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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Devant al foghèr
tegne un thóch de Pérèr
al e un tòc de un ràn gròs
che pochi ghen ò vist.
Có vién le dornade crude de la staión freda
al varde e prove a contar i therci dei so ani
ma ‘l calìn del več io i li confonde e no li cate
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Quante le cose da fare
seppur crogiolandosi nella solitudine
ovunque desideriamo mettere lo zampino
rimanere indietro non è nel nostro DNA
non possiamo dare un calcio alla vita
ne andrebbe della nostra reputazione
rendersene conto è già un
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“Una notte d’amore con te
per calmare l’enorme tensione
ch’è sospinta dal gran desiderio
d’appagare l’immensa passione!
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Guarda al mattino l’aurora
quando rischiara già il cielo,
poi che è caduto ogni velo
del buiore della notte.
Osserva il sole che avanza
nel suo cielo indisturbato,
ma non restare turbato
dal bianco suo splendore.
Mira il vermiglio tramonto
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Nettezza ‘sta vedrinn- a
e dagghe ‘na spassâ
tïa feua da- a cantinn- a
a toaggia recamâ
mèttighe e statuinn- e
e case a greutta e o rian
pastoî e daminn- e
che van pe bricchi e cian
doe pëgoe e ‘nagnellin
doe öche con un can
inte case i
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Sembravi solo pigra
quando dicevo parole
che toccavano il cuore
e restavi in silenzio
Per interminabili minuti
senza un solo gesto
che potesse rivelare
un’emozione o l’attesa
Di qualche carezza
che timidamente
accennavo fra le ombre
di
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 | Copertoni e fusti
la vampa
è rovente.
Sporco ed acre
è il fumo
nelle strade infuocate.
Morirò
da
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La fiamma guizza e avvampa nel camino,
mentre il nodoso ceppo si consuma;
c’è un crudo freddo fuori ed è vicino
l’inverno che mi gela con la bruma!
Non sento della fiamma la carezza
che il corpo e ancor più l’anima mi scaldi;
fredda è l’alcova e
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Per vinto non ti credi
finito, dato alla sorte
mai in pasto, non cedi
alle lusinghe di corte...
Seppur sempre è neve
che si posa sulle ciglia
un inverno così breve
or la vista ti assottiglia...
L’infinito è già davanti
ricreato e crea
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L’amore è ancora un incudine senza parole
un silenzio che striscia nei giardini della mente .
Emozioni avvolte nei sogni della solitudine
notti che volano sulle onde del cuore
amori che non bastano mai
conchiglie raccolte nel respiro morto del
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La mia anima ha trovato la luce
promontorio di verità.
Ogni angolo è acuto
e della bruma non ha paura.
Si adatta ad
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Nelle lunghe sere
dell’inverno di guerra,
quella madre curva
non aveva più lacrime.
Un figlio, due figli, tre figli
e nessuna lettera,
nemmeno una notizia
rubati i sogni
al loro posto
le ultime lacrime
della madre abbandonata.
Là nella sperduta
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 | Per una luce irragionevole
non di lampi, luna o stelle
ma di fuoco canaglia
in girotondo senza tregua;
per un bagliore d’inferno,
voci e grida disperate
di chi corre per salvarsi
o silenzio e paura
di chi è rimasto come un sasso
c’è una pompa
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Il profumo di una carezza
sfiora il cuore,
un battito si fa nota
nella melodia del vento.
Dolce emozione!
Respira quei sospiri
portami dove le nuvole
s’uniscono in un grande abbraccio
nell’inebriante carezza
del giorno che
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Un tintinnar di voci s’espandono nell’aria,
un sussurrar di echi ad venir sognanti e lievi,
oh armonie a sensor di anime a vibrar come libellule,
anime inascoltate, smaniose vibrazioni che
il vento vuol lasciar fluire.
Anime ad armonia di
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Non so consolare
perdo le parole morbide
resto con quelle acuminate
inciampo nei silenzi
fuggo via
dove gli occhi non pesano.
Non so brillare
dimentico fiammelle
le espongo ai venti
svuoto gli sguardi
arretro al dolore.
Quanti sassi in questo
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Occhi di luce scintillante,
sorriso che abbaglia,
perla di donna,
dea armata di coraggio.
Tu portasti un soffio
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 | Un vento gelido, sul mio viso
si scontra con i miei occhi stanchi
ferendoli e facendoli lacrimare.
Sento un brivido di freddo
in tutto il mio corpo tremante
e un senso di paura mi chiude il petto,
come se una grossa mano opprimesse
fino a togliermi
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 | Le nostre braccia
fragili, come i rami
spogli, di Novembre
-
si intrecciano di ricordi
esile spiraglio, il sole
si affaccia tra le nubi
i primi fiocchi di neve
scendono sul nostro viso
-
come una antica tristezza
come una lacrima,
una
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Nel silenzio della notte
sento la tua voce,
ascolto il battito del tuo cuore,
il tuo silenzio, il tuo malessere.
Parlami
dimmi tutto quel che ti tieni dentro.
il tuo soffrire
è anche il mio,
le tue lacrime
son le mie.
