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♦ Graziano Ferrero | |
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Le 39 poesie pubblicate il giorno 27/11/2018
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Rimbalzavano per le strade
idee piene di colore
scritte con bella scrittura
tumultuosa
mentre guardavamo
increduli
il
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Le principesse che non han capelli,
li han persi tutti per restar leggere,
perché a combattere, come guerriere,
si è più veloci e forti nei duelli.
Non han bisogno di abitar castelli,
o aver carrozze per chissà che viaggio,
le principesse che
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Mi cercherai,
mi troverai
in un abbraccio di ciglia.
Sarò bolla d’ossigeno
bisbiglierò nelle narici
tu, mi
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Mangio le rose
per dimenticare i sogni
ed ogni ricordo è una ferita
ogni ferita un dolore
Stringo le spine
per lacerare la pelle
fra le dita mille aghi
di cenere e buio
Calpesto i petali
ed il profumo di nuvola
invade le stanze
gelide come
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Coloro’ le parole sospese
con l’intenzione del passato
mentre rianimava i vagheggi
di una vita da libro al
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Poviru paisi miu
svinturatu e senza sciatu ti lassaru.
Ricordu ancora quannu partiu
unni c’erunu i rosi
ora ci sunnu ddrichi e spini
p’essiri ‘ncimiteru
ammancunu i cruci sulu.
Avanti e arreri vaju
caminu ‘ntà sti strati
chiamannu ora a
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S’infrange il sole
sul vetro schiuso
che un viso stanco riflette.
Marciscono le foglie
agli angoli dei marciapiedi,
tra pozze d’acqua ferma,
fuori è ancora novembre
e il cielo cupo e grigio
specchia nuvole nere.
Vorrei tornasse
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Svuotato da sentimenti nocivi
e dai tutti i suoi tormenti
come un palloncino
prigioniero tra rami d’albero
lentamente mi
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Desideri sbattono i pugni sul piacere
che porta al cervello,
colline si adagiano sul tuo petto,
maestose e turgide al mio prospetto...
Inebriato cerco piacere sulle
labbra tue dischiuse,
tormento lento squarcia
il mio ventre.
Lottano i corpi
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 | Non era tristezza
era una sensazione
così dolce, così lieve
da farmi avvertire
un sospiro di luna
una carezza appena sfiorata
un desiderio lieve
come tremolio di stella
come una piuma sul cuore
che si posa come ala di farfalla
che ti
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Tendimi la mano
perché io ho paura.
E’ notte fonda
nella mia "gabbia" scura.
Guarda i miei occhi:
non riescono a
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Negli occhi il tremore dello scalpitìo
dei cavalli da guerra, nei capelli
la rabbia schiumosa del vento che
ondeggia, or
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Pensieri increspati
in labirinti bianchi
dove siede il silenzio
e rose nere
a tappezzare pareti
sfibrate d’attesa.
Oltre il
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Siamo nel buio, sempre
nessuno se ne accorge
stelle illuminano i volti
colori in ogni dove
immersi in una solitudine.
La vita è qua e ora,
relazioni che
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Mi urla la sera nell’assenza eterna
del novembrino Sole; e il mio Tramonto
s’allumina di un freddo, e vano sonno.
Così
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E che amore sia.
Amore che avvolge
e stravolge ogni ragione.
Che forza la difesa
testarda e acuminata di trincea.
Che
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Se piango esiste un motivo
versare lacrime non è ridicolo...
se parlo da sola e sorrido
-dinanzi l’anima-
giacché impossibile restar inerme...
Sì, piango e sorrido
urlo e non capisco
nei miei pensieri rime azzardate e scontate
come i giorni
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Come giorni
muti
nel cassetto delle meraviglie
intarsi di un tempo
scivolato
via
dall’alba
o dal tramonto
via
dal sole
o dal senso di un cielo terso
stranito
pulsa il cuore
contagiato dal silenzio
intorno
fogli e carezze
rilegati in un
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Carezze appese al dirupo della schiena
nel ricordo degli indaci nascosti del tempo
Ho visto albe e tramonti volare
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Un avanzar mirabile oltre la siepe
armonica speranza lieta annuncia,
anima in turbine di parole che non riesco a trattenere;
“t’amo vita, amo il vivere in docile armonia”
fluido incolore ad espandersi in spiritualità d’amore,
ritroso viaggio
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Non ho niente più da temere
le lacrime bastano per tutte le volte
che ci sarà da perdere in amore .
A volte guardi
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Al campo santo di Gerusalemme,
apparve, Quale Iddio mantenne fede
la Notte, santa, in grotta, già a Betlemme.
Giardino
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Quante volte ancora giocheremo - noi -
che del gioco abbiamo perso il tempo
non il senso o l’aspettativa del sogno?
Quante
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In sue calde movenze
profondo mi scuote
l’attimo intenso
Distante nell’aria
de’ tenui bagliori
sospira il silenzio
Immerso nel fondo
disteso mi scorgo
perduto, nel mondo
All’ombra dei sensi
e di eterei sospiri
il soave abbandono...
Nel
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E tornerai da me sbavando amore
tornerai con quel solito pallore
del tempo che segna e non perdona.
E m’ingoierai in un boccone
appagando l’infinita fame
d’essere priva di quell’appendice
che gocciola miele ma non nutre.
E t’aspetterò sornione
con
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Sempri appressu o grossu di penzeri
stannu li iornati di chisti tempi
penzi e vidi sempri sulu cosi mali
non c’è cchjiu amuri attornu a genti.
Però ogni annu, prima u arriva Natali
sembramu tutti comu mariunetti
tutti cchjiu duci, tutti assai
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 | Sotto un cielo
dai mille colori
le fronde annunciano
al vento:
parlano di bimbi abbandonati
li ascoltano e consolano.
Essi sanno di vivere
un momento sbagliato;
forte è l’ansia del distacco.
Giocano e saltano
ma la gioia è sepolta
sotto
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| Con ritmato movimento,
a volte lento, altre veloce,
eufoniche, vive immagini,
incarnano nostro Amore.
Tenere carezze di
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 | Perditi nella mia memoria
io ero li, e ti saprò trovare
E se ci prende il vento
saremo come foglie
- ovunque, e in nessun luogo -
Tu amore mio, quale nome mi daresti?
Ne inventerai uno per me
cosi che sarai la sola a conoscerlo
a potermi
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| La selvatica calla dopo il lungo
sotterraneo sonno torna a veder
la luce, prima un sottil germoglio
un’ esplosione poi di larghe belle
verdi foglie in attesa nel tempo,
ai primi dell’estate, alla vista
offrir il bianco fiore e la pannocchia
rossa,
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39 poesie pubblicate nel giorno 27/11/2018. In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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