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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’870Autori attivi: 7’453
Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Non fu solo quel peccato
del "raccolto della mela"
in quell’albero dannato
Eva vide quel che c’era:
un serpente preparato
più potente del Signore...
ma quel dì fu castigato
ogn’umano al dolore.
Anche l’era più moderna
si propone
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In quel transiente d’uragani pregno
gioco e perdo.
Sedimenti e salnitri spazzati.
Pur colgo degli attimi
respiri e spiri.
Per torpori
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 | Son lunghi ed eterni
questi giorni senza te,
senza la tua dolcezza,
la tenerezza
e l’attenzione che sempre
ci accomuna.
Come lieve farfalla
io sempre vengo a trovarti
ed anche mentre dormi
veglio il tuo riposo
e resto immota
su un angolo del
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Tu mi parli ancora
dalle ombre
che scendono lente
sui miei occhi stanchi
Tu mi senti ancora
dove la terra fredda
ha lasciato un seme
nero come la notte
e niente può cambiare
niente può crescere
in questo gelo
che chiamo amore
Tu muori
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In questo solenne silenzio
gracidano le rane
le rondini si rincorrono
scendendo in picchiata
sul dorato grano.
Alberi immobili e solenni
nell’incantesimo
di una natura ferma e solitaria
di un arido luglio.
E mi perdo in un sentiero
dove sola
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Chiudi la bocca
non parlare
non sentire
non volere
non amare
non essere...
diventa bolla
che s’alza e
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Non so che altro dire o cosa fare
con questa compromessa situazione
che rende uccello alato il dio caprone
appena lo incontriamo sull’altare
di questa storia stramba da narrare
con la voce del vento e del campione
nel calcolar la giusta
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I si che ho detto
li archivio come fantasie.
Sono un buio stellato
acceso da silenzi
un volo di rondini
fuori rotta, in cui
l’illusione d’abbondanza
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A mani tese e cuore aperto,
come reliquie andammo ad
osannar ed innalzar stemmi e valori.
Ad unir vita un percorso
di sorrisi ed anime cordiali ma,
ci perdemmo fra steppe incolte e
boscaglie divergenti,
codarde incongruenze e
petali caduti a
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Vivere senza aspettative
è lentamente morire
un arresto di senso
una laguna di malessere
una trama scucita
un buio senza pelle.
In giorni apparentemente
uguali ai giorni,
l’altrove passeggia
nei sogni troppo brevi,
l’altro abita desideri
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Sguardo
taglio d’avorio
sentore di zagara
e bocca che mi esplode
di fichi e melagrana,
e ammaestri
il sorriso.
e liete impertinenze
di una lingua che scalda.
Potresti
cedere alle lusinghe
alla fiera protervia
di un sedere
e tenue
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L’amore non ha mai parlato
è passione di uno sguardo
musica che vibra nell’aria.
Oggi c’era il sole che baciava i fiori
in lontananza è apparso un fiore
che si scioglieva i capelli
e un treno che partiva .
Quante volte ho aspettato il ritorno
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Sempre più impellente quel bisogno di certezze
il vero senso della vita che sovente scappa di mano
non è un chiedere tanto
ma soltanto quel che basta onde vivere in santa pace
senza pensieri che talvolta diventano autentico dramma
cercare di
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Non era la luna che i miei
sospiri d’amore ascoltava
non era il vento che lassù
lontano lontano portava
che l’onda del
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Ho basato la mia vita
su speranze ed illusioni,
alla fine ho avuto in cambio
solo pianti e delusioni.
Io speravo ardentemente
che nel prossimo futuro
avveniva un cambiamento
per un viver più sicuro
ed invece ho preso nota
che la realtà è
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Le burrascose battaglie degli Dei
Furono guerre
Sui tetti dei Cieli
A sfiorare il Volto
Del Dio Supremo
Unico vero Dio
La Scintilla
Si fece “Il Tuono”
E un Angelo,
Scelse
la Sua Caduta
Le loro stesse ire
annebbiarono gli Dei
e
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In acque quiete
e scarrocciando verso i neri scogli
il guizzo:
dalla lingua di luce
su un’altra barca il balzo cieco
e dritto in tolda.
