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Alma Gjini
Le 223 poesie di Alma Gjini
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M’infligge, mi scaglia al profondo buio
Il giorno che alza il sipario gemendo uggiosità
Su germogli di foglie ingiallite e morte
Che si levano al vento con membra intorpidite
Brandelli di carne che tocco con le dita
Tirano come una fune
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Manchi e te lo scriverò
perfino nel sedersi a misura
su un grande prato
a guardar il sol che sorge
e sentire la brezza leggera
con occhi notturni stanchi e scavati
che alzano il coperchio del tempo
che passa all’improvviso
senza lasciar
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E se viaggiassi addosso
al colpevole vento
in uno sfolgorio abbagliante
come mare schiumoso
che accarezza dolce
il tuo pensar su armoniche note
e sul ciglio della strada
baciassi la tua bocca?
E se lasciassi la tristezza blu
dipinta sul
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Gli alberi dondolano
Mentre le foglie sparse tra le vie
Giocano con l'aria
Canticchiando paradossi taciuti di ricordi.
Sfrontata è la notte
E il silenzio quieta
Estraendo l'ultimo pugno allo stomaco.
Ora sopra la testa
Anche le
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Sul far della sera che plana il sole
Racchiusa in un angolo
L’alba ritarda
E muore il sorriso tra lampi d’ira
Che rimbombano in testa,
Cariche come molle
Saccheggia le nubi
E arpiona l’anima
Solo il ricordo
Silenzio lacustre che
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E le ombre si mossero al soffiar dei venti
Ascoltando melodie d’un canto che accese tremuli bagliori
Macigni di sete si dissetarono in un bacio,
Assaggiando l’incanto e sciogliere l’apparente giacchio
Carezza sulle labbra incise la carne
Bocca
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cosa rimarrà in te
alla fine del buio
pensiero oscuro
che beve il silenzio
e con esso
disseta il suo orgoglio
sulla soglia del tempo,
dove il fiume
non è che solfeggio silenzioso,
fischio portato dal vento
addosso ai solchi
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Si corrode l'anima
di nudità vestita
dentro il silenzio lacustre
come l’acqua
s’increspa, si agita
in onde, in
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pesano i sogni, randagi
come rami di antiche querce
mentre danzano
su schiusa corolla
i riflessi dell'anima,
risonanze, ricordi
è sibilo d'ombra solchi
di muta assenza,
smarrite memorie,
inabitati sensi
pieni di rughe
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T'amo e t'odio
Come i pensieri di te
Che svuotano l'anima
Dentro il silenzio che scava
La notte che riposa nella valle
Di neve ammantata.
T'amo e t'odio
Come l'alba che arriva
E m'allontana dai sogni
Lasciando nel cuore ululati di
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Sotto il cielo chiaro
Che io vedo sfumato
All'alba struggente
Temo i pensieri
Bagnati dalla tua pelle
Ricominciano le ansie
Mute di rimpianto
Inquietudine m'appare sul volto
Mi prende nel petto
E tra le spire del giorno
Sbatto le
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Chissà, amore, come dormi
Mentre l'alba negli orli delle strade
Scuce eserciti di foglie
Ornando il ricordo di te
Chissà, amore, come dormi
In una prosa di canti
O tra i vocalizzi
Quando la notte sembra non finire
E il giorno
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Taci.
Ascolta.
Non senti?
Si aprono le danze
È un déjà-vu, la vita,
Lottare con il fango
Ingarbugliati dentro scarpe strette
Mentre lontano si accendono stelle
Nella notte dove gloria e abisso
Si guardano negli occhi
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Floket e tua ngjajne si floke ere
Buzeqeshja jote me duket si nje stine pranvere
E ecura jote me ngjan me detin
I them vetes, tek mundohem te te bej portretin
Ditet i praruan tiparet e tua
E zbukuruan t e madherishmen fjale te dua
Zhduken dhe
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Quando l'amore inizia,
Ancorata alle alchimie meravigliose
Come una farfalla
Alla ricerca d’un tripudio di colori
Nella vuota stanza, dove devota,
Ho bisogno di sfumature senza risveglio
Io Ti pretendo
Negli attimi pieni di te
Dove ti
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Ti sapevo li,
Profumo di ricordo
Che accarezzi
Cenere, polveri
Nell’incertezza dei particolari
Dove soffia il vento.
