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Niente ci può portare indietro
tra quei cancelli aperti
dove i sentieri erano dipinti di rosa
ed il cielo rosseggiante
apriva la bocca ai suoi baci.
In quello scorcio di cielo
i sogni prendevano vita
ed ogni canto diveniva
una sinfonia d’amore.
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Sempre penso al tuo dolce viso
e al tuo timido sorriso,
il futuro anelato
è fuggito silenzioso
il cuore straziato
batte ansioso,
mentre la mente mia
rifugge nella follia.
Ancor veglio sui sogni tuoi,
e con il cuore
ti sussurro dolci parole
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Tu lo sai
che non avevo voglia di morire
e che sarei andato via
solo se mi avessi chiesto
Di restare fra i miei passi
e le tue paure
mai vissute di cielo
ma di fango e putride certezze
Tu lo sapevi
che nel momento del dolore
sarei stato più
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Se vi preme trovarmi
scrutate altrove, in posti sconosciuti,
dove mai sono
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Piano tocca la tua fronte glabra,
le sue sfiorano turgide labbra.
La mano trepida poi accarezza
in attesa della dolce ebbrezza.
Fluidi odorosi piano esalano,
sui fianchi le mani scivolano,
toccando quei rosei grossi seni.
Le dita tra i capelli
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Quando hai scelto di andar via
il vento smise di procedere,
e gli alberi rinunciarono ai loro frutti.
Il tramonto si celò nel suo mantello nero!
Rimase la pioggia ad asciugare lacrime
anonime, silenti, inaridite!
riconobbero una voce
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Domani inizierò
a sorridere
quando il tempo
ci regalerà altro tempo.
Domani mi insegnerai
a credere alle cose semplici
come i fiori di campo
senza profumo
ma pulsanti di colore.
Domani mi terrai
nelle tue mani antiche
e colme di
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Il silenzio
dell’amico gioioso
che indifferente
guarda uno schermo
aspetta s’accenda
una luce verde,
pare dica:
ci sono.
L’amico
rende vicino
è scambio di pensieri,
quando il tramonto
s’ oscura,
vaga il pensiero ...
S’inumidiscono gli
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Vieni amore
dammi la tua mano di vento
ritorniamo in quel luogo incantato, dove
ad ogni passo
nascevano fiori.
...
Con petali di baci
m’intrecciavi i capelli,
con melodie di colori
m’ annodavi trecce
con carezze di dolce passione
e i nostri
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Forse voi crudeli mi avete creato
in laboratorio nel gene modificato
o distorta fatale evoluzione
in natura contaminata dall’orrore.
Chiamatemi bibblico castigo
spietato pandemico nemico
oppure come già classificato
"coronavirus" nel mondo
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Ricorda quando
le tenevi la mano,
per trasmetterle
quello che pensavi:
Tra un po starai meglio!
Quanto l’amavi!
il suo star
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C’è un tempo, quello attuale,
in cui vivi qualcosa di epocale.
Le mura di casa sembrano prigioni
intente a soffocarti...
mentre hanno la sola funzione di avvolgerti e custodirti.
La città ti appare vuota e desolante...
ma solo perché è senza
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Tu sei tutto ciò che tiene in vita,
ci incontriamo in un sorriso non credo di meritarmi
e non bastano mai tutte le ore che stiamo insieme
a saziarmi di te oltre le distanze
e quando mi baci, misuro i battiti del cuore.
Sogno nel tempo, stendo alle
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Della colomba bianca della pace,
il giorno delle palme colgo il volo,
l’ali spiegate al vento, mentre tace
un mondo attorno confinato e solo.
E s’apre il cielo fosco a tinta scura
nel mentre sopra i monti ed ogni mare,
con un rametto in becco va
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 | Chi siamo?
Fragili foglie
attaccate ai
ramoscelli
della vita, che
giorno dopo
giorno
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| Come è piccolo
Il mondo
Per un corona virus
Che contorce le menti.
