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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Marzo 2026 |
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Giacomo Precone
Le 82 poesie di Giacomo Precone
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Sulla mia mano
a mo’ di fiore schiusa,
farfalla leggera
ti posasti a riposare.
Ti accolsi ad occhi chini,
incredulo e tremante
e d’istinto il mio cuor
trattenne il fiato:
estatica visione!
Senza clemenza,
silente e traditore,
venne poi il
leggi

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Del tuo schietto sorriso
ho colmo il cuore...
di te profuma,
pregna,
l’anima mia...
Rifulge, ognor,
negli occhi miei
lo splendor di
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Colò in una notte
quel vivido azzurro
e l’alba rinvenne,
a corale sconforto,
di piombo vestito
un livido cielo,
agli occhi già morto.
Smarrito il vigore
e in bruma celato
il sole s’affonda
distante e fatale,
la luce ormai fioca
e scarso di
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Giunsi...
e non da quel binario...
e non col vostro animo
né con la vostra pelle,
ma la suola posai
sull’orma del ricordo
e lacrime sgorgaron
come vive gemme.
Indi varcai la soglia
e, oltre quel cancello,
di filo spinato
il cor mio tutto
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Sospesa,
nel bozzolo ovattato,
ti godi ancor la quiete
tenera pupa
ed io, silente, miro,
nell’attesa dell’incanto!
Mi cresce l’ansietà
conscio che, a breve,
ali sbocceranno e,
ebbre di vita,
a volteggiar te condurranno,
per quella
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D’amata radice,
il ritmico battere
assiduo e propizio,
s’ode, viva, la voce
incessante alita
avvertenza e consiglio
rammenta memoria
d’infanzia perduta
consueto grembiule
e capelli raccolti
spande il sapore
d’onesta cucina
emana l’aroma
di
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STRANA FESTA DEI SANTI 2020
Cantu ‘i fatti du primu maggiu 2020
de ‘sti do Santi, pe’ nnui cchiù ca parenti
ca né culla fame, né a tiempu de guerra
mai comu st’ annu rimasera ‘nterra .
Crìdime munnu, ‘e veru, quista è la storia
ca a fij e niputi
leggi
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Attenta donna,
non tragga
in inganno
l’abbaglio deciso
del giallo colore
che oggi t’ inonda
ché l’inno
alla maschia impostura
in questo giorno
ha il massimo
del suo fulgore.
Rallenta e rifletti
delicata creatura,
quel compiaciuto
leggi

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Attraverso la mia finestra chiusa
continuerò a guardarti amore.
No, non sarai sola!
Come silenti gocce di pioggia,
guarderò le mie lacrime
scivolar sui vetri,
e, come sole invadente
entrerà poi il tuo sorriso
e la mia stanza illuminare.
Con
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Sei andata da poco,
tutto è silenzio d’intorno,
resto immobile ad ascoltare...
ultime perle di rugiada,
eroiche, brillano al sole,
mentre,
nel tenero gesto di sfiorarla,
fermi rami nodosi
accarezzano la nuda terra...
nulla s’ode,
nulla si
leggi
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E mentre intorno
tutto crolla,
temerario, cavalco
l’onda del ricordo
in una folle frenesia
che sa
di polvere e muffa.
Ostinata passione,
nel richiamo
d’attesa perduta,
presente e costante
traversi i miei giorni
e scompigli con foga
i
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Cerca la poesia:
Leggi la biografia di questo autore!
Invia un messaggio privato a Giacomo Precone.
Indirizzo personale di Giacomo Precone: giacomoprecone.scrivere.info
Giammai m’adagio
allo scuro momento
che ingordo m’attende,
ma anticipo il tempo
con folle trasporto
e fiondo passione
nell’ arduo tragitto.
Or vivo mi sento
conscio del vero
che ‘gnuno è destro
all’inerte abbandono
nell’avverso mare
e nell’
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Al tenue tepore
vano s’arrende
e, senza riserve,
il vergine manto
è vinto dal sole,
ritorna a cantare
il vecchio torrente
e sfratta dal letto
l’ignavo letargo,
incede, sospeso,
un avido uccello
nel prato riarso
or trova ristoro,
lento si
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Già ti vedevo
prima d’incontrarti
e ti miravo
assisa su quell’asse
ai tesi canapi
serrate le tue mani,
ché ogni notte
a cuore scalzo
in sogno ti spingevo,
tra nuvole leggere,
e al suon delle tue risa.
Mai tanta gioia
annusai nell’aria
e mai
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Non fabbrico gemme
a falsa lusinga
dell’anima in pena
e oltre la soglia
del sogno
mai più è primavera
risuona stonato
il mio fiacco sentire
e il vero che bramo
stenta a venire
è oasi intorno
e a tremula fiamma
scioglie il
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Ultimo imperatore
sovrasti senza cura
la luce dei miei occhi,
che in te, desiderio di te
spendo i miei giorni,
che in te, desiderio di te
affogo le notti
e attendo il calar
del supremo fato
l’improvvisa lama
a cimar per sempre
lo sprezzo del
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Dopo trepide ore
sciupate in attesa,
di questo giorno
si spegne la finestra
su un tramonto,
finalmente Morfeo
straccia la mia difesa
allarga le sue braccia
e mi costringe al sonno.
Non bramo in esso
d’attingere riposo
purgando tosto
le
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A guida stimata
con solito garbo
la cura paterna
l’affida fidente
e in gabbia dorata
dell’uso solfeggio
con mano gentile
il tempo Sofia
batte innocente.
Con voce strozzata
all’unisono scalcia
celata da sempre
l’ansia in cuor suo,
già
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Nel quieto bivacco
d’anonime vele
che al giusto riposo
s’adagiano lasse,
cinica e sorda,
al lamento dei legni,
la fiacca risacca,
la poppa ed i fianchi
meccanica, sciacqua.
Lagna il fasciame,
con ritmo tignoso
allo schiavo rollio
e cigola
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Da fiacco grembo
di cupa nuvola
venne la luna,
magica venne
a rischiarar
lo scorrere
del mio tempo,
venne spontanea
a illuminar
costante la notte
del mio inverno,
venne materna
e, silenziosa,
tra fide mani
prese il mio cuore
come se in
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82 poesie trovate. In questa pagina dal n° 1 al n° 20.
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