Ma lascia che sia la notte
A intrecciare il canto
Soavemente
Dove le melodie
Disegnano forme
Dove non ha confine il
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Cerca la poesia:
Leggi la biografia di questo autore!
Invia un messaggio privato a Alma Gjini.
È sospeso il tempo
In nuvole scure
Che squarciano il cielo,
E silenzio
Che stropiccia i pensieri
E bisbiglia il canto
Silente dell’erranza
E dipinge le pareti,
Di folate di vento,
Pioggia battente,
Foglie che cadono
Da rami
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Sa di vento l’anima
Ulula verso i barlumi di stelle
Sotto gli occhi del tramonto
Tuffata nella terra bagnata,
Sospira affannata
Sotto il manto di sabbia
Che l’avvolge mentre tesse i giorni
China sull'altare, in preghiera,
Da molto tempo
I
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Se questa lacrima
Sapesse parlar d’amore
Per una notte ancora
Un’alba che nasce,
Un mattino che allaghi
Le stille di pensieri
Che frugano tra vicoli ciechi
Dentro meandri della memoria
Come onde di velluto,
Come oggi anche ieri
Non so cosa
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Strapperei al tempo
che vaga tra le nebbie
in passi lenti e grevi
la spoglia custodia
dei giorni trascorsi
a sciogliere il gelo
E i rivoli d'inchiostro
stessi e cancellati
che vagano nell'aria
come ritagli di nuvole
in attesa di
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Disincantati i giorni,
Fuggevoli l’emozioni
In questa vita
Che il futuro attende
Ho visto l’ultimo uomo
Spirito muliebre
In via delle rovine
Silenzio, tutto deve tacere...
Osservando come crepitano
E danzano le foglie secche
Canticchiando
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Donami una rosa
Oppure anche spine
Ma non lasciarmi sola
Sazia il silenzio
Ingombrante, parla e urla,
Semina sogni nel giardino della nostalgia
E il vento nell'infinito degli occhi
Non sparge nuvole e non apre il cielo
Come tenero germoglio
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Lei scrive e ama
dietro mura innalzate
rimane di notte seduta
barcollando nel angolo del letto,
cercandoti dentro frasi senza senso.
E sparge cuor di cielo
nel giorno senza volto che cala il sipario
colma di calvario di parole
dentro quel
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Avvolgilo il sogno,
Affogalo nel liquido amniotico
Intorno al tuo cuore
E proteggilo sotto questo cielo terso
Attraversalo e nutrilo
Come flebile fruscio che lo disseta
E con l'aurora bevilo
Come goccia di gioia che scorre
Accompagnalo a
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Come un cavallo che scalpita dentro il box
Aspetti a uscire e fare
a pugni con i miei pensieri.
Mi sei pioggia che riemerge dalle sabbie
e mi bagna i capelli
Sguardo che maliziosamente mi spoglia
Carezza che amabilmente sotto le tue
labbra
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Bie shi,
mes flokeve dhe nje jasteku
te perbere prej spinash,
kerkoj te shperhap gersheta frymemarrjesh
dhe brishtesish njerezore.
Gjinjte e mi, i perkasin duarve te tua,
i ke perkedhelur pasionisht
per te ndricuar nete te qindra diteve.
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Te dy takohemi diku,
ndonese trupat nuk bashkohen.
Tekohemi ne te njejten puthje,
ne te njejten enderr,
edhe atehere kur zhgenjehemi
nga pasioni i rreme,
Takohemi ne te njejten loje.
Takohemi kur dritat jane te zbehta,
mbremjeve te gjata
Kur
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S’addensa in silenzio
coccia che scorre
lungo la guancia
Scatena la tempesta
con tuono lampi e fulmini
sopra la mia testa
Luce languida,
impregnata di salino, smorza
un’infinita nostalgia
Sorso del respiro in lungo e largo
onde che
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È un canto folle, la vita, folle speranza
Che trascina dove il sole più non riscalda,
E la nera montagna e tumida di nebbia,
Come un tappeto che sparge le sue frange
S’insinua come una serpe viscida
E porta il tuo viso, puzzle
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Mi rubi il tempo
Come quel nodo alla gola
Dentro un gelo da radura
Ai piedi d’un'ombra su pelle scorticata
Scivoli silenzioso, come onda setosa che
Scorre i tasti sulle note alate del vento
Resta fermo il cuor oscuro telo
Che copre l’ultimo dei
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223 poesie trovate. In questa pagina dal n° 91 al n° 120.
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