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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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 | In questo mondo misero
nel vuoto di valori
nel nero mare del nulla imperante
di uscirne vivi
hanno maggiori probabilità
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| Più ti guardo e più mi sento rapire
vento caldo riesce a far sognare
catapultando sino laggiù
dove desideri non dormono
incastri di vita affollano il giorno
lasciando un rosso tappeto dove
anche solo con il pensiero
decolli fino là
tra quelle
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Odo il brontolio del mar
che la luna nel mezzo
di lucore riveste
E ascolto...
il risveglio dei ricordi
che con
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Quarcuno vò sapè che fine ho fatto?
Perché nun posto e nun scrivo più?
Se io sto bene o m’è morto er gatto?
Se so depressa
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Io ti chiamavo Morte
ma eri il respiro del mondo
eri il tempo lontano da me
che soffriva nel buio.
Io ti chiamavo Ombra
ma il mio cuore soffiava
solo melodie stonate:
il vento non ama l’amore.
E quando odia teme la terra
il passo lento
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 | Te l’ho detto io,
te l’ho detto che t’Amo.
L’universo è in me
stretto a te, quando dici:
Io ti Amo, io ti Amo veramente.
Cerco il tuo sorriso
come un pescator di perle,
la tua dolcezza e disarmante
lo sguardo tuo d’Amor mi avvolge.
Oh mio Dio!
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Uno strano pensiero accompagna
i miei risvegli al mattino
un pensiero costante difficile
da controllare...
un qualcosa che parte da dentro
e che non mi dà pace.
Urlare non posso...
eppure hai avuto tutto
perché più fragile
e ora? Cos’è
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Al buio confesso
sommessamente
le mie fragili idee
le racconto
al cuscino docile
impregnato
del mio giorno.
Al buio dipano
le ansie ritorte
a riempire pareti
sempre morte
e sempre vive.
Al buio rigenero
la mia inquietudine,
docile e mite
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Lettere e vase pe ‘nzavaglia’
lettere spase pe nun scurda’.
Lettere e sguiglie p’ave’ nu spunto
pe da’ muniglie pe fa’ nu cunto.
Quatto parole chiene ‘e sapore
ca a chesta vita danno calore
a quacche chiocca ronna e lapposa
quanno chi ‘a legge fa
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IL tuo sguardo perduto
sul quadrante
il mio pensiero sul tuo volto
occhi che parlano
il linguaggio dell’amore...
RIMANI
Sta per venire la pioggia
la solitudine mi fa paura
RIMANI
Vorrei dirti tante altre cose ancora
sentire il battito del
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Da lontano rivede la fontana
la fontanella cara dell’infanzia
qui con i compagni dell’asilo
posto di ristoro di merenda boccate
per placar la sete poi con quel
zampillante getto giochi scherzi
schiamazzi tanta nasceva l’allegria
ora la fonte è
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La vita contromano
di una felicità
senza compromessi,
impedita purtroppo
da muri troppo alti
per non vedere
ciò che di bello
mi circonda.
Come vorrei essere io
il mio vero io
senza ritrovarmi
negli stessi luoghi
imparando a proteggermi
leggi

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Ho educato la lingua
ma alcune cose non credo di riuscirvele a dire
poiché non sempre è semplice spiegare
il freddo alle ossa
o il grecale che taglia la pelle
la neve altissima
o questo inestinguibile inferno di ghiaccio
dove spegnendomi
guardo e
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È sempre qui
nel rifugio di una stanza il respiro
nel suo silenzio senza cieli.
Nel buio di una luce
c’è un’onda di ricordi
poi penso che la vita è un soffio di vento
e in quel vuoto che parla ancor di te
il mio mondo di silenzi.
