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Sai incantarti d’amore,
ascoltare l’aprirsi del cuore,
l’anima vibrare ansiosa.
Vedere ogni dì, gonfiare
questo unico
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Fantasma dei miei immortali amori
provo fervidi palpiti di sentimenti
per chi ho amato amo e amerò
fino allo
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Riflessi d’immenso
e perle di cristallo
sugli occhi e sulla pelle
rivoli d’argento tra i capelli
traboccar di sentimenti
nel tuo candido sorriso
Donna!...
Nello sciabordio dell’acqua
lavi ed abbandoni le tue scorie
liberi spazi immensi nella
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Piove... senza dare
alcun segnale
sulla fine che ci attende.
Tracce... indelebili
nel tempo rimarranno:
ferite rimaste
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Nella pozza
stagnante
di ataviche credenze
ogni vivente vita
che attorno a me compie la sua danza
torbidamente
si riflette.
Ma
se un’immagine deforme
è capace
di muovermi alle lacrime
a stento
ciò che la comunione col Vero
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La calura mi scricchiola l ‘erba
sotto piedi roventi di sole
Sospeso
fra terra e cielo
diafano si fa il miraggio del caldo in ascesa
al cercar d’una nube frescura
Le cicale perdurano nel loro canto mai finito
Li accanto file di minuscole
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la prima volta che ti diedi un bacio pioveva, ovvero
piovevano silenzi -come usano dire i poeti, quelli che
scrivono con ambizioni poetiche- [ed è la prima cosa da cui dovrebbero guardarsi,
i poeti, quelli che mentre baciano sono convinti di avere
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 | polo che arrossa il buio
ferita di carezza
buca a metà una nuvola
si occulta, non fantasma,
si chiude al
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E mò c’ò tiempo è fernuto
E nu ce stà cchiù
passione e fantasia
cu’ ‘uocchie sperute
tu o’ uarde
e’ n’emozione chiane chiane
‘ncopp’’a lengua se sceta.
Comme è belle o’ babà!
cu stu cappiello lievitate
delizia é crema e cerasa
abbagnate c’ò
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Sento il calore delle umide labbra scorrere sulla schiena
Brividi invadono tutto il mio corpo
Attendo con impazienza il loro passaggio sui turgidi capezzoli
Gemiti come melodia, aumentano il ritmo
dei battiti del cuore
Richiamano con
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Dentro di sè sentire
un infinito amore,
forte è il desiderio,
potente l’attrazione
verso la mia musa,
come una calamita ricongiungersi
all’ origine della Vita.
Perduto non è il Sogno,
ad amare ha portato,
tra le stelle,
un uomo disperato.
La
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Mi affaccio all’attesa,
cado sospeso tra vincere o perdere,
sogno di vivere o rinascere...
Un’ agopuntura consola
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è di nuovo tempo di barbe lunghe
di sogni sognati
di giorni sommersi
dell’aceto nelle narici
chiudersi
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| mls |
29/07/2018 09:59| 987 |
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Ombrosi
come le nubi addensate
sulle cime dei monti
nascoste allo sguardo.
I miei pensieri
cercano di sottrarsi al tuo sguardo.
Alterchi di una giornata grigia.
La vita si dipana come il tempo
Momenti sereni si alternano
a quelli
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Forse siamo poeti, quelli veri ...
che ti vibrano il Cuore e ti spogliano
l’Anima da mille pensieri.
O forse solo leggiadra poesia
quando a piedi nudi camminiamo
nei sentieri silenziosi della malinconia.
O angeli del ventesimo secolo
senza penna,
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Io e l’ex mia ... quanti ricordi!
Se sèmo conosciute a undici anni!
Sèmo cresciute ‘nzieme senza sordi
a mollichelle,
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 | Girerà il mio cielo
e un nuovo Sole
irradierà lo spazio
dell’ignoto.
Sapienza e meraviglia
dell’Amore
albergheranno
in quello ch’era un
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Si... e cola sangue dalla Luna!
Tra le tenebre di pianto
un bimbo allarga il gioco di un sorriso
e allunga e punta il piccolo dito
e in un attimo nell’intero Universo
ad una, ad una accende e sparge
"Stelle di Meraviglia e incanto",
La Terra resta
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La partita
un campo di pallone
mille speranze
un gioco senza fine
una medaglia mai presa
il terzino ferma il pallone
la punta segna il gol del vantaggio
i tifoso fanno i cori
un bambino sorride
gli avversari non sono nemici
ti ricordi la
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Lo sbatter dell’onda non sento
non sento il rumore del vento
non sento la pioggia che cade
chi bussa alla porta non
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E ci sarà Selene a palpitare
(Anumati si sa è assai curiosa)
e dato che è signora e capricciosa
si sposta dietro e rapida scompare.
