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Vennero a galla
i corpi tra le onde,
in trecento vivi
ammassati sul ponte.
Gli ordini all’ONG,
fare rotta verso
il porto più lontano.
Crudeltà
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Sospeso nella menzogna
è Il giudizio.
S’intromette il
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 | Filantropica vita tua
nel pianeta d’un sogno
ove fato incrociò mia
sul litorale senza tempo.
Innammorati fu poesia
fulgente enigmatica via
quale pur ora percorriamo
mano nella mano.
Ma dimmi un po’
senza Te che farò
se tuoi occhi l’incanto
ove
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Sei sole
nelle notti scure
nel mare tempestoso
di un solitario naufrago,
sul monte
illumini ogni albero,
cantano le onde
accarezzi la
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Germoglia l’ancestrale paura
nel silenzio il respiro della vita
cosa sarà il domani di tanti domani.
L’anima dove fiorirà
tra i campi d’amore e sospesi rami di felicità
mentre ombre senza volto
urlano alle porte del cuore
il nero silenzio
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Vorrei scrivere dell’estate,
della sua luce
che grida energia,
dei voli incessanti
al limitare della notte,
del linguaggio segreto
delle lucciole
mute sentinelle
nel fragore delle stelle;
vorrei scrivere
del profumo di pane
custodito in ogni
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E adesso cosa speri che ti dica
ora che non sei nella mia vita
rimane imprigionata tra le dita
quella melodia di storia antica.
Non ho più nulla da narrare al vento
e non sento più quell’aspro tormento
costruendo sogni densi di cera
cerco
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E se vorrai innamorarti
scegli prima
le rose di campo
con le spine rivolte al cielo
Avranno un profumo
più denso dei loro desideri
e quando saranno colte
moriranno lente
Di qualche sogno
mai pronunciato all’alba
e con un rimpianto
celato
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 | Fresche corolle di tiarè
mani di donne
che recano alla luce
lidi remoti. Profumati
oli essenziali
colori sgargianti
ritmi esotici.
Specchi di
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Perduto in un campo di grano,
sotto l’arsura d’un sole cocente,
cerca una fonte o un rio invano
per alleviare la sete impellente,
così Giugno si brontola addosso,
sognando un refolo improvviso,
cerca riparo dentro ad un fosso
col sudore che gli
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Dove ti nascondi,
malinconica fragranza
di splendori profondi,
un fanciullo che danza
dove lo nascondi,
così istruito
alle leggi dei mondi,
-chissà in quale mondo-
sarò mai finito...
Mi chiudo gli occhi,
cieco balbuziente
che gioca a
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Io con l’amore sono un gabolaro
e poi racconto tante fesserie
a Biada alla Gibranna e alle Kalie.
Modestamente ho il tocco del coguaro!
Io dell’amore viste le idiozie
sono soltanto e sempre il campanaro
e il mio battaglio gente è così raro
che
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Un giardino vive
almeno in cento affacci
di luce e di assenze
in fiori appassiti
rimpolpati da altri
dove l’humus mangia
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È tardi
per tutti
per tutto.
La ragione decide
il cuore non capisce
tace il silenzio
tacciono illusioni
miracoli improvvisi.
La notte accudisce
questi passi lenti
ma nessuno siede
nessuno grida.
C’è silenzio
apparente
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Giardinetti... quanti ricordi...
La campana rintoccava
nella chiesetta di San Gratiliano
all’angolo del vecchio giardino.
Profumo d’erba bagnata a
rienpir narici ed uccelli dal canto allegro,
cicale ad annunciar l’estate e
lucciole ad illuminar
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I poeti, deliranti
inseguivano la vita
e il vento
piegati come l’erba
sui loro fogli silenziosi
stringevano forte l’anima
la costringevano al volo.
-
Ma la mia anima conosce l’azzurro volo
uscirà dall’ombra come un germoglio a primavera
ha le
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Ho pianto,
quando ho avuto tempo di pensare,
oltre il silenzio di questi giorni bui,
mi sono accorto di essere solo.
