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Le 17 poesie pubblicate il giorno 27/01/2022
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Il tuo nome
era scritto sull’acqua
e sul vento
che l’inverno temeva
quasi fosse cielo
accarezzato
dalle nubi in amore
di uno strano mondo.
Il tuo sguardo
era invisibile
a chi non conosceva
lo stesso modo
di dipingere i sogni
e renderli
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Che bello quanno ai tempi de “Draivin”
ce facevamio sempre du’ risate!
O quanno a Ostia pe’ vedesse i firm
stavamio in
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Stanco, affaticato dalla vita
di stenti e di torture psicologiche
piango le ultime lacrime rimaste in me,
concentrandomi per capire
quale sia il giusto modo per morire...
Non ho più ragione di r- esistere
a questa vita, che è in realtà
non vita
ma
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Un secolo è trascorso
dall’olocausto,
oggi viviamo all’insegna
d’un terremoto umano
dove l’amore
si trasforma
In morte.
Il passato ritorna!
la pandemia
distruttiva terrorizza
il mondo.
Morti cremati
in altiforni,
Morti senza conforto
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L’ecatombe dei tuoi silenzi
urla spropositati
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La paura
ha i piedi freddi di gennaio
la sciarpa di nebbia al collo
e un sole indolente
sulle zolle brinate.
I sogni sfumano
dal tepore al gelo.
Restano aggrappati
solo scampoli di parole
vagano per poco
dalle porte del mistero
alle
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La mente colma
parla, t’inganna
sconvolge il vivere del giorno
Accedo all’essere attraverso la porta del cuore
scricchiola il chiavistello
dondolano i cardini
Immerso in deliranti pensieri
incalzo il cammino
e
giunto al mio piccolo recondito
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Specchiati adesso, osservati
con orgoglio e gioisci;
vagheggia e invece che avulso vociare
tocca il brio del tuo sangue...
Pensa alla pace ed al compiacimento
di coloro che t’amano
o che pure ami tanto:
dentro a infertili terre
sei il pollone
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Uniti attraversano
nella landa l’ultimo sentiero.
L’eco si spegne
lontana nel tempo.
Guaisce il vento,
sfinisce l’esangue chicco di grano.
Di polvere fine e accecante
è sparso l’impervio cammino.
Le grida, il rimbombo, i lamenti,
il silenzio
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 | Tu non puoi chiudere gli occhi
o tacitare le voci
di chi ha vissuto la tenebra
e respirato l’inferno
dell’umana follia.
Il mondo ha bisogno di memoria
poiché solo la memoria
ci consentirà di vivere la luce
e non cadere preda
degli stessi
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 | Pigiama a righe un numero e due stracci
se questo è un uomo o quello che ne resta
una vita che tra pianti e abbracci
finisce dentro un forno... sorte mesta.
A casa mia ci presero quel giorno
ricordo che tremavo di paura
era già buio e non vedevo
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È sopraggiunto anche Gennaio,
cade del bianco sulla terra,
cade leggero, è un tonfo lieve,
neve sopra neve.
Sul ghiacciaio cade la neve,
un mantello soffice
si adagia sul monte
si sente il freddo sotto il ponte
Soffia un vento
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Il Giorno della Memoria
non è un rituale
dei nostalgici del passato.
Il Giorno della Memoria
è dentro di noi
imprigionato nei nostri ricordi.
Come il sangue che scorreva
nelle vene degli Ebrei
che raggiunsero il Cielo.
Attraverso il
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La volontà, la forza del voler vivere
il tutto riversato tra le fauci del nemico
corpi accantonati, abbandonati al lor destino
la pelle arida, prosciugata dal dirotto pianto.
La bianca ghiaia ricoperta di cenere,
cadenzati passi a scolpire il buio
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La senti quest’aria fredda
è la stessa che respiravo io
prigioniero della morte tra tanti morti innocenti
aspettavo la sera per dire sono vivo
con il mio corpo ossuto e a malapena ricoperto di pelle
riposavo insieme ai tanti fantasmi su quella
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Credere di riuscire a tenere il passo con tutti
è certo una buona cosa ma guai a darsi delle arie
attirerebbe su di noi all’istante un senso di repulsione
dal quale sarebbe poi difficile districarsi
seppur giustamente amicizie se ne andrebbero
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“Desidero baciare la tua bocca,
mi piaci tanto, ma non t’avvicini!
Non sei disposta a offrirmi un po’ d’amore?
Tu
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