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Le 69842 poesie con accompagnamento multimediale
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A te Stella che accendi
con una fantasmagoria
di riflessi
un cielo di incantato stupore
io, ti voglio parlare
di lui
nel vento della notte...
Mi par di sentire
la sua voce calma
come un lago d’acque
chete e colorate
le sue
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Ecco,
pensavo alla terra
che ora bacia
le tue guance fredde
E ai semi di nube
che sono sbocciati
sul tuo cuore nero
mai toccato dal sole
Ecco,
sentivo il profumo
delle rose morte
con i petali uccisi
Da questo vento
malato di
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Qui
siamo tutti morti
fra i sorrisi di carta
e i segnali notturni
che la nostalgia
regala ai pochi
che possono credere
ancora nei sogni.
Qui
attendiamo la tomba
un velo di marmo
e due fiori di seta
sulla ghiaia bianca
portati da
leggi

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Campi verdi e lilla son le parole,
a tinteggiar di fiori sillabe e frasi,
ad intelligenza ed eleganza,
gentilezza e amorevolezza a fior di cuore,
stima e pensieri da donar ai ricordi.
Le parole son saggezza e
fiducia a sorregger ponti
leggi
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Non posso aspettare
che la pelle
abbia il profumo
di quelle lunghe sere
E nel mio ricordo
tu sei ancora
quella che metteva
le calze di nylon
Con le scarpe a punta
per attendere
le mie carezze
sopra al bordo nero
E non volgevi mai
lo
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Mi piace essere sepolto
nel nulla delle cose
che passano
senza lasciare traccia
E voglio essere
dimenticato da tutti
anche da chi mi ha amato
per un momento
Mi piace pensare
alla mia casa di pietra
come una tomba
dove vivo
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Pensavo fosse oggi
-scherzi della mente
è sempre carnevale per il cuore-
come un bacio
mare
che non trova sponda sulle labbra
come il giorno
che legge sulle dita
a cielo spento
il nome delle stelle
così vicino
che allungo la mano e lo
leggi

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Midesa |
16/08/2020 18:08 | 2096 |
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Un’apostrofo
c’era scritto sulla sabbia
passa un’onda ne rubò
l’incognita
Poteva raccontare tanto
come anche niente ...
ma il mistero
cadde
come un bicchiere spinto
dall’Aria che annuncia
il temporale
A volte non serve l’affanno
di
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Se oggi sei qui
è perché la notte
non ti ha tenuta
fra le sue stelle
Lontana da me
che temo le sere
passate a rubare
carezze al buio
Se ora sei morta
io non so se avrò
mai la forza
di pregare la luna
E attendere
che il cielo ricordi
il
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 | Ora quello che voglio
è soltanto
farmi da parte.
Rimanere in silenzio
e cercar di capire
quest’oscuro che sale
e mi sento morire
il cuore schiacciare
ma non voglio sentire
quella voce che grida
dietro la finestra
mia, chiusa:
- Han rapito
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 | Rannicchiata
la geisha
stringe nell’occaso
il muto suo dolore
invocando
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Voglio solo adorarti
e prima che sia l’alba
mi chiederai di baciarti
fra due ali di nuvola
Voglio solo farti male
e aprire ferite sulla pelle
dove il sole ha posato
i suoi raggi di luce
Senza riguardo
per i sogni delle tenebre
che dividono
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Nebbia negli occhi
sfocata visione
grande confusione nella testa,
tanta stanchezza.
Velata oppressione
calore,
velo intenso d’afa copre il mondo.
Sole bollente
brucia la pelle furiosamente,
luce accecante
invade la mente
cerca solamente
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Non parlare d’amore
il cielo è troppo scuro
per sprecare le stelle
e rendere la notte
Un velo di nuvole nere
sorde alla pelle
che pretende carezze
e non bugie di seta
Non parlare di futuro
Io non ho più lune
da disegnare
sul mio specchio
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Nessuno ti ha insegnato
a temere la luna
come se fosse il peccato
delle notti giovani
E non è colpa tua
se non senti la morte
di queste ore incoscienti
del loro furore vuoto
Nessuno ti ha accarezzata
con il velluto nero
del cuore corrotto
e
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"Con vent’anni nel cuore
sembra un sogno la morte"
Avrei dovuto stringerti
la mano e dirti che ti amavo
ma la morte era un sogno
che ancora non sfiorava
i tuoi capelli corvini
e la pelle bianca
come una tomba baciata
dal sole oscuro di
leggi

