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«È bella la mia isola anche se molte cose non vanno bene, anche se è amministrata male e i cittadini sembrano rassegnati. Quando è stata creata, forse si è voluto portare in Sicilia un pezzetto di paradiso ma gli uomini politici e gli imprenditori l'hanno degradata. Dovete sapere che la Sicilia non è soltanto Taormina, Cefalù, Siracusa ecc, dove vengono portati i turisti per mostrare come tutto funziona alla perfezione. NO, è anche altro, bisogna andare all'interno dove la viabilità non funziona, non ci sono infrastrutture adeguate, la sanità e la scuola vanno in malora. Chi vuole questo degrado? Forse i politici locali ma penso anche quelli nazionali (è il mio pensiero)» |
| Inserita il 10/09/2014 |
Respiro e incanto, inferno e paradiso
Quando si sveglia l’Etna con feroce ruggito
la lava scorre, brucia aranceti e grano.
La sua bellezza è gonfia
d’alghe e di cielo corallino.
Ammiro i prodigi del suo cielo
i mandorli fioriti in pieno inverno,
il colore sempreverde degli ulivi,
le messi dorate che odorano di pane.
Lo sciabordio dell’acqua sulla rena
è come un canto antico di sirene
che addolcisce la tristezza muta
di chi soffre ataviche pene.
In questa terra tace
il canto ozioso della cicala,
s’ode il tacito lavoro della formica.
Non si sente il suono del giullare
della corte
ma il canto del contadino
che all’alba va per i campi.
È bella la mia isola ed io l’amo
per le sue vestigia e l’arte antica
nascoste da una storia millennaria. | 

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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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| «Poesia che ha partecipato al raduno di Sicilia del sito Scrivere svoltosi a Bagheria il 7 giugno 2014» |
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