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Gli ultimi 5 iscritti: Donato Caione - Benedetto - Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95
♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Allora è rabbia
che regala paura
e all’ingegno
non fa più la punta
che grossolanamente,
aiutata dal furbo di
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chissà perché non riesco più ad ingoiare quei vuoti d’anima
quelle voragini senza tempo alle soglie del giorno
quando dimentica del resto m’imbarcavo in treni fantasma
e con ali di maggio m’inoltravo annoiata di beatitudine in paradisi di carta
ma
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Trottano o vanno al passo
tra bigie plaghe celesti
nubi maculate e orlate
con bioccoli sfrangiati
già pronte a
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Vorrei aiutarti a non pensare più a lui
piantare dentro di te un fiore
un girasole, forse
o una margherita
che si chiami come
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O di qua o di là
non ci sono altre strade oltre le colline
non ci sono altre scie da seguire
quando il mare spegne le lampare
e la luna secca le fontane.
O di qua o di là
ho questa litania dentro da testa
collegata in alta frequenza
agli elettrodi
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Mi ritrovo a parlare con te,
amico mio,
di quelle giornate passate insieme,
a sognare i nostri viaggi in moto.
Spensierati!
Fuori dalla monotonia
di quel presente che oggi ci manca,
mi manca!
Ora che fai?
Al telefono sei uguale,
siamo
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J’attendrai que le jour compose,
les dédales de ton coeur;
je serai ta
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Forse potrai parlare del tempo?
Non so se potrai farlo ora che fluisce
e non ritorna.
L’atomo ha segmenti e spigolature
di un tutto che si evolve e ricrea
il tuo divenire.
Potrai fare il reset del tuo essere?
Sei splendida cosi come sei!
Non
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| Eolo |
10/09/2018 11:47 | 1652 |
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Grida, grida la collera degli dei
sull’altare dove hai sacrificato il tuo di Dio,
dove la purificazione non è avvenuta
e
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Nel laghetto guizzano i pesci
Gracida nel fosso la rana
Nel cielo vola il rondone
Tanti fiori colorano i prati
Sul tiglio il merlo poi canta
Un chicchirichì del gallo dall’aia
Nella stalla nitrisce il cavallo
Dall’ovile ecco bela
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Quelle mani s’intrecciano sulla via
uno strappo al cuore che annienta
null’altro s’ode se non una cascata di
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(rara come una perla)
Parole
costruite
in mari di fango
scolpiscono
solitudini
in anime affrante...
Vorrei
infinite dolcezze
per guarire
il mio cuore lacerato
da innumerevoli ferite,
colpito,
segnato
da stragi di menzogne,
mentre tu
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Guardavo fuori, in piedi sul balcone,
in preda a un nervosismo generale,
per una accalorata discussione
avuta, poco prima, per le scale
con un signore anziano ed arrogante
che si faceva scudo d’esser sordo
e alzava il volume in modo
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Ancora aleggia nella memoria
Il tuo profumo,
il tuo sfuggire infastidita
da baci e abbracci.
Ancora cerco,
tra le pieghe del tempo
di ricordare le tue
rassicuranti braccia.
La vita corre
e non ti lascia scampo,
rimpiangi carezze e baci
non
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 | Sincronizzati sopra i cellulari
di tanto in tanto sgranano le mani
come gli ET. sospetti e circospetti
scuoton la testa e scorrono le dita.
Occhi sbarrati su quella tastiera
batton le ciglia abbozzano un sorriso.
Facce ebetite, forse hanno
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| Era buio
la notte si allungava
verso il cielo
la mano sua tremava
stretta a pugno
ed era fiele
che usciva dalla bile
e bocca amara
quella parola scesa nella gola
la feriva
un velo nero l’accecava
il buio scese fitto
l’ora dello sciacallo era
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 | L’orbita flebile espande
alle nuvole
oltre il solco
seminato.
Mani ruvide
posano zolle
odorose
di tempo
al volteggiare
fluttuante di
attese vergini.
Rumore
canto, pianto
goccia di rugiada.
Solco
seminato.
