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Poesie pubblicate: 364’887Autori attivi: 7’453
Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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“Mi scusi signorina, senza offesa,
la mia curiosità è stata mossa
dai tanti tatuaggi sulle braccia,
se me li spiega,
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Scegli le stelle
e pronuncia tre parole
per turbare la notte
nel suo altare di buio
Guida le carezze
alla pelle già fredda
di questo distacco
più potente del male
Noi non saremo
il morto seme della terra
che attende il frutto
livido
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Voglio scoprire angoli magici
Dove bimba poter ritornare
Con gli occhi lucidi per l’emozione
E nel cuore sentire una canzone
Una canzone antica che il cuore ristora
Una risata amica che dall’anima affiora
Risate bambine, verdi come i
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Canto di te all’alba che azzera
le difficoltà di ogni singolo individuo
in fusione di specchi e finestre scintillanti
di una casa pronta ad aprirsi alla gioia
come unico vento leggero
a dipinger pareti di rossi corpi
intrecciati ad ogni respiro
e
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Perdo di vista
La mia prospettiva
Abbraccio la sabbia
E rigurgito lacrime
Di nostalgia
Per un passato
Che era già futuro
Per un domani
Condito di piccole morti
- nave di Teseo -
Conto i pezzi
Che si disgregano
Lascio la pelle
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I dont’ know if death
is a passage to new life
or if life is the residence for a infinite death.
I dont’ know if my existence
is the virtual game of an evil fantasy
or the out of tune song of a sad melody.
I search for answers
in the depht
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 | Mi chiedo cosa può ancora
sopportare
questo mondo quasi irreale,
tra nuvole offuscate e visi di
lacrime bagnate. Mi chiedo
tra piccole gioie e sorrisi
di bambini se questo mondo
potrà tornare
a splendere sul mare .
Speranze confuse che
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 | Eri ombra ai miei occhi.
Silenzio non ancora incontrato.
Eri luce riflessa
sullo spartito dei miei perché.
Poi in punta di piedi
mi eri accanto,
come foglia a sfiorare la terra
lentamente,
casualmente,
il mio sguardo agli occhi
hanno scorto
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Natale con i tuoi
il resto come vuoi
al mare od in montagna
senza la vecchia lagna
del cuore trionfante
col baffo esilarante
sopra questa tua bocca
che stranamente blocca
la voglia di cantare
come ti va e ti pare.
Natale con i tuoi
con gli
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Acqua che cala da fredde scale, fonte aperta chissà dove...
limpida pioggia che si infrange su scalini freddi in marmo
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La mente non va verso le tenebre,
la mente va verso la luce bianca.
Come gli alberi gli occhi vibrano.
Verdi riflessi d’acqua e musica di vetro
nata dal sonno di aridi crisantemi.
Stride in lontananza un vecchio violino.
Vorrei disciogliere le
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S’illumina la grotta nell’incanto
di quel vagito atteso da millenni
nel vuoto mondo privo d’ogni canto
già nel torpore e in lacrime perenni.
Sarà una luce colma di magia
che vestirà i sentieri d’ogni fiore;
s’udrà all’intorno dolce melodia
che
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 | Ti chiedo le ali del vento,
l’oro del grano,
la memoria delle pietre,
lo spartito di voci bianche
e respirare
la
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| Ci sono albe che si truccano di rosa le labbra
e di azzurro gli occhi .
Ci sono albe innamorate dei falò
che bruciano sulla riva di un mare
le ore di una notte difficile .
Ci sono albe sedute sul balcone degli occhi
bagnate di lacrime per chi
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Si perdono, nei tuoi occhi
lunghe file di ulivi
l’arsa terra dal sole
più chiara della notte
si allineano orizzonti
cosi vicini al mare
al chiarore degli aranci
e dei limoni al sole
questa terra di rughe
sparse a poco a poco
radici nella terra e
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Sentu na miludia chi mi pigghia
prima lu cori e appoi a menti
viru li noti vulari... currunu ca mè pazzia...
i viru pì davveru e nun ci pozzu fari nenti
s’adduma na luci intra a fantasia
ammentri, chianu chianu, chiuru i finestri
vogghiu
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Più guardi indietro e più sei convinta
che nulla di più potresti chiedere alla vita
un insieme di soddisfazioni
hanno lasciato sul selciato quanto mai
avresti potuto immaginare
riconoscimento
per chi ha collaborato
.
uno due tre quattro
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Tra moglie e marito
non mettere il dito,
son cose private
che van rispettate!
Se tu t’intrometti
nei loro duetti
si crea di certo
un vivo sconcerto!
Perché son gelosi
e son permalosi,
se fan parapiglia ...
che resti in famiglia!
E
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L’Aurora inonda il cielo
di una luce festosa,
e riveste la terra
del manto divino.
Scompare l’ansia dei cuori
si ravviva la speranza,
s’illumina sopra il caos
l’iride di pace,
cosi nella notte santa
l’umanità in attesa di grazie
chiede
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Notte di tenebre
più lunga dell’anno
ventuno dicembre
solstizio d’inverno!
