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♦ Thomas Rivolta | |
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Giuliano Esse
Le 433 poesie di Giuliano Esse
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 | L’orologio muta l’ora
e io spacco la lavagna
cancello l'universo
col mio golf di lana
e svuoto la mia mente.
Ora che la ragione è persa
vi parlo di pura poesia
e di fantasmi
bevitori di grappa
così mi allontano
dalle vostre
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Non lo so se sei poeta
ma sei spina senza rosa
una chiesa senza sposa
un vecchiaccio senza denti
e i tuoi versi deprimenti.
Non rispondo ai tuoi tormenti
guarda un po’ chi fa il gradasso.
La tua strofa è un vero masso
un tifone
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 | Il verme più grosso
esemplare delicato
con jeans wild boy
in prima fila
e gli altri
figli di non so quale madre
stato di abbondanza
col fuoco contagioso
delle mani fra le gambe.
Su un soffio di terra rossa
hanno giocato a dadi
la pelle
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Ti addolcirò gli spigoli
e gli angoli più acuti
i fiumi saliranno
dal mare verso i monti
le foglie non cadranno
ma si trasformeranno
in ali di farfalle
così per tutto l’anno.
I prati brilleranno
di luce iridescente
con
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 | Ho ridipinto il mondo
col rosso del coraggio
col blu del putiferio
con l’amaranto antico
col verde più pudico.
Ho reinventato il mondo
con l’acqua dell’assaggio
con l’arte del batterio
col nerbo dell’intrico
col sì del mio
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Semidio da quattro soldi
col suono vano
di miliardi di stelle
a brillare per niente
nude
scolate a secco
nel nero intenso
scandito da una mano
troppo arida e scarna.
Una fossa di tre piedi
per il gigante più alto
catapultato
in
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Ero ad Alesia
con la mia legione
e ho visto il gallo
cedere le armi
chinarsi e consegnarsi
al vincitore.
Rivedo il sangue
l’urto delle spade
Guglielmo ad Hastings
piegare il re britanno
e le sue schiere
da dardi crocifisse.
Vecchio e
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 | Ed io ritornerò dal mio passato
dal vuoto di una fossa sconosciuta
dal fondo del gran mare di cobalto
dal rogo che ha bruciato la memoria.
E il volto mio sarà senza peccato
la fede nel suo nulla risoluta
l’amore col più ardito
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 | Che distanza c’è
tra il dolore e il sorriso?
Tra un barcone alla deriva
colmo di sventurati
in cerca di una via d’uscita
e un tre alberi
con poche persone a bordo
in cerca di una ragione di uscita?
Tra la vaga magia
dei Girasoli di
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Ogni momento tuo
è pure il mio
e lo rivoltoliamo
nel destino
che piange stride ciuccia
e fa il bambino
ed ogni volta
che si bagna addosso
sorride e si purifica in un fosso
sicuro che la faccia
tua di pane
si posa sul mio letto
e
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 | Tanto gentile e tanto onesta allora
col tempo sei mutata mia signora
e svetti sul tuo trono di regina
dopo tant’anni di naftalina.
E in mezzo a chiare fresche e dolci acque
non trovo più il tuo corpo e dove giacque
ma un ingegno vivo e
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 | E scioglierei il mio canto
nel dilemma
sospinto dal tuo vento
infingardito
guastando ghiacci e poli
indifferente
nell’urlo dalla terra
permanente.
E bloccherei nei mari
bestie e onde
erranti sopra picchi
sconosciuti
lottando contro il
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 | Sono il pezzente
ricco del suo cuore
la voce che non grida
ma sbravazza
il volo contenuto
all’improvviso
il bimbo appena nato
e già diviso.
Io sono il verso perso
per la strada
il sogno castigato
della mente
il sole della notte
in
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 | Nel cuore ho un bruco
no pare un buco.
Di chi la colpa
se mi riduco
a fare un passo
uno alla volta
per quella svolta
che gioca a dadi
con il destino
di un moscerino?
Il cuore è strano
no forse ariano
rabbioso aborto
figlio di un
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 | Fragole dispettose
pungenti e voluttuose
colli di miele
e manna
meduse della panna
spettacolo da fiera
sollazzo da miniera
salti da cui mi tuffo
e il mio paziente arruffo
scogli del paradiso
occhi del mio sorriso
vi adoro e vi tormento
e il
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 | Tu Elena Lucrezia
tu Poppea
mia carne blasonata
in questo letto
compagna del piacere
mai creato
sei il dono
più invitante
e consacrato.
