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Nell'espandersi ormai d'una calura
che già sembra trovarsi in piena estate
per stare bene ho avuto tanta cura
di farmi visitare da un gran vate
che dalla voce popolare è detto
il dietologo massimo sul campo
e che da tanti viene
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 | Abbiamo in comune i natali
Repubblica degli Italiani
sorta a riscattarne le sorti
dopo lutti e dolori a milioni.
Hai la Costituzione più bella
su grandi valori fondata
e diritti di democrazia
per una nazione libera.
Eppure ad alcuni
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 | Vivo nella tua mente
nel tuo seno,
vivo, nei tuoi capelli
e nelle smorfie che fai
vivo nei tuoi sorrisi
e vivo nelle tue tristezze
vivo in silenzio nel tuo silenzio
nelle tue fantasie,
vivo nelle paure
e nei tuoi segreti.
Vivo se vivi,
se
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 | Mi guardo,
mentre ti guardo;
in questo tuo mondo mio, accarezzato da parole
in questo mondo di giorni nuovi
in questo cielo di sole.
Mi guardo
mentre ti guardo
dalla trasmissione del tempo le stagioni
I miei occhi
hanno guardato
figlio
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S'amavano gli amanti, erano nudi,
danzavano sul letto, e il godimento
soffiava e sorrideva come un vento
di Primavera. Ma, Amore, t'illudi!
E quest'Amore non fu altro che sesso,
menzogna eterna di un Cielo dimesso.
Passarono due Lune e crebbe
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Un segno sul muro
e l'anima è più leggera.
Lo hai urlato al mondo,
che distratto non ascolta.
Ora il tempo ne reca il segno
inciso sul salnitro.
Forse le intemperie o
una mano cancelleranno...
Qualche segno ancora,
nella tua
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 | Prova e riprova dai dai vincerai
è forte il desiderio non può tradire
per molti saranno bazzecole
ma quello che nel cuore batte
è talmente violento da far catapultare ogni essere vivente
secondi minuti ore
profumato bouquet dove lasciarsi
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Italia, sei un incanto patria mia!
Leggiadra terra al sole e d’alti monti,
di arte, di bellezza e di poesia,
di laghi, fiumi e splendidi tramonti.
La storia tua scolpita dentro al cuore,
i tanti sacrifici d’innocenti,
sull’Alpi morti per il
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M'invento luci
quando l'ombra di un silenzio
appanna il ricordo
dei tuoi sguardi
e vivo di fantasia,
cercando in un sogno impossibile
quella strada
che mi conduca fuori
da questa deserta solitudine...
e l'incanto di due occhi
che brillano
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I ladri di angeli,
rubano i primi vagiti
che sull’asfalto
giacciono muti.
Pregiudizi,
maternità priva d’onore,
l’ indifferenza
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A grandi passi è già arrivato Giugno
con la sua falce luccicante in pugno,
le spighe d’oro ondeggiano col vento
mentre sorride il contadin contento.
Sugli alberi già stride la cicala
da quando sorge il sole a quando cala,
sui papaveri volan
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Suadenti
lontananze
dolcemente mi conducono
oltre
l’angusta dimensione dello sguardo.
Di collina in collina
lungo ripidi crinali
oltre valli profonde
e ondeggianti distese di campi coltivati
a poco a poco
mi perdo.
Tra le nebbie
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Rapido guizzo prossimo alla folgore
esasperante riflesso di contro
all'estinguersi lento e poi
corsa (a perdifiato fuori dal tunnel)
sì promiscua al
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Cosa scorre attraverso le tue parole
la tua lingua come un pugnale
lacera il mio cuore
Nei tuoi occhi...
l’inganno
come freddo ghiaccio mi scruti
mentre lecco le mie ferite
Come una diga...
hai bloccato il mio torrente
gloriandoti.
Alitano
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Girandola degli anni
perché a voler cambiare il cuore
tu indugi?
Variarlo tu non puoi.
Quel sentimento che non muore mai
trapassa del vivere da cuccioli la soglia
si annida e si nasconde sempre uguale
né ruggine, né polvere
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Sol vagando
tra i sentieri dell'anima
s'arriva alle porte
del cuore
è un passo di luce
quel
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La morte ...
quel dormire che non vorresti mai fare.
E in tanto prima o poi ... arriva,
alcune volte non ci da tempo
ne di pensare e ne di rivedere i nostri passi.
Però, quando ci concede quell'ultimo istante
chissà perché
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A briglie sciolte
incontro a un sogno,
indomito destriero,
cavalchi l'onda
che a riva sciaborda.
Non frena la tua corsa
il vento che scompiglia
la criniera,
nel tempo in fuga
che innalza la marea.
S'impennano i battiti,
fremita
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 | Pasta e fasule è ‘o piatto
(Madò, che bella cosa!)
ca senza fa nu patto
te fa sparà na posa.