In un oceano inesplorato
- i fari gli astri -
con fresco slancio ed a vele spiegate
riprendo il
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Sorge l’antica Lupiae tra due mari
con chiese e con palazzi senza pari,
nel bel Salento orgoglio e patrimonio
tra l’adriatico mare e quello ionio.
Magnifico vestito ha il suo barocco
di fregi variopinti inghirlandato,
con merletti dal
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Una volta anch’io
ti ho regalato
delle rose rosse
scure come il cielo
di sera quando
il tramonto sa già
che la tenebra
sarà lunga e densa
come i nostri baci
dati per amore
e anche per tremare
il cuore nel buio.
Una volta anch’io
ho
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 | Nel crepuscolo della sera
ti porterei a guardare le stelle
ed io guarderei te
negli echi misteriosi
della notte.
Delicate emozioni
risveglieranno i sensi
e accenderanno i ricordi.
La luna, complice,
strizzerà l’occhio alle stelle
perché facciano
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| E se ti agiti
affoghi
Melma limacciosa
t’affonda
al tuo voler passare il guado
Lucido la mente
e con arguta dolcezza muovo l’ andare
Giunta oltre
mi liscio
mi strizzo mi ripulisco ciò che rimane d’un anima bucata
ma sterile ancora d’ infime
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La Rosa si sfogliò ed il vento sui petali soffiò,
con lievezza li sfiorò ed il volo ne impartì.
Eran petali color rosa,
ammaliante fragranza profumata.
Non sapemmo ove caddero quei petali,
ma, nella brughiera volteggiarono,
ed il vento inseguendoli
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Così, io passo i giorni nel rimpianto
che annega nelle lacrime il respiro
e inzuppa il cuore privo dell’incanto
dei giorni andati, appeso nel sospiro,
nel dubbio atroce amletico, del sono
o del non sono; vivere e soffrire
col cuore in gola a
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Amate! Amate spudoratamente
l’odio vi infetta
o riacutizza malattie latenti
che pian piano potrebbero distruggervi.
E’ una cura l’amore...
fugate dubbi
e adoperatevi per farne un credo
l’unico culto.
Seppellite la lama del livore
in un prato
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Seducente come l’incavo
fra due parole non dette.
Allora scarto l’indice
avviluppato al fondo
dell’ordinato e
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Fiocano i pensieri,
Là dietro una finestra
Aperta alla speme.
Un orizzonte cinereo,
Tremolio d’un canto;
Oscura il vetrame,
D’una fragile cappella.
Orme su
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Sento l’anima che suona
Una vecchia melodia
Di un violino solitario
sento l’ansimare del mio respiro
in quell’abbraccio fugace
rubato ai ricordi
di un vecchio amore
Sento l’anima che canta
un flebile canto
di gaie primavere
velate di
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Me li ricordo seppure sian passati circa
settantanni quei giovani di quel tempo
eran Giacosa Marc’Aurelio Pietro Crespi
quelle vie di periferia di Milano guidava
uno delle San Carlo patatine il camioncino
il secondo biondiccio il triciclo giallo
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Le donne son come le rose,
son splendide, son profumate,
però han le spine pungenti
che lascian le dita graffiate.
......
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Che peccato non poter condividere tutto quanto
bello o brutto che sia lascia sempre amaro in bocca
il sole che risplende la luna che illumina
vero magico bouquet ove eclissarsi
estirpando emozioni
aiutano ad allontanare quegli sgambetti
che la
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Come un’ombra,
sfrangiata e dispersa
dall’avanzare dei giorni,
piango come un eco lontano
sugli ombrosi scogli
della malinconia.
