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Con il senno in me disperso
nel cercare fondamenta
mi ritrovo nell’immerso
d’una sindrome in tormenta,
col pensiero titubante
mi conformo all’ignoranza
del me stesso mendicante
ch’è’l mio essere in sostanza,
mi ritorco contro il
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L’uomo del secolo porta il cappello
e un pesante cappotto senza tasche.
Attorno passeggia,
nel tempo e nel vorticoso
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Nelle collinette di Ora
gira e rigira una parola
che non ti dissi mai e che ora
mi brucia in queste mani.
Soltanto te e
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Parole d'amore
innaffiavano un cuore
dalle radici scettiche
fino a far sbocciare
il germoglio dell'eternità,
estirpato sul nascere
dal veleno dell'inaspettato cambiamento,
tra ciò che dicevi
di volere
e hai dimenticato
Come
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Fermati per un istante biglia impazzita
dopo tanti ostacoli e percorsi ardui.
Resta attonita davanti ad quel
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Me lo rammento. Sibilava il vento
per i tornanti su verso la Futa,
noi stavamo seduti a cuor contento
in trattoria da noi mai conosciuta.
Ci eravamo fermati un po' a casaccio,
la stufa quella stanza riscaldava,
serviva un oste in vesti da
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Detesto ammettere
di aver trovato il Karma
nel più banale, nel più stupido dei modi.
L'ho trovato
seduto
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Grande sì è il dolor che lento
rende il passo poi della futura
vita sul cammino a chi orbato è
dagli affetti più cari dalla morte
sol la solitudine ne è compagna
greve e ai ricordi s’accascia
l’animo forte in
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non riesco a saziarmi di Te
penetri nella
mia vitrea solitudine
con sprazzi
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 | Indifferenze
fuggite all'abbraccio
muoiono il giorno
tra case di fango
ove il respiro
di bambini silenti
ancora cerca
le parole smarrite.
Sogni d'attesa
di cielo infinito
tra gli orti poveri
nascosti nell'ombra
oltre gli sguardi
di
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Arma letale
come e più del veleno
di un cobra reale
S’insinua vilmente
nei pavidi animi
che curano
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Cade la luna
ti dico, non lasciare che rompa
lo specchio delle ore bevute insieme
il calice del nostro tempo trabocca
di baci e miele
di rose
figlie verginali
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Noi siamo macchie anche colorate
distese al sole giallo della vita
a tessere una trama travestita
da quando Eva trafugò la mela
fino al momento poco tempo prima
che tocca il punto basso della rima.
Noi siamo macchie piccoli sistemi
grandi
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Impronte a cui s’intrecciano
profumi d’altri passi
gomitoli di alghe e stelle rosse
nell’andirivieni di conchiglie
e intorno alle caviglie
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Non si piega e indifferente
resta fermo in faccia al muro
coi suoi giorni da colmare
del suo tempo nudo e duro.
Nei suoi occhi indifferenti
brucia squallida la vita
e nel piatto dei perdenti
c’è una mano infingardita.
“Io non racconto
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 | Indifferenza che oltrepassa il cielo
con i silenzi senza azioni e gesti...
nessuno e niente più t'ispira ardore
e
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Ho cercato d'immaginarmi un Dio democratico
ma non c'è stato verso che un poco mi riuscisse.
E' il divino proprio
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La macchia non si vede
è sotto il petto
non molto grande
ed ha una forma strana
nera di fumo
grigioblu antracite
il resto è bianco latte
a pelo corto.
Padri ne ho tanti
mamma sconosciuta
nessuno pedigree
di razza mista
oppure
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Mi riposi in un pensiero
come una barchetta, tra le onde
nella tediosa stanza
Pomeriggio estivo
ti guardo sdraiato al cielo
e tu sei nelle foglie, che il vento scuote
tu dormi in un sogno leggero
dormi, libera il mio sogno
E scrivi strane
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A macchia
si propaga imperterrita,
inesorabile,
come visione
scartata a priori
sul debole contorno
della
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 | Provo dolore
quando i tuoi occhi
s'oscurano
per non vedermi
quando divento ombra
fra le ombre
di questo tempo.