Latona segue attento il suo operare
sapendo che Mayari la radiosa
tra i boschi e in mezzo ai rami misteriosa
si
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 | Anche i vulcani si risvegliano, anche dopo mille anni
ma ci sono porte, che possono essere aperte solo dal di dentro
e voci che possono essere udite solo nel silenzio
nei prati più lontani, dove riposa il tempo
nascono i fiori più belli che
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 | Ogni volta ammiro il modesto geranio
il suo intrigante profumo,
penso all’incenso, insistente rovello...
Eterea presenza
dimora nel cielo, fa parte di me,
incardinata nel cuore.
Nobile pianta dal profumo d’infanzia
e candide mani
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| In ogni foto risalta l’amore
quel colore capace d’inebriare
ovunque qualsiasi oggetto
esprime se stesso con simpatia
eppure il vuoto permane
niente a cui attaccarsi
se non a quei piccoli pelosi
soltanto loro riescono a riscaldare
donare affetto
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| La luna stanotte si veste da sera
fasciata di seta in un ballo scarlatto,
strizza un sorriso ai teneri amanti
sospesa tra il cielo e i sogni più puri.
C’è una strada che buca la notte
in un crescendo di timidi abbracci,
vorrei tuffarmi
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| (fantasie in libertà)
Realtà di palpiti
i tuoi ricordi,
tremore di sangue
il tuo forte bacio...
Stringo
le tue mani
in pugni di vento
e sussurro parole
nella tua anima appesa
a cieli frastornati,
aspettando sogni
cavalcati da immani
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| La segretaria, ligia al suo dovere,
entrò in ufficio, alquanto timorosa,
perché il suo direttore (un
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 | Speravo nel mio sogno di parlarti
ma verso chiara luna dileguato,
prima festiva che non sei più amore...
Cresce il dolore scema la speranza
nel cuore un tonfo nel risveglio presto.
Prego ed anelo a ritrovare pace
ed il sereno dentro il cielo
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e sgorga la malinconia
zampillo sfuggito alla corazza rocciosa
d’una solitudine interiore
che tracima all’improvviso...
la lascio scorrere
scivolare come una carezza
sull’aridità di giorni
snocciolati senza gusto, senza poesia...
la lascio
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E se domani non mi svegliassi.
Se nel sonno svanissi
o durante la notte terminasse il mio tempo...
Diventerei l’ennesima ombra che vaga nel buio.
Il miliardesimo vuoto che nessuno ricorda.
La voce che si perse tra le voci del vento.
Una buca
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Poche frasi gettate lì a definire il poi
in altrettante piccole parole dinanzi alla vita che più non è...
Piccole e poche frasi incolonnate su di una virtuale pagina
insieme a parole di dolore e parole di speranza
che cercano di andare incontro a una
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Quando nasce un alberello
tende a assumere una piega,
dando ad esso un buon modello
si prepara a chi si allega
con contagio dai dintorni,
abbigliato ed educato
alle andate, ai suoi ritorni,
va protetto e abbeverato
per far si diventi
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Se ci sarà ancora
qualche respiro da spendere
voglio il silenzio
al mio fianco per sempre
Il vuoto del nulla
attorno alle cose che piangono
gocce di memoria
sui giorni perduti alle lune
Se ci saranno dolori
avrò più tempo per soffrire
le
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Con quella tua carezza lievemente rosata
m’accarezzi lo sguardo.
Ancora trasognata
indugio pigramente
cullandomi
tra le fantasiose visioni dei tuoi colori.
Fiori che si sfogliano nell’aria
evanescenze delicate
di cirri che danzano
nei
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Il fiato,
stanco vacilla soffiando l’affanno
sulle mani,
labbra arse da baci di marinai,
trovano refrigerio lambendo lame
lasciate ad asciugare...
Improvviso trasuda un rivolo rosso,
lucido cola lento nella calura,
avvampato cerca le nozze
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Che bella la luna questa notte,
brilla di una luce tutta sua,
circondata di stelle
che le fan da cornice.
Mi guarda, mi afferra,
mi prende per mano
e pian piano mi sussurra...
aspetta l’aurora.
Mi lascio per un attimo
accarezzare dal suo
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Legata, relegata,
nel tuo cielo,
ammantata di rosso sangue
e respiri di luce.
Relegata, collegata
con un laccio al cuore.
Il respiro stringe,
il ritmo sale,
il rosso esplode, cola.
Come leggero velo,
si poggia, riposa,
respira,
risale,
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D’una voce lontana
ascolto il silenzio.
