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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Marzo 2026 |
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Alma Gjini
Le 223 poesie di Alma Gjini
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Sarò radice di quercia,
che come serpe abbarbicata
nel malfermo scalpiccio
t’inonderò l’aria intorno d’amore
quando avrai portato il cuore lontano
quando avrai portato il cuore altrove.
E sentirai il mio richiamo
guizzare come
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ha volto coriaceo la notte
e una folta zazzera, bianca come la neve
che assomiglia alla tua chioma
mentre sorveglia come un falco
con occhi duri come il marmo
il silenzio assordante.
senza di te il mondo
è più freddo,
è
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Nel giardino dei miei pensieri
si fondono e confondono mare e cielo,
si raccolgono i respiri che germogliano su colpe del passato,
si disseta l'anima,
in ogni angolo vi è un ruscello.
Fioriscono i prati colmi di boccioli d'alba
cadono e
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sospiri pulsanti dentro vuoti notturni
ripudiati d'amore, richiamano
il voler perduto divenuto cenere
amplificano rumori
nei lidi un tempo sognanti,
sazi di ombre che si mescolano ad altre ombre
nel buio che respira a fatica
come effimere
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 | Tratteggi di respiri
mi accompagnano verso il tramonto,
stagioni andate che guardo taciturna
mi annaspano di confusione
Come anima inquieta
dentro un freddo umidore
vi cammino accanto
Dell’odore in faccia m’intrido
e m’intreccio
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tra luce e buio oscillo
come un peccato
senza remissione
che non coglie l'essenza
di un anima che vaga
tra le vie brumose
dentro l'oscurità
scorrono paurose
in preda a sbiadite parole
come tra rami spogli
lacrime che hanno
il
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Il cuore rallenta in questa notte
l’ultimo pianto racconta una storia,
dalla culla del silenzio
dove i fulmini si rincorrono
nel chiarore delle stelle di chi attende e sogna
Ricordi cadono dolcemente come una foglia lungo le valli
sotto il
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nelle gelide notti senz'amore,
si ricompone il silenzio,
scavando tracce di ricordi,
che strappano le pareti all'anima.
mentre l'assenza
stende in silenzio i suoi veli,
la solitudine vaga tra pagine vuote,
e lungo i versi non scritti
si
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L’alba graffia i vetri dei grattacieli,
Milano si scuote come un corpo che si desta,
le strade ingoiano passi ancora frastornati
e il cielo si tende come pelle manifesta.
Il Duomo trattiene l’eco della notte,
tra guglie che tremano nel chiarore
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Tu che scavi il marmo del silenzio
e accendi fiamme nel pensiero oscuro,
eco remota che vive in me
e incide il patto sopra il mio futuro.
Voglio catturare l’ombra dell’istante
per stringere il respiro dell’universo,
sia un sospiro fragile e
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L’eco del fuoco
La notte sa i nomi che l’uomo ha spezzato,
nelle case dove l’amore doveva esser bandiera,
il silenzio custodisce ogni grido calpestato
che si dissolve tremando nel cuore della sera.
Erano passi di luce in stanze di vita,
mani che
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La casa tace come un cuore sospeso,
le ombre si piegano sui mobili spenti,
e io cammino tra l’eco dei passi che non ci sono,
cercando un tuo respiro nei silenzi lenti.
La luce filtra dai vetri come polvere di memoria,
ogni oggetto trattiene un
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Avevo in mano un pugno di stagioni,
sei lune appena, e il gelo nella voce,
mentre il destino alzava le prigioni
e mi inchiodava il tempo sulla croce.
Trentasette rintocchi, e poi il silenzio,
un foglio bianco senza più domani,
ho bevuto il veleno
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Ti ho cercato nel punto esatto in cui il cielo
si inclina e scioglie l’oro dentro al mare,
dove la luce si spoglia d’ogni velo
e il tempo impara finalmente a respirare.
Ti ho trovato nel battito profondo
che rompe il guscio chiuso del
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Non scende lieve: dilaga, conquista,
una marea lattiginosa e fitta
sulle campagne tende la sua pista,
fa della luce una moneta smarrita.
Tra i pioppi nudi serpeggia e sosta,
come un respiro antico e trattenuto
ogni sentiero si piega, si accosta
a
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Si spegne piano l’ultimo chiarore,
resta tra ciglia un tremito salato
è l’ombra dolce del finire amore,
un lume fioco appena consumato.