Quando ti sono accanto
e t'allontani
senza aspettarmi
quando la tua indifferenza
è padrona del tuo cuore
e fa
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Stanno lucidando l'anima
Chi? Gli angeli del paradiso
occhi miei sopra quelle bare stanno immobili
freddi non conoscono pietà
bramano melodie di preghiere,
restano
nei cuori
ma svaniti sono dal corpo
nel labirinto del tempo
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La voce della luna
la voce delle sirene
mi traspare ora in lontananza
forse è stata anche un po colpa mia
-vibrando sul letto dell'oceano-
parlavi di noi come ad una entità nuova
mai vista fin d 'ora
e non capivo quando
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Macchia di terzo grado
resistente
atto di forza
spirito invadente
organigramma vuoto
e a volte pieno
col suo inventario
massimo scaleno
molto diffusa
volta dentro il ghiaccio
odia il mostrarsi
piccola e tenace
s’agita al vento
e non trova
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 | Mi affascina l’albero che guarda il mare
che il vento piega a piacimento
corteccia bruciata dal sale
e dal sole
che con cattiveria si accanisce.
Si genuflette
godendo del canto della rosa
vibrando a quello di maestro
ma non si spezza.
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| Mamma,
come farò a respirare e
ad imparare ad amare senza di te?
Tu che sei la luce del sole
che dice con calore
"buon giorno" la mattina
e "buona notte" la notte.
Toccherò il petalo di un fiore
e
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| Giovannino
è un prete unico ed esemplare.
non basta la messa
e il Sacramento della riconciliazione.
occorre andar
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| Immerso in un marasma di notizie
colgo i miasmi emessi da bufale
lasciate pascolare in campagne denigratorie
sotto un
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| Mi manchi,
mi manca il tuo sorriso
quello sguardo di luce
che nella notte i tuoi occhi illuminava,
mi manchi,
mi mancano
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| Ora sei davanti ad uno schermo
su una comoda seggiola siedi
mentre le dita vibrano sei fermo
con i sensi dei versi ti concedi
e tu nel riflesso di questo specchio
componi nei sussurri le parole
quelle che risuonano all’orecchio
per te sono anche
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 | Tu tratta dal mio costato
rigeneri la carne delle mie ossa.
Donna terrena cammini sui miei passi
ma ti elevi al di sopra
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| Svampa lu focu
nni ddru fazzulettu di terra,
a San Vito Lo Capo...
lu pararisu diventà ‘nfernu,
paisaggiu di mari e suli
riccu di genti e tanti piscaturi.
Ma, arriva lu ventu!
è arrabbiatu e scjuscja forti,
pari un pazzu scappatu
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Come soffio leggero di vento
che spegne la piccola fiamma che arde,
in una carezza delle mie labbra
sui tuoi capelli.
Il Dio delle ceramiche mi offre
nuove anfore ricolme di olio,
sorride verso di me che riesco
a creare i sogni per non far
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| Eolo |
16/07/2017 00:13 | 2065 |
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La pazienza ha un limite
quando esponendosi a 360°
non si vede via di fuga
eppure la volontà sempre si rinnova
creando l’impensabile
quel nettare che riesce a far evadere
da problemi che sembrano attecchire senza sosta
piccoli gruzzoli con
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Inconfondibile indelebile il tuo profumo
scolpito nella mente il tuo corpo, come
perla unica e rara dell'immenso oceano.
Tu perla viva e accecante riconoscibile sei
tra miliardi di vite pulsanti nel battito universale.
Sogno di sfiorarti con le
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L'egocentrismo gira come belva
nei gruppi di poesia e i suoi tentacoli,
ghermisce come fiera nella selva
e strage fa, senza incontrare ostacoli.
"E clicca tu che poi ti clicco anch'io
e non 'likkare' quello che fa schifo,
il bel lavoro
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Giace l’indifferenza su letti di rovine
dove tutto è reso vano
da chi si sente sovrano del dolore
e non comprende quanto pesi
il distacco da una realtà resa aspra
dal desolante quotidiano.
Giace su sponde credute amiche
le spoglie del domani,
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Sentirsi come la neve
di sera
quando il vento soffia
e la pelle muore
Qualche goccia cadrà
con le nuvole
sorprese dal buio
a leggere vecchi ricordi
Nessun ricamo
con l’estate che brucia
altri anni
di un cuore in rovina
E il fiume
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Profuma di colline ridenti sotto il sole
la mia estate
nell'abbraccio che si perde all'orizzonte
di mille ulivi al
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Sempre inquieto vagando andrò e mai lieto
per le fuggenti vie che vagabonde
ad attimi perduti e a folle Sogno
eternamente m'adducono; e a tanti
vespri simili l'un con l'altro, e a queste
lagrime nella sera che fa Notte,
e a molto
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Squallide notti mi vengono incontro
di rimirar le stelle più non ne ho voglia
riempie la scena della vita il tuo
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 | Se esiste
un silenzio luminoso
trascorre
tra sorrisi murati
e oceani di trasparenze.
