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So che vivresti con me
cento lustri
e sette spicchi d’anno fa
a cogliere agrumi d’alabastro.
Sceglierei il più bel
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Jim27 |
01/11/2019 18:53| 4502 |
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 | Penso al tuo volto,
come sarebbe oggi,
e non ne ho l’immagine!
Sento briciole di parole,
è il tuo sussurro nel vento
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Correva verso il tramonto.
E il tramonto fuggiva da lui.
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Restano i rami stanchi, dopo una tempesta.
Un silenzio negli occhi.
Un’ultima onda nel mare. Una carezza.
-
Quel vento, che rimane, nel cuore di un poeta
Novembre riporta con se le cose
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E’ un tempo sterile di sogni e di speranze
incamminato in un percorso cieco
dove qualche progetto affiora alla mente
che imperterrita rincorre,
in un folle disegno,
cose perdute mai avute
talvolta sognate.
E’ un tempo vago, di fame
che non sa
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tra la bestia e l’ angelo
corda tesa sull’ abisso
nel divario della mente dove destrieri
scalpitano inesausti
bivaccano i tuoi fantasmi
o si mimetizzano tra
la fantasiosa tappezzeria dei divani
semmai si annoiassero sai
dove trovarli: a
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Infastidisce questo prima io.
L’evidenziare se stesso
annichilisce il mio spirito.
Risposta egotica
lascia basiti,
l’Altro annulla.
I continui dinieghi
annegano la persona
in un mare di giuridici orpelli.
Cosa c’è di umano se,
il piangere
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Te ne vai leggiadra
per i viali
ombrosi d’autunno,
pestando foglie
già cadute
al culmine d’una lite.
Cerchi riposo e pace,
giovane donna
dall’animo audace,
cammini e taci
rimestando pensieri
ingialliti dal tempo.
S’una panchina
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Madre non essere gelosa
conosci quel sentimento che nutro
ogni volta mi faccio in quattro onde bilanciare amore
la fune tira da ambo le parti
non è facile decidere il da farsi
so benissimo che amore di mamma
rinuncia a tutto
ma è il mio cuore
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Se solo potessi con le parole,
racchiudere cumuli
di emozioni e desideri
e donartele,
come fiori sparpagliati
su un telo bianco;
captare la risonanza antica
delle frasi d’amore
in una valle senza eco.
Se potessi racchiudere
nell’incantevole
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Passando proprio accanto al cimitero
si odono le voci dei defunti
che gridano: “Godetevi la vita,
pensate a noi poveri
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Era il sogno che di te amavo
e ancor oggi mi ritrovo a cercarti
dove non sei .
A volte diventi nebbia
altre volte onda di mare
ma è in me la tua solitudine
a far del silenzio voce che chiama Dio .
E viaggio nel tempo
correndo tra ricordi
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Scorre il fiume sotto il ponte
l’uccello dal becco nero
plana leggero
nell’acqua melmosa,
si bagna le piume
sbatte le ali
si alza in volo,
nel cielo nuvoloso.
La barca a motore
crea onde spumose
olezzo si leva
nell’ala velata del
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Sette e venti.
Sbadigliando
pigramente
tra me e me pensai:
altri
dieci minuti.
E
mi girai
su di un fianco.
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Il senso
del corpo
mi aveva abbandonato
fluido
era il Mondo
e fluido
il mio se.
Sognante
riflesso
d’una senziente
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Nemmeno l’ombra dei cipressi attorno,
che il vento piega con la sua carezza,
né il pianto amaro, né la mia tristezza
dall’alba grigia del funesto giorno,
danno conforto eterno al tuo soggiorno,
qui dove spira gelida la brezza
ed un silenzio
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Crisantemi ad abbellir visione
un susseguir di immagini trasparenti,
vocii all’angolo delle tombe ove
beati e silenziosi riposate,
sospir di anime scese nei meandri della morte.
Tombe di marmo ad intirizzir addolorate ombre
a riposar nei
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Chissà se saprai
di avermi ferito
ora che la notte è scesa
e le ombre sussurrano
Di cose passate
e di ricordi lontani
appena sfiorati dal vento
freddo di questi giorni
Chissà se avrai capito
che io non ti avrei lasciata
sola di fronte al
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Mi lascerò chiamare
immagine mentre
mi veste di caldi colori
questo autunno
di malinconia avvolto.
Trascriverò me
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L’amore non è una conquista di spazio
l’arrampicata
per poi piantarsi dentro al petto
non é una comoda alcova dove accucciarsi.
L’amore non è un bunker da espugnare
un bastione sul quale issare il proprio vessillo.
L’amore è un dono senza
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Amo gli ostacoli
che ci dividono,
che creano distanze
fra le mie e le tue carezze,
ma cresce in me, l’amore,
lo coltivo come un’albero
che boccioli ed ombre mi dà.