Svegliati
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Rendersi conto della strada sempre più in salita
vuol dire prendere coscienza del momento
in cui toccheremo l’apice
quel punto d’arrivo non da tutti gradito
essere consapevoli significa avere raggiunto
quel tanto onde non abbattersi affinché
il
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Mi sono fatto il segno della croce,
nel mentre che passava il funerale,
un carro con la bara tutta in noce
che trasportava
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Amo udire il silenzio al mattino
qui dove non senti altro che l’aria.
Spalanco la finestra,
mio desiderio osservare
l’immensità del cielo.
Qui riposo tranquilla,
rivolgo il mio sguardo intorno
alla campagna,
ammiro i colori rosati
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È molto bella
la sabbia dorata
bagnata dall’onda
lievemente agitata.
Lieti i ragazzi
giocano a palla,
altri nuotano
tenendosi a galla.
Stanco il sole
cerca un luogo vicino
per abbandonarsi
a un sonno divino.
Di Capo
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Amami ancora
prima che sia notte
e se farò promesse
scrivimi un addio
più profondo
delle stelle spente
che disegnano
il cielo nella morte.
Lasciami sempre
prima che sia l’alba
e guarderò il sole
con un altro sguardo
che non vuole
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Tante le cose che vorrei dirti.
Quanti sogni rincorsi nell’illusa speranza
che la vita fosse fatta solo di albe e tramonti
e che tu, come un fiore delicato, ti facessi
proteggere dalle mie attenzioni.
Ti credevo l’altra metà del mio firmamento
a
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Qui un tempo il profumo della odorosa
menta selvaggia qui lo scorrere
della chiare acque di un fossato
qui su queste rive arbusti
di saponaria in fiore qui un albero
qui un nido di tortore a primavera
qui visioni sensazioni da tempo
di un tempo
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Smettere di pensare potrebbe essere rilassante
ma cancellerebbe quanto sino ad oggi è stato vissuto
scelta alla quale difficile appigliarsi
ovunque si giri
rimarremo sempre in deficit di ogni nostro avere
cosa che amplierebbe nudità
e niente
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Il grano indora su campi assolati e ombrosi,
il ciel è carico di nuvole,
pioggia a scender e bagnar la terra,
ed annaffiar rotoli di fieno.
L’estate ammanta di verde estesi campi
ed invola l’anima, lieve piuma a salir nel cielo,
riverberi ad
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Non si può più scherzare con il fuoco,
bisogna ragionare con la testa!
Non si può più restare indifferenti
se il flusso
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Non chiedermi chi sono ma perché io sono!
Comunque eccomi!
Non temo più chi vuol farmi del male
chi intende farlo
pensi a quanto sia stupido sciupare il proprio tempo:
il tormento mi ha dato già il suo meglio
e non parlo di morte...
La morte è un
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La mia mente libera
da ogni malinconia
Come aquila prende il via!
Mi vesto a festa
Mentre osservo dalla finestra.
Come d’incanto mi appari
Con un velo di sorriso;
Subito ricambio
Con un abbraccio intriso.
Un ampio movimento d’ali
respiro la tua
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Se mi parlerai
la nostra notte
sembrerà breve
come le lune
di questa estate
calda del tempo
ormai dimenticato
fra le ombre.
Se mi sognerai
i corvi troveranno
le parole da dire
a me che attendo
ancora una parola
e un bacio inciso
sulla
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Chiamami ancora amore
quello che mancava
quello che hai riposto
tra i miei capelli,
quando ribelle
allontanavo il capo
timorosa delle mie fragilità.
Quello che mancava
che ha sanato
certe ferite dell’anima,
che tu pensavi
sanguinassero
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 | Ricordi un po’ vaghi di anni già passati
la corteccia è scolpita con due cuori trapassati.
Bambino sei cresciuto con lei te ne sei andato
di me ti sei scordato ma ti ho già perdonato.
Hai scelto la tua strada staccandoti dall’acqua
volando verso il
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La signora parla bene e si intorcina
con la polvere che sale e non a caso
lei si mette a tolettare dentro il naso
mentre il trucco lo nasconde giù in cantina.
