterà con sé
ora che seduta di spalle a questa terrazza
nella penombra della sera
lo sento arrivare dalla valle...
- Aspetta, ancora non è ora
adesso vivi per lei, come io ho
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E la pioggia bagna
l’ultimo barlume di luce
vecchi lampioni,
stretti dalla nebbia
come deboli fiammelle
nei
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Accesi la TV e in primo piano
m’apparve una ... “giunonica figliola”,
di quelle che risveglian l’uragano
dei sensi ...,
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In casa vacanza
o in villa al mare,
da solo o in allegra
compagnia,
quel che conta
è sapere navigare
e non uscir mai
fuori dalla scia.
Tenersi sempre pronto
ad ogni evento,
non lasciar fare
al mare in tempesta
o al gran fuoco
che
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Regalami il rosso di un tramonto estivo
quando, nudi,
ci appartiamo ai margini del lontano profilo
di occhi che si somigliano.
Imbevuti del sole vermiglio,
accarezziamo le sponde sommerse
nel cristallino etere
che in noi rifulge.
Planiamo in
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Ci sono terre lontane
isole sconosciute
amori e solitudini
dispersi dal vento.
E chi di una notte
conosce le stelle
il lento andare delle onde
nel silenzioso mormorio dei ricordi.
C’è chi si lascia alle spalle
il rumore della guerra
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Nasce il volo delle rondini
nella cenere degli occhi
quando la voce si tramuta in acqua
ed il cielo digitato di blu
genera pensieri
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Da case d’estate
viene da mormorare ai pesci
vocazioni di risacche e celesti attese
da gigli d’acqua e grondare d’ombra. Silvestri.
Tintinnii gialli di ginger e tè
spicchi di passeri
e risa di funambolici mici, sui tetti: uno svolìo.
Ma ecco,
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Lia |
09/07/2019 21:31 | 986 |
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Uccido le rose
quando le ombre della sera
sono già scese
e la pelle si è aperta
Calpesto i petali
e la rugiada dei mattini
che io odio
perché con il buio mi spoglio
Delle mie paure
e mi tingo di quel rosso
che non ho mai avuto
neanche fra
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Chiaro di luna
Nella notte di Maggio
Un profumo
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| Julie |
09/07/2019 21:07| 805 |
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Gusto l’attimo
con lo sguardo ti bacio
vedo con la tua bocca
Scambio
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Non avere paura,
è un regalo,
libertà,
di non sentirsi
come dietro le sbarre .
Per paura
si fugge
si muore,
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Vivo i miei sogni solo nei ricordi,
in questo labirinto che mi separa dal mondo
ove tutto si spreca nella speranza del domani.
E i pensieri... Un vortice d’intuizioni
accerchiati tra i fitti boschi dell’ anima
dove un raggio di luce genera
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Sarai il mio cielo
la mia tenera luce
l’onda perfetta
dei capelli di donna
sul pianoro inatteso,
la carezza del vento
la fragile polvere
su ali di farfalla.
Ti cingerò i fianchi
quando siederai stanca,
ci guarderemo le rughe
e terremo negli
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Nell’ora che al tramonto muore il giorno,
cammino a stento lungo questa riva
e m’accarezza l’onda alla deriva,
mentre svanisce il mondo tutt’intorno!
Di fronte, il mare immenso mi sorprende
e nel silenzio, il suo respiro lento
culla i pensieri e
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Ascolta il silenzio
parla,
se porgi l’orecchio
la sua voce la potrai udire.
Ronzio, sibilante intenso
ala leggera di vento,
ticchettio monotono dell’orologio
che scandisce le ore,
scricchiolii di mobili
ante che sbattono,
la goccia d’acqua che
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È invitante ammirar le onde che tornano
e poi si rincorrono veloci,
spumeggianti giungono come voci
che portano messaggi da lontano.
Anima, corpo e mente
son congiunte con l’infinito
in un meraviglioso rito
che si ripete ogni giorno
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Mi sono riappropriato
del mio niente
del falco che perlustra il cielo
e muore di coraggio e desiderio
tra le pendici del Paradiso.
Ma adesso
che vedo chiaro
la realtà è un cartone dentro il vetro
e vado a sbattere come un treno
contro la mia
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Propriu comu ora, cu dd’alivu ‘ntò barcuni
e u ventu c’ammutta e cancia
ddi nuvuli tutti sfilazziati,
iò viru passari l’anni
e ‘ntà ddi siri chi, forsi, ne iò e ne tu ci semu,
quannu l’anni sunnu scupi di ddisa
c’ammazzanu l’ossa e fannu
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Notti estese in armonia di fiati
sublime estasi e ritrovar se stessi
pensanti notti ove il tempo attende di
sdraiar il giorno su calda spiaggia
ove ogni vocio intona ad allegrar le compagnie...
La musica da lontano s’insinua tediosa e
sbarazzina da
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Tra poco sarà sera
ora di placido silenzio
e sulla memoria delle onde
si adagia il cuore.
I petali dei fiori
si chinano
al sole
che si spegne.
Dentro me
c’è odore di cielo.
