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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’851Autori attivi: 7’453
Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Sulla strada polverosa
strappo sassi e gramigna
nell’incastro di pensieri...
Queste ore sbadate e impazienti
afferrano capelli e lacrime
in cambio di biglietti scaduti
per viaggi di sola andata.
Il vento ha staccato le nuvole
nella luce diafana
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Sguardo di ghiaccio
occhi penetranti
perle lucenti,
taglienti come coltelli.
Mi uccidi con i tuoi baci
densi di torbide voglie,
t’amo perdutamente
uomo intrigante,
desidero
il calore della tua pelle.
Mi fai volare
nel cielo immenso
sulle
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Fendono l’aria
con baldanza di sparo
e s’innalzano alteri
a sfidar il cielo.
Corolle improvvise
spruzzi accecanti di
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Sul colle mio odorato
cresceva il fieno ordinato
in campi freschi e piani
nei più belli dei miei anni
la pace del cuore era piena
anche se lavoravo di schiena
mietendo il frumento biondo
vera bellezza del colle rotondo
dei poveri panni che io
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il giardino delle parole
è verde rame tra i capelli
addolciti dal frinir di primavere
soggiunte al chiaror di rugiada
la dove finirà lo sguardo
s’apriranno le dolci melodie
di crisalide sbocciate
all’avventura del nuovo mondo
s’è fatto
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Rientra quest’anno in metropolitana
le hanno rubato la scopa alla Befana,
nel suo tascapane porta un gruzzolo di fortuna
beni preziosi che tutti accomuna
per i bimbi più buoni
colma di felicità le loro abitazioni.
Ai bulli invece, non capaci di
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Ti Offro
il mio tempo e i miei pensieri,
quelli di oggi e anche di ieri
i ricordi da condividere
e i litigi da dirimere
Offro sempre a te
il tempo che non ritornerà
farcendolo di ricordi,
il tempo che ancora ci resterà
arricchendolo ... se
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Pur da lontano t’amerò
oltretempo
e in ogni tramonto
ti respirò
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Donna dai lunghi capelli blu
sulle brune spalle adagiati.
Donna dai profondi occhi neri
che dolci penetrano
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Prendo un istante, un fiato,
dopo l’alto fuoco che rifulgi,
del corpo tuo caldo bacio.
E in eccelso spoglio,
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Qual vento improvviso
apre la finestra
e riempie la stanza di luce,
il viso di te Madre,
di stupore scolpito
a noi mostri.
La stanza quello Spirito
di calore pervade
e noi riscalda.
L’Angelo tre dita della mano
in alto tesa
ad indicare il
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L’essere umano che cede
e, non sogna di toccare il sole
con la punta del suo dito
è da snobbare.
Chi per paura arretra
rinuncia alla gioia della conquista.
La vita si pregia dell’imprevisto.
Passo deciso
e, come il gozzo
fende l’onda
si
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In delebile contorno
-di pensieri alle parole-
fatto nuovo, questo giorno
sol diletta il girasole...
Detto è fatto mezzogiorno
-per il becco delle allodole-
se ne vola, anche lo storno
or disperso fra le nuvole...
Impossibile contorno
-di chi
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L’ho vista sulla metro e m’ha colpito!
Sentivo il sangue che pulsava in testa!
Da quel suo sguardo ho subito capito
che si
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Saette e botti folgorano il cielo,
schiume d’auguri colano per terra;
sia l’anno nuovo terso e senza velo,
il cuor d’ognuno la speranza serra.
Risate e grida erompono tra i muri;
la luce brilli pur nei lati oscuri.
Tra canti e balli ognuno l’anno
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Questa è la casa
che ho dimenticato
fra gli ulivi
col canto d’Ottobre
Questi sono i colori
di una terra malata
dove il cielo tremava
per un temporale
E il mare scuro
assetato d’amore
non ha che la pioggia
da attendere ora
Oltre il vento
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Tornan soventi quei boccioli di fiori a
profumar lo spazio ed intonar in
quelle goccioline di rugiada il
chiaror del sole e divenir diamanti affini
oasi a batter sul cuore.