La signora gioca a carte e cala un asso
che si accoppia con la sorte e col fracasso
del
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E poi la luce si fa Luce
mentre l’ombra opaca raddoppia
il grigio della strada
la calura drena il ronzio d’ api
e gli alberi scagliano squittii.
Quante cattiverie si compiono
per trovarti. si taglia un albero
che ombreggia colture
Si tortura
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 | Le più belle persone
non sono facilmente decifrabili
e neppure scontate
a tutti il loro mare non è aperto
- il blu irrequieto
d’altronde i piú non saprebbero navigarlo -.
Come “belle di notte”
non puoi cercarle inseguendone i profumi
al buio
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| Silenzio cala
da un cielo nero,
plumbeo di reiterate emozioni,
stonati accordi
di uno spartito lacero e consunto.
Arranca sulla terra umida
un sole tiepido e molle
che a stento sbriciola
aghi di gelo.
Labbra bagnate
da esuli lacrime
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Un muro diroccato
e vecchie pietre una sull’altra
quasi a farsi compagnia.
Alberi spogli
e foglie marce sul terreno.
Solo un’edera
si è arrampicata su quel muro
cresciuta non so come
e non so perché.
Non altre orme
nè segni di vita
e la
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Spendeva il sole cielo sereno
degli uccelli il canto di cicale
e grilli un gran concerto triste
l’animo mio la mente affollata
da pensieri neri la bufera venne
fulmini grandine e saette al cuore
giunse la pace rasserenati presto
in quel momento
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Ricominciamo sì ad imbrattare un altro foglio
quel lenzuolo bianco che ogni dì
preserva da situazioni non sempre accettabili
un vero rifugio onde sopperire
a mancanze ormai vetuste
capace di allontanare voraci insetti
quei morsi che non si
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La caposala entrò nel mio ufficio
dicendo: “Scusi tanto professore,
stanotte hanno portato una ragazza
che s’è avvelenata
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Aspetto che mi parli e
il buio mi copra.
Sicura ti parlo
ed insicura ti guardo.
Aspetto un attimo di pace correndo lontano,
cercando quei luoghi sepolti dal tempo.
Ma il vento di Marzo, soffiando rianima,
ricordi, vi lascio all’ombra di un grosso
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È notte
nel suo silenzio
onde di mare baciano la riva.
L’amore è un sorriso dimenticato
nel vuoto cedere del tempo.
A nulla serve la solitudine
tuffarsi in una notte di stelle
quando l’amore con la sua malinconia
è un frammento di luce
nel
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Soffrivi il freddo
e io scaldavo le tue mani
gelide di vento
come se fosse inverno.
Ora spero
che la terra abbia pietà
e sia meno dura
delle parole non dette.
Il tuo profumo
sboccerà con i fiori
in questa stagione
che sembra ancora
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Nascono i pensieri
nella mente
più veloci dell’erba
in un prato,
non margherite
ma fiori di cui ignori il nome
profumano d’amicizia,
d’amore, illusioni
gioie e amarezze,
che impreziosiscono
quello che hai intorno,
forse non è l’ abito
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L’album di famiglia s’apre
con quel tenerissimo scatto
di noi due in bianco e nero.
Io, giovane padre si china
su quel pezzettino gommoso
che il cielo ha voluto donargli.
E tu, curiosa smuovi la manina
per giocare e apprendere...
E oplà, ecco
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Sempre dolci non sono
le attese che talvolta ti stremano al punto
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Le estati volano sempre
gli inverni camminano
a passo lento
nelle pieghe dei giorni.
Guardo questa luce
volubile di luglio
con il disincanto
di una lucciola smarrita
nel campo di grano
che già non è più.
Annuso l’odore di gelso
nel taglio
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Il gatto del cielo
Ruggisce in silenzio
Dal tetto della terra
Lascia stare i topi del sole
E mi scruta il cuore
E mi nasconde la voce,
La mia voce che miagola
E mi abbraccia la pioggia
Che litiga con l’estate
E le nuvole non ascoltano
Le
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 | Estivo incanto
Dea stamane ...
sublime canto
bachata orchestrale.
