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Danzo con i corvi
ed i petali di luna
soffiano un lamento
nel vento della sera
Respiro i pochi sogni
e riverbero le stelle
la polvere di terra
mi nega le promesse
Ali di tormento
che librano nel cielo
amore e tradimento
le ombre della
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Racconto l’inesattezza
del vivere
in una luce diversa.
E’ afona
nell’esprimersi la voce,
dove ogni reliquia
va
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Spoglio è il balcone
che' il vento tra i rami
ha volato ogni cosa
Anche le rose
che profumavano i sogni
tratteggiando pensieri
Resta un sorriso
che carezza al tramonto
una foglia ora nata
brillando una gemma
sfuggita al
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Mi prendevano in giro
perché non prendevo aerei
ma non me ne curavo.
Io volavo già
e più in alto, perfino.
Certo,
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Concitati respiri
come affilate lamine trasmigrano sull’ultimo orizzonte
perdendosi
nel lento scorrere del tempo
la mia ansia
di cancellare le impronte
d’imperfetta essenza non si placa.
Ma perduto nel riflesso argenteo
di una candida
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Tu,
che senza sosta lento ti porti,
lungo l’impervio cammino,
immerso nel fitto bosco,
confuso e immemore stai.
E,
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Prendimi la mano
portami lontano
Tienimi stretta
aprimi il tuo cuore
regalami il tuo
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Il silenzio delle stelle
sovrasta la battigia,
canta il mare
rigetta conchiglie
sollevando le vesti,
la tramontana sibila
con suono di flauti
che sembrano grida
lungo un cammino
che mai vedrà l’alba.
Coperta di rose
tenute da
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Ogni anno
si ripetono eventi,
passaggi storici
e giornalieri,
ma quelli che fanno
alti rumori
son sempre quelli
degli alti poteri...
E a passo passo
si passa all'arte
per poi scendere
all'immortale sport
che trascina con venti
o contro
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 | Dov'è la ragazza spensierata
che cantava allegre canzoni?
Si è persa nelle stagioni
della vita che l'ha
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| non è sbocciata la rosa
nudo è rimasto il nome
la stanza nell'oscurità
e libri e cose
dimenticate
segnano
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Audace scavo nel fondo dei miei pensieri
procedo spedito per cercare connessioni
con la fuggente realtà ma improvvisa
mi appari pallida ed evanescente
i tuoi occhi muti parlano il linguaggio dei sogni
dove quel mattino entrasti col tuo dolce
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Un suono dolce di melodia
mi ha svegliato
quando il sole
appena sorgeva,
un organo sento
lontano suonare
sembra avere
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e poi cadde il silenzio
come d'improvviso un sipario
in quella gabbia di tralci e di rovi
dai cinti muri
dove ogni parola è un fendente
che affonda in grovigli di ragioni
dipanati da beoni
un labirinto di vertigine
che annaspa
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Si trattasse d'un punto
penserei per contrasto
allo spazio immenso
all’orbita ad un asse
o per similitudine
ad una particella in fuga
in viaggio sospesa
in equilibrio volubile
Ma è una macchia
una pennellata distratta
un’ombra che...
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 | Eppure oggi
voglio distendermi sulla roccia.
Giuro di aver sublimato me stessa
oltre il delirio delle misurazioni.
Di
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 | Una voce al vento,
un dolce richiamo della luna,
la strada si buia, ma...
ogni cosa scompare
con la luce della sera.
Non ho paura di attraversare
meandri oscuri della vita,
mi condurranno a nuovo spazio,
ali d’aquila in volo.
Sfumerà
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 | Non è l’aspetto
non è il mio brutto naso
non sono gli occhi
piccoli e assassini
né queste mani
grosse e un po’ nervose
ma il mio sapermi
pavido e invadente
in fondo permaloso
e attacca brighe
a darmi quella forza
ben
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Ed è già buio il mio trascorso
e tale ne è il tormento
che la memoria di ieri cala
Illudendomi letargica crisalide
d’ovattata e quieta tana
m’assordo l’unico domani
e poco importa se sarà vento
e poco importa se sarà pioggia
perché seppur breve
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gemere sia la colonna sonora
sul disfatto letto, da mille battaglie
di carezze, non finendo mai di sorprenderci.
Inseguirsi come in una giostra tzigana,
mollarsi all'improvviso senza un lamento
contorcersi dal clamore dei baci tuoi
rigando la
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 | e dove non si vede il senso,
tanti sensi
e dove non si vede il fondo,
tanti fondi
e dove l'acqua ristagna
imputridisce
impallidisce il segno
si fa morto che parla al morto
al vento, campana che dilegua
nell'etere immoto
il tocco
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Sei, nel mio tempo imperfetto
amore, come un segreto da
custodire nel più prezioso scrigno
dove tengo le cose a me più care.
