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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’628Autori attivi: 7’457
Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Prima del mondo non bastò quel buio,
ma un’idea senza nome s’addensava;
non era ancora il tempo di Leonardo,
finché un pensiero ruppe quella notte
e il tempo colse il peso dell’inizio.
La Visione, improvvisa, fu una febbre,
ardore cieco, senza mai
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Lascia che cada il foglio là dove nasce l’ombra
scorre l’acqua del fiume verde come la speranza.
Sporca d’anima il filo d’erba bagnato di rugiada
languido verso che palpiti un tuono di luce.
Poesia che difende con resilienza la bellezza del futuro
lo
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Lo spirito arriva prima
in punta di piedi
e prova il mondo come una voce
prima della gola.
Disegna il corpo per tentativi
una spalla per reggere il peso dei giorni
mani per trattenere ciò che fugge
occhi perché la luce insiste.
Il corpo crede di
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Ogni gennaio apre due correnti,
ciò che scompare e ciò che nasce piano,
tra passi antichi e desideri ardenti
il tempo tende un ponte verso mano.
Il passato è una strada nella neve,
segni di passi che sanno il ritorno,
ci ha resi forma, voce che si
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Ritrovo la pura essenza del respiro
nei passi del mio cammino
e tutto diventa speranza,
mi perdo nel vento che mi smuove
verso l’orizzonte davanti a me
in quella direzione che è vita
da vivere altrove
poi, sulla mia strada mi ritrovo
col cuor
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Quando si dice essere previdenti
non significa voler farsi grandi
bensì inculcare qualcosa che nel tempo
potrà sicuramente servire
veritieri insegnamenti d’una volta
insieme alle rughe ritornano
a prova che il passato può sempre avere una marcia
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Mi chiede e richiede
aria su aria
quel vespro sepolto
e che vita più non ha.
La sera lenta mi ritorna,
non ha il suono
delle amiche campane
e scendo così anchio
nella valle, dei non rinati.
Odorano di aria sporca
le urla che danno
in abbondanza
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Ricordati di me
quando volevo
che mi adorassi
come una stella
nel cielo scuro
di qualche alba
che tremava luce
e negava sogni
già morti al buio.
Ricordati di te
quando ti adoravo
e splendevi lune
nello sguardo teso
fra desideri di
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Senza chiamarlo il mondo si avvicina .
La terra respira, il fico trattiene il sole
un rumore lontano impara la giusta nota.
Il cuore non spinge, si appoggia
diventa rassicurante
come una ciotola piena d’acqua che non trema.
Se il pensiero arriva
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Anche nei giorni più storti meriti tutta la luce che manca
ogni tua ferita diventa una storia un occasione per guardarti con gloria.
Il vento della depressione sciama nel coraggio che resta.
vivo le cadute nel silenzio di orme lassù.
Quando tutto avrà
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Accadono gli accadimenti
perché devono accadere.
Sei tu preparato
al quando devono capitare?
Sapevi del loro esistere,
ma ti illudevi
di essere esente,
o aspettavi magari solo
quelli favorevoli.
Beh, quelli sì!
Immune da quelli negativi,
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Sai come può essere invadente
sino all’ultimo istante ha preso posto
insinuando alla vista dubbi sospetti
soltanto freddo ha confermato il momento
impossibile non rimanere stupiti
suscitando ambiguità mai vissute
e non solo quello ha contribuito
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 | Potrei rapire la tua fanciullezza,
murare la tua bellezza
in uno scrigno di respiri
dove nessuno può leggerti,
tranne i miei occhi.
Vorrei rubare la tua
spensiaretezza al mondo,
prima che il mondo pretenda
di darti un nome.
Ma scivolo nella
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Nel primo chiarore che scioglie la notte
il mondo è ancora un foglio senza inchiostro,
solo un respiro di luce che sfiora
l’erba umida e la lascia tremare.