Ascolta il tuo cuore,
non
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Non so cosa fare
non ci possono più essere contatti
con chi chiude gli occhi e gli orecchi
alle novità che percorrono i giorni
è un volersi chiudere al mondo
non comprendere quanto la vita potrebbe elargire
sarà l’età sarà la voglia
ma più niente
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Avevo bisogno di ritrovarmi,
restare solo
come un fiore nel deserto
soffiato dal vento,
in quell’attesa dal peso leggero
che ti cammina dentro
rimodulando i sensi.
Avevo bisogno
di ricordarmi di respirare...
ogni volta che il mare
muore
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E’ fuggito via il giardiniere forse per mare
o forse in volo portando via le primule e le rose
lasciando tra le viole un
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Io non mi fido più del mio cervello,
perché la sera è un fiume effervescente,
m’ispira più di cento versi in fila ...,
ma la mattina ... non ricorda niente!
Dovrei alzarmi e scriverli su carta,
ma vengo preso dalla sonnolenza
che apatica m’induce
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Nel mio giardino dei fiori scuri
annuso opachi profumi,
tra pensieri sconnessi
e dondolanti.
Arrivano a cavallo della notte
I desideri,
racchiusi tra le spinose foglie
che lente si dischiudono
al nuovo giorno.
Cerco tra le zolle molli e le
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Se avessi abbandonato
tutte le cose a cui tenevo
prima di perderle
forse non mi sentirei vuoto
Come una mattina di nuvole
prima del temporale
che si annuncia all’orizzonte
ma ancora nega la pioggia
Se avessi lasciato
le mie povere stelle
con
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Puoi camminare e non cadere
guardare il temporale che agita il cielo
e il vibrare delle foglie al soffio del vento .
Sfidare le paure del buio nel raduno delle ombre
rompere il silenzio della mente nel rinascere di un respiro .
Fino a lasciare
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Vorrei un confine a questo dolore
or che nulla abusa il senso
e che il vento spinge.
Abbatto frontiere
in cui il dire è
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Di notte, il mio albero,
incontra la luna, l’amica d’argento.
Il suo lieve chiarore illumina
quei pesi che lo
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Affoga non l’assenza
ma l’indifferenza,
la distanza che si impone,
la ferita profonda
che dissolve, non
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Pur ti fingi di non conoscere
quanto sognar caro ti è valso,
perdersi or di fremiti rivivere
dal principio di ogni impulso...
Si nutre del tempo una goccia
e se gioca col tuo dirsi infinito
ti fan scudo muri alti di roccia
e ancor tuo, ti piange
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 | Così venimmo alla luce
da un grembo di madre-
sorretti in verticale-
fragili specchi
all’amore/sofferenza del
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| Come l’azzurro del cielo
sono i miei sogni,
simili ad un mare calmo
che non riesco a viverlo,
ma niente c’è di più grande
nelle mia vita, di sognare
e nel mio sogno ci sei tu:
donna dai mille volti.
La montagna bianca e pulita,
mi porta il tuo
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Il mio domani s‘abbiglia dell’autunno
che abbandonando smeraldini monocromi
veste d’accesi e cangianti policromi
quanto è destinato a cadere al suolo
Non v’è lietezza nello sgargiante divenire
ove l’acquerello si fa allegoria d’un svanire
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I quattro cavalieri dell’ardore
eroi di lacca e penne dell’untume
son lesti a cancellarti si presume
appena gira l’elica il rotore.
I quattro cavalieri con l’umore
si adombrano e confessano al gran nume
di avere nella testa il sordo acume
che
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Bancarelle di sogni
spazi scintillanti d’azzurro
il cielo sopra la stanza
nel
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| Julie |
09/12/2019 16:36| 1322 |
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Vorrei lasciar cadere
i miei pensieri
come l’ultimo oro
d’autunno
che incontro per strada.
Pettinare i nodi
dei miei affanni
incastrati tra i capelli.
Spogliare il cervello
delle idee moleste
che appannano gli occhi
e non rendono quiete alle
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Non so se sia poesia
- come la brina -
è simile al vento
mi volge lo sguardo
- solo un momento -
dove la nuvola passa
di lei rimane il vuoto
-
io ti guardavo negli occhi
dentro la notte più scura
e in sogno,
persi la voce e le parole
dentro un
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Ovunque volga gli occhi, vedo nastri
di mille e più colori luccicanti
che vagano nell’aria, fluttuanti,
nascondono alla vista luna ed astri.
Il vento li sbatacchia in ogni dove,
nessun di loro oppone resistenza;
ne restano in balìa; quale
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Indomita regna la speranza
leggera come un soffio di vento
aleggia tra le colline chiamate in sogno
a stilare parole impreziosite ad oltranza.
Sorprende il cuore che ancor palpita
tutto ciò che circonda diventa amore
coltivando tra i petali della
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Bella
che baci come Dio
e sorridi
sopra l’ipotenusa
delle tue sconvenienze,
raggiungi
il mio vizio in penombra
ballandomi un bolero
tra bettole
e santuari di vita.
