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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 365’177Autori attivi: 7’451
Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 |
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Anche in quel giorno
era giunta la sera,
sul fuoco sbuffava
la vecchia teiera,
l’infuso alla menta
bolliva
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Sui possenti
contrafforti
del conosciuto
seducente declina il giorno
mentre
tra baluginanti foschie
s’infrange
la coerenza del Mondo.
Polverio di sogni
che impalpabile
dagli occhi
sulle cose
dolcemente si posa
a riaffermare la sola
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Mio padre piegava il ferro
schiena dritta e polmoni al vento
respirava fumo di brace dalla forgia.
Mia madre rammendava calze
schiena curva e intonata voce
cantava sempre la stessa canzone.
Mio padre mi diceva:
"Impara un mestiere
un giorno ti
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 | Non mi prendo,
scendo giù,
mi immergo nel profondo,
risalgo dall’intimo in questo tempo
sempre a mani vuote.
Nemmeno una piccola conchiglia
con dentro una perla di poesia
riesco a portare a galla.
Il mare è calmo,
una tavola di
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| Ancora e ancora
raccogliendo onde
di un tempo precario
che grida decadenza.
.
Frattanto,
il pensiero emigra
come un bagaglio di sogni
che vogliono volare
ma non possono salire
e toccare le nuvole,
poiché i giorni dissolvono
i miei sogni
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| Dicesti che Lampedusa è un "passaggio
a livello": di qua benessere e di là miseria,
di qua libertà e
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Scrivo come viene viene
della magnolia che non dà fiori
e nasconde il cielo
alle due fanciulle
chiuse nel cesso della villa.
Le prigioni restano tali.
Anche ricoperte
di marmi e tende
che non schermano
dall’arroganza dei potenti
che
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Suon di campane, provenir dal chiostro
odo io, intonando il cor di un miserere
con altri frati, in lode al Padre
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Sei un sogno, difficile da spiegare
sei la soglia dei silenzi
tenerezza fragile, che non perdona
sei la pioggia di questa sera, sei il suo odore nell’aria
il tempo che consola, sei la calma
sei un vestito che vorrei tenere
sei l’insieme e ciò che
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Come una carezza
la tua voce di cristallo
lascia trasparire tutte le tue emozioni.
Ed il cartiglio della storia
svolazza tra la foglia e il ramo secco.
Non riesce a capire dove cadrà la sciagurata.
E risponde sconfortata
" Chissà, chissà dove
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Quelle mani
dimenticate
vento freddo
nella stanze
di una fresca memoria,
frasi disperate
disperse
sui desideri
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Silente cielo...
vegli sul sonno
dell’anima amata
donando l’ali
per volteggiare
tra soffici sogni
e ardenti pensieri
gelosamente custoditi
nella sconosciuta alcova.
Indifferente
è l’altrui mondo
ch’attorno ruota...
si giace nella
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Un angelo custode alquanto esperto
mi è stato consigliato dal Signore,
perché mi ha visto sempre molto incerto
nei vari
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Nel mio impeto di gioia
(ma cosa vuole da me questo tormento!)
si fa largo e leva la sua fronte
la domanda che teme la
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Ho voglia di amarti
nei luoghi sperduti del mondo,
nei giorni che strappano via
il nostro tempo
e che al tempo
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Aspettano che l’esequie passino
sicuri di aver vinto
sguazzano nel loro brodo cattivo
godono di aver distrutto
ciò che
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Salgo con gli occhi nell’ azzurro.
Sulle cime imbiancate dei monti,
corona regale del lago
diamantato dal sole
e sponde
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La vita e la morte
Io calpesto,
dal nulla all’infinito
Io vivo
e di me rinato, solo
avrete vuota lapide.
Pensieri di nebbia, ora
mostrate l’incerta città
di squadrati abituri,
panni svolazzanti e sabbia,
nell’oscurità di una Luna
che notte
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 | Movimento atipico
di rincorse ancestrali,
con scarpe di vento
e intrepida corsa di un nuovo
Filippide che con umiltà
rinnova la storia quotidiana.
Muscoli protesi,
in un sentire la memoria,
il corpo antico che rinasce,
nel respiro
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| Eolo |
18/04/2018 00:39 | 1527 |
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| Nel tempo, in balia delle onde, volo
in capricci siamesi dipendenti.
Dal cielo coniate in stretto vincolo
due sorelle ...
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| Addosso mi percorro
con audacia.
Fino a entrarmi dentro.
Sono liquida goccia di cera
su dorso di candela.
Privo di
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| Sopra il tutto
c’è il mio niente,
che non è avaro,
ma è colmo d’amore
c’è una cappa
di sofisticata bellezza,
imprevedibile per un’uomo
che vive solo di sogni.
