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Poesie pubblicate: 364’854Autori attivi: 7’453
Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Voglia
di abbracci
trasformati in pazzia,
punti esclamativi
di una vita
di pane masticato
alla periferia
dell’impero.
Confusione
tra fuochi e spari
tra un amore e il furore,
felicità di scarto
cantata
negli anfratti del porto.
Scatole
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Quel senso di appartenenza alla vita e
quando questa tenta di sfuggire
ogni giorno si fa più forte
avvisaglie che fanno pensare
confermando il pensiero
che da tempo ha preso piede
quel destino al quale niente si può fare
se non prenderlo per
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 | Tornano le voci,
come scintille di stelle
cadono sui pensieri che prendono fuoco
Arde la nostalgia
e brucia vigorosa i ricordi di infanzia
e gli affetti mancati
Devastanti attimi passati guardando le stelle
incupite da nuvole grevi,
appese
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| Parlo gli stilemi del silenzio
so cosa vorrei dirti
e tu già conosci ogni parola.
I sogni galleggiano
fra i tuoi pensieri
e le mie rare allegrie.
Non ti lascerò camminare da solo
ti seguirò standoti accanto
senza tenerti per mano
con gli occhi
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| “Questo è l’ultimo Natale
che noi due passiamo insieme,
tu lo sai c’ho un brutto male
e non c’è nessuna speme!
L’anno
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come vorrei
tornare indietro con gli anni
tornare ad essere nelle tue braccia
fantastica poesia
la mia e la tua
Come vorrei
sentire un unico abbraccio
i tuoi baci
le tue carezze.
Stringo un cuscino
e sento il tuo calore,
troppo lontano il
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Natale,
festa del denaro
nel giorno che il Re
è nato povero,
in una capanna.
Sento la mia vita
che mi condanna,
ma io grido, tutto l’amore
che ho per l’uomo,
anche se ho le mani colme:
di dolci, di giochi.
Una cappa di luce
vedo e sento
che
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I notturni che si amano
si incontrano senza fretta
mentre la seta nera
scivola giù dolcemente
I notturni che si amano
non hanno vergogna
di baciarsi per strada
mentre la gente sfodera
Sguardi di sdegno
per quelle lingue intrecciate
e per le
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Non so più scrivere “D’amore”,
l’innamoramento gioco di tormento,
percorre una strada diversa dalla mia,
preghiera del primo mattino,
entri nel mio cuore tornato bambino...
Non voglio più scrivere “D’amore”.
Il passato,
straziato da pianti
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E’ Natale e Angeli cantano in gloria a
Gesù nostro Messia.
Abete, agrifogli e bacche rosse ad allestir le case
e le vetrine tanti doni ad attender il padrone.
Natale a brividi di pelle
un sospirar di vento ad annunciar l’evento.
Nasce Gesù e
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oltrepassai vari risvegli
attraversando il mare impetuoso
dove trovai l’essenzialità
riposta nell’illuminazione dell’io sono
rinunciai a me stesso
come un eremita racchiuso nel golgota
capace di sentirmi estraneo
alle ombre sperdute nel
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Sono il mio guerrafondaio
che fa a botte internamente...
il mio assiduo macellaio
che bastona follemente...
porto addosso strazio e danno
per mia intera sussistenza.
Quel che accusa il mio malanno
con furore e con veemenza
è un conflitto in me
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Cade silenziosa tra le fronde
supina si pone al suo arrivo
par schiaffeggiare quell’inerme ramo
nell’insinuo leggiadro e felino.
Par lacrima scesa dal cielo
cristalli di luce a bagnare il viso
lembi di cercata speme
tra le foglie a sigillar gli
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Sminuzzate nelle trepidazioni delle suppliche
fatalità e urgenze schizzano velocemente.
Pagine
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Nevica
s’imbianca la notte
negli occhi i sogni affondano
nei passi delle fiabe .