Quivi son nato
benedetto da Dio
pur se l’oblio
visto anch’io.
Donna m’ha amato
primo istante
come scordar
sorriso eternante?
Uomo m’ha guidato
finché volato via
ove
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A mezzanotte squilla tutt’un botto
er cellulare. Era un’amica.
Un’ostetrica der centodiciotto
che ancora respirava a
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Sarà il nostro segreto
non dirò a nessuno
che amavi le ombre
la corda tesa al cuore
e le parole sussurrate
che graffiano le labbra
quando tutto sembra
amore ma è solo cielo.
Il nostro colore scuro
come le dita sporche
di una terra
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Ppe viche ‘e vicarielle,
pp strade strette ca nun portavene ‘
maie a piazze suleggiate...
Llà, so nnàte,
tra ombre e mure scepolate
‘e panne stise.
Basele,
lastre grigie e prete dò Vesuvio,
nun luccicavene, né brillavene
e sole prepotente
l
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Ci fu un tempo in cui credetti
di poter guardare al mio passato
di poter progettare il mio futuro.
Ci fu un tempo così lontano, così vicino
in cui pensavo di poter gestire le emozioni
ma puntualmente erano le emozioni che gestivano me
le lasciai
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Di speranza e di letizia
intimo, spensierato
a volte malinconico
magico e gioioso,
di poesia e calde filastrocche
recitate in famiglia
con la pace nel cuore.
Un regno di fiaba e di mistero
senza sfarzosi balocchi
la cometa tremolante
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| Julie |
20/12/2020 19:15| 1161|  |
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Lascio porte aperte,
prati e giardini senza siepi,
regalo la mia ricchezza
che sta chiusa nella mente
e non ama la solitudine.
Lungo i torrenti
amo passeggiare,
l’acqua che scende
lentamente va al mare
e da là si fa nuvola
e pioggia per tutto e
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Sento l’animo abbattuto,
la mia croce si trastulla,
privo d’ogni appoggio e aiuto
non approdo a niente e a nulla...
contro a un muro che respinge,
contro un blocco, una barriera
la disdetta mi costringe
sotto forte sorte austera...
viene meno
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Globale spesso rima con banale
Leone non fa rima con tastiera
Le mani son veloci sui tasti
Gli spazi sono immensi sono
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Tra le pieghe di nuvole blu turchino
modellate come neve,
si dispiegano pensieri sussurrati nel vento.
Scendono sulle
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Ho lasciato le coltri calde del letto
non ho più sonno
in questo giorno quindici Dicembre
sofferenza mi attende.
Son rassegnata alla triste sorte che mi è or capitata
affrontar la lama tagliente
segno evidente sulla pelle resterà per
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Violini suonano
in una grande orchestra
una romanza d’amore.
La musica
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Su un letto di foglie ho steso il mio
telo, ricamato dal sole per scaldare
il tuo cuore, lì sulla spiaggia dorata
ci siamo amati come non mai.
Eri pudica è bella essenza di fiori
di bosco, more e mirtilli era la bocca,
labbra carnose richiamavano
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i
Piove e lente tambureggiano
le gocce su del nespolo le foglie
sola è la vecchia in casa e dorme
lì sul tavolo fioco lume irradia
una candela tante le ombre nere
che danzano sui muri e così dal sonno
la destano quel da fuori
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Un diario in cui mi specchio
il richiamo dei cedri
su questa piazza
imbambolata di essenze non vere,
robusti e
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Tra l’amore e la morte
ci sei tu vestita di seta
che mi guardi e mi contempli
e non capisci
se sto volando insieme a te
o se siamo due corpi celesti
avvolti dal fato
e scaraventati nel cielo dell’assurdità.
O se semplicemente
stiamo
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Nell’esteso mare della vita,
porgo a te o figlio il mio abbraccio
tutto a congiungersi col filo della speranza,
coll’alimento d’un respiro, l’infinito aggancio.
Resto a contemplare con te l’orizzonte,
al chiarore del mattino, il suo miglior
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Il vigile del fuoco ruppe il vetro
e s’introdusse nell’abitazione.
Distanti poco più di qualche metro
ci stavano distese
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Incredibile come una telefonata possa far cambiare l’umore
qualunque sia il motivo subentra un senso d’incertezza
che rende tutto più difficoltoso
in quel suo districarsi nell’ore del giorno
volontà e coraggio non sempre si addicono
quando in ballo
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 | Scappare lontano
dalle ombre giganti come montagne
che ti coprono fino all’ossa
Fuggire oltre gli orizzonti
dove la falce non taglia il grano
dove l’erba è inebriata di Luce
Sfumando fino a diventare cellule
di atomi
nelle foreste delle Nevi
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Dita scandiscono tempo
nei poeti arpeggiando
ogni angolo nel mondo
ove giunge lor (de) canto.
Ci (di) segnano l’Amore
fra indefinite realtà
- divin sostanza universale -
in balia istabilità.