Capirai anche tu, che la mia vita
appartiene a te, che le ali della
primavera, hanno il tuo sguardo
e
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 | Vorrei poterti dire quel che sono
un germe malcreato e interattivo
che vola in questo cielo percettivo
con ali sempre nuove e sempre tese
dalla sua mente fata indifferente
che adora intavolare con la gente
il desco della vita e all’occasione
non
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| Dalle feritoie della mia torre di guardia,
guardo in silenzio lacrime di affannata pioviggine,
moria di foglie vizze di uno stracciato autunno,
bagnare come polvere di strade avite
il solcare corrivo del restante inverno.
Scendono gocce stridule in
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È una cosa a cui
non puoi rinunciare
perché è troppo bello
concedersi all'amore
Il mondo vive strano
con tutte le sue ubbìe
pensando sia un tabù
la gioia con il piacere
Il fatto è che noi
si deve
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Trascino membra dolenti
in questa distesa ghiacciata
lungo vie imperscrutabili.
Avvolta da una nuvola di veleno
annaspo e sollecito il coraggio provato
faccio un rotolo degli ultimi sogni
e lo scaglio contro il temporale infinito
della vita che
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Si spegne
anche questo giorno
l'ultimo esile fumo d'incenso
evapora
tra i rintocchi della mezzanotte
Un desiderio si fa strada
tra ombre e demoni già in marcia
verso i labirinti dell'anima
prima che il sonno li accolga
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danzi su creste d’onde
gabbiano Jonathan
io sono il mare l’immenso
desco su cui ti posi
-ti guizza nel becco preda lucente-
io sono il mare tua madre
se in burrasca
vieppiù in simbiosi siamo
ti abbraccia il mio cuore trasparente
di
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Si era innamorata del ribes la fragola
per la somiglianza di colore
e i grappoli dai molti frutti.
Le piacevano la forma e le foglie
trovandolo del bello modello
sentendosi modesta al confronto.
Di questo amore s'era accorto
il rustico arbusto
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Analisi
Ho visitato ogni stanza,
ogni angolo della dimora.
Ho spolverato l’ infanzia,
ho calzato scarpe bucate
che allora portavo,
le ho aggiustate.
Ho pulito gli abiti
dell’ adolescenza,
qualche camicia ancora era sporca.
Ho riabbracciato
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Dalla finestra lo sguardo a osservare
di quell’albero l’ultima sua foglia cadere
ingiallita, stanca ha lasciato il suo ramo
per lasciarsi cullare dal freddo vento
allo spazzare, gelare ogni mera speranza.
La mano orfana s’invola
quasi a volerla
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C'è un orizzonte perso nei tuoi occhi
al di là dei sogni...
un barlume di luce, una nebbia leggera
che evapora in pianto, bagnando ogni respiro.
Un'ombra di pace malinconica,
come nei cortili di foglie d'autunno
e una vela
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Maggio accarezza il cuore.
Primavera infinita
per chi sa farsi rapire dai sogni
chiudi gli occhi e baciami
Con trasporto
cavalcheremo le nuvole
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Un angelo, dai tuoi seni
dorme con me la notte
nel vento tiepido delle ore
sbatte forte le sue ali
s'inchina, al tuo corpo stanco
la poesia della sera,
un fuoco amico che si riaccende
nei silenzi degli sguardi.
Dove riposerai, amore
nel tuo
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speciali effetti
tra bei giochi di luce-
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 | Io certamente pazza
non lo sono
seguita dal tormento
e del frastuono
di questa testa molle
inadeguata
coi verbi manomessi
dall’andata
e i miei difetti
sono vari e tanti
che te li stendo
ai fili degli istanti
che passo insieme a te
e in
leggi

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I granelli scendono
scandendo gli attimi,
cambiano gli attori
si avvicendano le comparse,
ma lo sfondo non cambia mai.
Mai?
Mi
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Ci mancherà
il tuo sorriso contagioso.
L’Eterno ti accoglierà
a braccia aperte
nel suo immenso regno.
Riuscirai a fare sorridere
anche le creature celesti
che ti accompagneranno
nell’empireo.
Ci manchi.
