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Quando Dio pensò a te
non sussurrò, non bisbigliò
ma iniziò a cantare a danzare a urlare di felicità.
E gridò così forte che
nacquero le correnti d’aria.
E pure il primo sbattere d’ali di farfalle.
E nacque pure il vento...
e con i mari e le stelle.
E quando Dio pensò a come doveva essere il tuo respiro
il vento prese forma:
si allungava e si piegava,
si curvava, si abbassava e circolava e si rigirava.
Fu in quel momento che Dio s’accorse del suo respiro.
Ed esultò ancora più forte dicendo: “sia il cielo”,
“sia il giorno”, “sia la notte ...e le sabbie dei fondali e delle terre...”;
le acque iniziarono così a scivolare,
la pioggia cadde
e i temporali presero... forma...
il cielo si distese.
E quando iniziò a scendere la pioggia,
Dio pensò ai tuoi capelli;
e Dio si divertì ancora di più.
Insieme a Dio si divertirono le acque
che non erano ancora domate...
e non avevano un nome
e furono chiamate mari, fiumi, torrenti, laghi, ruscelli.
E fu in quel momento,
quando scoprì che l’acqua rinfrescava la pelle,
che Dio pensò ai tuoi occhi,
ai tuoi capelli, alla tua carnagione,
al tuo sorriso... alla tua bocca;
separò allora le acque dalla terra
e la terra dal cielo;
iniziarono in questo modo,
per la prima volta,
a spuntare qua e là
fiori e piante di ogni grandezza e altezza;
montagne, albe e tramonti
e colori e odori...
E quando Dio pensò a te distesa sotto il cielo
s’accese un cerchio giallo
di gran fuoco nel cielo
e tutta la creazione apparve
nella sua bellezza e nella sua grandezza
Questo successe quando Dio pensò te | 
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