Cerco di costruire, primavere
dove tu ti fai fiore,
catturo, nuova, l’estate
per
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E’ fantasia a ritroso di connubi impensabili.
Altri scogli altre asperità,
vie non parallele e cieli diversi.
Invidia di eventi remoti
estraneità alle scene ed al panorama.
Declina il sentire figurandosi
un tocco leggero di diafane ali
sul nitore
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 | Al cadere delle foglie
riandrò con la memoria
ai giorni senza strappi.
Ai giorni in cui l’albero
era ricco di fiori
pronti a sbocciare
e l’esempio dei miei cari
era fonte d’amore e ispirazione.
Al cadere delle foglie
non sarà il sonno
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A volte sono in viaggio
in una terra di tenebre
che avvolge il presente
offuscando la mente!
Ma per Te avrò
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Ci porteremo nei ricordi
i volti mai sfiorati
e li chiameremo amore
gli daremo le sembianze
di un altro cuore,
di una mano scivolata
nel silenzio della sera
della chiarità di quelle stelle
che si posano sulla pianura
quando le notti sono
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 | Sentirsi male dalla gioia
scrutando da quel foro
visione che d’impeto
memoria assale il passato
voglia di pigiare quella carnina
dove il tempo ha messo radici
immane il sentire raccapricciante per i più
si sguinzaglia decimando
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| Sono in debito col mondo
per avermi sopportato
e non posso andare via
senza averlo salutato!
Vado a uccidermi stanotte
in un bosco qui vicino,
così tolgo la mia vita
dalle mani del destino!
Tanto in questi ottant’anni
chi lo sa che sono
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| Mare tranquillo
Veliero
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Non ti ho svegliata stamattina
perché l’aria di ottobre
porta lontani segreti
e strani segni che la pelle
Vuole dimenticare
prima dell’aurora
ora che il giorno è breve
e il vento profuma d’inverno
Non ti ho cullata stasera
perché forse ti
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Paesaggio rupestre
di sassi e di grotte intarsiato
al calar del sole
mostri uno spettacolo perdifiato.
Tante lucine si accendono
in ogni dove,
brillano i sassi dall’antico passato.
Di qua le case addossate,
di là radure verdi ed assolate
ed
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Famme capi’ stu munno
famme tucca’ ddoje stelle
scennere dinto e ‘nfunno
a tutte ‘e cose bbelle.
Famme abbenta’ sta ggente
famme ‘adduci’ sti core
pe’ sempe e pe’ ‘ntramente
‘mpanuto e bannitore.
Famme afferra’ sta vita
famme turna’
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 | Sono il vizioso,
non ascolto sveglia di mattino
faccio colazione al solito bar
con cornetto e cappuccino.
Sbircio un po’ il giornale
la seducente cameriera
ed anche l’impudica cassiera.
È una pena,
un brivido alla schiena
quando quella
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Si può essere
frutto d’amore
o aborto mancato,
seme riposto
in un calice amaro
misto a veleno
il pianto
confuso col vento
le strade
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Gridami mia nullità
se forse il mio sguardo
è andato oltre il tuo sguardo
quando il sogno non era
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Di cielo in cielo
queste ombre
passeranno
tra nuvole stanche
e segnali di pioggia.
Di stoppia in stoppia
il vento tenace
sparpaglierà la pula
tra lune sapienti
su algidi cieli.
Come granelli di polvere
disseminati e arresi
scompagineremo
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Il mio dir
di prosa è.
Resta chiuso
il mio sorriso,
se nessun
lo capirà.
Mago agisce
in tutti noi,
annuncia a ognun
i
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Al soffio non più lieve ormai del vento
di questo grigio autunno, scuote i rami
ogni albero. Già tremano le foglie
con i riflessi d’oro e fra non molto,
svolazzeranno in aria e poi cadranno,
formando un manto soffice per terra.
Si colmerà poi
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Osanno il digiuno
togliendo mani ormai stanche.
Le mie ore pendono
e come onde vagano,
chiedo solo sogni a questa vita.
Desideri e colori
in invisibili mutazioni cadono.
Figure nel sole
come ambigue sorprese
al vento lasciate
mentre
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.
Sceglievi di fare un nido tra le foglie
tra i rami morti e i colori spenti
nella stagione di mezzo, oltre il sole
quando l’ombra più non arriva
e per sentire il tramonto si chiudono gli occhi
lasciandosi dal corpo come una piuma
elevandosi
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Nubi colme di pianto
trascinano i pensieri
sulle note di un violino.
Il mio perduto sguardo
insegue i rimpianti
abbracciando i ricordi
in brevi istanti fuggevoli.
Prosegue il mio viaggio
in cerca di luce e ristoro.
L’anima si
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Dimentichiamo tanti bei momenti
di giornate passate con gli amici,
e gli sportivi e vittoriosi eventi
che i nostri cuori resero felici.
