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Il nocciolo palpita con vigore smisurato
in un turbamento arcano,
aggomitolato in un piviale di mestizia
mia caligine irrefrenabile.
Non apparivi questa notte
non giungevi quivi
attraverso le mie lenzuola di lino,
a arroventarmi l’anima,
a
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Non sono,
né sarò mai poeta,
solo il canto monocorde del mio assolo,
un grido che non si pronuncia,
inascoltato.
Voce ambigua delle cose
alle quali si parla,
ci si rivolge
con animo bambino.
Cavalcare il tempo,
volare con ali
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La notte è lunga,
i pensieri affollano i sogni,
la luna spia da lontano
tra nuvole sparse qua e là,
immagini sfuocate
colorano ricordi,
i desideri
viaggiano lontano,
il corpo s’arrende
al ritmo del silenzio.
L’alba di
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Pensieri
di un germogliare che c'era
tra le voci del giorno
in una luce che trema
quei treni
in cerca di un senso
E' qui che rivedo
nel
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Non c'é cosa più bella
sentire nostalgia di te
si confonde con il dolore
ma non lo è.
Finalmente mi manchi
ed è magnifico
sentirti in ogni canzone
in ogni magone
nella gola che stringe
È finalmente
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Fragranza selvaggia
nel cuore e sulle labbra
e d’ anima mi vesto
plasmando la carne
su anche complici.
Carezze lacerano,
graffi come solchi
su soffice manto d’erba
arano terra.
Vapori sfumano
e si sciolgono
di rugiada umide tracce
in
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Alterchi che profumano di pelle
e umori d'amore,
mi lasci sconvolta, ogni volta
e lo so, lo sento,
anche a te, tutto questo sentire
incendia la pelle,
è come un atto perverso e proibito,
discutiamo, facendo l'amore immaginato.
Sai
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Fiumi silenti
accarezzano sassi
con urla innocenti.
Chi delle stragi
ha fatto il suo credo
si nutre con latte
misto a veleno.
Innocenti
sepolti in deserti
nei lager e sacri recinti.
I vigliacchi
hanno un padre e una madre
non si
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Ho dato un calcio alle ore
e cancellato il giorno,
solo notte con te
- di te - voglio vivere
Notturno sole
in avanscoperta di baci
e favole d'occhi
a dir più della voce,
faccia a faccia
nella penombra abissale
Deciframi senza
leggi