Il sole e le stelle
c’illuminano il cuore
Il mare e i fiumi
Inondano mute parole.
Il volto stanco
D’un respiro asfissiato
D’una maschera
Esaspera il corpo.
Sbiadisce
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| Resto in attesa del tuo arrivo,
qui seduto sul balcone
aspetto la processione che ti precede...
e mentre i fanciulli spargono
i petali di fiori sul tuo cammino
ognuno di noi sventola
al cielo rami di palme e d’olivo.
Ti aspetto col cuore gonfio di
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| Al di là dell’ombra che passa
inseguendo impronte bruciate
mi stendo oltre il confine
mi prendo mi sfuggo scivola
quel vestito che non ho
Di fattezze rarefatte nel tempo
di rughe scolpite
di sublimi mani che raccontano il tempo mai finito
Di
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E mentre intorno
tutto crolla,
temerario, cavalco
l’onda del ricordo
in una folle frenesia
che sa
di polvere e muffa.
Ostinata passione,
nel richiamo
d’attesa perduta,
presente e costante
traversi i miei giorni
e scompigli con foga
i
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Là dove sorge il sole
con le tue mani hai dato l’azzurro al cielo
-dalla paura di essere felice scappa la notte-
con la tua voce eco di un sogno che oltrepassa l’orizzonte
hai chiamato a te il mare
-che non si ferma più-
ed i tuoi occhi fanno
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C’è silenzio
e toglie il respiro,
nessun viandante
nessun colore
solo un odore aspro,
quasi amaro
che sa di sconfitta
di arrendevole pianto.
Ho lavato le mani
più e più volte
strofinando bene
fino a scalfirle
ma non abbastanza.
Avrei
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Ti sento più che mai
essermi in quest’azzurro,
capovolgendomi le notti
tra lenzuola
profumate di zagara,
ricamate d’arcobaleno.
Quanto amore nel tremolio
d’una fiamma mai spenta.
Quanto desiderio
racconto al vento
di quest’inevitabile
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Geme la gemma sul suo ramo
ha fretta di risorgere una foglia
il ciliegio è già fiorito e sparge
petali di poesia
sui rami la speranza corre
al ronzio di un’ape
mi guardo attorno e vedo vita
risorge il ruscello e canta
mi mancava il suo
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 | Resteremo imprigionati tra due cieli:
la luce e il buio,
senza più riverberi di vita?
Voglio il giorno che lieviti sospiri, che affossi e innalzi;
che incendii e spenga;
che inventi, sotterri e crei.
Il giorno immaginifico, fantastico, che innamori
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Respiravo perché avevo lui
che mi toglieva il fiato
e mi piaceva credere
che quel rapporto funzionava.
L’amore potrebbe essere
una splendida cosa, ma non per me.
Per me innamorarmi fu a tratti
come andare al patibolo.
Lo vidi in azione dentro
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 | Stai chiuso
distanziato, imbavagliato
non ti lego, non posso
ammanettato dietro la schiena
non ti tocco nemmeno la mano
un cenno lontano
saluto nella speranza di salute
Stai chiuso
un metro, respiro me stesso
non ti obbligo, ti
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| Verso dove stiamo andando?
Cosa stiamo diventando?
Domande poste
in attesa di risposte,
siamo presi da un
silenzio pervasivo.
Le notizie di quei lutti
s’infrangono sulle nostre menti,
come flutti.
Quei camici bianchi,
novelli agnelli
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| Sessantasette sessantotto ne sono passati
sono tanti
un’amicizia che viene da lontano
come bouquet si unisce a quei micetti
amici di una vita hanno raggiunto l’apice
ma nel petto sempre al primo posto
nomi si accavallano in un’allegra
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| Ora che l’alba scende nella tua anima
la notte chissà dove sospira
abbi cura delle stelle rimaste nel tuo sguardo.