Sono prese da oblio le nostre menti
talvolta pure di quelle infelici
malattie che colpirono i parenti
e che di
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Spiriti umorali
tremori di sfingi
streghe di ergastoli
’animalosi’ teatranti
schiere di morte
una notte
Jack
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Zampillano e si rigenerano gli umori.
I chiarori dell’oggi
ne sono i contorni.
Allegri i giorni,
i piaceri, mirabili
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tutto è convenzione e il caso
è quel per cento che fa il destino
se ci troviamo
nel posto giusto al momento giusto
-o al contrario- è quella
sincronicità indimostrabile
che fa ruotare i mondi e noi
non siamo che
mistero a noi
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e quando dici -non parlare, ascolta
tieniti in questo nucleo di buie nominazioni
qui non si compie nulla, eppure
la tua lesione è uguale alla mia,
nel mio occhio sono caduti tutti i tuoi cataclismi
e l’insetto fulminato ancora si muove
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Sono solo le otto e trenta ed il più è stato fatto
non puoi che essere contenta su fammi un sorrisino
non ti nascondere dietro l’imponderabile
è una parola che non esiste nel mio vocabolario
accetta quanto il giorno concede
trova il lato migliore
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Cammino sulla spiaggia ormai deserta,
il mare è calmo, sembra addormentato,
la luna è piena, brillano le stelle,
...il
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Lascio la luna e le stelle,
i profumi dei petali rossi
là nel giardino dei riposi,
per scegliere l’irto colle,
là forse Dio mi è chiaro.
Ho pesi che trascino,
lassù si faranno leggeri,
oppure rotolando
mi riporteranno a valle?
Nella mente mia
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Chiudo poche cose
in una scatola di cera
e la luce non arriva
a sfiorare la mia stanza
Domani vado via
da questa pelle fredda
e non so perché non parlo
a nessuno qui nel cielo
Sussurro qualche respiro
in uno scrigno nero
e qualcuno deve
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Di tutti i pensieri il più nefasto
ha tagliato il traguardo.
Era dubbio timore pena,
tormento per l’umana impotenza.
Di tutti i pensieri
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per
educare è
più utile il
far
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 | Lu matirazzu,
’a notti, a divintari pazzu.
Quannu ti senti ‘nfussatu
Quannu battutu ‘nto latu.
Lu versu pi dormiri,
mai l’à ‘nzittatu
La notti, spissu ‘nu pinseru.
lu matirazzu ca nun funziona,
giustu a mia mu pinneru.
Ma pigghiannu
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Asciughi lacrime innanzi al mare
con la sua brezza ma uguale è il sale
che ai giorni ha dato sapore
d’una vita intrisa nell’Amore.
Già sai di non riuscir a dormire
senza potermi ancora accarezzare
nel sogno ove stelle ci vedranno vibrare
più di
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| Ho conservato di me il selvaggio
per riconoscere la steppa
quando farà buio
e per trovare il coraggio
di accendere una croce
sulla strada lignea
che porta alla sofferenza.
Ho conservato
quel fiore appassito
che illuminava la finestra
nei giorni
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Chiuso, al buio, in questa stanza
rimango in attesa di una svolta
che ritarda ogni ora di più
non riesco a pensare a niente
forse perché il niente
ultimamente è assai ricorrente,
ha macchiato il tempo mio
e anche la capacità nel resistere al
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 | Questo desiderare silenzioso del cuore
preludio di un bacio, lungo
tutta una notte
Sento il tuo corpo su di me
scrive note d’amore,
che nessuno sa più suonare.
Insieme fino allo sfinimento
e dormire su una spiaggia
fino all’alba, e
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Un angolo di pace,
rimessa nel cantiere del tempo
a rimestare ricordi sulla nuda terra
tra lo stridio dei gabbiani in stormo
al margine d’un oblio che s’afferra,
che par invocare davvero il ritorno.
Riposta la rete al di venire
sbatte l’onda al
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Nasce così in un attimo
quel corridoio di parole pronte ad edificare castelli
onde far rivivere quelle suppellettili
che ogni giorno scrutano con fare minaccioso
se non accarezzi come dovresti
non esiste pazzia in quei movimenti
ma solo un
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Accoccolarsi ad ascoltare il mare
senza domande e senza affermazioni,
nutrendosi soltanto di emozioni
che niente al mondo mai potrà comprare,
con un passato chiuso in fredde bare
ed un futuro fatto di intenzioni,
o più futuri e mille
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Il fato avverso mi soffiò l’amore
che sperse nelle raffiche del vento,
all’alba dell’autunno, in quel grigiore
e pure il cielo pianse con sgomento.
Scrosciò come tempesta e fermò le ore
di subito una pioggia in quel momento,
con tuoni e lampi, in
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Un orologio svizzero è preciso,
è cosa risaputa in tutto il mondo,
non come il mio ciclo mestruale
che addirittura fulmina
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338033 poesie trovate. In questa pagina dal n° 26281 al n° 26340.
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