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♦ Salvatore Ambrosino | |
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Febbraio 2026 |
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Lunabionda Valentina Di Caro
Le 446 poesie di Lunabionda Valentina Di Caro
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Fallo sottovoce
là dietro
e non dirlo a nessuno
poi portami
con le bende agli occhi
là dove l'hai sepolto
ché mai io possa ritrovarlo
dissodarlo
o semplicemente indirizzargli
una preghiera
E fallo di giorno
sì
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Era lì
placata nell'ora
del non spolvero
ché talvolta cessano
anche i mestieri alla domenica
Granello
che non attende l'ospite
e naif s'adagia
su crateri di Marte
semmai in un tonfo
Quanto più é lungo il
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Oggi ho visto la vita
fuori
Mi ha colpita
come il sole colpisce un vampiro
e d'istinto ho tirato le tende - oltre
oltre il mondo- oltre la
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C'è un cordolo d'erba
sulla riva del fiume
un padre col cappello
un fiore che sta nascendo
un nido che non
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Sì, così, come se fosse l'ultima!
La tua mano gronda sulla mia fronte
un lago gelato il sudore
e un nuovo umore
Siamo legati alla morte come alla vita
in quel sottile paradosso che è l'amore
D'ogni ferita ne farò
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tempestandomi
il ventre di lacrime
mi lasci il futuro acqueo
una sberla oggi
e squame di pelle
sulla tovaglia
- la
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Le tue stanze
hanno il perimetro
dei nostri corpi
volumi fiabeschi
dove l'incerto del sottobosco
ci vuole
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Palle
tutte in un rosario
una dopo l'altra
bianche o di legno
lisciate e arrotolate
come caccole di naso
e stanno lì
impietrite al passato
ammuffite al presente
future speranze
per altra gente
che avrà ancora bisogno
di palle
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Non mi fido di te
Di te che pisci sulle rotaie
che non ti lavi le mani
che dici
di non aver bisogno di mangiare
né di fare l'amore
Non mi fido
quando scodinzoli come un randagio
accantonando una carezza distratta
Chiunque non è il
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Io t'amo come se tutto il resto
fosse solo un cuscino di foglie
che s'adagia con amorevole cura
per accoglier me che t'accarezzo
T'amo con le mani e con i piedi
ti percorro, sino a sentirti terra
ed in quel petto che non m'appartiene
pianto
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Stavolta
lasciami così
come quando non succede nulla
Per indossar le perle
lacrime ripongo nel cassetto
L'amore
bacia i bimbi nel sonno
e sveste le donne
ma quando se ne va
ci lascia semplicemente nudi
Nudi
Nudi come i tuoi occhi
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Sotto il mantello svanì l’idea del giorno!
La cupidigia oh... che mal di vivere!
Desiderar lo spirito attraverso un corpo
Reietta la natura d’una stolta ingenua
Creatura... riponi a terre le tue ferite
le condurrò io per te alla
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M'è caduto un verbo dalle labbra
La parole hanno un tonfo pesante
quando incontrano fogli bagnati
Dissolvenze le chiamano-
per non farne illusioni
Macchia- nafta nelle pozze
il mio rimmel negli occhi
segue i fanali di stelle
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Meschino è l'uomo che dichiara amore
con parole mielose e debutta
come un principe a cavallo
al davanzale del proprio riscatto
L'amore non è di questa terra
e ogni verso lascivo ne deturpa il senso
in quell'elemosina del gesto
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Apparecchiami la tua bocca
e non invitare nessuno
lascia la lingua santificarsi
rubando i vizi della specie
e poi dammi la colpa
di questa violenza di gruppo
non c’è tormento senza passione
non ci sono peli senza i pori
non c’è la
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Poi passa
passa sempre
col passare dei giorni
col morire dei sogni
passa come un fischio
come la paura di un
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Cerca la poesia:
Leggi la biografia di questo autore!
Invia un messaggio privato a Lunabionda Valentina Di Caro.
Ti ho scattato una foto
e non ho visto-
tu... non c'eri - non eri
seduta - la tua borsa
in piedi - lo stesso calendario
di fianco - un soprabito nero
di spalle - un fantasma nel foro
avevi atteso invano
per lo più avevi pianto
per
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Oh amor... se tu sapessi
la vita spesso ti consuma
come un ultimo addome tremante
che alla fine congiunge le mani in preghiera
non v’è commiato
non v’è compassionevole cura
nessuna danza propiziatoria
tra me e te... una ghigliottina
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Quando la pelle
non era una
tanto che
a togliermela di dosso
la sera
non si scuciva
e dormivo con lei
sognavo di lei
venivo con lei
vivevo tra lei
mi vendevo per lei
fino a chiedermi
perché quando
mi amavo allo specchio
sentivo che
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L'attimo forse non si coglie
ma ci si sdraia accanto
come fosse un cuscino
di rosse rose spontanee
giusto il tempo di divenire
tutt'uno
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Con esso volteggiando
cappelli ed i capelli
rossi come le pagine
dell'ultime foglie spaiate
a salutar l'autunno
che sulle punte
piroettava
quel secolare bis
del dolce addio
E s'inchinò la sponda
e le genti appresso
e tife e rospi
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Lei
era lì
come se fosse vera
e lo era
nella mia reale fantasia
nella mia follia
perpetua luce di un miracolo
per cui neppure avevo pregato
apparsa dal nulla
gioita e goduta... donata
Lei
era là
il salto di qualità
di
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Sono abbastanza umida
placentare direi
mai cresciuta, mai diventata
- mai
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Coperti i tetti e bianche anche le cime
mi colse un forte istinto di astenia
e come cera appesa alla bugia
attesi quel calor che tutto esprime.
La nostalgia no, non mi deprime
né sono amante della compagnia,
ma sento forze e sogni andare
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Provai a tremare
sotto la pioggia
non mi offristi la tua giacca
Tremai allora fra le lenzuola
e tu
accendesti lo scalda sonno
Ruppi le tapparelle
volutamente
Chiamasti l'operaio
Scollai il soffitto
e ci trasferimmo
da tua madre
Oggi
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E poi all’improvviso
il mondo frana
i progetti d’una vita
crollano
i chiodi della baita di legno
saltano
il ponte levatoio
s’abbassa
il tuo amore
al centro della piazza
gela
il vuoto spiana nel vuoto
altro vuoto
e attorno... sotto gli
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Urge passione
nel far le cose
e nel saperle disfare
E' la realtà
e non è certo
più temibile dei sogni
Perché una rondine
sa sempre
dove volare
ma noi al di qua
di un cielo di piombo
in attesa
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Cade il petalo
inesorabile
e di noi piante
la cenere
tracce sul suolo
incerti calpestii
verranno
anch'essi abbandonati
d'altri
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Era non molto tempo fa
anzi moltissimo
eppure era scritto
e ancora adesso recitato
Non ha dunque forse più un senso
la parola
la tavola della legge
la semplicità d'un verso?
Sbiadito l'inchiostro
si stratifica la
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sugge già il neonato
null'altro sa fare
e poi urla
per suscitare
compassionevole cura
di baci
tondi come
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446 poesie trovate. In questa pagina dal n° 121 al n° 150.
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