Rimani la porta aperta del sogno
ci sono amori nascosti nel vento
soffiano nel cuore del risveglio .
Sulla riva del mare
nel
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 | I giorni passano incuranti
nella nostra lunga attesa
che qualcosa cambi in meglio
e si possa andare avanti
Ogni giorno
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| Sul pullman, come al solito affollato,
si son trovati in piedi, faccia a faccia,
ma in seguito a una ruvida frenata
lei
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| Trionfante,
è acclamato dalla folla,
alle porte di Gerusalemme:
in nobis venit Dominus excelsus,
Pater caeli et terrae!
A cavalcioni su un’asina mansueta
infiamma gli animi edotti alla fede,
avanzando tra gli eletti
in benedicente
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| E tu sarai amore,
ai confini di un dolore
che travolge lo spirito
più del corpo.
E vivrai un tempo che non conosci,
né ti conosce ancora,
per sentire il suono di una voce nuova
nella valle che attende di essere esplorata.
E troverai altro
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| Pe’ ‘st’anno io direi... gnente sorprese,
ce tocca già “La Parma” dar barcone,
rinzeccolita e senza pretese
da riciclà pe’
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 | Passerà questa nuvola nera
che è al di sopra delle nostre teste
Questa nuvola nera che ci allontana dagli affetti
e ci costringe a non uscire di casa.
Questo incubo notturno che pervade la mente
e nello stesso tempo ci fa sentire più umani
veri
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Sei stata la regina
di pochi giorni scuri
e le strane strade
che percorrevo al buio
Mi ringraziano ancora
per le poche parole
e per le tante carezze
sognate sui passi
Ci sono ancora lune
che riflettono luce
sulle nuvole delle notti
di
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Senza si e senza ma
In vacanza... non si va!
.
Non ci sarà né Pasqua
e né Pasquetta,
quella che riuniva
amici e parenti,
tra grigliate e balli
all’aria aperta
e faceva allietar
cuori e mal di denti.
Le vecchie tradizioni
da decenni,
tutti
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Un thriller la vita,
un giallo senza colori,
senza raggi di stella,
un cammino incerto in questo momento,
si avanza in strade raramente assolate,
in vicoli oscuri si muove il passo.
Non si conosce il nemico,
forse è un amico,
un parente, un
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Pur se ai bambini
terminati colori
colorando arcobaleni
su noi in
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Tempesta a giunger silenziosa,
ampio spettro a divenir paura,
macabro ed invisibile virus vuol torturar chi incontra.
Tu coronavirus!
Oh anime gentili di bellezze affine dedite ad
incantar in maliarda gioventù,
anima a risplender nei vostri
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I caffè vuoti sui viali alberati
l’ultimo abbraccio di un solitario inverno
e tu che passeggi nei pensieri
sei tempo che fugge e poi ritorna
promessa di un canto nel vento .
L’orizzonte è sempre distante
non ha porti per dissetarsi
un giorno
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Nella notte fonda,
la notte nuova dell’uomo,
in un giorno di festa,
al silenzio delle campane,
nel ricordo di antichi vespri,
come una sorgente d’acqua limpida,
che sgorga dalla roccia,
mi nasce una preghiera,
la libero nel cielo, senza
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Stavo meglio quando stavo sola.
Nell’assoluta indifferenza del tuo cuore,
ero.
Ero miscuglio di terra e pietra che erigeva
solchi di luce a mani vuote e cieli
che sboccavano cinerei nell’azzurro.
Cercarti è stato perdermi.
Quante volte mi hai
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Non sarò debitore dell’amore
non darò a nessuno
lo scopo della mia vita,
e, il dovere a una continua crescita
fino all’ultimo respiro.
