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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’899Autori attivi: 7’453
Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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 | Dipinte son le foglie
in screziati colori d’autunno,
brandelli sparsi d’anima
in saggezze di memoria,
scomposte nell’azzurro del mio cielo.
Sfumano variegate
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| Ti arrampichi sul mio corpo
mentre seduto sul sofà
cerco di ascoltare
le notizie del giorno.
Invece il tuo urlare nomi
a me incomprensibili,
sorprende il mio stare.
Sei l’orso Bear?
Sei Charlitos
il tuo peluche preferito?
Tenti di scalare le mie
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| Osserva, discerne, obbietta.
Ha per fine una meta
che si chiama fregatura.
La sua mente intristita
elabora congetture,
sparge attese,
sempre presente nelle contese.
Piega la parola
a suo uso e consumo,
non si mette in discussione,
vuole sempre
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Ha conosciuto il bene e il male
vissuto con mille traversie con anima ferita
mentre il patimento della vita ha sentenziato,
delineato il cammino tra i nudi selciati.
A spasso col tempo
coi silenzi che attorno s’allineano
tra le nebbie a bagnare
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Un immenso lavoro si prospetta all’orizzonte
proprio quello che occorre
onde fare allenare il cervello quando l’età avanza
una vera iniezione di salute
che non dobbiamo lasciarci scappare
un po’ alla volta e tutto prenderà la propria strada
guai
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Dopo la pioggia da quel banco di nuvole
fa già capolino un bel spicchio di sole,
poi all’improvviso e in un battibaleno
appare un ponte iridato e molto ameno.
Son sette i colori dell’arcobaleno,
trasparenti e vividi come il cielo sereno.
C’è
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| Vivì |
15/11/2020 08:03 | 1002 |
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E’ un mistero della vita
che si fa chiamare Amore,
in effetti è un’emozione
che ci fa tremare il cuore.
Non ha corpo, non ha niente,
è invisibile allo sguardo,
molto spesso fa gioire,
altre volte è assai bugiardo!
E’ soltanto un
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Elegante femminilità
è nell’Alma d’una Donna
ove non v’è mai volgarità
mentre
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 | Visi che strisciano come teatri
misteriosi oltre il sonoro
ignavi da bocche sfatte,
dinieghi di sorrisi
sotto il cappello
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| Restano prigioniere, le parole,
spesso dei nostri cuori, o della mente:
soffrono pene, l’animo lor duole,
ma a evadere non pensano per niente.
Tutte quelle parole che non vanno
ad esprimere affetto e simpatia,
per parenti ed amici, tristi
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Non sono padre non sono figlio
voglio solo il silenzio
nel cuore del mondo
lo sguardo maligno del giorno
Passato a sperare in un sogno
e chiuso al tramonto
quando i segni d’addio
sono l’unica cosa nel cielo
Non sono madre non sono
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Alla fine del percorso
alla fine del tempo a noi concesso
alla fine di un’altra vissuta vita
alla fine dell’ultimo
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Accedo
in silenzio
alla forma del mio essere
nella misura consona
al vento che cade dal pendio
nel precipizio fugace
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 | Ho messo in pausa gli occhi
nel guardare l’infinito soccombere de’ passi
gli attimi di mare che si infrangono ne la vita
una marea di solitudine, sparsa tra le mani
Ho chiuso il pensare su ogni parola
cancellato un disegno sbiadito
un quadro
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 | Svegliati Europa!
muoiono i tuoi figli
muore il tuo futuro
non c’è colore che tenga
non c’è più una religione
migliore o peggiore
i bambini muoiono in mare
i tuoi Europa
nel tuo mare.
Gli altri soffrono
periscono di stenti
nelle loro
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| Poesia
sei una storia
amante della mente mia,
nelle notti
lunghe o corte che siano
non ti allontani
dal cuscino mio
e mi tormenti:
quando soffia il vento
se silenziosamente nevica,
se passeggio fra i giardini
di una qualsiasi primavera.
Nei
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| Corre l’amore
incosciente e bello
non ha tempo né ore .
Agita il cuore
di battito in battito
ai limiti dei tramonti
dove nascono i sogni
e affondano le malinconie.
Se solo potesse avere un nome l’amore
una strada
un luogo
un posto dove
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| Un amaro natale
sento per via
senza più luci
e senza una stella,
senza un presepio
che dava armonia
è triste anche il canto
della ciaramella.
E gli occhi e il cuore
non saran felici
di tanta umanità
chiusa e da sola
lontano da
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Dateci qualcosa da distruggere
Un fiore nel marciume
Un lampione turbato
Un rinnegato
Una pietra tombale
Dateci qualcosa da sfregare
Da lucidare,
da imbiancare
da rigenerare
Siamo araldi e profeti
Dateci qualcosa che bruci
Che offenda
Che
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Le mie mani...
loro sì, saprebbero cosa fare
con dedizione ad invogliare i fiati
con calde parole da inventare
mentre le bocche, timide e aperte
disegnerebbero l’istante.