Anche se non ti vedo
sento nel tuo camminare
la solitudine rapita dal tempo
quando il sole è un muto raggio di luce
nelle stagioni di fiori bianchi e rose mai
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Hai sempre paura di fare tardi
eppure l’orologio non è il tuo peggior nemico
datti una regolata la fretta a volte è deleteria
pondera in tempo sì però non esagerare
ascolta chi ti vuole bene e niente fa per sé
in ogni occasione il risultato sarà
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“Si tratta di una frivola scommessa,
dovrei baciarla qui davanti a loro,
la prego s’avvicini con la bocca,
ne va del mio
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Rigida sulla cattedra
impartiva ordini:
"In piedi"gridava,
prima che volasse un ceffone;
senza batter ciglio,
il malaugurato incassava!
Bastava un errore,
lei bacchettava,
a suon di strida
e colpi ben assodati,
stirava bene i
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Se sei quella che stavo aspettando
allora saprai già
che non amo il mattino
e la sua fretta piena di luce
Se avrai voglia di amarmi
allora non avrai parole
da pronunciare nel giorno
ed attenderai il buio della notte
Per spendere carezze
e
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Assorbito di profumi e tepori
seguo un tappeto macchiato di luna
per vedere sfogliare, senza un lamento,
le amare bacche delle rose nel fango.
Le tue braccia di roveri antiche
scoprono nidi di usignoli e tristezza
dolenti spettri di luce appassita
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Ti ascolto vento
furtivo tra le fessure.
Non urli. Mugoli.
Quasi un lamento.
Ti ascolto vento
sprofondato nel rosso
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Non d’ improvviso ma d’impeto
l’incalzare del tempo
mi spinge all’ultima meta
e muto il girar del Sole
m’accompagna
con monotona cadenza.
Le melodie a cui prestavo orecchie sorde
incalzano il mio animo,
dolci compagne dell’ultima rupe
da cui
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Per illuminar il mar
del nostro appuntamento
si accese la luce del Big Bang
dal nulla alcuno dell’anno più antico.
Il Sol con la Luna
iniziaron a muover
i color del bel ciel
e a schiarir il futuro momento...
Il bacio esplose
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Seguo il tuo respiro
amo il profumo che hai
misuro i tuoi passi
sono nella tua ombra.
Ti voglio, aspetto solo
che ti volti e ti fermi,
ho con me le luci
tutte quelle della città
e la notte è sparita,
siamo già nell’alba,
l’alba di un nuovo
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Voglio te
voglio la mamma che è in te
la femmina, la figlia e la giovenca
voglio l’anima, tua perversa
che gocciola dalle tue cosce
e di quella dissetarmi.
Voglio te
voglio la tua dolcezza
la tua lingua arsa
voglio la tua bocca affamata
la tua
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Il tuo star male sovrasta
i miei pensieri
dimentichi
di dolori antichi
sempre pronti a tornare,
io mai pronto a sopportare.
Strano parlare d’amore
in queste circostanze
quando t’accorgi che l’amore
è quel respiro che ti soffoca
alla sola
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“Trilù, so’ la Fatina der Natale,
te vojo arigalà un desiderio,
quarcosa de agognato, de speciale...
Trilù, nun sto a
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Potrei potrai potrà osar tempeste
nella più grande impresa mia inventata
col vento immacolato di ponente
in questa sua apparenza incontestata
nemica amica amante dell’orgoglio
immesso sopra sotto e intorno al foglio
con quell’inchiostro maschio
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Domani mattina la sveglia suona presto
non essere pigra a lasciare le coperte
non sono loro il tuo pane quotidiano
datti da fare il giorno non aspetta
ha il suo bel daffare onde accontentare tutti
rivolta le zolle ed inizia a spulciare ogni
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Genesi
Il mondo l’ho creato un po’ per gioco,
sai quanto mi annoiavo a stare solo!
L’eternità è vasta, e mica poco;
vediamo, ora m’impegno, è il mio ruolo:
in fondo sono Dio e, poffarbacco,
è mia la pena e il dono: onnipotenza
(vuol dire che
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E Dio si fece carne e venne al mondo
nel viso dolce e bello d’un bambino;
Maria sussulta e stringe il corpicino
cosciente del mistero più profondo!