Armonica a destar quel sogno
color pistacchio il più bello a
screziar il
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Ci sono strade impolverate
stemperate dal tempo
lettere di poesie
tra buche e sassi
vecchi cespugli bruciati dal sole
portano tutte verso il mare
dove la notte è un buio riempito di stelle
e di luci che passeggiano all’orizzonte.
Così
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Nessun amato non perdona amore,
ché lascia esso fondo struggimento
in chi poco s’accorse, in quelle ore,
d’esser bramato con gran sentimento.
L’amore è contagioso, e dentro il cuore
di chi ne fu toccato in quel momento
trasmette malattia che poi
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 | Sotto una coltre di gelo
affanno di respiro condensato
brividi intermittenti
stalagmiti di pensieri nelle grotte oscure dell’anima.
Voltare una pagina sul libro del tempo
non muta l’anelito del cuore
indomito cacciatore di illusioni.
La faretra è
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| Lento è il traghettare (Anno 2019)
Lento è il traghettar del fiume...
gelido vento di tramontana trascina
il vecchio canuto verso l’ultimo tragitto,
e il deambulare d’affanni
privo di stelle e sole,
empie il sacco degli ultimi sguardi.
Aduna
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| E’ arrivato il giorno
quello del dolore:
la mia valle l’ha generato,
la fede l’ha atteso,
nel pensiero
aveva un posto fisso,
ora vivrà nelle mie stagioni.
Nella mia giovinezza
era sbocciato come un fiore,
i venti degli anni pazzi
hanno
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Tutto senti e palpita
-quel tepor se in festa-
il cor ti dona e scalpita
che è vita manifesta...
Esser nuovo in sè
-per strade mai battute-
rincorri uno e altro te
già in sogno le ha vissute...
Quel buio ormai da dietro
-finto eco ai tuoi
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Potevamo superare gli argini
se non ci fermavamo a contare i passi
se non ci specchiavamo nell’acqua torbida
credendo di essere noi i belli
sparvieri truccati e straniti tra i venti.
Potevamo bere fino all’ultima goccia di mare
sventolando gerani
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Ti tengo accoccolata fra le braccia
e sembra un incredibile portento,
cullàti dal silenzio e dalle luci
dei fari di passanti indifferenti,
a suggere e gustare quei momenti
di lucida follia a cui conduci;
immobile, a tenerti; ed è un tormento,
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Una giornata di tepore in un ambiente caldo d’amore
annulla quelle piccolezze che tanto hanno fatto disperare
in un bouquet di vicissitudini non da tutti comprese
per la loro inusualità che tanto fa discutere
in ambienti dove l’ottusità vuole
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Chissà se un giorno torneremo ancora
su questa Terra sotto le sembianze
di altri esseri umani? ... Mi addolora
lasciare la famiglia e le sostanze!
La vita naturale lo sappiamo
che può durare al massimo cent’anni
e in tutto questo tempo
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Di caduta in caduta
mi rialzo
come un marinaio sulla prua di una nave
scampata al fortunale.
Un gabbiano segue la scia
con indomita pazienza
e il suo grido taglia il silenzio
nella solitudine del mare.
Aspetto di udire la notte
immensa e
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Il vivere si sa in questo mondo
si immerge dentro il dubbio del sarai
e istante dopo istante attiverai
un folle intenso e vacuo girotondo.