Le mie mani ti vorrebbero sfiorare
con le unghie a scolpire il
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Arrampicato
a una confusione bastarda,
creata dalle circostanze,
t’impedisce di tornare indietro.
Di rimettere in sesto i tasselli
oramai persi chissà dove,
chissà quando.
Troppo tardi,
rimediare alla consuetudine
d’una vita banale,
o alla
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Vorrei posare per un giorno
il mio cuore dentro la dispensa
nuotare a largo e allontanarmi
per sentire come si sta senza.
Voglio capire se riesco a galleggiare
nel liquido mieloso del mio mare
sfidando le onde cancerose
dell’oceano che non
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Appare
piú tangibile
la bestialità umana
osservando il
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Voglio donarti solo due parole
le pause brevi che il mio tempo adorna
tra un dolce “benvenuto” e un vivo "torna".
Voglio donarti il cielo di ponente
tranquillo un po’ musone e abbottonato
con questo sole in saldo al mio domani
e ai tuoi silenzi
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 | Incanta il bosco
ancora a novembre
dentro gli umidi spazi
negando alla vista
sotto un acèrvo di foglie
l’immagine
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| Come sentirsi importanti in un mondo
dove tutto pare eclissare
in contesti che lavorano solo di verità
cazzottandosi tra di loro
passato e presente combattono senza requie
lasciando a tappeto sogni e volontà
in poco spazio si ergono
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| Ho visto una bottiglia in riva al mare
con dentro un foglio lungo, arrotolato.
L’ho presa con l’intento di trovare
la
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| Infine
domande con ritagli di risposte
e risposte con collage di domande,
prove di tecnica mista,
ecco qua il limite del mio
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| Kak |
14/11/2020 07:30| 389 |
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Ditemi che questo
è solo un sogno
un deserto senza orizzonte
su qualche bugia
Pronunciata per spaventare
prima del sonno
che già miete le sue ombre
dopo la sera scura
Raccontatemi le favole
della speranza
dopo un supplizio
di cenere
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Ti leggerò
e leggerò
finché anche l’ultima virgola
tra il senso e l’intuizione
non brucerà più
e le frasi migreranno
nel limbo abitato da sempre.
Ti leggerò come
si legge l’elenco del telefono
senza memorizzare le cifre
senza rimandi
senza
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E verrà l’inverno
con aria gelida
e bianchi tetti
danzerà nell’aria
silenziosa neve
bianche farfalle di poesia.
Ed al mattino
che meraviglia!
Quei rami spogli che paion toccare il cielo
ornati a festa con trine di ghiaccio
e gemme
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Sereno è il mio pensiero
naviga nell’azzurro fondo
si appoggia sulle bianche vette
vive oltre le albe e i tramonti,
me l’ha dato mia madre
mentre la guerra martellava
la fragilità di una donna
che madre doveva essere,
il cielo tutto si
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Secolari ulivi costeggiano
polverose trazzere
placido bestiame pascola
sul declivio verso il mare
che colora d’azzurro
il velato
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Suona suona campanella
c’è un’alunna birbantella
non sorride e non favella
tiene stretta la sua cartella
lesta corre, è
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Pensare
scrivere
riflettere
leggere un libro non è tempo perso,
è tempo speso bene.
Nutrimento
cervello
anima,
distendersi un momento
rilassare il corpo la mente,
relax solamente.
Evasione
illusione,
divinazione.
Uscire dal corpo
in
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Sorriso d’una Donna
più bel dono nel Creato
nutre di grazia la
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 | Il maestrale soffia bianche nuvole
le stira allungandole
spettinando le creste di sale
lo sguardo spazia oltre la linea sottile
Io seduta
guardo il nulla oltre l’infinito
Vesto il silenzio di emozioni
ora che a metà del guado
il tempo
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Cerco sempre.
Ricerca incessante,
inquieta, senza sosta.
Non so cosa cercare,
né dove, né quando.
Mi interrogo di
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Come il vento spazza via le nubi
e il cielo torna a tingersi d’azzuro
così quando si scuote tanto la mente
a rimuovere da me le
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Non puoi vedere nemmeno su foto
quanto quegli occhi negli anni hanno ammirato
indescrivibilmente si stringe il cuore
in apnea sconvolta chiudi ogni dispositivo
sperando inutilmente di trovare pace
giorni ore si susseguono in tal senso
vorresti
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Lasciatemi da solo,
non fatemi arrabbiare,
le vostre defezioni
gettatele nel mare!
Sparlate alle mie spalle
e non vi vergognate!
Le lingue false e ostili
perché non le tagliate?
Non voglio più sentirvi,
m’avete già seccato,
dell’amicizia
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Ho bisogno del silenzio
per ricordare
le tue carezze sbiadite
dalle ombre passate
Mi serve il tempo
che non ho più
per sussurrare al buio
il mio amore morto
Di nostalgia per un cielo
ormai svanito
con le nuvole scure
all’orizzonte
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Trionfo di lanterne a pigmentare il buio
sulle rovine dei nostri curvi fiati.