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Profonda notte
veglia qualche stella
sulla nera valle
ove il mondo fugge.
Anelar silenzio
All’animo mio urge.
Indagar
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Voi
che cercate l'autunno
rincorrete perennemente
gli umori dei piangenti salici
non trovate mai primavera
ma un caldo improvviso vi ghiaccia
lasciando i pensieri al buio
questo è l'obliquo scontato inverno
si perché
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Quando ti ho rivista,
ho abbracciato il tempo andato,
eri là distesa sulla sabbia
come una conchiglia spiaggiata.
Quando il tuo sguardo mi ha bevuta,
ho provato un rantolo d’amore.
A sorpresa rotolo, rotolo,
come una sfera rigonfia del
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Il senso del domani mi s’ammorba
riflesso sulle mani il suo tremore
e attendo che la luce poi s’assorba
nel freddo di
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Dove va la forza
dove si nasconde l'energia?
Si asserisce il divino
mentre si consumano le
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La vita sa come farti dimenticare
desideri e speranze che han nutrito i tuoi giorni
ma che hanno intriso la tua mente come fardello.
E gli uomini, che difesero il loro arbitrio, perirono
per avere scalato le montagne che sputano sentenze
dai loro
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Sarà stata storia
tra il crescere
la mia via
o rimpianta
l'ultima memoria
è lo spirito
che espiando colpe
di qual Io si voglia
chiama
mentre il mondo
non respira
che il profumo
d'un insipida sconfitta
si defila
nella
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Ora potrete piangere il cielo
prima che sia sera
e non vi sentirà nessuno
che abbia orecchie
Non ci saranno nuvole
da accarezzare
perché il vento scuro
se l’è portate via
Non ali da incollare sulle spalle
ma piume di
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Sotto tenera età
già s'è spenta ogni natura
Allegrie d'infelicità
senz'altro scopo e
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Erano bianchi i confini dei graffiti
che nella ninna d'anima vibravano epifanie.
C'erano, scuri, anche brividi d'albori
sui lati dei silenzi dell'attesa.
Il mondo fuori era un rossore di fragole
che alla gola dice sì e a sincronie di
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Lia |
23/05/2017 21:07 | 3892 |
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 | Ho adagiato l’anima nelle stelle in cielo
sussurrato al vento il tuo nome
ho atteso che la primavera
mi portasse il tuo profumo
mi ha risposto il mare
con le sue onde
e non si placano i battiti
perché non sentono le tue parole
e il tuo
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| l'uccello annuncia la nuova ora
dove
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| Mavec |
23/05/2017 20:40| 734 |
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 | Fu l’impulso
a inscenare un mattino
dal volto triste
e foglie appassite.
L’appannarsi del sole,
a una
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 | "Alla donna dal cuore distratto"
Occhi grandi d’infinito
universo regala,
alle stagioni danzanti
che il passato cela;
sopisce tristezze di fiele
conficcate in fronte,
lei è danza d’acqua fresca,
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Scroscio di pioggia
il gatto
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Sale e scende
per aria e per mare
per fare uscire
il gregge dall'ovile
e svegliare
ogni esser vivente
dal castello,
palazzo e cortile.
E con forza al suon
dell'amata sveglia
son tanti pronti
in fila a marciare
per riprendere
il posto e il
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Grandi occhi profondi
come l’anima del cuore,
ingenui come un bambino
lontani dalle stelle
vicini come le tue
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Barcolli farfalla
tra la terra e il cielo
in un giorno disperato
di maggio inoltrato
le tue ali... un bastone
di
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 | Che gioco sporco è la mafia!
Addirittura i bambini ci scherzano su
e si pensano dei giganti
degli irraggiungibili esseri ciechi
e come il geco si nutrono di zanzare
e muoiono, senza vivere da bambini.
Che gioco sporco è la mafia!
vive
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Le grosse nubi nere e senza fine
il vento piega sull'argine mutevole
oscurando il silenzioso verde
lingue di rame
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La sera che cala pian piano
mi porta pensieri diversi,
gentili, novelli, un po' persi,
che pare mi prendan per mano
a scorgere un dolce lontano,
perduto nei sogni che scelsi,
scordato nei pianti introversi,
di chi vuole amore, ma
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Mi solletica un’idea
una folle idea:
che tu che leggi
in effetti
non esista.
Che la Vita
sia
solipsistica rappresentazione
per mia sola esperienza
e sfida.
Il tramonto
le stelle
l’amore
convincente spettacolo
nel teatrino
del mio
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Sciocca, pazza imbevuta d'amore,
non volli ascoltare la ragione.
E di quell'essere che si definiva impavido,
caddi nel
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Tempo a colorare segni
indelebili in un tempo
aperto nella tua
esistenza lieta da invocare
un'illustre volontà.
Qui ad inchino,
la più angelica commozione
nel vederti come l'amico che entrò
nella beatificata visione.
Soli
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Tu avevi paura del cane
ti ho sollevata eri una piuma, bellissima
e mentre ti sedevo sulla mia tavola,
lo ricordo come se fosse ora
ti dissi di non aver paura.
Il giorno dopo non c'eri più,
ho sempre la sensazione di averti fra le mani
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sotto le macerie
di castelli di sabbia disciolti,
giace
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Siamo comprati con poco,
diventati fumo con fuochi leggeri,
capiti solo dalle parole,
associati a mari senza sale,
a carne senza osso.
Siamo bugiardi per poco,
diventati temporali da nuvole dolci,
capiti solo alla luce,
associati a tesori senza
leggi