Qua bbene e che delizia
che forza e qua salute
e senza na malizia
te fa’ senti’ vestuto.
Cu ‘e cozze e ‘a pasta corta
po’ songo
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| In quel mare... quel grande mare
dove sono annegati i miei pensieri
parole son germogliate
e nella notte le vele han spiegato
e preso il largo.
Hanno girato in lungo
ed in largo hanno scavato
tra i sogni alla ricerca delle tue rive
e son
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| Una chimera nei tuoi occhi saturi
di vuoto appare in lampo e si dissolve
quasi un riflesso al buio del binario.
Ma guance
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 | Tra pensieri impastati di sole
uno zefiro dolce mi carezza,
lontano, nel mare, barche ondeggiano
e stormi di gabbiani vanno verso il sole.
Vento lieve i tuoi sussurri all’orecchio,
vertici d’amore nel cielo dell’anima.
Voce che carezza il
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Ti ho perso
come un fiore perde i suoi petali
come il sole perde i suoi raggi
come il giorno perde la sua luce.
Da quel giorno non sono più io
ansimo irreali infiniti.
Per questo in sublime solitudine
ti amo
come i miei occhi amano una
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 | Fa quasi freddo
d'agosto d'estate
tra le mancanze
le emozioni
principali indiziate
ed era il bello
un ricordo
uno solo
il fuggire
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Capirai falsi ricordi,
ricorderai veri tramonti
e forse mi amerai nonostante infiniti timori.
Rivedrò cuori senza destino,
parlerò con parole di vino,
e tu ascolterai discorsi senza età,
invocando me come la tua
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| julia |
31/05/2017 18:58 | 2031 |
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Ho radunato le forze
di un ieri passato andato
dove ancora c‘erano lacrime intrise
ho avvertito dolore nel petto
via via affievolito poiché il sole scalda la vita
ho radunato le forze
quelle cadute nel fondo di un frastuono
ancora le braccia
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 | Quanta vita sotto queste foglie,
nel crescere siamo accomunati
aceri è il vostro nome, alberi
sereno sorriso nel guardarvi
il giardino abbellito e fresco
arte della natura, bene silenzioso.
Vi curo con attenzione e riguardo
mi accosto senza
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C’è un raggio di sole
sotto i tuoi piedi spogli,
c'è un mondo diverso.
“Nomade nel mondo”.
C’è la lucentezza di fili d’argento
di donna fragile senza più età.
Il cavo solcato da rughe
di mani protese a
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 | Qualcosa -come un podalico parto
la partenza dall’arrivo.
Genova, devi vederla dall’alto
o dal mare, chiusa com’è
in una strettoia d’infinito-
corpo verticale abitativo.
La scopri salendo, ascetico
camminare spedito-
dal porto a un cielo
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Se potessi
scivolare via dalla sera
in silenzio
forse sarei felice
E renderei
tracce di tramonto
al mio cielo di cobalto
nero di piaghe
Potrei morire
senza accennare parole
e nessuno
si aspetterebbe altro
Che il disprezzo
per una lenta
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Annullami quest'odio
padrone della vita
integro rancore
non vedo via d'uscita.
E' morte cerebrale
in un corpo
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Ciao principessa,
sorridi anche solo per me
che ho scelto il colore che ami
per sussurrarti, sulle sue ali,
quella
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Se penso a quand'ero adolescente
e a cosa raccontavano gli anziani
ecco che mi ritornano alla mente
tante storie dai
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Non mi volevo più innamorare,
perch’ero troppo stanco di soffrire,
ma quando ho visto lei su quella spiaggia
il
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povere cose in dono
e il volto del bene
il tuo
mi segue da sempre
e me stessa e te
nell'immensa solitudine
quando neppure il vento
ascolta guarda
e tutto si dissolve
e cielo e terra
feriti
a frammenti tornano
a distaccarsi
nella
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Ti basta veramente poco:
un lieto pensiero condiviso
e fai di questo luogo solitario
un borgo ridente e
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Vorrei dirti
quel che mi manca,
mentre tu indugi.
Un refolo di vento si leva,
dal cuore
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Dolore atroce
grida di terrore
sgozzate senza pietà
Lasciate morire
sono entrate nel recinto
tutte bianche
una alla volta
lasciando il latte della mammella
son giovani pecorelle
son terrorizzate
han lacrime agli occhi
un minuto
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 | Così che non mi curo
nel breve d'un silenzio, quando
l'attimo riluce in un rumore di polvere.
Possibile
che non ti ho detto
quel che avrei voluto prima del salto.
Così
che non attendo voci
se guardo le tue labbra;
non
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 | Son partito per trovare
qualcosa di più serio,
che brilli
come solo i poeti
mentre
nutrono d'acqua
le loro
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| Se 'ndormensa la séra
su rossi foretoni,
la conta busìe,
ghe scòta la facia
la sigà ai coatro venti:
"Ché 'l vin no'l fa mal,"
E par far vedare
che la ga proprio reson
la s'à
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| Due in una stanza
a parlar con altri
si osservano a distanza,
son soli a dirsi cose
a toccar le corde
a sentirsi fra la gente.