Lo stupore
è un segno
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 | Dentro ad un pensiero
mi perdo a cercarti
fra spigoli appuntiti,
e muffe sulle crepe
tu
che hai
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| Oltre l'orizzonte di sguardi arcani
s'intravede un nuovo, simile
Scoperte talvolta già sapute
riaccendono luci di curiosità
e sollevano veli di limiti.
Viaggiano verso l'anima
e accendono scie
come fiamme ardenti
nel freddo
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| quanta pazienza ci vuole!
Per sopportare un mondo di imbecilli
inevitabilmente va la lingua dove il dente duole
finanche il cervello si arrovelli
Figli di una madre di facili costumi
almeno così recita il detto
qualsiasi regola mandano in
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| Sei come l’osso saturo
della ciliegia dentro
la polpa che s’ammolla
dissoni note al centro
di spazio che non
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Dormono i miei desideri,
tra delizie e deliri,
dove l'anima ipotizza
la magia del sonno,
tra pillole di insonnia
e venti di ricordi.
Si è trascinato il tramonto,
in anacronistici colori,
come lontane primavere,
come quando
la notte
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Come possano sentirsi liberi
di fronte al mare
è per me un mistero
più fondo dell'abisso –
e soli, per di più!
Mi è sempre parso
che un mostro senza fine
segreto respirasse
sotto coperte
di bianco e d'azzurro
e
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Non avanzare troppo fiducioso
nel recinto, dove il cane riposa:
insistere può essere rischioso
perché la
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Macchia
alone scuro
aleggia nell'aria
simbolo
di debolezza
di incertezza.
Scivolando
su incerte visioni
saltando
ostacoli di
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Per tutta la giornata era piovuto:
oltremodo il giardino era bagnato,
della graziosa villa cui un saluto
intenso Giove pluvio avea mandato.
La padrona di casa incaricava
sempre quel suo figliolo d’annaffiare
con cura ogni fiore che lei
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 | E se ti basta
basta raccontarlo
e un vecchio tarlo ancora ci scommette
e mette il sale dentro la minestra
mentre la destra guarda dove appare.
E’ qui che pare vero e indifferente
un accidente che ti salta addosso
e dentro il fosso cade per
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| Non sono di questa terra
qui lo dico e qui lo nego.
Forse il mio posto
è su una nuvola
dove posso guardare
il mondo di sbieco
dove posso cullare
questo inutile corpo
facendo a pugni con il cielo.
O addirittura il mio posto
è
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Non è mia la parola né di nessuno
ma questo strano assemblaggio
il senso riposto nell’anima
il suggerire un sinonimo all’amore
quando oltre i margini spazia
sono nel cuor mio nell’intelletto
nei miei silenzi e sul buio d’una stanza
dove viva
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Si trascina nel tempo
l’onda di amarezza
che mi pervade
quando il sole si oscura,
il cielo impallidisce
e l’uomo mi amareggia...
Allora i fiori
non profumano di primavera
sale l’amaro del mare
e gli occhi fingono
dolcezza che non c’è
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S- ciaransàne de sol
là sora i végri al solìo,
le me manda a spasso
su par i pascoli del cel
e vèrso le baiardèle
che ten serà la me oja
de érghe cavai
che me porta a remengar
su le nebie
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Era nell'infinito piccolo il color che preferivo
impassibile e fermo teneva unito vita e morte,
allontanandomi mantenendo il centro
eludevo ogni controllo
galleggiando tra il flusso d'ali
leggere come ossigeno.
Era nell'infinito grande il
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E' sorta l'alba. Il monte Lema in alto
domina la città con la sua mole
nascosta in vetta da una bianca nube
che la circonda come in un abbraccio.
Or si desta Luino dal suo sonno
e lentamente crescono i rumori
nelle sue piazze e vie
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Parole
d’eternità mai sazie
sono profonde piaghe
d’oscure
desolate regioni,
fredde desertiche
iridescenze
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Silenzio
dal sapore antico
ti sveglia
nel giardino,
la rosa non dice:
fatti da parte
sei una pratolina!
La superbia
è dell’uomo
da cui l’amore
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338243 poesie trovate. In questa pagina dal n° 55321 al n° 55380.
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