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Le 43 poesie pubblicate il giorno 15/09/2018
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Anche l’elianto tuberoso par aprir
tristemente quei suoi gialli occhi
piante lì nel tempo nate e figlie
di fiori di un passato che belle
ornavano a settembre di mio padre
l’orto nella stagion compagne
Compagne della lì rossa dolce
uva americana a
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 | Nascosto nel tacito urlo
un sorriso regalò al suo aguzzino
già lui sapeva tutto quel che doveva essere
soffocato dalle onde malsane
di un paesino di mare e tempeste
nell’ inafferrabile cammino
di speranza cercata
naufragò la sua
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| Sorretto in una timida incultura
vivacchia la mia vita da ignorante
e l’intelletto cieco di clausura
trascorre un’ esistenza dilettante,
rasento il posto mio con la sporcizia
e nullità in qualunque pertinenza,
crollando in una fragile
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 | Sembra toccarlo con mano
questo cielo che, come un lenzuolo,
copre tutta la mia visuale
e resto a guardare
il trasformarsi continuo
delle bianche nuvole
che con lievi movimenti
mi offrono immagini sempre nuove.
Fra di esse vedo un soffice
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| Là dove vivevi tu
ora nascono i fiori blu
ed io vedo ancora
i tuoi occhi azzurri
ed in questi esplodevano i sogni,
quelli della mia gioventù.
Il prato grande
è diventato un bosco
e ai limiti c’è lo spazio soleggiato
dove nascono a mille i
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Dietro carche some d’asino
lungo gli scoscesi dirupi
tra ululati e ringhi di lupi
stanco cammina lento e chino.
Forti
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Ricordo ...
anche controvento
pregne d’affetto
sventolavano alte
bandiere
ricolme di fede
e prive della paura
di
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 | S’esprime una sorta di arida stagione
digradando verso un cupo autunno
come un luogo senza tempo
nel capriccioso vento di
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| Piccole dosi di emozioni
a lungo rincorse,
farcite di desiderio e di risorse,
relegate in un angolo di quieta
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Ho i difetti del mio tempo
sono lento
a riflettere sulle cose
e nel silenzio vivo immerso
Sulla pelle
ho i segni del mio volto
sono ignoto
alla luce ed anche al giorno
Ho i riflessi del mio orgoglio
nella notte
trattengo ogni perdono
sono
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Viene Settembre e muzzica il Cioccone
che nelle fresche frasche mirungana
fracca, bagutta (come una puttana)
anche se
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Accostati alla porta e sbotta
penetra e devasta
saziati e fuggi.
Le solitudini si presentano
fiere di moine mai paghe.
Quindi, seduci
perché il rimpianto non sia disprezzo
dimenticando l’occasione curiosa,
comprimendo il viso sui ciuffi
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Saluta la luna dal cielo,
con deboli segni di luce
nella nera notte di nubi.
A volte, s’ode un canto,
sulla sventurata
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Lo creò a sua immagine e somiglianza
di carne e di pensiero di rettitudine e lealtà
Diversamente dal modellare un’anfora
_le mani ad infondere respiro_ ali nella levità
e nell’intento nobile sublime cera calda
e seme scivolato nei solchi del nero
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Potèa fermàrsi un àttimo soltanto,
la Luna... la Gioia a sentire il mio canto.
Potèa parlàr de’ i serotìn suoi fiori
a’ i miei dolori.
Potèa parlàrmi, e dirmi dell’Autunno,
che sotto il suo occhio io sembro un bruto... un Unno;
che de’ i Poeti non
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S’accendono
i colori nella valle
virando
verso il rosso scarlatto
di un fuoco
che dall’intimo
tutto
sembra consumare.
Come dita
delicate
dagli occhi mi protendo
a carezzare
dei campi incolti in lontananza
la morbida
apparenza.
Forse
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 | Eri tornata,
coi semi nel pugnetto,
a maggio, dall’asilo,
e li hai piantati col nonno
nel giardino.
Ier l’altro li hai rivisti
ed innaffiati,
alti e slanciati steli
verso i cieli,
le corolle ancor chiuse,
non concluse.
Hai dato un bacio
a
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| Storna il tempo della discordia
in scie di vento scardinanti
il mare dei pensieri.
Se torni e poi te ne vai
dall’innevato monte di nuvole soprastante i giorni interminabili,
più non aspetto nei meandri dell’anima che si veste d’oblio.
Sono un po’
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| Non so chi sono
nè so chi fui.
Il mio viso è una maschera di emozioni,
una girandola di sentimenti,
un mare di come e
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| La mia città è un mare nel cielo immenso
fragile come una donna
canta la malinconia vestita da sirena.
Non fuggire via
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| Nel buio della notte e nei silenzi da solo
dentro alla distesa azzurra del mare,
rilassato dopo tante fatiche, piccolo
si sente quell’uomo ormai non osa pensare
la sua mente assorta nell’aldilà,
quel sorriso fisso penetrava negli occhi.
Ora non
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| Foglia silente in balia del vento
carezza ondeggiante allo sguardo attento
come rimando ad occhi profondi
sì dolci al cuore.
Rima imperfetta ed anima orante
osservando un filo d’erba
difender formica che avanza
sotto il sole cocente.
Riportare
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 | “Devo andare, vado via.
Più non torno, non cercarmi ...”
"Si lo dici, ma che aspetti?
Non richiesta, a me venisti:
“Qui rimango” mi dicesti, con te resto ...
E or: “Vado, non resisto!...”
Non mi secca, l’esser mia
ma non nuoce il tuo
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Spesso ci tuteliamo con il fiele
per preservare esultanze di fiori
che un giorno muteranno in disincanto.
Ascolta il
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Selva e rose fra pini marittimi,
dove intorno è declivio e più riarso è il grano,
era il primo apparire del ritorno
con i piedi ancora levigati
dall’asciutto Ofanto,
premessa dell’arrampicata sinuosa alle case.
Da abbozzato oltraggio di
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Un cane di pietra
mi morde la lingua nella notte
aspro leviatano
Dio nero del sonno malato
figura retorica terrifica
munifca estensione del male
che sorge ignoto
da un’ipnosi trascendente;
un cane di ferro
mi morde la lingua nella
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 | They grind words
but it is not wine
which speaks to me,
it is not the wind
which brings them,
it’s an
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| Genova nel cuore,
sul ponte brillano
le stelle più diverse
Libratevi nel cielo
senza più dolore
voi anime terse
Libere
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| Sai quelle cornacchie fastidiose?
che scivolano da cielo a terra
che si poggiano sui rami
che prendono in giro i gatti
che svolazzano defecando sui prati?
Ecco la mia tristezza è così.
Pieni di ali e polvere di gesso
che sporca i polmoni peggio
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 | Punto zero: “ la meta.
Navigo a vista,
tranquillo,
tra le pieghe del mare
sospinto dal vento e dalle increspate onde.
Capitano di me.
Lasciai alle spalle il porto del nulla,
i colori dei sogni,
i picchi emotivi,
gli stupidi conflitti le unitili
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43 poesie pubblicate nel giorno 15/09/2018. In questa pagina dal n° 1 al n° 30.
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