Sarò nel tuo sogno
mentre la luna
si veste di velluto
prima
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 | Sono africano di colore indefinito
Nero ma non troppo
Bianco quanto basta
Scuretto così così
Si vede però che sono africano
Anche un po’ ebreo - ci sta –
Ho un nome un cognome
Una data di nascita un luogo di nascita
Non sono in lotta con
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Sorridi
con la maestà
della Nike di Samotracia,
stupore di marmo
tra le fronde
di mirto e oleandro
e la pelle
della Venus di Milo.
Frammenti di un bacio
e fumo acre
di un discorso violento
disegnano
occhi e notturno
crollo di
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 | Lo sanno tutti i poeti
quando il nodo poi si stringe
quando, nella luce che cade
s’apre serena la ferita
lo sanno anche i poeti
che il silenzio della notte
altro non è che attesa
quando le voci parlano
nei riflessi delle onde
e dicono cose
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| Nonna, quando del sole
m’indicavi i raggi
e mi dicevi è potente,
stupendo ma stai attento
al calore che sparge
perché non sempre si accorge
di essere forte.
Osserva come sorge
e, come tramonta
perché mio caro
ad ogni stagione
lascia la sua
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| Quel biglietto senza ritorno ha preso l’ultimo aereo
il più lontano possibile onde non ravvivare la fiamma
quando il pensiero sembra voler tornare sui suoi passi
inutile rimuovere le zolle niente ormai sotto bolle
farsene una ragione è sempre più
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Cerco sempre l’antro
il punto focale di luce
l’stante mozzato di pianto
il ricordo lastricato di baci
il dimenticato in cui ricominciare
l’imberbe momento che richiama l’amore.
Cerco l’amore
in occhi vaghi, condensi, pregnanti,
leggi

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Restiamo intatti in questo urto di corpi
trafitti dalla gioia d’esistere
dopo l’intermittenza ancora dopo
aver posato i resti nel sonno
ma poi, vedi, io ho astute gallerie
e passo da me a te senza respiro
tenendomi nel buio come se andare
fosse
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Susanna, disse, alla sua cara amica:
“Ho visto tuo marito con Francesca,
la tua più nota, acerrima nemica!
Da quanto dura
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Pinocchio che sapeva il tempo sburgiardare
amava far le regole col vento insofferente
per cui il giorno dopo così come vi appare
girava in fretta l’elica del tutto inversamente.
Su questa terra putrida l’aratro può passare
ma il solco che vi lascia
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Figurandomi nell’immagine riflessa
chiesi alle mie gesta
di narrarmi del luogo da cui venni
e di chi fossi allora
Fu in quell’istante che mi resi conto
di essere dell’oggi e poi più nulla
in quanto ricusando la memoria di ieri
non sarei mai stato
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Tace il vento
e il respiro di chi
è nel silenzio del cielo.
Oltre la morte
mutazioni di stelle
e ombre di luce.
Gli
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All’ombra
di un grande albero
tra sassi e radici contorte
dolcemente
mormoravano.
Penetrando
tra le canne
come
il vento tra i capelli
senza sosta
rotolavano
sulle sponde del mio essere.
Della Forza
che
aveva dato loro
impulso
la
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Anima mia chiudi gli occhi
in questo tempo sospeso,
abbandona la voce roca
stendi le pieghe
del vento furioso.
C’è un tempo
insondabile e puro
dove ogni cuore
trova il suo porto,
dove ogni affanno
perde il suo battito,
dove labbra e dolore
si
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Italia |
08/07/2019 22:08 | 1418 |
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Quànnu ca se marita ‘o sancu mio,
vurria dunari a idda petre rari,
ma picciuli nun ave, accussì io...
fazzu lu meiu pe
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Sei così bella sotto l’ombrellone,
col costumino e quegli occhiali scuri.
Quel tizio che ti punta, un vero Adone,
non so se odiarlo o fargli i miei auguri.
Ed io invece, come un accattone,
che annego dentro i miei pensieri impuri,
e che di
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La morte è la fine della bellezza
per questo io spingo
le mie ossessioni al limite
sempre di notte
Quando nessuno può sentire
il pianto fra le ombre
o il lamento della pelle
tirata allo spasimo per il dolore
Il buio è la fine del giorno
e
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Rintocchi che annunciano l’epilogo
troppo sovente scendono dal colle
in quest’afa di luglio. Qualche rondine
stride nell’aria. Il contrasto d’un tratto
si fa amaro. Poi torna il silenzio.
La vita uguale. Le strade ancora sonnolente.
E mentre il
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Ed è notte mentre
mi incammino
tra sagome scure
di secolari alberi.
Un gufo stridente,
svolazza appena
tra i rami carichi di neve.
Le lacrime
non prestano ascolto
alla ferrea ragione,
mentre il cuore
esulta e piange,
unico vinto
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Per mia fortuna, spesso
la mia voglia di scrivere
prende il sopravvento
su quella di urlare.
-
Resta nei miei sogni
fatti un po cullare
muore
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338189 poesie trovate. In questa pagina dal n° 28651 al n° 28710.
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