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Introspezione
Le 46482 poesie pubblicate sull'argomento 'Introspezione' Poesie di introspezione |
Oltre quel campo d’arida terra
c’è una unica strada, la mia.
Vivo di sogni nella mia solitudine
senza tener conto della realtà
di stagioni nel risveglio dei sensi.
Sto sempre a guardare lassù
ma non vedo né luna né stelle
non significa
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Sorridono i peschi fan l’occhiolino al sole,
mentre le rane gracidano nelle lande
s’addormentano i piccioni,
mentre i merli fischiano una nuova canzone
si risvegliano le tartarughe,
e le lumache son
bagnate dalle gocce di rugiada.
Risveglia la
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Distano secoli i miei verdi pascoli:
i picchi candidi
e i briosi oceani hanno un palmo di polvere.
Oggi c’è ghiaccio
neve domani o pioggia o fitta nebbia.
Resto alla pietra sacrale del tempio
al focolare
alle anemoni nate giù negli orti
a sane
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Un insolito risveglio della mente,
un’eterna discesa nel scoprir la sorgente.
Eppur ci sarà un sentiero segreto
su quest’isola che mi isola
dal cosmo infinito.
Ed io, a riporre le armi dell’ego che incede
in questa realtà fittizia
che tregua non
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Non sono come tutte le nuvole
che fuggono
sempre...
Come un filosofo
gioco con i pensieri
e dalla mia finestra
guardo una porzione di cielo
ma Dio non c’è.
Ogni istante che vivo
ha il senso di un tramonto in scatola
pronto per essere
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Si piega al pianto il triste mio sentire
qui nel silenzio dove il canto è muto
soltanto un soffio echeggia già temuto
e la malinconia nel suo sortire.
Rivivo come in sogno la sua essenza
amando di trovarla nei pensieri,
nei bei ricordi andati
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Son dell’ombra, l’oscura ombra
e del vento la damigella,
dei brividi la mente e del cuore la capienza.
Eh! Eh anima siamo la stessa trasparenza,
amica di fervida presenza.
Dei sorrisi son la figlia e dei dolori la sofferenza,
della vita son tiranna e
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Ho guardato
in un profondo abisso
ed ho visto delle crepe.
Profonde dissonanze
che l’anima mia
mi esorta e invita
a disperdere.
Levigate come perle
le parole ora rotolano
dentro nuovi sogni
disperdendosi
in un oceano d’amore
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Cicatrici profonde
ancor effondono
umori sinuosi,
perforanti fin nelle viscere.
Tessuti straziati
urlano silenziosi
dilaniandosi tra nera acredine,
fin a dissolver l’anima.
Fitte saettanti,
or di vuoto or di dolor,
in oscuro mar
ti senti
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Te la racconto io una storia
di alberi spogli
e rugiada sulle foglie.
Di intrecci misti di colori e
di albe e tramonti
senza intervalli.
Te la racconto io
una storia,
di arde fiamme spente
da un fiume in piena.
E poi...
Gioie improvvise
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Chiudo gli occhi
e m’addormento,
ove la pace
ha un suono
odo l’attimo d’una goccia
che lenta batte,
mentre
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Il sollievo mi fu dato dal pianto
un pianto non più acerbo
e diverso dal sapore amaro...
diverso come questo tempo
tempo bugiardo, acerrimo mio nemico.
E oggi, più di ieri, non dimentico e mi siedo
fermo, immobile e con il solito
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Tradurre le sensazioni in qualcosa
che non sia sempre vagamente sfuocato.
Quante volte vorrei tornare indietro
rifare quei passi ormai dispersi
le emozioni che sanno ora di amaro
latitanti nella mente priva di luce.
Ci sono stanze segrete in
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Vaga la mente
spazia nell’oblio,
s’annebbia la vista
il petto si gonfia
attraversi il dolore
scalza,
senza
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Coste frastagliate ad adornar il paesaggio,
cielo ad emanar fluido spirituale
anima in contemplazione
ed ispirazioni in volo,
merletto e macramè
bianco candore su rami verdi
e fiori di mandorlo e lilla a profumar l’aria.
