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♦ Grazia Longo | |
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Questa è una poesia erotica: se può turbare la tua sensibilita o se non hai più di 18 anni dovresti evitare di leggerla.
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 | E grido che mi fa gridar l'amore
lo strazio che nell'anima s'incarna
facendola tornare solo carne
quando il tuo corpo si libra all'assenza:
che di te cede più che tu non hai.
Ed urlo la vergogna oltre il ritegno,
apertis verbis senza esitazione:
e denudata taccio la beanza
dischiusa nel difetto che ti guarda,
signora mia, che resti dimidiata
se non ti fingo docile padrona
di me cui se m'inchino tu ti pieghi
e ti spogli nel velo dell'abbaglio
che, irrispettosa con sublime arguzia,
tu scudo vitreo accordi all'artiglio:
che si condensa nell'esaltazione
mentre solo mi cresce l'intelletto,
e il senno che disegna il labirinto
– di te progetto vero oltre l'inganno –
che s'imbroglia fra trine che scagionano
la tua più spudorata convinzione. | |
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