Camminiamo portando il peso lieve
di ciò che ieri ha inciso sulla pelle,
una cicatrice di
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Spargo lacrime
ovunque e sulle ciglia
ho solo polvere
che cadrà lentamente
coi dolori che trattengo
per non sembrare
già morto agli occhi
di un mondo che sussurra
parole che non sento.
Soffio semi di buio
sperando che germoglino
un’ombra
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Un attimo un momento
tu parli ed io ti sento
coi baci tuoi infiammati
innalzo un monumento
mentre le mani avide
continuano a sfiorare
le valli i colli e l’anima
su questo vivo altare.
Un attimo un momento
mi cerchi e ti tormento
col piglio
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 | Avvolto tra nubi d’argento
vidi un angelo passare,
celeste e lieve
da contemplare.
Stava lì,
le ali a far vibrare;
ed io, nel cuore,
silenzio custodivo
per non turbare
col fremito
il suo spirito.
“Quanto vorrei,” pensavo,
sfiorare
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| Poche passi nella neve
e lo spirito mio
si eleva e par
di vedere l’ombra
di una nuvola
farsi bianca e stanca
scende dove io
poso i miei freddi piedi.
La solitudine di un pensiero
mi stacca dall’incanto
di una pace invadente
che mi fa sedere
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| Quand’un vede n’altro in lietezza
e stato di sé mal apprezza,
divien cammino complicato
e pur anco intricato
Imperocché animo si ridesta,
quando il mal d’altri si contempla
e si gioisce di quel che s’ha
E ci si domanda se troppo si chiede,
ché
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| Nascesti fra il volo di bianche api
sulla tua culla
tu che al perdono donasti la vita
e del dolore familiare ne provati pena.
T’immaginai rosa
come in fronte portasti la sua spina
frutto della tua eterna devozione
ai patimenti del Cristo.
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| vivo il magma della luce.
estasi di un verso sfrontato di stelle
bellissima virgola di un freddo cuore di cielo
silenzio il dolore acre delle voci
urge la poesia che asciuga la guarigione del buio
trema la ferita cesellata nella mia anima.
respira
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| L’amore porta con sé un linguaggio doppio
una sillaba di luce, una di congedo.
È una porta che si apre
e subito impara a chiudersi piano
per non spaventare il futuro.
Resta il lavoro invisibile
abitare ciò che non risponde
nutrire l’eco come fosse
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| Quando dintorno tutto tace
vorremmo poter bloccare l’istante
per ritrovare quel senso di pace
che tanto ci era stato amico
confondendo le idee
per quel modo d’essere tanto agognato
in supporto d’inesperienza alla quale ancor oggi
vorresti poter
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Sul sentiero dell’anno che si spegne
resta un’orma di luce e di polvere,
passi incerti, promesse che si tengono
tra le dita come piume che sfiorano l’erba.
Il tempo lascia impronte di silenzio,
ombre di riso, graffi di dolore,
eppure il suolo
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M’è dolce posar pensieri sul natio colle ove l’odorosa felce fa lento lo respiro ch’accompagna l’occhi lungo terre mai piane Sol qui raccolgo ricci colmi di ricordi e di castagne Vagando la mente pel peregrinar quel suolo screziato Il riflesso del mio viso stanco d’aratura mi giunge posando sulle guance d’ogni lacrima un’assenza Mi rammento bambino vacanziero a luglio di messi dorate e di uomini con la roncola in mano che allineati e chini al papavero e al fiordaliso coglievano spighe al meriggio sperdendo lucciole di sera Vagheggio lo scapicollar pei fossi zuppo di salti brevi e il calor di quel camino che confortava ritorno Mai scorderò delle donne lo vestir mesto e li velati capi o del bifolco le scalcagnate scarpe e lo pileo sghembo quando di festa arridevano le fuligginose bocche auscultando la fisarmonica in villerecce bisbocce ove lo vino sperticava nell’aia lo danzare e li canti D’ogni rivenire mi colgono cipressi d’intorno e li passi si fan grevi nel posar ivi li freschi fiori Ch’io progenie non possa mai e poi mai scordarvi nello nome della madre e dello padre mio che claustrale terra straniera li loro corpi riposa E’ sol qui ch’io trovo plaga ove posar l’inviso dacché di codesta terra sono e a questa terra al fin di vita vorrei adagiar l’ossa e la carne mia che esangue alla mia terra grato torno |
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Il presidio della cultura per educare ad amare e vincere le guerre (libro natalizio 2025) è un compendio culturale contro la piaga del femminicidio e le stragi delle guerre, vergogna della civiltà.
