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E questo è il milionesimo sonetto
ch’io scrivo e tanti ancora ne ho da fare,
d’impegno ogni qualvolta mi ci metto
ma tutti mi potranno criticare.
Diranno ch’esso è antico, ci scommetto,
e occorre ci si debba un po’ svecchiare,
ed io che sia vetusto ben lo ammetto
però non voglio il genere cambiare.
Ora è di moda una poesia che nuova
non mi pare davvero e non ha rima,
ed essa, voglio dirlo si ritrova
nei giapponesi trecent’anni prima,
mentre io preferisco l’italiana
che fu inventata in scuola siciliana. | 

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«Con questo non voglio assolutamente scagliarmi contro l’europeizzato haiku, che ha affascinato tanti nostrani lirici, e che riconosco avere un forte valore in determinate poesie scritte dai poeti del Sol levante, però io preferisco il sonetto, che almeno è merce nostrana in quanto addirittura è attribuito al duecentesco Jacopo da Lentini della cosiddetta “Scuola siciliana”.» |
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Un milione? E quanti al giorno? (Antonio Terracciano)
E fai bene a non cambiare... (Alberto De Matteis)
Sei unico. Sf. Ave Laurenti (Alberto De Matteis)
Attendiamo il tuo miliardesimo sonetto, Maestro... (alias Marina Pacifici)
complimenti per il traguardo (poeta per te zaza)
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