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Se potessi, già se potessi
ti direi d’osservare bene il cielo
sembra che parli, che volesse
indicarti di quel volare il velo.
Se potessi, già se potessi
ti direi d’osservare bene la luna
sembra che indichi, ogni riflesso
d’una via alla ricerca
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Non ti trovo più
fra i miei sogni
e la cosa peggiore
è dover cancellare
Ogni nuvola
come se fosse
un segno del tempo
che passa oltre
Non ti sento più
sulla mia pelle
e il rosso fremito
delle tue labbra
Non è che una ferita
aperta dai
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Velo di foglie e pioggia
per le spose della notte,
per le mogli della città,
per i germogli delle strade.
E ci dondoliamo tra le ombre
di grattacieli invisibili, tra gli angoli
delle anime e degli amori
- mai detti, mai bisbigliati,
sguardi
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Nessuno ancora
ti ha parlato d’amore
e nelle ombre
del tuo cielo di seta
Qualcuno ha lasciato
semi di polvere
da coltivare di sera
quando il seno
Fa male e il buio
non è che un dolore
da accarezzare
piano e con dolcezza
Nessuno mai
ti
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Le parole a volte
si scrivono da sole
nella mia mente
cercando un po’ di sole.
Se pur con grida silenziose
vorrebbero uscire
dalla grande gabbia...
Ma se ti guardo
con i miei occhi timidi
nell’aria fresca della sera
tra un raggio che
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Se non finirà l’estate
dovrò andare
a cogliere viole scure
fra i miei dubbi
E disturbare i desideri
di qualche regina
del bosco dove io e te
passeggiavamo
Se non tornerà il vento
qualche nuvola
potrebbe morire di noia
ripensando agli
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Estate rovente
ci attanaglia la mente
sognar languidamente,
fronde fresche alate dal vento.
Afoso tormento questo sudore
scorre bagnandoci la pelle,
calore sconvolgente.
Riposar le stanche membra
sdraiati all’ombra d’alberi
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Amami
e poi dimenticami
prima che l’alba
spenga le stelle
Accarezzami
e togli lo sguardo
dalla tenerezza
rimasta a morire
Sui giorni passati
a cantare nubi
che il vento voleva
portare via
Ricordami
con i fiori di seta
deposti sulla
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 | Mamma, perché lontano,
s’alza l’uccello in volo,
e noi andiamo pian piano
sempre radendo il suolo?
Perché non posso avere
le ali e su una brezza di vento
anch’io volare lassù ad ammirare
la terra e il firmamento?
Figlio il pensier tuo sia fisso
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 | Ho perduto la mia libertà
nella fiera di un Luglio qualsiasi,
calda era l’aria
faceva passare appena le parole
due mercanti m’ hanno aggredito,
in un vicolo dietro ...
uno trasse l’orologio e l’altro scappò.
Ho perduto il Sole campestre
dei
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Torna da me
se ti ricordi ancora
di quelle lune
spezzate dalla pioggia
Se hai ancora
le lacrime
che ti avevo regalato
una mattina
Dopo che il sole
ci aveva abbandonati
ad una luce
di nube rimpianta
Torna da me
se ripensi sempre
alle
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Lu sceccu ca scàucia
jetta vuci cu la testa vascia
lu patruni nenti ci pò
l’armaluzzo, quannu arragghia
avi nu mutivu
nun è pazzu e mancu tintu
iddu è sulu stancu...
comu lu cristianu, dormi e mancia
ma si maltrattatu, ci po’
leggi

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una carezza che mi sveglia l’alba
si posa sul letto dei pensieri
come fosse una coperta il tuo volto
come il mare
sei un sogno che non conosce la fine
come fossi un albero
-un’ombra evanescente il tempo-
mi perdo a respirare il cielo
tra le mani
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Certo che ti amo ancora
ma il mio cielo
ha cancellato le nubi
e ho dimenticato
Il tuo profumo di viole
appena colte
dopo che la pioggia scura
aveva baciato la sera
Certo che piango ancora
pensando ai frutti
che l’autunno rubava
per noi
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