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Le 14 poesie pubblicate il giorno 24/11/2025
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Lilyth sei la fiamma
la parola che arde
la pelle che brucia
fino al mattino
quando l’ombra
ancora è un ricordo
di tante stelle spente
dall’amore dei sogni
finiti nella luce.
Lilyth sei il rimpianto
di tanti baci morti
sulle tue labbra
e
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 | Un pensiero natalizio
per chi la vita è un supplizio.
Uno per chi non ha pane
e patisce per la fame.
Un altro per la pace in terra
sporca di sangue per la guerra.
Un altro in più per chi è in galera
e non si gode la libertà vera.
Un altro ancora
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| Vorrei svegliarmi
e non ricordare,
vorrei che fosse un sogno,
ho visto volare un aquilone,
c’eri tu che lo guidavi
avrei
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Ero agricoltore
e fui chiamato per la guerra,
niente più vangar la terra,
né più divertirsi a nascondino,
né alle rincorse ed altri giochi
coi cari miei bambini.
Né vanga né aratro,
ma fucili mitraglie e granate
da usar tenace nelle
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Donna non so se sei un canto o un fiore
o un giorno impacchettato pronto all’uso
oppure una promessa in pieno agrore
con l’umile profumo e il cielo accluso.
Allora non ti lodo e non ti accuso
ma spendo le parole in tutta fretta
e spero che non
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I’ vorrei che il bon Signore
e la madre sua
posassero mani su di te,
o casta diva
Che senza tremore
scorra celere via
il mal che prostra in te
e che non ravviva
Di prece lor invoco
che’l mal fugga
in altro loco
Luce divina
in te si
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E vai col detergente
del viso disidratante
fondotinta correttore
d’una qualità migliore
le guance un poco bianche
si ravvivan con il bronzer
e tra le tue ciglia stanche
un ricamo d’eye- liner
cipria e illuminante
con mascara ed ombretto
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Pensieri intrisi di nostalgia di un tempo ormai passato .
Tra emozioni intense in balia del vento,
tra mille sensazioni, spesso solo illusioni
Perdersi per raggiungere cime innevate, dove l’aria rarefatta
ti abbraccia sino allo sfinimento, non
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gli schiaffi dei maschi inchiodano le donne al silenzio della paura
tutta la casa è diventata segno della truce sofferenza
tu orco padrone che vuoi rendere schiava la tua bellissima innocente compagna
gocciola il sangue dalle guance pure colpa dei
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Tanto fu il dire
che di vaniloquio fu diluvio
a nulla servirono le parole
se non a confondere
le menti poche avvezze
al così tanto parlare
senza mai porre fine
a ciò che nel poi
di noi mai trovò ragione,
in fin de’ conti
non asservì a misura di
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Scende novembre, lento, come un pensiero stanco.
L’aria ha il sapore dell’addio,
le ore si sfogliano come pagine umide
e ogni rumore pare venire da lontano.
Nel vetro, la pioggia disegna vene,
linee sottili che somigliano a me.
Resto immobile, ad
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Un riposino iniziato a vivere sui banchi dell’asilo
offre al mondo una visione speciale
capace di far distinguere il vero senso di simile gesto
che se ben inculcato ci portiamo dietro a vita
ricordi su ricordi vorrebbero estendersi
anche se il modo
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Vedo cader le foglie ad una ad una
e l’albero si spoglia del suo manto
di rigoglioso verde, ch’era un vanto,
sotto il guardo del sole e della luna.
Ed or che il sole abbraccia la laguna
e l’onda azzurra col suo dolce canto,
la luna ammira con le
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Tra sogno, realtà e visioni s’innalzano i poeti
esplorano parole vibranti senza tempo,
trasformano il dolore in pura verità,
ogni verso illuminato è un piccolo firmamento.
Catturano l’ombra, la luce, il silenzio,
trasmutano il mondo in musica e
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