E nascere potrò e ti rispondo
coi se coi ma coi sì coi molti mai
nel mare incontinente dell’avrai
col verbo
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Comincia male questo nuovo anno,
lontana mille miglia dai miei occhi,
nascosta nelle pieghe dei ricordi,
ammutolita voce che si perde
in un paesaggio tetro e mai più verde
un tempo rallegrato dagli accordi,
da sogni ad occhi aperti, da tuoi
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Prendi gli avanzi
di questo buio che ci sgretola
e prega il mio nome
perché me ne possa andare
Togli le schegge
da questa pelle che invecchia
e ricorda il mio sogno
di averti oltre il cielo di cenere
Che ci divideva
a dispetto di ogni cosa
e
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La capacità umana
si incontra nella storia,
una vita artigiana
ripercorre la memoria.
Or il tempo disumano
cancellando i dettagli,
si inciampa con l’arcano
per disfarne i bagagli.
Nella terra della vita
che ospita una specie,
le rimane fra
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La timida luce
di una mattina di dicembre
ha il profumo di speranza
e di tenue desiderio
di passi leggeri.
Arriva come spuma di mare
a lenire un cupo andare
o ad ammorbidire ferite esangui.
Guardo questo giorno
dentro un cielo turchino
lieve
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 | Arde legno stagionato
colorando l’inferno
di brace rovente:
rossa, immota
geografia di natività.
Lingue di fuoco
danzano
saettando riverberi:
giallo e arancio
nel sangue del mondo.
Troia funesta
al rogo acheo;
si fa magma
dal ventre caldo
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Mi sento solo
all’interno
del grembo materno.
A contare
gli ultimi attimi
di
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Nel vento sul mare
la nave andava,
l’onda d’amor
nel cor pulsava
si espandeva
forte infuocata
a bruciar la pelle,
nell’infinito sentimento.
Tristezza
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invisibili lacrime
s’ infrangono sullo specchio d’ acqua
ove rinascere vorrei per te
ancora una volta
per non morire adesso
perdonami piccola creatura
delle sofferenze immane
raccoglimi dalla terra come un fiore
nelle mani tue grandi
per non
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Hai fatto il gran passo
nella notte fonda
ascoltando il fruscio
di un semplice alberello,
ti sei aggrappata
con abbracci inconsueti
che mimavano per me
un nuovo grande amore.
Le stelle presenti,
spostavano una nuvola
sorrisero un po’
poi mi
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Quando i venti arrivano
portano aromi di ricordi.
Gli impeti dei viaggi
sempre verso il nuovo.
Slanci ideali, ambizioni,
audacia, sentimenti,
colpe, errori.
Tutto rifarei perché
nel pieno della giovinezza
c’è sempre qualcosa di bello
e, più
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Ci siamo conosciuti un ferragosto
ad una festa di comuni amici
e siamo stati insieme in ogni posto,
perché ci sentivamo
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Non è come gli altri giorni.
Aria di festa ancor si respira
e l’Angelo sceso dall’alto,
col suo rutilante vestito,
continua il suo gioioso canto:
Gloria in excelsis Deo.
Brilla tuttora nel cielo la Stella
che ha guidato i pastori e i re
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Ed era come il cielo a settembre
il legno antico
vicino alla roggia
e le nuvole d’oro nel fiume
Ed era come la pelle d’estate
calda quando le mani
accarezzano l’ombra
e il sole non brucia più luce
Ma buio di stella
resa oscura dalle tue
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Poche parole
ma forti...
semplici ma da farmi sorridere.
sincere come un tempo
illusioni si ma non delusioni
Non ho chiesto altro
non chiedo niente
se non si sente niente
non chiedo se non mi si da spontaneamente
Mi sento una mendicante
un po’
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Neve che fiocca e fischi di vento
laggiù un bimbo sta piangendo
neve che scende e strade di sale
quaggiù invece è sempre natale
piovono canditi e fette di pane
e pezzetti di ossa da dare al cane
in alto mare un legno galleggia
sulla terraferma
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Vieni anno nuovo:
affiancati ai miei passi,
dammi uno sguardo
pieno di speranza,
fammi vedere
dove devo sostare,
a chi donare col sorriso
le mie limitate forze,
da chi cercare amicizia,
quale Santo pregare,
poi, donami la sapienza
di vedere in
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Oggi di tenue taffetà veste il giorno e
merletti colorati avvolgono l’anno passato,
e riporlo in cassettoni antichi...