Sei cuore
di filigrana blu,
inesausta la bocca
di sole,
tra
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No non è un giorno come un altro
è l’inizio di una lunga storia
che da non molto ha trovato fine
non so se rimpiangere o trovare conforto
di certo è
che la sofferenza senza sosta vive
qualunque sia l’epilogo
il cuore è sempre all’erta
in
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Sotto il cielo scuro
asfissiati i ranuncoli cadranno
avvizziti da tempo tra le maglie
e moriranno le rose quando
nuove piante pensate innocue
si riveleranno velenose.
Cosa ne sarà del fior di loto?
Del diamante... non rimarrà
che il grezzo
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Son qui da ore col pennello in mano
cercando di dipingere qualcosa,
però la fantasia non va lontano,
mi spinge sempre a una figura odiosa:
il volto di colei che m’ha lasciato
e lo tratteggio quasi con furore,
ma lo cancello appena terminato
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Ci sei,
vicino al cuore,
negli occhi,
sulla punta delle dita.
Ci sei
tra i pensieri stanchi e contorti,
tra la folla rumorosa
di domande senza risposta.
Ci sei e mi chiedo
dove eri e dove sei stato
nel gelo degli inverni,
tra le onde di un
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Ad uno, ad uno scendon mirabili pensieri
sull’angelico volto ad
anima gentile e nostalgico pensiero
vai ad incantar con accenni di sorrisi.
Loquace enfasi a catturar attenzione,
amabile dama dal clemente sguardo.
Antico Altare di preghiere,
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Avvolta nel sudario bianco
sembri una luna velata
nelle notti d’autunno
quando il sole è un ricordo
E le nubi riempiono il cielo
di lacrime e silenzio
nell’attesa di un inverno
che tarda a sfiorare la terra
Le labbra così pallide
sembrano
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È davvero questa la vita che sognavi da bambina?
Chissà poi cosa sognavo,
quali estati nascondevo nelle tasche,
quanta strada sfilata via sotto i passi,
quanto cielo abbassato,
quanti sogni perduti
nella memoria,
quante ferite nascoste
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Ora ferma lo sciame
e posa silente prima di approdare
alle radici dell’antico tempo.
Non v’è regno che valga
della perpetua ignoranza il sacrificio.
Pensiero ora non temere l’onda
e riguadagna il tuo cielo.
Non v’è parola a conforto della tua
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Io
che del silenzio le rime conosco,
nei suoi anfratti
le mie ferite lecco,
con le parole traccio
ciò che del tempo
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Questo sole di Dicembre
pallido come un cencio
posato su alberi spogli
è come il sorriso
di una madre
Mi coglie di sorpresa
un’aria frizzante
che accarezza le gote
stupisce
l’ ovattato silenzio
e nuvole basse
tra fili di seta
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Dolce era il Natale
una festa speciale
l’abete alto in casa
troneggiava lucente
l’armonia fluiva leggera,
ala d’amore accarezzava il cuore.
Sul calar della sera
il cielo in una miriade di stelle s’accendeva
nel presepe il bambinello nasceva
sua
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Sorrideva Henry
era sereno e sempre allegro,
ed era felice Henry
Il suo sorriso era ovunque.
I suoi occhi erano stelle,
che illuminavano la notte
luce per chi l’amava
erano coppe piene d’amore.
Amava tutto Henry
e tutti amavano lui.
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La pioggia affilata, tagliava l’aria
in mille pezzi
ed era destino del vento ricomporre
raccogliere dai rivoli di sangue
tutta quella poesia dispersa
raggrumata di silenzi, in distanze di distanze
e fu a poco a poco, che come quando
raccoglie le
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Sembra una distesa in movimento.
Non sono solo,
con me ci sono gli uccelli
che frusciano tra i rami.
Gli Aceri, i
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Nuovi bagliori illuminano il tempo futuro,
dentro la clessidra scorrono parole non scritte...
Granelli di sabbia tramutano pensieri di tempesta
In attimi di felicità.
L’incanto dell’amore,
rubato all’innamoramento in un istante
si depositò dentro
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Vive nascosto
da occhi indiscreti
in un posto
ove i suoi segreti
nessuno mai
riuscirà a svelare
giacché sol guai
potrebbe passare
stargli lontano
conviene a tutti
il tipo è strano
non scende a patti
di poche parole
e di brevi cenni
sa quel
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Ancora una volta mi trovai invero immerso
in un eco vociare sghembo e sibilante
e il motivo non parve meno o più
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Come non aggrapparsi a quella veste
calamita che provoca emozione
ovunque quel vento lascia il segno
nel cuore negli occhi dappertutto
sono attimi che riportano a quando
nei momenti di sconforto
la Luce viene in aiuto
persino in
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 | In chiesa ancora entrare, a far che cosa?
Son riti triti, miti ormai sfatati.
forme apparenze. icone sorpassate.
Sommo rispetto a nostra ed altre fedi,
ma più saper ad uomo mai s’è dato
né a deperir di vita che consegue.
Gioiosi santi celestiali
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338018 poesie trovate. In questa pagina dal n° 25501 al n° 25560.
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