La luce di cometa irradia a giorno,
nella capanna echeggia il dolce canto
degli angeli celesti a
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Girando con la macchina di sera
vedevo più di qualche prostituta
sostare lungo un viale fuori mano,
ma una non sembrava
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Se nessuna parola
potrà scalfire le tue nuvole
proverò con i gesti
e forse con il vento
Che soffia la pioggia
di un’altra stagione d’amore
calda come il destino
che ci tiene legati
Se nessuna ombra
potrà velare i tuoi sguardi
proverò con la
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Stai per giungere
anno nuovo
ti stiamo aspettando
con in dosso il vestito della festa
il cappellino sulla testa,
la trombetta.
Manca poco
in ansia siamo,
allegri ti attendiamo.
Sarà una notte luminosa
miliardi di fuochi
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 | Sono a Venezia, amore mio
ed è bella come un merletto
come l’infanzia e il sogno-
un’alzata tersa di porcellana
sul tromò
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 | Una voce, a volte in punto di domanda
o un motto o suono a tutti ben distinto
mia snaturata chiocciola confonde
lasciandomi nel vago a tale inciampo.
Spesso succede e duro il chiarimento
con sforzo chiedo: “prego?” a chi mi arringa
ma in far
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| Sovente, andando avanti con l’età,
d’esercitar potere di attrazione
sentiamo un poco più necessità,
per rimanere ancora nell’agone
della vita, che presto se ne andrà
verso qualche mortifera regione,
che ormai tanti regali non ci fa,
che sembra
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| Su, lasciati toccare, mia dolcezza,
permetti che ti sfiori sulla bocca
di un bacio lieve come una carezza;
all’orizzonte il sole già si abbiocca
e cede il passo ad una luna fioca;
un campanile, lungi, che rintocca
col suono molle di campana
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Dolce Bambino allarga le tue braccia
e accogli il mondo a Te che è alla deriva;
da quella culla fredda lascia traccia
del tuo passaggio e in tutti i cuori arriva.
Lassù c’è la cometa che ancor brilla
per indicar la meta da seguire;
infondi nella
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Che sei tu forse lo sai
se già ti sei sentito dire
di più non ti resta ormai
che un meccanico annuire...
Che sei se non un volto
pur di tanti volti già visti
- quel che il sole ti ha colto -
dagli occhi a te nascosti...
Che sei quando ti
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Sentimenti come afflati
attirano, l’uno verso l’altro,
gli esseri umani.
Sentimenti come gioia e
preoccupazione,
anche se inespresse,
son sentite e condivise.
Sentimenti che si manifestano
con il semplice sorriso,
a cui l’altro corrisponde
in
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Sono talmente tante le cose da fare
che fanno venire l’affanno
com’è possibile arrivare dappertutto
la vita ci chiede troppo
.
riflessioni che mettono in allarme
.
andiamo cauti non lasciamoci coinvolgere
da chi vorrebbe tutto e subito
.
si
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Daniela sta pulendo la sua casa,
lor quando nello studio del marito,
togliendo i libri, in fondo allo scaffale,
s’accorge
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Rivisitando luoghi agli occhi nascosti,
ti rivivo,
a volte sognando di brevi accenni,
quando appari nel fugace silenzio.
Al cospetto di una tomba,
boccioli secchi e il mite raggio
di una carezza,
mi porta via di te l’inganno.
Viverti
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Natale. Quanta dolcezza
quand’ero io bambino,
con Giuseppe e con Maria
ed il biondo Bambinello.
C’era pure il mite bue
con il povero asinello
a riscaldar la grotta
per il troppo freddo e gelo.
Dall’alto poi scendeva
una radiosa
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Lievi
memorie
di un’altra età
fluttuano nell’anima
come
variopinte
bandiere tibetane.
Lembi
sfuggenti
del Suo
prezioso
mantello di stelle
che
inutilmente
la mia mano
cercherà di afferrare.