Estasi in parole
Musa ispirazione
dai vena a poetare
con nota sensuale.
S’estasia pur sole
cliché d’eternità ...
"Regina girasole"
fior beltà!
Tripudio di luce
silhouette
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Stille scendono, come stelle dal cielo,
dai miei occhi senza ritegno e vanno
a bagnare labbra screpolate dal gelo.
Stringimi le mani, prima che io sia
un attaccapanni per pensieri stracci,
intrecciami le dita e strascinami via.
Trattieni le mie
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Pasturago di Vernate un alberato viale
due lunghe fila un dopo l’altro di cipressi
verdi tornano alla mente il Carducci
e quella poesia pur qui poco lontano
un cimitero qui come nonna Lucia sepolte
anime morte sconosciute qui non vaporiera
che
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Ancora una volta la nostalgia
emozionando il cuore mi riporta
lontano, indietro nel tempo,
nei giorni belli delle fiabe,
quando disteso sull’orlo del fosso,
ascoltavo il mormorio flebile
di ondeggianti spighe dorate.
Poi giocavo con i papaveri,
e
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Incredibile come i ricordi possono inserirsi nella vita
in ogni dove basta un numero
un apostrofo una lettera
che il passato prende forma
di grande aiuto quando nel bisogno
siamo a corto di memoria
prendere spunto da coloro
che finora non sono
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Ti guardo in questa foto, sei divina,
con i capelli sparsi intorno al viso
e quello sguardo dolce, affascinante,
ma
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Lei mi direbbe
dei miei occhi
e che ho resistito
troppo a lungo
nella polvere
dei giorni inutili
a cantare sogni
nelle strade vane.
Lei mi bacerebbe
e mi farebbe
sentire il respiro
delle notti oscure
con un solo
sguardo da amare
o da
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Mezzanotte, un altro giorno
è scivolato via in fretta.
Capovolgo la clessidra e torno
con la mente al giorno finito:
non vedo più sabbia dentro
i coni di cristallo terso,
ma le illusioni di aver vissuto.
Le scorgo ad una ad una,
tenui raggi di
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Non sei il Dio degli inferi
bestiolina dal pelo setoso e morbido,
nero come la notte senza stelle.
Il tuo padrone, inizialmente
amante di docili animali,
un giorno ti ha portato nella sua casa.
Insieme alla sua sposa
tu, con le tue fusa, li rendevi
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Sei la voce
di vellutata eco
nel profondo,
la libertà,la gioia
nei campi dorati d’un raccolto
sei il sorriso,
a rifiorir di
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 | Famelici figli
d’un dio minore
fenomeni conigli
da baraccone!
Seminano zizzania
in luoghi comuni
serbano insania
che li accomuni.
Nonostante drammi
sembrano mai finire
si dipanano dilemmi
sulla via da seguire.
Or acqua a catinelle
- pioggia
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 | Siamo granelli di sabbia
rinchiusi nella gabbia
d’un mondo classista
disumano ed egoista.
Foglie, che il vento disperde
porta lontano.
verso lande deserte
ove per la solitudine il vivere è vano.
Siamo follia e ragione
l’inizio e la
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| Non sa perché ha aperto oggi lì un soffitta
un vecchio baule abbandonato tra le cose
un mazzetto di lettere d’amore da un rosa
cordoncino ben legate non per lui odore
di muffa da patina giallognola dal tempo
creata ma profumo di quegli anni cari
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A volte la sogno
mentre mi viene incontro.
Un cielo cupo sulla radura
l’albero solitario lungo la strada.
Un cuore trafitto sulla pelle
nodosa del suo tronco
e due iniziali semi cancellate.
Così io la rivedo
mentre ci sdraiamo sul
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Cara/o Caterina Zappia,
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