Lassù nella volta,
le nuvole bianche
si fanno nere,
là, non maturano
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| E più non c’è l’oralità dei prati
né i nostri passi di latte nei canti colorati di soli:
come erano azzurre le ore del cielo dentro
quando dall’erba pendevano i sogni.
Chi ci spiega l’assenza dei fiori?
Dite: nel dov’è che siamo
giochiamo, noi
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Lia |
17/04/2018 21:16 | 1210 |
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Sbaglierò
ma non sono diventato
abbastanza forte
per odiare le ombre
E permettere alla luce
di invadere i miei segreti
svelando ogni cosa
che non sia un pensiero
Tornerò
alle mie cose scure
dopo il tramonto
e sarò libero di
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Il racconto del percorso è palese,
spesso mi ritrovo in un giardino dove
non ci sono più parole...
il cuore punto da un chiodo mai
arrugginito,
batte toni differenti.
Cerco un cielo immacolato,
dove una fanciulla sacra
indossi solo
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Sfuggente...
il tuo viso gaio
nel ricordo innato,
che il tempo meschino
cerca di sottrarre,
con gesto vile.
Il mio
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Con grande impegno ho scritto una poesia
in dolci rime e a te l’ho dedicata
piena d’amore e di malinconia ...
ma a tutti
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Le spigolatrici racimolano
resti scartati dalla mietitura.
Con gesti e sguardi materni e pazienti
ordinano nelle mani nodose
mazzetti di pagliuzze e grano biondo
trebbiati dopo da macchine o armenti.
Del giorno solare eroine
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Qui tra le tombe abbandonate senza un fiore
ecco qui solo di giovinetta una scheggiata foto
scomposte lettere che qui davano il ricordo
nel silenzio qui che nell’ora tarda tutto avvolge
par di udir una vocina e poi un flebile lamento
l’aria qui
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Ammesso e pur concesso che non possa
restar senza un pensiero quotidiano,
lo spirito ha bisogno di distrarsi
dallo scrivere sempre le poesie:
ha l’impressione che le fantasie
con le quali si trova a cimentarsi
possano poi condurlo, piano
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Delle pietre così lisce
così lisce per le mani
per i piedi
per i calci ad un pallone.
Di quella fontana che gocciolava
con quel rumore bastardo
che a lungo andare impietosiva
e tutti i santi che pregavi.
E quella vasca piena di pesci
pesci
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Vagano gli occhi in cerca di identità.
Lo sguardo si posa poi su contorti ulivi
che la storia racchiudono e nuovi occhi
attendono.
Il loro incanto richiama alla scoperta del tempo
dei padri
quando il sapere camminava a piedi nudi
ed il vento
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Le albe cadevano
nel mio corpo stanco
il dolore come martello sulle ossa.
Sentivo l’aria tra i capelli
e guardavo le nubi come pensieri
avvolti da cellophane poiché
immobili custoditi restavano
lì come un peso nel cielo.
Era un addio che
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Indelebile scendi,
nel mio teatro di dolore,
sgretolando ogni goccia di me,
da quel muro ormai in frantumi.
Macerie miste a cocci di vetro,
verde come un destino
in cui spero ancora.
Ho bisogno di scrivere,
di nascondere le lacrime,
piccole,
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Profondo sempre nella poesia
ogni diletto ogni passione mia,
e come nello specchio delle brame
sono pensieri, desideri, trame,
in
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I cieli oggi non ospitano le stelle e sono silenti i dorati -silenzi- delle ali.
Spira giallognola, percettibile la scia della virulenza.
Come è dolce, un ricordo che mi scorre piano a nervitesi.
Ed è di colore verde amaro il mattino scagliato tra i
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Sono sotto il cielo di Firenze
a scrutare un gioco popolare,
fabbrica di reali dipendenze
e lampi scenici da ricordare.
Come la vita, pulsa in sequenze
ci sono regole da rispettare
ruoli imposti dalle competenze
e un obiettivo da carezzare.
Il
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 | Tornare indietro tra le anse del tempo
rivivere ogni bel momento prezioso,
cancellare i giorni gli anni ormai passati,
lasciarsi andare in attimi sognati
Tornare indietro aggrapparsi
con le dita del cuore a momenti d’infinito amore,
a silenti
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| Un comprendere
che il sentiero supera
dove luce
più non s’irradia,
stregati diritti
e doveri ammaccati
luogo di
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Come i sassi, levigati dal sonno
ciò che dorme nei pensieri
sono le parole, nel freddo alveo del fiume
noi siamo nevi perenni, avvolte dal silenzio
siamo questa dimensione, ora inquieta
attraversiamo il cielo, come lontani uccelli
dove non c’è
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davanti
dietro di lato s’ allunga
si spezza se riflessa
in acqua mutilato corpo
mi ripete
negativo di me
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Se dico rosa mi vedrai col vento
portare a spasso le tue mille spine
che penetranti come discipline
son pronte ad ogni falso giuramento.