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L'insulto celato da persona cara
mi ferisce come spillo nel cuore,
rassegnata in una bolla scottata
l'esplosione condiziona, ed è battaglia.
Nessuno vince nessuno perde
rimane solo l'amaro in bocca.
Nessuno potrà difendere
la
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Cammino, sull'arenile del Poetto
e sento fruscii d'acqua marina:
mi volto, e noto il bel prospetto
della "Sella
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Nulla v'è dunque al màr se non quïete
e orrore, e a' lidi è la nebbia dei nuvoli,
e agli scogli si sciolgono quest'onde,
ombre iraconde,
e queste sabbie si fan più che polvere,
dove le serpi strisciano nascoste;
e
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 | Che strano caffè
Leggo tutto il mio
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Riposano
sul fondo del mare
speranze perdute
tradite
da un fuorviante canto
d’avide sirene
a bordo di luridi barconi.
Ora bimbi dormono
su culle di corallo
accarezzati
da spugne marine
dondolati
dalle correnti.
Preziose
ossa di
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 | E’ un vagito
a spezzar il silenzio
e l’alba
nasce al
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| Dietro i ruderi del castello
prima del sentiero del burrone
trovi il giardino degli alberi di velluto.
A volte il vento suona le sue foglie
la pioggia lava la polvere
e il vecchio custode cieco
raccoglie i rami che il tempo scioglie.
Vanno
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| Un volo
a maglie larghe
una ragnatela
dal vibrare impaurito
ali di carta
pagine ingiallite
traiettorie pulite
su disegni sconfinati
un paesaggio impoverito
la buccia di una mela
il vento moderato
fra le nuvole aggrovigliato
il freddo
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Ricordo che volavo.
Ero piccola.
Forse non ero nata.
Forse era un sogno.
Forse me l'ero inventato.
Ma nella mia mente è nitida l'immagine
di me che planavo
disciolti i veli dell'appartenenza
nel terreno sbriciolato di sogni
di un
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Pecore bianche e quete, ai Campi Elisi;
madonne miti e soavi nell'andare,
stuoli di santi, in troni aurei assisi;
comuni e lustri pietre quaggiù rare
però son vive, chiare in conoscenza;
letizia permea, in infinito mare;
il santo
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 | Com’è possibile vedere andare via un esserino così
parla quel manto non ce la fa più
in su ed in giù sembra chiedere aiuto
ma quale sostegno si può dare se non un po’ di coccole
tutto è stato fatto
speranza è diventata un’altalena
va e
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Nell’azzurro di cristallo
una timida vela
lambisce un pallido
orizzonte.
Orme si imprimono
nell’effimera memoria
del chiaro silicio,
onde bagnano i
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Tu sei quello che senti
sei mare agitato
vento sulle cime
sei l'onda che si infrange
sei, l'umido di un bacio
il dolce morire del vento
sei foglia e sei respiro
sei un pensiero a caso
un'angoscia
sei la luce che si spegne
il mio sonno
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La mia testa fra le mani
nei pensieri giochi strani
acqua limpida io bevo, acqua che non vedo
mille luci, un'alba, un
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Non ho voglia quest'oggi di poetare
con quest'afa che è proprio una gran lagna,
rimpiango l'ombrellone in riva al mare
oppure un fresco abete di montagna.
Questo caldo riesco a sopportare
se mi allontano un po' per la campagna
ma ogni
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Ignorerai le previsioni
le contraddizioni
le distanze galattiche
quando nessuna nuvola
offuscherà le tue giornate
quando nessuna tormenta
potrà spingerti al suolo
quando nessun tuono
riuscirà a stordire le tue
leggi

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Lasciati amare tra i sogni dei miei deserti,
tieni la mia mano nella tua in oasi di passione,
mescoliamo i raggi del sole con carezze
mentali.
Lasciami rovistare nella sabbia dei tuoi
desideri, fa che ti accarezzi dolcemente,
improvvisamente senza
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Printre lumini goale
si cantecul inimii mele,
primul sarut
tacut amor cu dulce fior
pe ses dantelat
de soare mangaiat.
Suras prin palma ta,
inima se umple de miere
toata iubirea la vedere
cu unde de roz,
iubitule unde esti?
alb izvor fara
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Parla,
il tuo sguardo parla
non dimora nell'antro del tuo cuore
il dolore,
è lì aggrappato ai tuoi occhi
il dolore,
quel male che avvinghia
chi d'amore è privo.
Parla non restar sull'uscio del pensiero
non dar
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Come dire che lo zucchero è salato,
che il mare si è essiccato,
come stendere il bucato
in un pozzo e si è bagnato,
l'amore che io voglio
non ha fini
né certezze, né progetti
né obblighi e
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Un abbrivio
del tuo estro
sul dorso
laddove il tuo corpo
mi tiene balia,
a placare il nocciolo.
Proteggi
i miei iridi svigoriti
perché individuano nel cupo
cenni del tuo aspetto,
sei in questo luogo con me,
le inclinazioni del
leggi

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 | E dagli opposti incanti
e incandescenze implose
di nuovo sorge il sole d’Icaro
annulla atopici frammenti
e il gelido
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| e se vivessi di istanti
avendo sempre l 'oggi
mai un domani
come tutto potesse scorrere
restando immobili
senza mai il divenire
e possa essere sempre avanti
osservare lo stesso albeggio di sempre
attraverso l'abbraccio
nelle tue
leggi

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338272 poesie trovate. In questa pagina dal n° 57781 al n° 57840.
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