Non ha l’impeto aspro del dolore,
ma il passo lieve d’un congedo andato
discende muta lungo il mio
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Leggi la biografia di questo autore!
Invia un messaggio privato a Alma Gjini.
In cortile a Reps con un pallone di pezza,
correvo, ridevo, inciampavo nel vento,
le risa si spandevano fitte come brezza
e il mondo si piegava ad ogni lancio e centro.
Lì l’acqua del Fan era fredda come sogni,
gelida come un respiro che sapeva di
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Ho lasciato Tirana
dopo ventiquattro anni,
tra vicoli e sole,
quando il lago tratteneva sogni
e il vento portava pane e spezie
tra mercati vibranti e voci sospese.
I bunker silenziosi raccontavano storie
che volevo tenere vive,
Piazza Skanderbeg
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 | Forse è perché i fiori
si spengono
come candele
fragili
e il vento li porta via
prima che il cielo
li ricordi
Forse è perché il mio cuore
è una lanterna
incrinata
che trema tra ombre
e luci
troppo lontane
Chiedo alle notti
di
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Non è un dovere amarti,
né un merito da custodire:
sei respiro che ritorna,
ostinato,
come il sussurro salmastro del mare
che cerca la riva
anche quando nessuno lo sente o lo guarda.
È sempre amore, questo amore,
silenzioso come l’orma
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Ritorna il canto
in mezzo agli
sguardi taciturni
tra il vento
di mezz’ottobre
che riempie il tempo
e trascina i suoi rami,
e la camicia ricca
di pizzo e merletti
indossato dalla luna
che non ha memoria
ma copre il cielo
alla fine del
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Sospiro alla luna d’autunno
che nascosta trema
mentre si toglie l’abito bianco
sporcato di nuvole grigie
e la prego di far sparire
i tuoi segni all’alba...
...le foglie danzanti nel vento
-mentre mute sono le parole-
canticchiano la mia
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Giunge la quiete
tra i grappoli
di pensieri sparsi
che trascinano via l’assenza
insieme al grigio del inverno
che profuma d’amaro
con occhi sfuggevoli
dentro la scura notte
che scende sopra le cime
delle montagne
in lontananza
e
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Da poco ha iniziato l’imbrunir
tu adesso dormi
ma mi cadi sulle palpebre
dove stanco s’adagia il giorno
con il grigio copri luce
che tristemente muore
a guardare l’ignoto
si risveglia
tristezza del tramonto
dove spesso piove
con la luna
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Mi sveglio ancora
nella tua voce amor mio
nel richiamo di memoria
dove s’è fermato il ricordo
come su un davanzale
respiro il silenzio di quella luce
- a filo appeso –
tra i rami e le foglie
e tu torni, al sol del tramonto
m’accarezzi
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pascolano i pensieri
tra respiri del mio tempo
impastati d’incanti,
di oniriche illusioni,
abbagli persi nei giorni
deliri sparsi a caso
al di là delle nebbie
in parole fragili e trasparenti
come campane di vetro.
si squarciano i
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Ora che é quasi scesa la notte
e s ’arrendono al tempo
le spighe di sole...
mormora la nostalgia
e la luna muta
che guarda dalla vetta
alza il capo
e si rispecchia
-quasi a voler
scoprire la sera-
nel fiore che gemma
e inizia la
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Dormi o anche tu
t’arrendi all’insonnia
e a piedi scalzi
mentre il tempo inesorabilmente
spiega le ali
tra l’odore del muschio
delle foglie cadute
che tappezzano i viali
come pelle dell’attesa
e segui la scia dei bocci d’autunno
cercando
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Sento come il vento
il sussurro
d'ogni foglia raggrinzita
e dei ramoscelli caduti
che schioccano
sotto i piedi
piangendo
le cieche voglie del tempo
che si districa e s'attracca
nelle ore
tra l'ombra è l'anima
di
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Dell’alba senza rumore
la chioma sciolta s’incastra
in mille aghi, nemmeno una cruna
per una volta, non ha ragione
non ha colpa il tempo
rovescia la vita
che salta le righe
con un singhiozzo
tra i resti della memoria
allo sfacelo e al
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223 poesie trovate. In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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