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Marzo 2026 |
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Alma Gjini
Le 223 poesie di Alma Gjini
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Smuove il pensiero
Le acque chete
Del mio quiete vivere
Invade il mio spazio
-E gira, come una trottola-
S’intrufola nel solito rancio quotidiano
Si discosta altezzosamente
Dal senso irreale del tempo a mezz'aria
-L’Anima è
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 | Urlami in faccia il tuo silenzio
Cosi che io possa capire
Cosa ti dice la timida e tiepida pioggerella
Che bagna e scosta adagio il giorno
Dentro i tuoi occhi.
Urlami in faccia il silenzio
Contemplami per un istante
La luce che tramonta
In
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 | Vergato amaro
Che cammini
Sul filo del rasoio
Con sottile malinconia
Dentro istanti sbiaditi
Di polaroid
Con la solita verve
Avara di dolcezza
E componi ricordi
Zittendo il cuore
Scalciando fluidi pensieri
Dentro l’anima
Dipingendo
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Viaggia verso la coda il giorno
Con voce rauca,
Fiato corto
Occhi provati
Turbolento e turbato
Scompare dopo una resa
Su montagne russe
Alla perenne ricerca dell’equilibrio
La notte,
Sparge concime
Nei campi dove tu riposi
E lievita
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Il senso del bene è lacerato
Ne sento le grida
Un pugno di terra
Addosso a un albero solitario
L’egoismo ottuso
Si sparpaglia nell'aria
Penetra nelle ossa
Mietendosi come un raccolto
Senza sole in faccia
-e si disperde come
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friabile il giorno
si regge a malapena divagando tra gridi dell'anima
fustigati dall'assenza
la notte divora
i raggi del sole spezzando il ponte ai sogni
lasciando una scia di lividi sull'anima
m'affligge l'insonnia
mi nutre come un
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 | Srotolano sgomitando le ore
Inopinatamente
Tra tempi scuri,
Nubi minacciosi
Alberi che si staccano
E volano mortiferi
Tra raffiche di venti fortunali
Che spazzano furiosi il sereno
E tarpano le ali
A chi bramoso di conoscere l’ignoto
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 | Guardami oltre questa superficie
oltre i miei sguardi,
oltre quel cuore che credi di paglia
guardami oltre quel pugno nell'anima,
quei gusci di noce sparsi in terra
sono briciole di una reminiscenza
che il tempo del rimpianto ha dissipato
come
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Non dà tregua il pensiero
come pinna di uno squalo
minaccioso sorge
da una distesa d'acqua verde
e azzanna la mia testa
con una poderosa scalata
-mi è cucito addosso
come una carezza-
vedo il suo languore,
sento il suo
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sguardi incatenati in lontananza
e il tempo chiude il cerchio intorno
all’aria quieta della sera
con l’assenza,
ma Tu,
non ti scordar di me;
sarò nel vento
l’esile traccia lasciata da foglia avvizzita
che ti soffia una
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 | profuma di te il silenzio
fraseggio di pelle che scortica la carne
con la sua assenza
il vuoto umido delle pareti, sa di te
quadro grigio muto che in silenzio
tutto scorge, tutto disapprova
-e cade a pezzi il giorno-
proietta ombre di
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Sibilo di venti di ricordi
Conduce a radici profonde
Scavando oltre all'apparenza
Gioie ineffabili, improvvise paure
Come brividi s'aggrappano all'anima
E i muscoli si scontrano
Tra parole che s'infrangono nel cervello
E si chiudono a morso
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Sospira la tua anima
Mentre il tuo corpo
Si muove adagio sopra di me
-In una danza senza tempo-
Carezze leggere come sfiori di seta
E sudore che mischia pelle
Con baci proibiti
Sono presa,
Sono rapita,
Sconvolta,
Perduta
Persa per
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Non si spezza il filo
Seduta nell'infinito silenzio
La vita scorre
All'improvviso
Come una pozzanghera
Narrando melodie senza tempo
Senza gaie speranze
Dove si specchia il tramonto
Di un giorno uguale a tutti
E mute le vesti,
Intriso di
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Sangue mi fai,
dentro e oltre la pelle
piantato come un fungo grigio
su terra umida da pioggia battente
mi solleciti
mi stuzzichi
a volte mi innervosisci
ti fai largo,
dentro ai miei pensieri
a bada tieni la mia ansia
in pochi attimi
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celata dentro il tuo sguardo
accarezzo le nuvole
sciolgo il respiro
in parole lontane,
che sfumano nel silenzio,
e s'affacciano alla riva dei miei pensieri
accarezzo il viso per sentire il giorno
ora che scorre priva di difese,
-i tuoi
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Leggi la biografia di questo autore!