Vecchio Anno di te vestimmo
con panni setosi ed or a brandelli avvolto...
All’anno nuovo doniamo un ricciolo di burro
un filino
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 | Al puntuale scocco
di dodici rintocchi
esplode un tripudio di gioia.
Risorge frizzante la speranza
illuminando il buio
con una rinnovata alba.
S’incrociano sguardi
si scacciano paure
abbracciando il neonato.
Con la luce nei cuori
nel
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Auguri a chi non fa differenze,
a chi non ha paura di esporsi e non mente
per supplire alle mancanze.
Auguri a chi
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e mi ritrovo sveglia
con occhi spalancati
l’ultimo dell’anno parentesi
alle pareti non ancora chiuse
le finestre
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Con mia sorpresa, morto, vedo Dio!
Eternità, spalancami le porte
del paradiso: entro pure io!
O avresti destinato un’altra sorte?
Se mi condanni ai fuochi dell’inferno,
commetti un’ingiustizia madornale;
perché dovrei bruciare, ed in eterno,
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Già conto i giorni miei che vanno lenti
e l’ombra del tramonto che s’appresta;
la giovinezza andata e ì dì di festa,
svaniti sono ormai negli occhi spenti.
Volgono gli anni e se ne van lontano,
lasciando dentro un vuoto che rintrona,
sì come un
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Lo so lo so era ieri quel dì infame che ci ha diviso
la malattia non era arrivata a tanto
eppur lo sapevamo con chi bisognava fare i conti
oggi sembra quasi tutto falso
difficile ripercorrere sofferenze
non abbiamo voluto dimenticare
seppure la
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Tornando a casa
la mia auto è quasi calda
posso quasi sentire il calore
del motore, come un cuscino
un abbraccio è
il suono dei pistoni
e quelle marce che ruggiscono
l’ultimo semaforo verso il nido.
Tornando a casa
vorrei trovare due o tre
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Empio servo del male,
putrescente aborto di Dio
colui che deve la vita
al ventre di una madre
e osa colpire una donna.
Rabbioso sciacallo
voluttuosa vittima del bisogno di possesso
disgustosa immanente discarica
di pensieri turpi
lercio sacco
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Accetterò costui silenzio
e ciò che il tuo cuore
sentirà poter fare
con l’Amore d’una Donna
d’ella saputo osare.
Accetterò quello che verrà
pur non guardandoti gli occhi
riflessi nell’Anima mia
mentre ovunque ti cercherà
oltre i confini d’ogni
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E’ qui che ti amo,
su queste rive spoglie d’ossigeno
tra l’gorgoglio sabbioso delle onde,
che graffiano i nostri passi vitrei
...nel freddo.
E’ qui che ti amo,
dove il tempo trascorso assieme
si fa peccato, nel reticente preludio,
in cui
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Che la Tera sia ‘nquinata lo sapemo
da lo smog, li veleni e l’ecomostri,
da l’inceneritori, li disastri
e dai “risanamenti” che pagamo.
Dice... sia tutta corpa der progresso
de li concimi, le vacche, i diserbanti,
li profumi, i rossetti,
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Smeraldi dietro vetro trasparente
sulla vellutata pelle posato.
Di quel volto, oramai dimenticato,
lampi di luce tornano
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Potesse credere vero
che la osservi
in una realtà lontana,
come è impotente
l’altra dimensione!
Un atroce silenzio
accompagna
ogni sua parola
col suo sguardo,
le disse:
abbiamo fatto
quel che c’è piaciuto.
Cosa resta di un’ intera
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“Perché non me la dai? Io t’ho sposata
e, dopotutto, è cosa naturale
donarla all’uomo che t’ha sempre amata!
Almeno come
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338012 poesie trovate. In questa pagina dal n° 25141 al n° 25200.
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