Il sole
ancora non s’era levato
ma
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Non si vede nulla
oltre il confine dell’ombra
che il bosco disegna
dopo il tramonto del cuore
Non si sente niente
non il ricordo dei tuoi respiri
non il calore delle carezze
perdute dietro alle nuvole
Qualche volta immagino
di attraversare il
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 | Natali voli diri paci, amuri,
voli diri umiltà, fratillanza, nni stu tempu
di amarizza e dilaganti solitudini.
Si sonna a occhi aperti, e li pinsera
c’addisiddranu la gioia, volanu
’ncelu comu nuvuli di farfalli.
Natali è umanità! E’ dari aiutu
o
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 | Le prime rondini allora
giungevano sfinite a dirmi
ch’era arrivata primavera.
Era pieno di voli il mio tetto, di gridi
d’un via vai per preparare i nidi.
Ridevano le primule nel prato gialle,
svolazzavano le farfalle
sui fiori, si, sembra
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| ANGELO
Mi hai promesso
un angelo
di quelli che stanno
in piedi
bianchi e senza aureola.
Mi hai promesso
un angelo
ovunque ti porterà la strada
e ti sollevera’ il vento.
Mi hai promesso
un angelo
per le sere senza luna
e i piedi senza
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| Vedo la luna
e più forte mi batte il cuore,
conto le stelle,
si accende la mia mente,
ascolto la campana,
mi passa Dio nel pensiero,
vedo una madre,
mi trovo figlio
di una terra che mi accoglie,
suono una musica,
le stagioni la cantano,
cambia
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Tienimi stretta,
riportami il sorriso
io non conoscevo la tristezza
le lacrime, la solitudine
io non sapevo cosa volessero dire.
Riportami la gioia nel cuore,
mi basta solo poco
mi basta il tuo sorriso,
la tua voce
guardarti negli occhi
mi basta
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Pioggia di luci
si sciolgono gocce frantumandosi
su marciapiedi agghindati a festa
i rumori assordanti della città non tacciono
quasi i clacson fossero voce e i lampioni abbracci
che disegnano ombre su passi anonimi.
Pioggia di luci
di muri con
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OH OH OH
una slitta sfreccia nel cielo
piena di pacchi d’ ogni colore
per ogni bambino che sospira nel cuore
un dono prezioso in questo natale.
Scintillano le luci sull’albero addobbato
calze appese dal camino fatato
magica porta per un uomo
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Il passo dell’amore è lento come le vecchie locomotive a vapore,
ci vuole tanto carbone nella caldaia del treno
per raggiungere la meta dei due cuori.
All’avvio del percorso, il fuoco arde,
la locomotiva sbuffa passione,
le ruote scivolano sui
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 | Non posso fare a meno del tuo pensiero
che mi sfiora l’anima
ora che sai chi sono, l’essere fragile che ho in me
mi difendo, mi chiudo a riccio
e mi sento solo.
Poi cerco la tua voce
sparsa per il vento
come le rose cercano il sole
negli ultimi
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 | E se di sera, sola,
senza orologio,
la luna piena ti illumina,
e tu raccatti,
sospesa nel vuoto,
quei momenti,
ti lega lì la tenerezza.
E le nuvole sfumano
e annaspi.
Tu che hai di me
non cose,
(che non potevo darti),
solo parole e
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| Già, parlami di pace, io me la rido.
La pace, ah! Quale beffa, che finzione!
Per il nemico alcuna compassione,
al mio orecchio è musica il suo grido.
Soltanto alle mie forze io mi affido,
e fanno impallidire anche il ciclone!
Io sono il
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| Cercasi prove ed il relativo perché
sempre di più questa vita fa lo sgambetto
divertendosi a nostre spese
riesce ad inculcare quanto meno aspettiamo
birbantella fa di tutto affinché
mai ci si possa dimenticare dei suoi misfatti
.
arriverà il
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| Ma ve l’immaginate se nel mondo
non ci sarebbe stato alcun colore?
Avremmo avuto un panorama smorto,
al sol pensiero mi si gela il cuore!
E la natura con la sua bellezza
dai vividi colori rigogliosi
vederli invece spenti ed uniformi,
da
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338015 poesie trovate. In questa pagina dal n° 25321 al n° 25380.
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