Come uno sproloquio,
nel cuore della notte,
mi sento un fiume di parole
forzate e non capite.
Cosa resta di
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Cielo.
Lo guardi.
Lo preghi.
Ti giri verso il mare.
Ascolti la luna
poi raccogli vento.
Silenzi.
Racconti il tempo.
Scruti l’Eterno.
Piangi.
Ti giri
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Con martirio e sofferenza...
con furore e con violenza...
disgraziata penitenza
sottomessa alla degenza
d’un supplizio scellerato...
nel castigo e nel tormento
sventurato e sciagurato...
travagliato patimento
zeppo d’una dannazione
d’abominio
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 | Cosi
fini con il mettere le ultime carte dentro la borsa.
Aveva compreso le rime alla libertà.
Pochi impensabili gesti
di chi cammina oltre il sentiero.
Felice di darsi un colore
dopo.
E’ poi che vedi il ricamo.
Vide.
Era la strada dei
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Mentre la vita galoppa
verso mete opportune
di molti che ora
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Domande
su domande.
Giorni angusti
di vetro e di sale.
Ripensamenti.
Giochi di luce
e nero di pece.
Camminano gli occhi.
Solo.
Parla il silenzio.
Circospetto.
Fuori piove
dentro c’è la neve.
L’orrido freddo
disegna
la necessità
di volare.
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Fragile è impalcatura di poesia,
che non potrà mai essere perfetta:
portiamo avanti noi questa mania,
illudendoci ch’essa sia protetta
da forze superiori, ma la via
da percorrere è ardua ed imperfetta;
e ciò che noi esprimiamo, poi in balia
è del
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Dentro bagni chimici
l’hanno violentata
tenerissima età
a terra martoriata!
Nei cimiteri dormito
sentendosi più al sicuro
bimbi d’un campo incenerito
profughi dal cielo oscuro.
Senz’acqua e igiene
"Moria" campo infernale
liberi schiavi scevre
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Non avevo voglia
di salire le scale
e di sentirti piangere
come quando
Facevamo l’amore
e tu versavi lacrime
di un colore scuro
come il cielo d’inverno
Non potevo sentire
i tuoi silenzi nascere
nel buio di una stanza
e poi andarmene
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Cosa dirai
quando di schiena mi vedrai partire
lungo i binari ciechi della vita.
Quando fuggirò
per non guardarti più negli occhi
e la tua voce diventerà mera illusione.
Chissà se mi cercherai nei giorni incerti
dove inciampammo
nella fuliggine di
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Io con lo sguardo perso
in quell’azzurro,
attendo l’alba
tra il fruscio
di foglie trepidanti,
scosse dal vento
dell’ultima grandine.
Oscura la notte
appena trascorsa,
tra pensieri scoscesi e sbilenchi.
Non attende più il mio ritorno,
l’antica
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Amo la luna
che non mi guarda,
amo le stelle
che non mi parlano,
amo l’alba chiara,
che fugge nel tramonto.
Mi ero dimenticato di te.
T’ho incontrata ieri,
ora nella mia notte
sei qua, là e di sopra.
Sogno il tuo respiro,
lo sento nel
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Ha forma e cortesia d’oriente
ritrarre in due gocce l’amore
se pure il mare ha rinunciato alle onde
(ho solo le tue agitate chiome).
Si stira ritmica al tardo sole,
risuona dietro patina lucida,
ferma e scevra di velocità,
ormai
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Occhi disincantati seminano
curiosi impulsi.
il nuovo apparente,
è a due passi, oltre la soglia
nasconde novità e forse delusioni
Passa un’auto, schizza fango
le impronte immacolate di neve
sono un ricordo.
Le rughe un fervido presente.
Ho un
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Mi voglio perder
e chissà ritrovare
nei profondi tuoi occhi
catturanti il mare!