Cielo ad immensità di vuoto
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Tradisco le ombre,
rovino i miei pensieri
e sto sussurrando la fine
perché sia un inizio.
Corrodo i respiri
e vago nel vento di sera
come fossi una foglia
malata di compassione
e non ho più un riparo
né un rifugio dove
poter essere
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Arrivano i fantasmi della notte
e la paura entra dentro i pensieri
un brivido s’insinua nella pelle
per l’assordante grido del dolore.
Una favola distrutta dal tempo
lacerata da raffiche di vento
senza riparo e con forti uragani
siamo indifesi in
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E’ sempre più difficile avvicinarsi al traguardo
ovunque metti il naso ovunque metti il piede
ovunque tutto si rivolge contro
paura subentra incapacità di gestire il tutto
senso di abbandono non deve intervenire
sarebbe voler dire perdere la
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Sfoltisco
dalla suggestione d’un manto verde
rilevanze contaminate
da banalità e ristagni.
Paiono
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 | Sei l’amica del cuore,
soave, delicata,
un’altra come te
non l’ho mai incontrata.
Abbiamo vagato
per mari e monti
per
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A piedi nudi sui rami
benedico l’aria di giugno
aspetto di bere
un sorso di sole e di verde.
Vuoto la testa
mi ubriaco di luce
sospendo i pensieri
accendo il presente.
Sento l’erba sotto i piedi,
il caldo del sole
mi avvolge e mi perdona
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 | Non so schiudermi al marketing
e in percorsi speziati potrei perdermi.
Vorrei che fosse vita
ciò che si fa della propria esistenza
e non laboratorio
dove hanno nido fronzoli e illazioni
un deserto di idee
dove restare se stessi è sparire
tra
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| Un vuoto
sia a destra che a sinistra
niente da tirare su dal pozzo
una vera sorpresa
che lascia esterrefatta
come rimediare non è facile
spremere le meningi
l’unica soluzione
ma sarà così necessario
da assolvere
un pensierino dovresti
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In silenzio
riparto da me...
tace il vento
e cheto par il dì a venire,
veste di nuovo
e sprigiona sole
i sottili fusti
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Con le mani sporche
di colori d’autunno e fango
ho inseguito le tue lacrime
sul viso stanco.
All’ombra di un salice ho atteso
che la pioggia donasse
pozze e chiazze
all’instabile terreno.
Miriadi di gocce
come brillanti immensi
scolpiti negli
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Guardo la pianta del melo
lì un passero tra rami foglie
fruga formiche insetti a quello
fastidiosi a lui buona pastura
dentro mi guardo e frugando
cose sgradite che ancor all’animo
pesan del passato la man lesta
l’afferra poi si frena qui
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 | Iniziare a scrivere
quando le parole sembrano aver preso
l’ascensore per scendere
ritrovandosi nel fondo
come a voler far comprendere
che tutto si dimostra inutile
un vero battibecco al quale sottrarsi
fenicotteri rosa non riescono a
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Discesi a valle con sguardi evanescenti,
stridor di cuore e sfrigolii ad inerpicar la mente,
fulgide sensazioni a sfiorar il cuore
fui immersa in quel torpore,
mentre l’estate baciò le mie guance...
Ancor percepisco il suo respiro ed il suo intenso
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Si libera l’oblio
fra fumi non concessi,
dolce è il sognar
dell’attimo l’incoscienza
poi tutto torna...
ed il diluvio di
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 | Son seduto solo su una panchina
nel parco a rimembrar la vita.
Accanto un cancello,
ci sono mamme e piccoli bambini
che attendono l’uscita
dall’asilo dei loro fratellini.
S’apre il cancello
e una brigata di piccoli furfantelli
maschi e femmine
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46482 poesie pubblicate sull'argomento Introspezione.
In questa pagina dal n° 1651 al n° 1680.
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