Se dico vento ecco la tua vita
spogliarsi in mezzo a un prato immacolato
mostrando cosa mai ha programmato
il
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A volte vado al Parco Comunale,
mi siedo sulla solita panchina
e leggo le notizie del giornale,
...ma ciò che mi è successo stamattina ...
è un fatto veramente inusitato
ed ora ve lo voglio raccontare:
‘Seduto, col giornale
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È di una sola voce il grido
-inferno vestito di pelle-
brama la voglia
nel sapore estremo dell’incontro
libero incastro, musicale atmosfera
e denso respirarsi
tra brividi e silenzi
-apnea in ruvida resa-
-strappo di seta tra le dita-
e
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Di un grande amore si raccontò
che a Camelot si consumò:
Rapito fu il cuore di Lancelot
alla corte del valoroso Artù.
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Non pensare più a niente.
Guarda la notte com’è bella.
Trattieni il respiro per un attimo
e poi lascialo andare.
Lasciati andare.
Non credere che tutto ciò che vedi sia tutto.
L’apparenza ha tante maschere.
La sostanza cambia e spesso di
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Insignificante nonnulla
annoia l’esasperato essere.
Ridondante ripetizione di movimenti
in ondate di pensiero.
Volitivo ergersi dal basso
scavalca il traguardo.
Fra tante possibiltà nessuna certezza
soddisfa l’intento.
Si ricade nell’inganno della
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Tremolio dell’anima
avvicina il mio sentire
sulla sfinita pelle
dei segni del tempo
Odo...
Rinchiuse
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Volano alti
su ali di rondine
per poi cadere giù,
non saranno i miei pensieri
a portare la primavera...
le vedo poi allontanarsi
da attimi creduti sinceri
nonostante anche i loro nidi
siano false utopie,
così come i mielati momenti
da cui
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Partita da vero cardioparma,
co’ Zampa che momenti ce ‘nfartava
e cor becchino a riesumà la sarma...
de Messi... che
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Iò sugnu ‘cca sutta
e scavu notti e ghionnu
cercu suffaru senza un lamentu
scavu e mi spaccu la carina
pi nun ‘mpugnu ri fica e quattru favi.
Cantunu l’ariddi ‘ntà la chiana
e li cicali ci fannu u contrucantu
sentu a puzza di lu suffaru ca
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oh poesia che sia muta e fatata
respira l"aria nel silenzio
si muove lenta
divina reliquia sei nelle mie brame
oh poesia tradita
da stormi che velleggiano
al crepuscolo di vespri inneggianti
ed io solo aspettar la luna che sorride
oh
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Ero svanito lentamente
conoscendo
solo una parte del tutto
ma senza pretendere
Di comprendere ogni cosa
che al di fuori di me
occupava un suo spazio
di luce o di buio
Ero scomparso dolcemente
senza un addio
e nel silenzio
ritrovavo me
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Si attende una mano divina che ripulisca la cima
lasciando cadere sul fondo ogni vana conquista
sicché s’annunci la speme in un dì non lontano
quando ognuno pensando alla vita che scorre
nel sangue e nel mondo d’intorno possa dire
"Non ho scettri
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 | Scriverò strappando al mare
versi e schizzi di euforia,
berrò quel drink fra le conchiglie
e la salsedine asciugherà i malumori.
Scriverò senza inchiostro fra un’ onda
che porterà un po’ di spuma
per colorare i caratteri di un bianco puro.
E la
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| Mi spiavi senza narrare le parole
e mi racconto ladro profeta
principe per sottrazione ad un
uomo che si fà
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| Sul tuo volto rigato dalla pioggia
il mio triste pensiero si aggroviglia,
escrementi come pii rigagnoli
disseppelliti da fremiti pargoli.
Afa cronica di un’idea ferita
in su la conca di una mano agguerrita
per aspri combattimenti nell’anima
nel
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| maledetta emulazione
o dir meglio scimmiottare
reso arido hai il mondo
trascinandolo nel fondo
tatuaggi con linguaggi
orecchini e barbe corte
pantaloni allentati
con culetti affusolati
tutti uguali negli sguardi
le movenze in sala prove
Se
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| ora che il tempo è poco
che la clessidra è quasi esaurita
che non si può più barare,
più girare e ricontare,
ora cosa
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 | Più che lo smalto delle schlumbergere,
più della insondabile dirittura
morale di clematidi e ficus,
più che i bacetti in
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338329 poesie trovate. In questa pagina dal n° 43801 al n° 43860.
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