In tutta verità è il…leggi…
di Francesco Andrea Maiello |
“ Ora è tempo di ritrovare i miei appunti, farli sfociare tutti insieme”. Sarà una sola strada e…leggi…
di Rita Stanzione |
Pan Demonio, un diavolo del girone dei violenti, aveva avuto un compito speciale, quel Natale: portarsi a Betlemme, un piccolo villaggio nelle terre di Israele, e lì uccidere un bambino appena nato. Si recò sulla terra, accompagnato da un…leggi…
di Peppe Cassese |
Se vent’ anni fa qualcuno mi avesse chiesto se in Venelandia sarebbe stato possibile che i cittadini si odiassero tra loro -vicini, amici, colleghi, persino membri della stessa famiglia-, la mia risposta sarebbe stata quella frase familiare, usata…leggi…
di Arelys Agostini |
Intanto, durante quella stessa mattinata, erano avvenute baruffe tra i mafiosi ed era stato commesso un omicidio. Il mafioso in chiesa ritornò tosto per recuperar l’ arma, ma il sacerdote disse di averla, per sicurezza, consegnata in…leggi…
di Ausilia Giordano |
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ISCRIZIONE CLUB SCRIVERE
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SCRIVERE E' UN CLUB DI SCRITTORI E POETI AL QUALE SI PUO' ESSERE ASSOCIATI IN 2 MODI:
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IN MOLTI SI CHIEDO LA DIFFERENZA DOVE STA. ECCO IL LINK ALLA TABELLA DI COMPARZIONE TRA LE DIVERSITA' DI ISCRIZIONE AL CLUB.
DIVENTARE SOCIO CLUB SCRIVERE
DIVENTARE SOCI NON E' UN OBBLIGO MA ESSERLO VI DA TUTTE LE AGEVOLAZIONI DEL SITO!!
GRAZIE E BUONA SCRITTURA. |
Voi ch’avete sol il carneval
e sol di sollazzi godete,
i bulbi oculari discoprite
e ciò che sta attorno riscoprite
Chè v’è tanto che val,
sì che vedrete
se l’animo aprite
e non sol vi divertite
Lampo vi risvegli
e ciò non vi spaventi,
anzi,
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La sua vita è tra nuvole e suolo.
Non è sicuro a terra, non è sicuro in volo.
È frapposto fra due mondi.
Con un filo
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Camminare in un parco
e osservare le foglie marroni
mentre il sole filtra tra i rami secchi;
mettere un piede davanti
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Il ticchettìo ingrato di una noce.
La corazza del cuore è il cervello,
e mentre ascolti il rumore delle ortiche
su quello
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Scuro di nuvole è il cielo,
oltre loro è ancora nero.
Svettano alte sui cipressi,
su questi ambigui razzi verdi.
Il
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Cosa c’è di diverso nel mio sorridere?
Proprio quando la vita si è distratta.
Cosa c’è di diverso nel mio morire?
Come
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Quando il cielo ha poche idee
le esprime tutte insieme.
Porta nuvole grigie piene di bugie,
maestre di piccole fredde
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Quando si è felici: pochi secondi di battiti del cuore,
che sono percepibili, anche se lui è sempre stato lì
e funziona
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