Ove pieghe del vento
- sterminata immensità -
non celano sentimento
per quel che sarà.
Sei carezza anelata
pur sognata da bambino
Donna sempre amata
aurora mio
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Cupido e cupidigia,
vincolo di amore e follia,
parata di leonina viltà
e schietta raucedine di verità,
nelle retrovie, dei sensi, oblique
increspano a udir le acque...
Punto, dolce e amaro,
di svago claustrale,
in tempo di spazio avaro
oserei
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La giovinezza dentro vecchie foto
i passi che si perdono lontani
io scompagnato vago nella stanza
col cielo che controlla la mattanza.
Il bricco dal caffè a far la dieta
il letto sempre pronto e ben disteso
la voglia di fuggire e di
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Traccio orditi
sul telaio della sera
per tentare
di ricamare la notte,
che non mi porti tristezza.
Tesso i fili
in ordine sparso
come sogni
che svaniranno presto
al primo soffio di brezza.
Trame di raso
per ingannare il vuoto
con voli di
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Tre ballerine bianche volate sono
qui sul davanzale briciole di pane
lì messe per mangine le hanno attratte
rapido il volo rapida la beccata
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E ci risiamo un’altra settimana è volata via
impossibile frenare questa corsa
quando le cose da fare sono tante
persino le rughe si mettono di mezzo
a voler ricordare che il tempo
deve fare il suo corso
riuscire in ogni intento
diventa sempre
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Anche oggi
È uguale a ieri
Nessuna novità
Nessun incontro
Nessun gioco
Nessuna vita
Anche oggi
Vive la regola delle manette
L’obbligo al mutismo e rassegnazione
Nessuna vita
Perderemo anche il sorriso
Senza accorgerci
Che ci sarà
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 | Intreccio fine, con amore tramato,
rinnovella il momento d’oro,
porsi, profondamente amato,
alla luce dell’anima, vivere come l’elleboro,
sacro fiore a Dio, sacra pianta d’amore,
nata esile pianta, bella e forte nel suo splendore;
La notte è un
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| “L’amore è il paradiso della vita! ”
E’ il titolo di questa poesia
che tratta l’argomento più sublime
descritto con un po’
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Nell’interiore
Scintilla Divina
di Vita ...
come pagine fluttuanti
evanescenti
trasparenti
trapelano aliti
copiose amiche sincere
Nel Soffio
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Mi son perso
verso l’ignoto
sol me stesso
nel tetro vuoto!
Ma in un verso
poi ritrovato
forse ove andai
e mai
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Sentiamoci qualche volta
se avrai finito
di respirare le nuvole
di questi tramonti
Così diversi da quelli
di quando ci amavamo
mentre il vento spingeva
il temporale oltremare
Telefonami se ti ricorderai
di pensare al cielo
e di mettere in
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Uno sguardo rimane per sempre in noi
anche quando la vita cambia
in un sorriso fuggito via nel vento
resta solo una casa con i
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Si nasce senza sapere
dove. perché, per chi.
Per te,
uomo dal cappello
a forma di cuore
sarà l’enigma della vita.
Dicono fossi palestinese,
ma che importa
a un bambino.
A lui interessa
solo conoscere l’amore
dei suoi genitori.
Rocambolesche
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Seduto, alla sponda
delle mie notti insonni,
torno a sentirmi
un relitto senza vita...
e nel delirio
ovattato dal silenzio
la pazzia prende forma
e sbrana il cuore.
Frugo, nel mio disordine,
inciampando in quei respiri
assonnati e
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 | Mi piaceva quella donna... ma poi vidi:
straccio ai lembi, e su passanti inermi,
poi, non paga, sguardo intorno,
e lesta con la scopa sterpi e foglie!...
Ovunque è prassi terre e scrosci:
“Così fan tutte” il detto,
con musica che coglie chiunque
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338029 poesie trovate. In questa pagina dal n° 17191 al n° 17250.
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