Mani ruvide
posano
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Lascerò cadere una pagina di luna
tra la carne e l’anima - premuta
e dai miei occhi la voce d’un costato stanco
così stanco che mi mangia il petto
Qui tutto va - è la concia delle ore
nei giri e rigori delle mie labbra
nel completare parole
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L’anima ascolta i silenzi del mare.
Non è il corpo nelle limpide acque a tuffarsi
è l’anima che anela alla catarsi
nell’abbraccio dell’urto delle onde, secolare,
con la sabbia e da lì pensieri son rigenerati.
In quel punto d’incontro: mare-
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Nascosto agli odori di questa notte incosciente,
parlavo piano come un plettro dentro i tuoi pensieri,
volevo sentirmi musica per accarezzarti il cuore,
per averti solo per un attimo dentro l’universo.
Amarti è stato facile tra i passi chini sui
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a da passà a jurnata
o sole a da durmi’
a da tuornà a serata
a luna a da trasì
...e scennne scenne scenne
...e trase e
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Lungo i corridoi del silenzio
stanno piccole memorie,
lente accarezzano la sera
avide degli ultimi istanti di sole.
Come farfalle notturne
i pensieri pesanti e soli
ritornano nelle ore del silenzio
e si posano lungo le ciglia
riempiendo crepe e
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La nebbia e la pioggia
di un fine settembre,
hanno il colore
di un mare invernale,
intrecciate
come fossero nodi
delle ore più tarde
quando le palpebre stanche
vano in cerca dei sogni,
della pioggia
ascolti gli scrosci,
aspettando sia
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Ogni sfumatura
e quel profondo
congiunto in noi.
Ogni parvenza
è artificio di luce
riflessa in quello
sguardo che tu
hai nell’epoca.
Quel piccolo arabesco
sulla rupe favoleggia
l’ultimo istante
tutto questo
miniato su tela
e invoca
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Quando la notte scende
sento solo freddo
e ritrovo il silenzio
che non avrei voluto
Solo nella stanza
chiudo fuori ogni cosa
ma non l’angoscia
che mi preme sul viso
Quando la luna splende
cerco di respirare
il suo argento maledetto
per
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È diverso
guardando l’insieme da lontano
il concettuale dalla realtà.
Sfiori le ambizioni
ed alla fine tiri le somme
come quando annaffi la vita
raccontando storie
di allevatori di parole
o di acconciatori d’idee
o di chiunque abbia qualcosa da
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Oso,
parlare agli occhi
dimenticando il tempo
ricordando l’attimo.
Oso,
in cima ai miei silenzi
dare voce al vuoto
e propagarne l’eco.
Oso,
far zampillare l’anima
come le fontane
lì, ai piedi dei fiori.
Oso decollare,
lanciare l’emozione
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Il vento scuote l’albero con le sue fronde
e lascia cadere le vite fragili di quelle donne,
sbandierate dalla vita che corre in fretta,
e prese a calci da una società incosciente.
Quelle donne lanciate nel baratro dell’indifferenza:
volti senza
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Fatti baciare
dal vento dell’estate
che soffia sulla pelle
Fatti sfiorare
dal
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Guarda il bosco
e trasformati in pino
che adeguato al vento
si plasma e ride
Gli aghi sfidano disarmati un cielo
dove forte è il dondolar dell’anima
come stele appesa e non tradotta
Guarda il bosco
e il suo moto ondoso
presuntuoso mare
che
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Dopo il tramonto,
veli indaco legano i loro fiocchi violacei
tra vecchie foto in bianco e nero
e strani orizzonti dalle diafane capanne.
Sentieri invisibili, solcano il cielo,
e di tanto in tanto
la luna fa capolino.
Quei bianchi giardini di
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 | Sradicato ai congiunti
e alla natia terra,
posto nella valle silente
con inaudita violenza,
immolato martirio di sofferenza,
approda sull’ara innocente.
Gelido giaci, avvolto nel sudario
intriso di rosse lacrime e preghiere,
un pianto fa eco
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 | Scivola una carezza
sulle guance della sera
riposo tra lenzuola di sogni
e ascolto,
nella profondità del silenzio,
nuove voci nell’aria...
voci di angeli
che accendono la notte
con musiche e canti
e la colorano d’azzurro.