Quando non ho più visto
Il tuo sorriso
fondere i muri del dolore,
oltrepassare le barriere del tempo,
ho respirato la tua forza,
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Chissà perché corre oggi
il ricordo a due donne
e dopo settant’anni forse
è la nostalgia di quella
via dove mio padre
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M’adagio
nel fiato sobrio
di lucciole invisibili
fondendo
il rumore stantio del buio
col lascito breve d’un pizzo di
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Vi ricordo come se fosse ieri
sognarvi vorrei almeno una volta
non chiedo molto
ritrovare quegli attimi quando
tenerezze facevano parte della vita
sulle ginocchia trovavo calore
ognuno di voi esternava affetto
certi di veder brillare i miei
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Uscendo di casa chi trovo,
nascosto, abilmente celato?
Lo copre un fittissimo rovo:
un lupo feroce e affamato.
Non dico il terrore che provo;
un tuono ha minore boato
dell’urlo, che svengo di nuovo
per quello spavento provato.
Il lupo mi
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Come drago minuscolo mi appariva
e con un guizzo della coda poi spariva,
biforcuta la lingua e verdi squame,
come bizzarra creatura nel mio reame.
La vidi ancor col corpo lungo e stretto
crogiolarsi al sole avvinghiata a un muretto
scrutando
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| Vivì |
15/06/2020 07:32 | 1673 |
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I pascoli del mondo
son tutti avvelenati
e i fiumi con i mari
risultano inquinati.
Si brucian pure i boschi
per poter costruire,
è gente senza cuore
che ci vuol far morire!
E l’aria è putrefatta
pel traffico impazzito,
di fronte a tutto
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Sei solo tu
la Madre Oscura
che ha segnato i passi
attraverso le ombre
Solo tu
la perla nera
che provava dolore
tra due ali di seta
E che consumava
parole nel buio
finché il profumo
non fermava il respiro
Sei solo tu
che sei morta nel
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Da dove vieni
fresca brezza di questa sera,
tu mi porti una carezza
che l’aspetto già dall’alba?
Il sole mi è stato amico,
ma non mi ha dato quel riposo
che io cerco e voglio
per il bene del mio corpo
e della mente, che giovane
vuole sempre
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Io sono quella che m’invento.
Io sono quella che prolifica immagini.
Quella che non dorme e chiude gli occhi al mattino.
Sono l’assetata.
L’incorreggibile.
Quieta me ne sto senza stormire.
Muovo le ali della fantasia.
Mi siedo in sedie storte
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Quasi tre, appena nati,
ramo sveglio della Terra
dove ancora danzano le fate,
canti l’invisibile suono
d’attimi sacri con guance di Sole.
Specchio di Spirito, spicchio d’azzurro,
è proprio lì, vedi, il gesto di rugiada
che sillaba mistero e
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Lia |
14/06/2020 20:56| 1127 |
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Ti stagli sullo sfondo dei ricordi
come una cicatrice che non vuol guarire:
il cielo che si specchia da sempre nel suo mare;
stagioni che non hanno mai una fine.
Da quante lune mi starai aspettando
piccola alba che non spegne il buio,
angelo
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Il miracolo d’un dì
attraversa due respiri audaci
nel contorno d’un presente e un futuro.
Il miracolo d’un si
splende attraente nel viso
tra stretti abbracci e brividi.
E il seme d’amor, nostro cuor,
disteso giace a terra
mentre una vita nel
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Questo è il centro del mondo
cuore in una croce di case
il principio e la fine di tutto
l’evoluzione in un continuum
rincorrendo linee zuccherose
d’infinito verde.
Dove il sole asciuga lacrime
aleggiano le vite finite
e quelle presenti
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 | La sofferenza avanza
a macchia di leopardo...
E Tu?
Nella sua strada
piccolo fragile baluardo.
Combatti...