Invia un messaggio privato a Alma Gjini.
Sento la tua presenza nel mio cuore
e la mente, con i suoi capricci
ha voglia d'assaggiarti
sentire sciogliersi sul mio palato
l'essenza di te.
Aspetto un gesto, uno sguardo da te
uno di quelli fatti con i sensi
che ti insegnano a gustare la
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 | Eterna sognatrice
che muovi i fili del cuore
e passeggi nell'anima
come alba chiara
senza mai tramonto,
e come tenero riverbero lunare
insegui sogni
dietro quelle palpebre chiuse
mentre il mondo
inquieto e ansioso dorme
E disperdi le
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Cammino da sola
Niente paura
Verso i ricordi
Niente eccitazione
Verso le sensazioni
E bacio la pioggia
Sul binario del sentimento
Sulla pelle bagnata
Incido parole
Vecchie quanto il tempo
-che fanno rabbrividire
fino alla spina
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 | E l'essenza senza incombenza alcuna
Che l'anima anela, senza addobbi, sfarzi
Da stringere nei pugni,
O nodi da annodare nel petto
Senza spine che pungono la pelle
O oniriche illusioni ad impastarle il tempo.
Arabeschi di vita anela
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Spariscono i giorni,
oltre il margine di un istante
s'infrangono in cocci da mettere insieme
dispersi in strade bloccate e vicoli ciechi
con il loro, a volte muto
altre chiassoso parlare
puntano il cuore i pensieri
tornano a spingere
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ho visto la bocca a dare spettacolo
aprire il sipario su variegata platea
promettere veli sul passato
sorrisi per il futuro
smarrendo i limiti
in un lembo di memoria.
ho sentito algidi silenzi
sonora pioggia a confondere pensieri
che il ricordo
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 | Parlò il giorno,
con il cuore sulle labbra
a memorie e resti incontrati sulla sua strada
mentre le inseguiva come un segugio
sull'orlo delle palpebre
e s’ inebriava delle loro maree
E pianse sotto il cielo dei ricordi
come un vagabondo
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Germoglia il tempo
In fragili scintille
Che rassomigliano
All'ombra umida
Di vortici d'acqua
Pioggia labile
Dalla quale bere
Il palpito cerca conforto
Come una vela alla ricerca
D'un porto dove approdare
Mi spreme il silenzio
In un
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 | Vattene,
Libera la mia mente
Svanisci come una bolla di sapone
Disperditi come soffio di alito nel vento
Nel silenzioso ardere della notte
Diventa crosta nel fondo della memoria
Ma vattene,
Libera la parete della paura
Di perdere anche il tuo
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 | Sguardi che parlano
più di quanto
avrebbero potuto dire,
migliaia di bocche
in migliaia discorsi.
Bocche che baciano
cullando l'anima,
cospargendola di emozioni
di puro amore.
Mani che toccano
forme nude
come in un valzer di onde e
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Sa di ghiaccio il vuoto tra le pareti
Ingarbugliate tra i deserti della memoria
È la quotidianità tutto assorbe
Tartassando le occasioni perse
Che si riaffacciano alla luce della coscienza
E la luna beffarda sorride
Rischiarando il
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piccolo fiore bagnato dalla rugiada
reciso nel gambo
dolenti momenti
invadono il tuo animo
trafitto da un ombra oscura
nell'aria sporca di piombo
che appanna la vista
e quei lampi di luce riflessi dal sole
non danno sollievo
alle ferite
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 | Bisbiglia e sparla il mondo
Con i suoi toni cupi, corrugar di ciglio
Un reticolo di rughe sulla fronte
E trema nell'incidere furioso del giorno
Sui desideri che il silenzio uccide
Nelle sue notti buie e aride
Si fa fuorviare da strane fantasie
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223 poesie trovate. In questa pagina dal n° 151 al n° 180.
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