Fervide stelle che ingabbiano l’immenso,
corona di luminose spine
poggiate sulle fragili guglie del cielo.
Onde di passi che non hanno memoria del dove
gemmano nel prato
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Ma ce lo sai qual è la novità?
Che ce faranno Test & Tamponi,
tutto pe’ alleggerì la Sanità,
in chiese, farmacie e
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Le luci della notte
lontane presenze dal treno che riparte
da queste stazioni imbevute di solitudine
con tutti gli addii a parlare insieme .
Ognuno a spuntare le sue malinconie
di m’ama o non m’ama
paure che non si stancano mai di guardare
se
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Ritrovo nei miei sogni della notte,
un dolce desiderio che mi culla
tra le sue braccia, mentre m’addormento.
È un volto che mi scruta dolcemente,
che parla, senza dire una parola,
con quello sguardo mi accarezza il viso,
co’l suo sorriso l’animo
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ogni alba era preferita ad ogni sguardo
in cui mi specchiavo all’ombra degli occhi tuoi
librando come piume delle colline autunnali
dialogavo con effimeri ricordi desueti
accarezzando ma non trattenevo mai
la bruma del mattino scivolata via poco
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Dalla dura fatica
dall’amorevol dedizion
dalla terra generosa
dall’immensa energia solar
trai col tempo il tuo sapor
Sgorghi e gorgogli
colmando calici e cuor
vigor al corpo puoi dar
spirito Divino
puoi anche donar
fin all’oblio la mente
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Morbo di Parkinson
Solo il sentir
del suo nome crear paura.
La strada, ogni giorno
ancora più impervia e dura.
Ospite indesiderato,
talvolta a chiederti,
Perché giusto a te il peso
di questa croce han riservato.
Rifletti un secondo,
la
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Terra vagnata di umidu e lacrimi
è ‘mpuzzu senza funnu cririmi
e ‘nta stu nuvembri ri vintazzu
è fiddiata a pezzu a pezzu.
Terra vagnata di sururi e
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E’ difficile essere padre
perché nessuno nasce padre,
tutti nascono figli
e rimangono figli per tutta la vita.
Ciò nonostante
bisogna imparare ad essere padre
e saranno i nostri figli ad insegnarci
ad essere padre e figlio
e allentare la
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Sembra proprio che oggi il vuoto sogghigni
padrone di quel sentire non sempre al pari con i tempi
s’installa in un contesto difficile da approfondire
quando per dovere allontanando il piacere
vuole tutto dalla sua parte affinché
nessun altro debba
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Il Papa era affacciato alla finestra
e benediva i suoi fedeli in piazza,
io stavo tra la folla, sulla destra,
ed
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Chiudo la porta
e il mondo resta fuori
se potessi spegnere
tutte le voci del cielo
Forse non sentirei
più il tuo dolore
di nuvola nera
portata via dal vento
Apro la finestra
per respirare le ombre
e non so se il buio
finisca dove la
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‘O saccio ca so’ pronto p’a nuvena.
Dato l’età ie tengo ‘a sacca chiena
c’o tiempo perzo e chillo arrepezzato
ca ‘o sanghe cu sta vita s’è assanguato
e gira vota e gira delegente
putenno fa surtanto ‘o ‘mpertinente.
‘O saccio si so’ verde oppure
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Leggimi nel cuore
tu che vivi lontana dalle mie vene
io non aspetto più nessuno
aspetto solo il giorno che mi porti via .
Sopra il cuscino la notte è foriera di sogni
sotto c’è il mattino con il suo prezzo di luce
sul lembo del lenzuolo un tuo
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L’orizzonte travagliato,
cammina rattoppando la strada del primo sorriso...
Fa caldo,
il sole alzatosi inaspettato,
scioglie le anime disegnate sulla brina.
Oggi voglio adescare la felicità.
Spalanco il mondo,
sprazzi di carezze sfogliano le
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Mi scalda la più deliziosa verità
della sconfitta chimera
che sostanziava la mia solitudine.
Si son rotte le pietose ombre,
e il freddo dei momenti no,
nell’arco ampio dell’estate e del primo noi.
L’antidoto nascosto nel nostro
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DEDICATA
Morire di consunzione
dentro una casa
che non ha segreti,
lasciare un ricordo di luce
di una retta esistenza,
vissuta nella mansuetudine
nell’esempio probo
di uomo, marito, padre.
Te ne vai senza clamori,
in punta di piedi
come è
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A tlo det cals’ ciapa pora
parche lo l’è un sataguant,
l’è impusebil s’al va fora
ch’an faga l’ignurant.
Chi creten ch’al cumpagnan
ai fan sol di cumpliment,
tot i de ch’al va in muntagna
al va a ciuffer ai su parent.
L’ha pora ch’as chega a
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338059 poesie trovate. In questa pagina dal n° 18931 al n° 18990.
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