Evocando sentimento
potranno mere parole
- mentre
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È arrivato anche quest’anno
il Natale del Signore,
è arrivato con l’affanno
e con l’ansia in ogni cuore.
E nessun se l’aspettava
l’anno strano bisestile,
che bruciante come lava,
è stato ed è ancora ostile.
Ma Tu, caro Bambinello,
che
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La politica lascio volentieri
a chi l’ama da quando era ragazzo,
a chi l’ha scelta tra mille mestieri,
a chi con essa tanto va a sollazzo;
la cedo agli estroversi, ai più ciarlieri,
a chi sa cavalcare quell’andazzo
di lasciare le cose uguali a
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Potrebbe arrivare ancora una volta
questo caldo e ovattato Natale
come un tempo... silenzioso
come neve che scende
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 | Basterebbe
forse partire
per dove
non c’è cuore?
dove
non insiste
il dolore acuto
dell’amore
dove forse
la bugia
può portare
lontano
a quel sapore
di sconfitta
nell’animo umano
e tutti a perdersi
nelle stagioni
e dei come
e
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Sempre che tu sia lontana
e non qui
vicino alla mia pelle
che freme per le stelle
Sempre che tu sia un’ombra
e non la rabbia
di un momento sbagliato
pronunciato a mezza bocca
So che sei vicina
ad accarezzare questo vento
che non ha
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Scivola la brama mia nel crepuscolo del giorno
quando la fioca luce svapora sulle trame di te
che seminuda aspetti, il
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Quest’anno è andato tutto storto
e infine, chi se l’aspettava ...
c’è rischio che ci sfugga anche il Natale!
Ci rifaremo forse,
ma non sappiamo che succede ancora,
è giusto diffidar: tutto peggiora ...
E cambia, cambia il mondo,
nulla
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Ecco una lacrima
te la poso sul viso
tra breve giungerà
alle tue labbra
serrate
a trattenere il dolore
si insinuerà
tra gli occhi e il cielo
e sbiadirà l’orizzonte
di giuramenti
attaccati al gracile ramo
dei giorni
e delle notti
che
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 | Ai piedi del maniero
un bel salice riposa,
in compagnia del pero,
del pesco e della rosa.
Un micio randagio
scende dalla collina,
camminando adagio
a lui si avvicina.
Del dolce passerotto
s’ode il cinguettio,
scorre nel laghetto
il vicino
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Nel silenzio più folto si è sparsa la voce,
lei passerà da qui...
Cade il dolore,
la malinconia dorata illumina la notte,
dogma taciuto nel tempo è il mio vivere per te.
Un brivido attraversa le labbra formando granelli di baci,
il rintocco del
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C’è un dolore democratico e coinvolgente,
che ti ferisce lentamente,
ti restituisce l’illusoria convinzione
di diluire nel tempo la sua afflizione.
Poi c’è il dolore intransigente e dittatoriale,
quello che rapisce ogni percezione sensoriale,
non
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Il tempo
giorni
che nascono al buio,
che l’alba illumina,
e il vento veste
con qualche nuvola.
Per portiere hanno la luna
che gli da il benvenuto,
e col
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 | A gran fiato
soffiano
sull’altrui sembianza
sminuendo la forma della caviglia
forse sfinata in eccesso
negli occhi a
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| Come un libero pensatore
fra sfaccettature e inghippi
ti trascini sonnolento e stanco,
troppo il verbo è abusato
senza
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Svanirà, poi svanirà
questa tua bellezza
svanirà, come la neve
sui tetti delle case
ha parole di vento
l’amore, tiepide carezze
e svanirà, anche l’amore
svanirà, come le tempeste
a fine stagione, e i tramonti
svanirà l’attesa,
questo
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Ero il tuo fiore
era il suo giardino
eri il mio canto antico del dolore
la fiamma mai sopita della vita
su questa bianca pagina infinita
che scrivo con la candida dolcezza
del vento che nel sole mi accarezza.
Eri il mio affanno
era il suo
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Le donne son la fonte della vita,
dal loro ventre siamo usciti tutti,
...coloro che le usano violenza
son solo dei volgari farabutti!
Il corpo della donna è sacrosanto,
invece viene visto troppo spesso,
al pari d’un’ardente calamita
che attira
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Natale negli occhi
Natale nel cuore
Natale sulla punta delle dita
per contare i giorni
onde vivere una speranza troppo breve
assaporandola totalmente
grandi piccolezze
suscitano e ravvivano
sentimenti mai archiviati
amore e dedizione verso
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il nostro amore fini come due estranei
senza nemmeno uno straccio d’abbraccio,
alle 16. 47 di un giorno d’agosto,
più precisamente, venerdì.
Che brutto lasciarsi di venerdì.
Si poteva, per lo meno aspettare,
la domenica sera, fine del
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338048 poesie trovate. In questa pagina dal n° 18271 al n° 18330.
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Cara/o Caterina Viola Scimeca,
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