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♦ Bruno Leopardi | |
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Giuseppe Zingale
Le 623 poesie di Giuseppe Zingale
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Versi le lacrime trepidante in attesa della tua sorte.
Modifichi i disegni del tuo presente con la volontà di cambiare.
Saggi di benesse circumnavigano la tua corporalità.
Un vento di stagione trasporta i ricordi.
Nelle fattezze di un
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Davanti la soglia del destino veniva fuori il mio determinismo.
L'ultima cenere della speranza aveva cosparso il mio capo.
Dove i sogni diventavano realtà purificavo il silenzio.
Le grazie della natura mi coglievano forte e audace.
Non
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Deposto l'orgoglio sul piatto dell'umile convivenza.
Ricompongo il mosaico di un'accalorato altruismo.
Nella veste del composto pensiero mi richiamo alla solida ragione.
Vestigia lontana mi indurebbero all'anarchia fidando solo in me stesso.
Le
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Le vendite a poco prezzo della mia insidiata dignità
hanno percorso duramente le ripide montagne.
I sedati malumori della mia dubbiosa irriverenza calcolano in fretta
le fustigazioni del tempo.
Nellorgoglio della mia libertà si immola
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E lì sospirò il ricordo attratto dalla quiete della campagna.
Mi sciolgo in mille rivoli quando il pensiero fa capolino nel piacere naturale
del bosco a me caro.
Rivedo le betulle imperiose abbracciarmi con le loro fronde in un mistico
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E lo scolorito autunno delle pieghe dell'anima si fa affannoso respiro di una domenica.
Incolto terreno disteso nel silenzioso divenire di un attimo avvolto nelle nebbie.
Lontano azzurro della memoria si incendia nel cuore.
Come non gioire del ricordo
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Deve finire questo tramestio di giornate inconcludenti.
Il varo di una nuova coscienza mi libererà dall'accidia.
Fedele a un cammino di libertà ricostruirò la mia peculiare essenza.
Nulla potrà far morire i ricordi che
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Aria nuova penetra nelle sortite del cuore.
Vengo a immaginare amori vinti dalla passione.
Ho scelto te perché hai i petali vellutati.
Nelle rivincite dellle mie paure ho ritrovato in te l'abbandono.
Hai confiscato tutti i miei desideri per
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Com'era splendido quel Sole della giovinezza quando le emozioni cantavano sulla battigia.
Quando l'incoscienza fermava il tempo sui prati verdi che animavano l'aria.
Io figlio del mio vago sentire ondeggiavo tra i silenzi e le carezze del
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Crebbi nella sostanza dei ricordi, ali nel vento della mia timidezza.
Curai i mille malumori con gli azzurri sereni di giochi innocenti.
Mi persi nelle mille fantasie di un realtà provvissoria.
Solo quando acquistai coscenza di me allungai il
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Il vivandaio delle mie esternazioni ha un respiro corto.
Lontano da falsi ideali coltivo volutamente il pensieroso silenzio.
La natura della mia cattività si ciba di rare emozioni.
Il conto delle mie speranze è sempre un numero
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Nel reliquario dei miei comportamenti sfugge al controllo la passione.
Un turbine di idee fanno breccia tra l'insoddisfazione.
La deriva del fiume mi segna il cammino.
Domani non sarò solo con la mestizia e il perdono.
Trafugherò
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Se il veloce declino del mio tempo trafugasse i segreti della vita
allora colmerei l'azzurro della speranza.
Se i fasti dell'avventura cambiassero umore alla contumelia navigherei con il vento in poppa.
Le mille risorse che ho sono state depauperate
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Il vuoto dannato da ogni speranza rifugge dalle tentazioni.
Il mio eterno malumore soccombe agli autunnali grigiori.
Nemmeno la fede mi tira fuori dal guado perché rimango senza emozioni .
Questo mio iniquo senso d'abbandono non coltiva il
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E io tenutario di un'effimera sorte depaupero il tempo nelle sue malvagità.
Il condono alla mia ambiguità mi lascia spesso attonito e vuoto di sincerità.
Nella rincorsa infelice verso la libertà baratto il mio ardire con la
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Lento pascolare tra le tue verdi colline.