Sentiremo la tua
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Ti guardi intorno nel silenzio più infido
vorresti tirare fuori gli unghielli
estirpare il male che avvolge
quel vulcano che non trova di meglio
per farti sentire inutile
in quella ricerca che non trova sbocchi
violenza che lascia il
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Non svegliarti,
resta sospesa
in questo tuo sogno:
io veglierò
affinche il vento
non lo trascini via
e continui a veleggiare
fra le sponde di questo fiume in piena,
fantasia che galoppa
con ippogrifi irreali...
la mia chimera
si
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 | Fetta di luna in cielo innanzi l’alba
lustra il suo cielo e il mio che vede il buio
fuori che è notte ancora e
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Perché non si può andarsene in pace
Perché queste ore d'attesa infernale
in reparti dalle pareti gelide
e incubi di camici bianchi
che mi rincorrono nella notte
mentre fuggo
raccogliendo i miei capelli da
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Angelo nuovo che alle Pleadi nascondesti la notte
illuminandola con un falso sole,
trasformasti l’amore in una guerra che ci attraversa
annullando la competizione tra il sacro e il profano,
il cuore batte da fuori verso dentro e la mente
ogni
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La linea sottile del dolore
macchia di sangue un ciuffo d’ erba
tra il confine dell'indifferenza
la pietà nasconde
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Mia piccola guerriera
da qui c'è solo risalita,
e spedita affretta il passo
prima che la carne ti sia da compromesso,
hai gettato l'ultimo scudo
disarmata fino in fondo
vestita solo di coraggio e amore.
Ora la tua pace ha sete di
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L'albero addobba
maggio, gli
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Stanco
del mio mentire al tempo che corre
continuo a rivivere nei sogni
il sognare dell'anima mia
Dolci pensieri
in
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Son quelle notti così, un po' da supereroi.
Occhi che tagliano e lance scagliate
hai riposto l'inverno in un
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La Stella decade,
riflette:
l'anima senza volto.
Osserva: vede!
Il cieco col sorriso è già
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 | Testardamente
cerco di afferrare a volo
un sussurro,
un sospiro
un alito di vento,
mentre le mie ali sono a terra stanche,
provate...
non riescono a sollevarmi
per risentire il vento
che mi schiaffeggia o mi carezza,
quando s’infila nei
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Al mio lido mai giungono navi
recando doni e nuove trame
come fragile traccia di un senso.
La mia isola è verde e deserta
tra sole e tempeste, sperduta
su mari profondi e ignoti.
Sospesa -io- e vestita di nulla
avviluppata nella nebbia,
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Tutt' 'e nnotte
penzanno a Maria
e Maria cu' mmé
nun ce sta
Tutt' 'e nnotte
penzanno a Maria
ca vulesse tené
'a via 'e ccà
Tutt' 'e nnotte
penzanno a Maria
mo' me stongo
a disperà
Tutt' 'e
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 | Vorrei trattenerlo
quel raggio di sole
che m'illumina gli occhi
e mi riscalda il cuore.
Tenerlo con me
soprattutto d'inverno
quando il gelido vento
la fa da padrone.
O donarlo a qualcuno
che ha paura d'amare
e non trova conforto
nei suoi
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Quando verrà l’inverno
non mi troverai
fra queste stelle malate
in attesa della neve
Soffocherei il respiro
se restassi ancora
a corrodere i miei sogni
e le finestre del cielo
Resterebbero chiuse
per sempre
Io ho paura di
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Se solo fossero state parole,
parole senza rabbie né ingiurie
quelle che un giorno pronunciasti...
.
Se solo avessi compreso
il profondo danno che causavano...
Ma mai, mai capisti nulla!
.
Non capisti mai di gioie,
di versi né emozioni,
né di
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 | Nemmeno hai coscienza
di cosa sei stata,
ne hai memoria della tempesta,
della pioggia battente.
Come un tuono
in una
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| Pure le colline sanno
i preamboli d'aria dai fili verdi a strame
nel giallo squisito e il blu, code d'uccelli e cicale
apodosi anche nell'esserci d'ombrelli
tra l'insolenza dei papaveri nei campi
e voci di vespe nel sentore di menta.
Eppure
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Lia |
20/05/2017 21:20| 1323 |
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| Era rosso quel marmo nei vapori
rosso come fuoco intenso
quando sulla fiamma soffia
il maestrale
ed il mio
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| Vivo in ciò che mi riguarda...
lascio fuori ogni frastuono
fino fatta notte tarda,
abbattuto m’abbandono
dentro al bronzo di campana
che riflette il mio riflesso
respirando aria malsana...
di riflesso è un insuccesso
fatto inerte
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| Strade bianche e polverose,
sassi aguzzi e piedi nudi.
Solo un salto e...
via la siepe!
Mani al vento giù al ruscello,
viso in acqua ad occhi chiusi:
sorsi verdi e
margherite.
Poi tra spruzzi diguazzando:
nidi, rane e ciclamini.
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338272 poesie trovate. In questa pagina dal n° 57901 al n° 57960.
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