Per chi non vedrà il domani,
dai loro occhi,
atrocità immani.
Per chi non conosce,
il mare o la bianca luna,
e sorride alla sfortuna.
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Nun parrari
t’ha stari mutu!
Cori miu
nun servi cchiù a vuci
sì nun l’ha caputo
troppi paroli a lu ventu
pigghianu focu e s’astutanu
amaru o duci
lu pinseru l’ha tèneri rintra
nun moviri a vucca
stringi li renti e pensa a tia
vini
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 | Poesia d’uno sguardo
quando ti guardo
s’accende firmamento
su ciò che sento!
Tuo fascino immenso
fomenta "fuego" denso
"mi Corazón" pulsante
desio latente.
Concedi momento
fermerò il tempo,
occhi tuoi incanto
ovunque riscontro.
Perso
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Ancora oggi più di ieri
mi schiaffeggi l’anima
spargendo rigurgiti sull’ingenuità.
Sono neve in questa casa bianca...
Dove non arrivano mani
spettinati marosi inchiodano il cuore
in griglia di rovi
e scompagini fogli del tuo diario
dove
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Me la sono giocata con salti mortali
evitando l’astuto senso delle cose,
e squilibri delle vanità.
Serpentine di vento
sgusciano nel crepuscolo
che annotta.
Guardo giochi d’ombre
polverizzarsi tra nebbie
di sogni sfilacciati.
Ora illusioni
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Siediti
Vuoto che cammina
tra la pelle
e la t- shirt bagnata
pensieri salati
da questo sole di giugno.
Siediti a contar le foglie
la ghiaia sotto le scarpe
sigarette gettate
mani
che non si sono mai toccate
cuori
che non si sono mai
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“Abbiamo una bella notizia da darvi”
La mia mente ascolta
quello che desiderava,
da tempo.
“Aspetto”.
La parola è bastata
a dare luminosità al viso,
persa in questi giorni
di nebbia pandemica.
Un dialogo pieno
s’instaura tra i nostri
leggi

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La più grande
ricchezza
è la salute
e poi la libertà
in casa e fuori,
insieme
alle rotelle
sconosciute,
che curan cuore,
ferite e dolori.
E al secondo
posto
c’è il lavoro
che dà da vivere
e ogni dignità
e quando lo si ha
è un tesoro
che
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Poche oggi le donne che portano
le gonne lontano è il tempo
delle minigonne non tuniche
oggi come ai tempi dei romani
che alla vista nascondevano
le femminili gambe o lunghi
vestiti delle più varie fogge
di ere più vicini o più lontane
che tal
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Un grande nemico l’orologio
quando non riesci più a stare al passo
quei burattini si prendono gioco di te
corrono via senza permesso
dovrai pure fare in modo di farti rispettare
non puoi dargliela vinta
il tutto deve essere fatto
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Oltre il sipario ombroso
della collina
si nasconde il sole.
Con le lacrime agli
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La mia lingua infervorata,
come in preda al desiderio,
penetrava la sua bocca
in un modo deleterio!
Lei restava
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Rubavo al tempo
il rumore continuo dell’acqua
guardavo nel suo salto
ciò che non si può fermare la vita.
A volte ritornano nel mio sguardo
i sassi del torrente
grandi e piccole forme di vita
nel lontano inconscio della natività .
Rovi di
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L’amicizia non si perde dietro un angolo di muro
sono storie radicate che ritornan nel futuro,
son ragazzi che giocavano nelle asole del tempo
prigionieri dell’eterno, che si perdono in un lampo.
Giocavamo a nascondino con la nostra fanciullezza
con
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Tra
le possenti mura
di questo mondo spaventato
impunemente
s’insinuano
eludendo
ogni difesa.
Come
questo vento
carico
di dolci presagi
che
frusciando tra l’erba
senza ostacoli
m’attraversa.