Il tuo sorriso forte allontana le spine.
L'angolo della tua sensualità è voce appassionata.
Non amo che te nella oasi dannata.
Vergine il tuo canto si fa poesia.
L'estasi ancora suadente
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Cerca la poesia:
Invia un messaggio privato a Giuseppe Zingale.
Il velo della malinconia è la parsimonia dei miei intenti.
Soggiocato da un mendicante umore traghetto nel mio mare le mille delusioni.
Schivo da frizzi e lazzi mi consegno spesso al silenzio e alla natura.
La mia incauta indolenza la fa da
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Nel viatico armonico del mio dolce ansimare procuro diletto al mio poetare.
Stilo discorsi eruditi compresi alla mia indole pacifica.
Colgo nell'estasi della memoria quei frutti maturi che mi danno sazietà.
Il volano delle mie idee è la
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Io e i miei errabondi costrutti del pensiero finalizziamo la sorte ad audaci pretese.
Il vento fresco della novità apre il viatico a nuove soluzioni e ai miti contese.
La velleità di carpire nelle parole il tuo prepotente immaginario
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E se potessi dire addio alle mie perturbazioni umorali
cancellerai in solo attimo il rigore dell'inverno.
Se penetrassi di più l'ombra del mio silenzio,
rischiarerei di luce l'alba del mio destino.
Camminare sui passi arditi
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Lei che animò le giornate incise dal sole ora non si spende più nel suo gioco consolatorio.
La vittima del silenzio perde così il filo dell'allegria e il moto sublimatorio.
Langue nelle corte giornate il senso dell'orgoglio.
Fede
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E verrà un'altra estate a riscaldare i sogni sul'orizzonte.
Un coro di venti, un'oasi di mare calmo ne saranno la fonte.
E tu smarrito tra mille dubbi ritroverai la strada maestra.
Forte dei tuoi desideri che non si perderanno nella
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Le continue congiure alla mia sanità mi espongono ai furori del vento.
Relegato il piacere nelle spire dell'inedia non vanto più il presente.
Il gravoso peso della mia coscienza non ha più speranze.
Soccombere ai funesti silenzi
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Ancora indegno il diniego scorticava la pelle.
L'assenza di emozioni assaliva di caligine i vuoti pensieri.
Come deglutire questo amaro pasto che ero costretto ad accettare?
Altre vie della ragione prendevano percorsi stretti e bui dove la luce era un
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Questi miei desueti pensieri sono la zavorra del mio ego.
Rincorro variopinti arcobalenti in uno struggente ricordo.
Le ricette per la mia armonia sono spesso insipide.
Volgo lo sguardo ad altri cieli per esorcizzare la noia.
Un vento tiepido mi
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Se le vette più alte del mio possibile fossero sempre i cieli azzurri allora appagherei il silenzio.
Se la curva del mio umore virasse verso il bello gradirei ancor di più il pasto della ragione.
Nulla potrà togliere forza alla
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Io latente sembianza di un arcaico silenzio rinnego il destino e i suoi inganni.
Suscito i ricordi nella cultura del passato come vulnus intoccabile.
Animo le mie preghiere di doverosi abbandoni all'empatica adozione.
Il coglier l'assoluto nello
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Il vento forte della libertà spianava il cammino della speranza.
Echi lontani facevano rivivere luoghi incantati dove i sogni avevano elucubrato.
Il profumo pregnante delle rose della vita si immergeva nell'alba alabastrina.
Un frutto maturo
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E colsi nel dubbio dell'eternità le trame del mio dissenso.
Compita l'allegria come un fruscio anima le ultime foglie.
Lento, decaduto il tempo subiva gli strali della memoria.
La sorte meretrice preferiva chiunque.
Nella conta dei giorni si
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Tu ninfea bianca del mio adombrare.
Unica spes delle mie contumelie.
Affabulazione edonistica dei miei desideri.
Metro di prospettiva e di virtù.
Sciogli le tue parole nel catino del mio cuore.
Campo fiorito della mia giurisdizione.
Anima
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623 poesie trovate. In questa pagina dal n° 241 al n° 270.
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