Tu mia regina donna
e meretrice
mia voglia disperata
e ingannatrice
fammi infioccare
il mondo
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Invia un messaggio privato a Giuliano Esse.
 | Veleggiami con te
nei sogni delle quattro caravelle
nell’Eden delle venti meraviglie
nei tropici bruciati dell’ardore.
Scandagliami per te
nell’antro delle otto e più sorelle
nel passo inanellato e le giunchiglie
nell’ombra del più
leggi

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 | Forte attento e spiritoso
non amo
né la fretta né il riposo
io lotto brucio
e affronto venti e mari
il
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 | C’è gelo fuori dentro e intorno a me
nell’essere un fuggiasco della vita
in questa mia maniera inadempita
che brucia ama e langue ermafrodita.
C’è freddo nei lamenti del caffè
nel battere soltanto per mestiere
per dare e fare
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 | E l’uomo ti ha spezzato
il cuore dentro
lasciandoti da sola
in questo cielo
col sole insofferente
e malaticcio
col vento che ti stringe
al suo capriccio.
E l’uomo ha tramutato
ogni tuo frutto
sporcando il volto
un tempo il più
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Ho atteso riannodando
cieli azzurri
il dolce cinguettare
di sussurri
volendo dare luce
alle tue stelle
ma i cieli ne hanno riso
a crepapelle
e il sole ormai privato
del gioire
rimanda coi suoi raggi
le tue ire.
Ho atteso che ci fosse
un
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Amore mio di letto
a te io son legato
ma ancora non sapevo
il dono del tuo fiato.
Sei bella e conturbante
allegra e butirrosa
ma appena tu mi parli
non sembri più una rosa.
La tua parola scivola
e penetra nel cuore
ma l’aria che la
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Mi prendi e mi sorprendi
con questo amore acceso
per me che hai già inteso
il piglia giochi e vendi.
Mi attiri e mi respiri
con questo fuoco ardente
arreso e sorprendente
regina dei sospiri.
Mi copri e mi riscopri
col rosso vivo
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Tu sei il presente
il giorno dopo ogn’ora
il mese appresso
e quell’altro ancora
un anno e più
in questo tempo matto
legato a me
senza nemmeno un patto
amico mio da sempre
per la vita
dal giorno che allacciati
nella lotta
sessanta e
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 | Felice di sapere che ci sei
felice di sentirti dal silenzio
di questa libagione che presenzio
mio asilo e gran coppiere degli dei.
Felice della tua giocondità
che posso assaporare ogni mattina
squisita come l’uva sultanina
guarnendo in
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Io sento in me
la vita e i quattro salti
guidati da una folle fantasia
a ridere di questa mia follia
assieme ai tuoi sorrisi
inappropriati.
Io vedo in me
lo spirito terrestre
legato alla tua fretta di frontiera
che cerca e che non trova la
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La neve
la neve dei sette angeli
ricopre il sentiero
e coltiva illazioni
come funghi di bosco
fecondando ragioni.
La tredicesima ora
dà tremori e scommesse
la prima volta
che la terra si copre
contraffatta
e rimessa.
Carne e
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Fiocca, sciocca...
lenta, stenta...
non si ferma
un solo istante.
Fiocca bianca...
non si stanca
sopra un albero ingiallito
e mi dice che è arrivata
ché la terra l’ha invitata.
Fiocca ciocca...
non rallenta
non ha pace
si
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Nella sua attesa bianca più del cielo
Maria intravedeva i tre diademi
le mani crocifisse in fondo al cuore
sospese sopra il colle del peccato
che stava a fare i conti sul calvario
segnato a manomettere un sudario.
Nella sua attesa nera
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 | E porgi un altro anno a far da balia
a questa vita sospirosa e gaia
sospinta dentro i giorni di un destino
che pigro e irrisolvente si dimena
tra l’onde e le tempeste sempre attese
tra un cielo di catrame e balde imprese.
E gongoli da ultimo col
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433 poesie trovate. In questa pagina dal n° 391 al n° 420.
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