Contagiose
particelle
dell’Essenziale
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Si siede la sera
davanti al mio cancello, chiuso,
mi prende per mano, la paura,
c’è anche l’amore, ma vola,
come un vento, piacevole,
non so tenerlo, legato a me,
l’amore ha bisogno, di spazzi,
e non chiusi, cancelli
che mi fanno vedere, ma non
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Se le ombre
avessero un cuore
avrei solo i miei morti
da rimpiangere
E non mille
altri fiori mai sbocciati
che pretendono l’acqua
marcia dei giorni
Se le tenebre
mi avessero sentito
respirare il loro cielo
ora avrei una luna
Da
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Acqua ad infranger massi di pietra,
tintinnio di gocce e vive figure.
Sangue a fuoriuscir dal cuore e
rosso corallo a tinger sabbia.
Speranza in sciacquio di onda
ad echeggiar su mare.
Ed onda su onda guizzare di
schiuma ed imperlar i bordi della
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Ieri ho visto un video mòrto chiaro
pe’ illustrà e spiegà ‘st’appricazzione,
er tizzio, nun sembrava un
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Non parlo più d’amore...
ho smarrito le parole
nei giorni lasciati a colorare
un infuso dal sapore assente...
e rimane sempre presente
quel desiderio di vento forte
tra la pelle e la voce
in un’esondazione di petali azzurri
sparsi
nel
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Zampettava una cicala su di un bel prato
frinendo di continuo e in modo sfacciato,
quando ecco tra l’erbetta passava una formica
che snobbava la cicala come fosse una nemica.
“Che ti ho fatto? Perché mi guardi storto?"
chiese"Non volendo ti ho
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| Vivì |
13/06/2020 19:37 | 1450 |
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Con te ho raccolto
petali ed orizzonti
sorrisi e nuovi sguardi
nei rossi tramonti,
con te in prati e parchi
mano nella mano,
con te stretti fino a farci male
quando facevamo l’amore
e ti sentivo vibrare.
Mentre toccavo il cielo con un dito
in
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Io ho qualcuno,
di speciale in cielo,
quel qualcuno,,
in passato mi ha,
voluto davvero
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Sì pizza
stasira manciamu pizza
bianca russa e cu basilicò
accussì cu sti culuri
puru all’Italia facemu unuri
C’è chidda napulitana
ca fra tutti è ‘a suvrana
in Sicilia però tanti tipi n’accumpareru
sunnu boni e puru nustrani
speci chidda chi
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Ignobile vita
ti piace indicare chi possiede
un cuore fragile colmo di spine
eppure lo so che la sofferenza
è un difetto
chi ci sta a cuore
soffre di meno
è li tranquillo e non muta
la sua emozione a sangue freddo.
la vita è cosi
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 | Più quando mi perdo
connato ritardo
abbisogno d’ascoltar
sua melodia vitale.
Rimembrando canzone
m’aggrappo all’emozione
nelle note con passione
armoniosa soluzione.
È Ella che cerco
poetico varco
ove mi condurrà
all’ambita sublimità!
Suo
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Or ch’è presto...
già son desto,
mi muovo lentamente a piedi...
nulla calzo...
con un balzo,
per arrivar al tuo cospetto...
ti trovo...
ci provo,
le mie labbra son quel che chiedi...
le mie, le tue...
vive ambedue,
voglion trattener ciò ch’è
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Il ciel di lacrime,
erto di nuvole e selvagge ore,
allor di furor mi condusse.
Pioveva nel cuor
il rancor oltre ogni sorriso
prima di congiungere il tuo arcobaleno.
Or di questo amor e del tuo Sol,
d’un bacio che elide ogni sospiro,
l’anima
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Le rondini, volteggiavano sull’acqua
improvvisi colpi d’ala, incerte direzioni
faticava il pensiero a rincorrere la rotta
su e giù per la vita, spesso senza freni
sfioravano le acque, si innalzavano nel cielo
questa improvvisa voglia, di avere quelle
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337963 poesie trovate. In questa pagina dal n° 21421 al n° 21480.
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