Impastoiato da un limpido istinto di paternità
assetato di affetto
come un asmatico ha dell’aria
leggo e
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Tiriamo giù i cartelli abbattiamo ogni frontiera
provochiamo con il linguaggio dell’amore
sussurrando all’orecchio una fortuna
forse chissà qualcosa di bello accadrà
riesumiamo dal cassetto ogni speranza
non dobbiamo arrenderci all’evidenza
esiste
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Una casa di riposo un letto bianco
chi mi regalò la vita tanto stanca
ecco un mio bacio l’ultimo un tuo
ultimo debole
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Da donna che di Donna fa funzione
traspare sempre gran sensualità:
da ogni minimo gesto, da ogni azione
emergono intriganti qualità
che inducono nell’uomo l’attrazione,
senza limitazioni, senza età,
per quella donna che di seduzione
conosce bene
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Qual è il significato della vita?
E’ recitare la commedia umana
nel ruolo stabilito dal copione
per una scena ritenuta vana?
Ed il regista, illustre sconosciuto
ci giudica in un modo assai severo
in base al nostro impegno sulla scena
...e il tutto
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La pioggia stanca come quella sera
sopra il sagrato dove Pietro ha vinto
la morte e i suoi assassini impenitenti
un’ombra bianca ripeteva “T’amo”
al crocifisso nudo
pregando per il figlio il sommo padre
col cuore ormai straziato di una madre.
Le
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Ghiroghirò, che io ben conosco,
ha casa in un albero, nel folto del bosco,
gli ho dato quel nome, ma non è proprio un ghiro,
bensì uno scoiattolo e lo prendo un po’ in giro.
Ghiroghirò dalla gran coda rossa
ha fatto tana dentro una quercia
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| Vivì |
04/04/2020 06:36 | 890 |
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Questa luce scroscia
e sorprende stamani,
indugiante già nei socchiusi fumi
intorno a un’emicrania.
Se poi sei ad un passo dal mare,
destarsi prende forma dal suo umore.
Dunque sole d’aprile,
aria meno affilata di ieri.
Facile sconfiggere le
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Vorrei diventare melodia
brezza leggera che vola
nota dolce e delicata
che sul cuor si posa
vorrei dipingere una sinfonia
addolcendo la parola
ma voce stonata più non commuove
e nel mare salato
l’ennesima lacrima ondeggia e
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Qualche volta
diventi lontananza
luci sotto l’orizzonte...
dici che scompari e mi cerchi vicino
ad un passo d’epifrasi
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Jim27 |
03/04/2020 23:50| 2148 |
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 | "Fermati, lasciami dormire,
mi arrivi in gola,
mi sbatti nella testa
e vorrei tu fossi normale.
Ho contato i minuti, le ore
e tu non ti sei fermato
nemmeno un minuto.
Mi sono alzata più volte,
ho anche guardato il cielo,
quasi a chiedere
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Dalla finestra
non vedo che ombre
mentre il filo nero
della mia polvere
Compie i suoi giri
e non c’è speranza
per le stelle opache
che ho collezionato
Solo di sera
quando le parole
sembravano lune
distratte dal cielo
E sul bordo dei
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La sento questa neve,
ancora troppo fredda.
Non sa di primavera,
l’albero spoglio
dai rami attorcigliati,
non brillano gemme rosa
né fiori bianchi tra le foglie
accartocciate e spente.
La nudità di questo silenzio
lacera l’anima
e il domani
leggi

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Sospirano lievi
i giaggioli fedeli,
attraversano la luce
dell’acerbo aprile.
La neve lontana
ha fatto posto
al tappeto verde
srotolato d’un tratto.
Ritorneranno le rondini
al loro nido implume
tra voli di api
e la frenesia di
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Sanno di sale le lacrime
Queste di primavera, di più .
Sgorgano dense,
scivolano sulle guance,
la lingua le acchiappa.
Che sapore hanno?
Si.
Sono salate di virus.
Amare come il fiele,
È amaro il virus.
Come le vite spezzate.
E una tristezza
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337995 poesie trovate. In questa pagina dal n° 23161 al n° 23220.
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