Profumo d’un respiro
stretto in una morsa,
macerato in un se,
solitario e
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Monti randagi e vagabonde cime,
oh di Tempeste antiche e aguzze vette...
oh còrrere mellifluo del Melèzzo,
oh del Toce le plàcide scogliere
e le cascate... oh Gridone... Gridone
possente e ossuto sotto il cui ampio sguardo
delle tue pietre tanto mi
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Ebbro di vino e colmo di fumo
intreccio nel vento i disordinati versi
d’una prece sibillina e muta
Ispirato dalla babele celebrale
che non suggerisce la certezza nel mirare
tendo a coonestare l’estremo osare
che nulla toglie a chi non ha di che
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In un mondo affollato di gente,
inali l’aria mite, volta alla sera.
Nella lieve penombra del cielo,
lontano nella nudità
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Pensami nel sogno
quando il mondo è nel domani
e
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Attenti alle circostanze che ruotano intorno alla vita
Banale di tutti giorni dimentichiamo spesso tutto ciò
Che dovrebbe
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Lassù fischiava
ululava la bora
strideva lamentosa
su vetri gelati.
Ed io sognavo
sognavo di me
quando conforto era
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Guardavamo iniziare la fine del giorno
con lente corse e disarmati fucili
carichi di odio e gioiosi ti amo.
Niente
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Nella notte
la vengo a cercare.
Dalla sua luce
mille messaggi
da decifrare.
Il tempo
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Vieni qui restami accanto, con la tua voglia
di remare tra le mie onde, con le tue mani
nella mie mani, con il tuo corpo sul mio corpo.
Fa che qualcosa di te rimanga in me e i
pensieri rimangono fissi nelle mie parole,
rendimi la gioia di respirare
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Il segno
sulla sabbia nasce il Sole
la Luna è al tramonto
un bacio salato
un orologio a pendolo batte le otto
amanti si riscaldano al Sole
un tatuaggio con scritto amore
una corsa in bicicletta
tante promesse
una candela si spegne
mille
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 | Se bastasse il palmo aperto
della mano
a garantire soddisfazione
e affiatamento,
“ che fa pure sorridere”
quando si batte il cinque.
Nessuno, subito
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| Pressante desiderio
di mansuete consuetudini
m’avvolge il quotidiano,
eterno susseguirsi
di tranquillità estrema
a
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 | Ho rimbeccato il mio uccellino in gabbia
che pare in coma, essendo il cielo grigio
e l’ho ripreso in modo un po’ alterato
con fischi redarguito e supplicato:
“Ridotte le funzioni al lumicino
io non capisco perché ancora esisti!”
Di primo
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Ci sono giorni vissuti in altre vite
treni che passano di notte
che ci svegliano senza fiatare
ci sono mani che vengono da lontano
altre distanze, fuochi di stagione
e i frutti dal ramo che mai raccogliemmo
le nostre lunghe attese per parlare
ci
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La carne
poltiglia di sangue
terreno custode del nome
nasce primaria nel tempo
nella culla di un giglio
nella città di cui sono
immemore figlio;
la mente
coacervo e mistero
cosmica custode dell’io
nasce seconda nel tempo
nella culla della
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Stanotte, ti hanno invocata in molti,
oh luna scordata, del cielo gemma,
mentre con calma e serafica flemma
la nostra ombra dai tuoi luoghi incolti
dispariva in tuoi cangianti volti,
calante, crescente, piena. Dilemma
stai lassù finché epiteto,
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sembra toccare il cielo
attraverso la grande vetrata
gli fa visita il gabbiano
unico amico
al crepuscolo alla stessa ora
nel becco l’argentea preda
l’uomo del faro:
non uno stravedere
come il ragazzo l’ ha sempre sognato
tra spume d’ onde e
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Echeggia nell’Elisio un pianto
realtà nascosta
al di là della luna
oltre i miseri schemi del tempo
Nuove tenebre
ripercuotono abissi
ripristinano i dannati
alimentano religioni
miti, credenze tribali
sotto un falso sole
E non c’è più cielo
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L’aurora è giunta alla finestra
dopo una notte di Luna ... rossa ...
che ha intrecciato la sorte
dei nostri destini, ancora riversi
nel letto, rosso, e più non posso
credere che l’ineluttibile domani
senza Lei sia migliore delle ore
tinteggiate
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Glaciale sguardo
terrorizza il cuore
che a fatica pulsa
all’improvvisa gelata
d’un tuo abbandono.
Sei dolore
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Non si è mai soli nel sopraggiungere
dell’età degli anta nell’aver tra le mani
una stecca di violino intente a congiungere
le corde per comporre suoni arcani
dal fascino segreto e misterioso
che già s’espande nella stanza melodioso
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Brilla la luce della notte
nel disonesto vivere
e la terra apre le viscere
lì dove le tombe sono stelle
e ci mostra la nostra origine.
Splendono gli occhi all’imbrunire
come diamanti incastonati nelle pietre
il violino suona l’Ave Maria
nei
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338178 poesie trovate. In questa pagina dal n° 40051 al n° 40110.
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