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Marzo 2026 |
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Adriana Bellanca
Le 124 poesie di Adriana Bellanca
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Da perfetto traditore
t’infiltri indisturbato.
Il plasma vitale
asservi a tuo piacere
mentre la vita terrena
si avvia all’ultimo respiro.
Sia con teneri riccioli
sia con bianca chioma
a qualunque età invero
le tue radici fanno paura.
La
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Nuvole dense si affiancano
cercano calore
scaricano tristezze e delusioni
esalate da immensi oceani di lacrime pietose.
L’umanità palpitante di emozioni
cerca rifugio
come formiche in rapida ritirata .
Gocce
leggere come carezze
via via
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E diciamole
le parole
quelle belle
che commuovono
che illuminano
che nutrono il cuore.
Bene
affetto
gioia
amore.
Braccia che si cercano
occhi che brillano
sguardi che s’incontrano
lacrime che sgorgano.
E’ questa
la
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Errare
si può
se poi
però
diventa crudeltà
allora no.
Gli sbagli amareggiano
fanno piangere
la crudeltà
ahimè
ferisce
dilania.
Guardati
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Affollati
colorati
alcuni decorati
i cimiteri c’invitano oggi
a riempire viali e cappelle
per rallegrare
chissà
tutte le anime
che stanno lì a riposare.
Mesti o speranzosi
lì ci aspettano i nostri cari
per alcuni
è un’ occasione
per altri
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Viva per sempre
l’anima di chi giace
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Eri una leonessa
e ora sei dimessa
energia, forza, vitalità
ne hai avuto a volontà.
Avanzata nell’età
ti curiamo con tanta tenerezza
anche però
con un po’ di tristezza.
Maledetta malattia
che il cervello
porta via.
Vivi ora tra sogni e
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Vibrazioni profonde
bassissime
avanzano
si rigenerano
in crescendo
sempre più alte.
I polmoni si espandono
in alto
indietro
in tutte le membra.
Si odono
sibili
fischi
urli lancinanti
di animali feriti
a morte.
Sentimenti, legami,
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Improvvise inaspettate
saettano
si propagano
nel corpo
nell’anima.
Trafiggono
sconquassano
alimentano lacrime
il cuore afflosciano
la vita spengono.
Vani
l’orgoglio la ragione
le parole.
Solo il cuore
aiutarci potrà.
Ti prego
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Tiepide folate di vento
carezzevoli
intrecciano vivaci crepitii
e intonano soavi melodie.
Schegge vermiglie
assieme a mille faville
rischiarano la valle
e nell’aria si odono
vivaci scoppiettii.
Poi... però
nei silvestri ambienti
via via
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Risacca
lenta
infida
avviluppi
con ingannevole abbraccio
fin quando
svanito l’appiglio
comincio a boccheggiare.
La riva
ancora in vista
mi richiama alla vita
all’amore.
Sguardi implorano
lacrime prorompono.
Improvvise
vigorose
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Uragano che travolge
che scaraventa brandelli di vita
la guerra sventra
fin dentro l’anima.
Pesanti come macigni
nubi tempestose
incombono
funeste
nell’orizzonte della Vita.
Nella terra devastata
unico, esile fiore
effondi
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Ameboide il moto
lentamente ti espandi
inglobi
fino a sopire
ricordi, pensieri
sensazioni.
Come balsamo terapeutico
lenisci ferite
sbiadisci grigiori
ci fai pure sorridere.
In avanti
ci fai guardare.
Sei un filtro raffinato
trattieni i
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Donna
violata, violentata, annientata
nel corpo, nell’anima.
Un triste destino la vita ti rubò.
Improvvise nel ciel rosee pennellate
i tuoi sogni si espandono nell’aria
come bolle di sapone si dissolvono
al luccichio vibrante di lama
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Cerca la poesia:
Leggi la biografia di questo autore!
Invia un messaggio privato a Adriana Bellanca.
Indirizzo personale di Adriana Bellanca: adrianabellanca.scrivere.info
La gelosia è una violenza
che nasce da una carenza
che cerchi di celare
almeno all’apparenza.
