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Introspezione
Le 46482 poesie pubblicate sull'argomento 'Introspezione' Poesie di introspezione |
A volte l’anima diventa un deserto
quando nebbie s’infittiscono
e i pensieri diventano macigni
o gocce perforanti
sgretolati inverni
a volte s’annega in albe senza sole
in spazi illimitati e vuoti
nell’oblio dei cari
che s’allontanano
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Blanka cagnolina mia cosa ti è successo?
Improvvisamente sei caduta sul pavimento
che spavento!
Vederti così quasi morente in agitazione forte è stato il mio turbamento.
Creatura affettuosa non posso far nulla per lenire il tuo tormento
posso sol
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Seducente la sera,
attende il suo splendido sguardo
che porta vivo colore
ai miei grigi giorni in casa.
Attendo quell’ora
con ansia e amore
ma da qui vedo solo rondini
che felici fanno l’amore.
C’è troppo silenzio
nelle strade deserte di
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- Vorrei la mia anima aspersa
tra le cortecce rugose dei tigli
ricettacolo di umori resinosi
e riparo di insetti millenari
- Al soffio di zefiro gentile
che scappuccia delicatamente boccioli
anche io vorrei rinascere in primavera
e appisolarmi,
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Chissà come sarà domani
quel sentire che da tempo
dentro si è installato
immaginabili attimi
si trasformano quando i media
discutono con fervore
onde sopperire a quanto non è stato fatto
e che dovrà essere
seppur con fatica messo in
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Tu chiedimi chi sono e ti rispondo:
son zattera nel mare
di procellose onde alla deriva;
non calma il vento e lacera la vela;
son mano tesa che pur grida invano
in questo vuoto immenso
nella tormenta arreso
nell’agonia che mi martella il
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Inventarmi pittore
disegnare lo sguardo,
non lo lascio via al vento
nemmeno se è stanco .
Sul foglio che tengo
ingiallito e arreso,
due tratti son pochi
per il tempo sospeso.
Ma lo sguardo è già qui,
lo coloro di rosso,
è tramonto che
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E cosi frugo tra le pieghe
di emozioni composte e troppo ligie
a opachi riverberi di antichi doveri.
Frugo e riempio una valigia
di pensieri nuovi e sogni,
biglietto di sola andata
tra infiniti tormenti
e un tappeto di margherite bianche.
Sorge
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Piano piano scompari
rubando la tua immagine al mondo
Il velo che copriva i tuoi occhi
ora cinge i tuoi morbidi
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Ora che non ho più parole
tra le righe storte colano
frenetici pensieri,
reflui di tempestose onde.
Si annida tra le pieghe dei ricordi
e risuona di vuoti voli,
il desiderio di ampio respiro,
mentre il vento
strattona e spinge,
bramando
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Cosa resta,
di questo vivermi
gli anni ed i giorni
consumati troppo in fretta
dentro bagagli di emozioni
mai disfatte, tenute lì,
educate e composte?
Frugo, nel mio disordine,
sistemando il riverbero
delle paure...
tenute a freno,
per non
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Preferisco
essere dimenticato
che vagare per sempre
sull’orlo dell’oblio
come un’ombra
distratta dal vento
che l’ha portata via
dalla sua luce.
Preferisco morire
che non vivere affatto
temendo ogni cosa
anche la polvere
di qualche sogno
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 | Una nave straniera
nel porto ancorata,
e circondata
da banchine e da muri,
sembra una prigioniera
e cerca di sciogliere i nodi.
E’ così il mio pensiero
libero che non può
essere messo a freno,
mille volte si ancora
e mille volte si
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| Giungono all’improvviso
verbi che lasciano il segno
come boomerang aquilone pronto
a non lasciarsi sfuggire l’attimo
immedesimandosi in quel motivo
al quale tutti siamo appesi
percorso che al più presto
vorremmo eliminare
per quanto
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| La tristezza scolora gli occhi,
non ci sono denti bianchi
sulla tela di noi stessi .
Bruciamo i giorni
nel nulla della vita
automatizzati su una ruota da criceto
ritiriamo un finto godere
su un foglio di carta a fine mese .