Son proprio belli a rivederli
sanno d'ingenuità perdute che ritornano,
sanno di dolore e rinascita,
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| Così arrivammo dal deserto
della manna non trovammo alcun riscontro
di guerre e paradisi vedemmo l'ombra
solo la morte
quella mai ci lasciò soli
passo dopo passo
stupro dopo stupro
sino alla costa.
Del denaro non avemmo
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| Adesso basta, non scrivo più!
Cancello ogni rigo
strappo tutte le poesie
i segreti, le idiozie
che per anni ho disseminato nella rete
strappo via questa pelle
che tante volte ho visto accapponare
in preda a ipnotici pianti
e che è
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Il tempo asciugava le labbra,
era dolce quel cielo
di trame dorate le notti.
Il tempo del pane
così lo chiamavano i vecchi
seduti con sguardi nascosti
nell'aria mille promesse.
Canti chinati sul grano
come garriti di rondini,
respiri
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Sei la terra, talvolta l'intravvedo
quando porti alle tue labbra una mela;
sento l’angoscia nell’acqua dell’Eden
quando bagna l’albero del sapere.
Nelle mani hai la concupiscenza;
lo sterrato del non ritorno, incerto,
spolpato dal morso, fino
leggi

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Un filo di luce tiene tutto in piedi
un alito
un sospiro
un passo
uno sguardo
un bacio.
Uno zefiro fa vacillare tutto.
Ha importanza l'istante
un pensiero.
Non sottovalutare un'idea
un battito d'ali
un'inezia
Il mondo si regge su fili
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 | Fine di maggio sul bus di città
appare diverso nel mattino
da fuori affollato di bimbi.
Ultimi giorni di scuola
vanno in gita vivaci.
Disinvolte bambine
svelte a domanda rispondono.
Seconda elementare dal lago
femminucce più
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 | Lame taglienti
nel cuor vuoti profondi
Le tue ingiurie
Sul ramo
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| l'amor mio sospinse il cuore
a parlar di lei all'orizzonte
che si perse in fondo
al bagliore di silenzi
ti rimembro vestita di fragile nudità
attorcigliati fra le voglie di saziarsi
con la voracità di un temporale
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| Nun me ce trovo mmiez''à ggente,
troppi rummure,
e brulichie 'e parole
e rummure inutili ca jescene de vocche
mme fanno scumparì.
Nun veco cchiù 'o cielo,
ogni cosa s'appanna,
perd''à lucentezza,
perdo 'o tiempo
leggi

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 | L’Italia è gestita in
un modo strano, c’è una vera
battaglia fuori e si cerca negli altri
quello che noi ... abbiamo; si guarda
l’erba fresca del vicino, ci lecchiamo
le ferite perché noi tutti non
l’amiamo.
Questo clima
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Orfana delle stanze
invase dal primo odore
delle forti ed eterne radici.
Batte forte il suono ed apre
negli angoli vissuti dal verde respiro
tra le umili e vecchie stanze,
nel tempo trafitto dalle orme
tatuate nella nuda memoria.
Urla e
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 | Un leone a spasso per la campagna
adocchiava qua e là senza timore
sapendo di essere il più forte
d’un tratto un ciottolo si permise di fare uno sgambetto
ed il povero re rovinò a terra per l’accaduto
continuando a guardarsi attorno facendo finta
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Sei morta! Con i polsi stretti a un legno,
solleticando con i piedi il fuoco,
discinta- ignuda come Cristo in croce:
gli incubi e i Sogni non verranno più.
Sei morta! E sulla piazza, di bestemmie
saliva il requiem pe' il tuo strazio
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 | Del binario che avanza dal respiro
il fondo non toccato svola fuori dai muri
mentre sempre più il fianco
somiglia a
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Quanto vale
esser sinceri,
se già chi ti vuol giudicare
l'ha fatto?
Con la sua mente contorta
e per decisione
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Stimo chi applaude, da solo
anche in mezzo alla folla
chi non rinuncia alle sue idee
nella solitudine del mondo
chi osa il primo passo
chi sa dire no,
chi corre e non sa dove
chi rischia, chi bara
chi ama e perde
e chi sente il mare
quando
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Chissà se mi assomigliano ancora
le parole dolci della sera
quelle che volano sull'onda
brillando come fari .
Certo non giocano più
su quella sabbia allegra
ma ritornano nei suoni
delle voci che respiro
come i canti delle
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 | Le scriverò per te,
nella soffitta che si affaccia sul mare,
le offrirò alla più bella,
dono d'amore per il più bel dono d'amore.
Poesie delicate, struggenti,
dal sapore del miele e dall'essenza del sale,
scritte
leggi

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| Eolo |
31/05/2017 00:07 | 2555 |
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