Ti senti molto forte
ma vedi le cose distorte
forse pensi di affermarti
si cercherà però di evitarti.
Un triste vuoto avrai accanto
inutile
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Uno sguardo lieve
che intenerisce
che placa
che sgretola
che apre a nuova vita.
Un contatto epidermico
che colma vuoti
che appaga desideri remoti.
Un abbraccio lungo
che scioglie ghiacciai eterni
che ridà battito al cuore.
che purifica
che
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Scelte
che straziano, che dividono.
Sacrifici, rinunce.
La via più breve potrai seguire.
Grosso il magone ti soffoca dentro.
I colori si oscurano
le melodie si spengono
le membra raggelano
nessun brivido
ti scuote dentro.
Sotto un macigno
ti
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Silenzi
che squarciano
che sondano
che penetrano
che scavano dentro.
Silenzi
che aspettano trepidanti.
Silenzi
che velano verità nascoste
Silenzi
che svelano abissi profondi.
Silenzi
che proteggono
che feriscono
che proiettano
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Cocenti folate di torrido luglio
la pelle carezzano
generano bollicine
di sudore, di lacrime.
Gonfio il mio cuore.
In sincronia
sogni, speranze, desideri
volgono verso l’Oriente
ammaliante, avvolgente.
E come ogni volta, al decollo
il rombo
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Breve, cruda, spietata
sensazioni intuite, percepite
delineano nitidi contorni
Ad ogni approccio
ferita nello spirito
mi ritraevo.
Neri
taglienti come spade
i tuoi occhi
incontravano i miei.
Dolce, sorridente
non per me però.
Aspri i
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Goccioline
di pioggia battente
scivolano tortuose
rigano
tessono ricami
su piccoli oblò
lasciando libero lo sguardo
verso l’Infinito.
Rapidi
il rombo, l’ascesa, le nubi
come batuffoli
attraversati quasi per magia.
E poi
sulla coltre
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Venire incontro
correre
in un prato
rincorrere
una farfalla
una bolla di sapone
si può fare.
Guardare
il mare
fino all’orizzonte
seguire
le nuvole
che danzano
bearsi
ai colori dell’alba
si può fare.
Sentire
la voce
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C’è oggi qualcosa di nuovo
che magica sensazione
mi sento volare
e leggera volteggiare.
Come sentire
carezzevoli melodie
come vedere un campo di grano
e nel cielo il sole a brillare.
È nato
è nato
gioia infinita
una nuova vita
potere
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Come lingue di fuoco
ultimi raggi
di questo dì
furtivi filtrano
squarciano il cielo
tra nubi cerulee
e, al di sopra
azzurro infinito
e, al di sotto
dipinto di scuro.
Possenti motori
sull’ala
ruggenti
rombanti
saettano
sfrecciano.
Chissà
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Picchì
picchì canciasti accussì
eri beddu
ora però mi scantu ri tia.
La me vita t’avissi ratu
puru ora
si tu m’amassi,
ti la rassi.
Lu me sangu sicca
quannu mi parri, quannu mi talii
ru spati addivintaru
li to’ occhi,
nivuri, friddi,
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Povera stella
brillavi
splendevi
calore effondevi.
E poi... improvvisamente
fendente
lancinante
l’epidermide squarciata.
Rivoli rossi
sgorgano
scorrono
scemano.
Contratta
rinsecchita
spaurita
ti senti svuotata.
Sopravvivi
seppur
germi
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Tenero il sorriso
dolcissimo lo sguardo
benedicente la tua presenza.
Padre, fratello, amico
maestro di vita
di spirito, di amore puro.
“Pronto” eri. Sempre.
Educare, aiutare, pregare
per l’intera vita le tue priorità.
Malavitosi, disagiati,
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San Martino san Martino
ai viandanti scaldi il cuore
dal mantello tutt’intorno
un gradevole tepore.
Mille e più le lanterne alle finestre
a rischiarar la via ai pellegrini
son così tutti felici
che sian grandi oppur piccini
E nel giorno a te
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124 poesie trovate. In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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