Mi deprimo
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| Chiudo un’altra pagina;
nella voce ho letto emozioni
e vissuti e paesi
opposti al silente coma
che immobile ti veste.
Nel fragile domani pensato
era diverso l’odore dell’erba
che avresti potuto calpestare
ed il silenzio di canzoni che non
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Se soffiassi come il vento
andrei ad attraversar valli,
monti e pianure fiorite,
cieli immensi in girotondi per il mondo.
Se saltassi come canguro,
riempirei il marsupio d’amore e pace,
ed andrei a spargerne l’intenso profumo.
Se fossi un esultante
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La magia dimorò in me!
Si raccontò nelle stanze dell’infanzia:
in quei giardini assetati di sole
che accendevano d’immagini il mondo;
un cinema all’aperto che profumava di baci a primavera.
Quella favola scritta nell’anima
che si espandeva oltre i
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Nel cuore della notte
dalla rude scorza del nero
gemma il vento.
Un morso al petto
incrina
come lama sottile
il sogno rarefatto.
D’un balzo
il battito remoto
come fremito imprendibile
ghermisce
pelle e ossa.
Potessi afferrare
il giorno per la
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Al buio non riesco
a distinguere i contorni
dei miei pensieri.
Tutto viene amalgamato
in un unico affresco
monocromatico.
Dove le pennellate
del pittore
non riescono a scalfire
la mia esasperata sensibilità.
Ho paura del buio
perché è
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Ma dov’è finito
tutto quel prendere atto di quanto circonda
sembra proprio che sia passato un tornado
a cancellare ogni traccia
non puoi non devi abdicare a tanto
situazioni d’impaccio
lasciano una scia indescrivibile
trovare un’altra strada è
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Non mi sembra vero
di essere qui
con le poche stelle
di questo cielo
a rimproverarmi
di aver amato troppo
e male
senza parole da dire
a nessuna luna
che non potesse darmi
amore
o altre nuvole.
Altre promesse
spente dalla
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Alterno
euforia e noncuranza
con giorni d’inferno
dove la mente danza
tra lingue scottanti di fuoco
e paura di perdere al mio gioco.
Non so più cos’è giusto e cosa non lo è,
perciò fingo di credere
in qualcosa che non c’è.
Non resta altro che
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Progredisco nel volto assorto.
Soliloquio a bocca chiusa
nell’inerzia di affiori lontani
germinati
da un concreto
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Vedrò parole non più scagliate come dardi
ma cadenzate dall’accoglienza,
certezze non più a dividere
ma a rispettarsi,
non lacrime aggiunte a un
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 | Non correre, rallenta
e poni fine alla tua folle corsa
regalati una tregua
e fermati
ristorati nel cuore della terra
nel grembo dolce
dentro al tuo borgo piantaci le tende
e immolati alla pace.
A frenesie inutili
anteponi balsamiche lentezze;
i
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| Non sempre è facile ricordare
quanto nel tempo
ha attanagliato nelle sue grinfie
un vero salasso che mai vorremmo riprovare
persino neuroni cercano di evadere quei fatti
non vogliono non devono soffrire ancora
passato da depennare
manciata di
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| Il piccolo ibiscus nel tempo era cresciuto
nel giardino e ogni anno alla vista un roseo
fiore offriva nell’avanzata tarda primavera
or in questi giorni della settimana santa
secche son le radici e ruvida é del tronco
la corteggia poveri moncherini i
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| Come un’ape che ricerca
quello che nessuno trova
sfilano i pensieri stanchi
e senza musica si posano
fra una nuvola e un cirro sospeso.
Corrono i fotogrammi delle ore
stampati in un canone divino
e mentre scende la sera
cantano attimi smarriti di
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| Rotola tra gli anfratti cupi
il dubbio di un tempo esteso
tra lasciti di uno spirito ribelle
e inganni perpetrati
da una memoria labile e sconnessa.
Ritorna tra le spire rosso fuoco
il barlume di un sapere antico,
il profumo mai dimenticato
di
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46482 poesie pubblicate sull'argomento Introspezione.
In questa pagina dal n° 1801 al n° 1830.
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