Ancora un giorno
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Indifferenza cerco
tra i ricordi
emersi dal fuoco.
Rigoglioso era il grano!
Restano ora
solo stoppie bruciate.
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Cercare parole
che meglio vestano il tuo pensare,
cercare suoni che meglio rendano
il suo rumore.
Metterle insieme come un sarto
per vestirle, abbellirle,
darle un’anima
quel soffio,
come un creatore,
per dare emozioni a te
che le scrivi,
a te
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Tempo nefasto e cupo per il mondo,
abbiam perso il valore della vita,
perdendo la speranza che ci invita
a non scordar che
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 | Sedersi
su di uno scoglio
a respirare il mare
e nuotar lo sguardo
fino all’orizzonte ...
Sentire sulla pelle
il color del cielo
che si fa tramonto
e volare
volare tra le nuvole
come fa il gabbiano
per vedere
dove finisce il mare.
Ed
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| Mentre tutto intorno
Il rumore assorda,
preferisco andare.
In silenzio tra filari
di secolari alberi,
dove le cime toccano
cieli cupi e tempestosi.
Non ci sono rose
nei mie giardini,
né zampilli di allegre fontane.
Resta il silenzio,
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| Nella promiscuità dei sensi
involucri d’argilla
e carta trasparente
esaltano eretiche visioni
nel nulla che
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| Tu sei del domani l’unica speranza
vivi nei respiri del mare
nel vento di confini senza tempo .
Tu conosci i tramonti
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| dormire abbracciati -io che non
riprendo sonno-
il tubare di colombi
sul terrazzo-
a inondarci la bianca luce
delle stelle che andranno a svanire
una mosca è il verso che mi ronza
in una sospensione lucente
sento che creando noi si viva
d’
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Stare
nel limbo di un istante
tra il cuore e la mente
Stare
sulle labbra di un addio
di un sorriso
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violino suona
al chiarore lunare
notte serena a maggio
dilaga il canto
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Aria che dalla tua bocca prende vita
per restituirla
ricordo e poi dimentico
ma se tutto scorre nulla rimane
divento isola barriera ponte
le scarto ad una ad una
e poi me le regalo
-come bandiere che non hanno bisogno del vento
per dare una
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Midesa |
09/09/2018 09:19 | 2417 |
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Ieri ti ho vista salire sul podio di marmo
e poi ti hanno appeso una medaglia di latta,
tra il ventre e l’aorta. Ridevano gli inetti
mentre affogavano cent’anni della tua luna.
nel pozzo già morto degli smarriti desideri.
In un attimo senza pena ti
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Ricordi ieri quando il mio tocco illuminò
mano nella mano in girotondo assaporavamo il passato
con un presente che oggi non è niente male
ancora il cuore sussulta con il pensiero sino là
toni di voce guazzano fremendo cercando
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Non lasciarmi la mano
quando attraverseremo insieme
il sentiero che porta al sole.
Non lasciarmi la mano
quando mi rifletterò
nello specchio del tempo.
Non lasciarmi la mano
quando valicheremo insieme
la coltre di nebbia
che ci separerà per
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Disperse follie
sulle tue labbra infinite,
mentre esplodono stelle
fra lune impazzite...
E ti disperdo
nella mia anima da peccatore
coi tuoi fuochi accesi,
con mari agitati
da tante inquietudini...
Diventi il pensiero,
maniacale
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“Ti sei pentita d’avermi amato
e sei scappata con quel dannato,
adesso tremi per l’avventura,
hai il cuore a pezzi ed hai
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 | Tenui pensieri in volo
vagano nel tuo cielo
fissano approdo in cuore
porto del nostro amore.
Vivono nel tuo vento
traccia di te che resta
e nel profumo avvolge
tutto del tempo ancora
quello trascorso e il nuovo
brivido sulla pelle
mentre la
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Arrivato è il giorno tanto atteso
indossi un sorriso compiaciuto
quasi a voler innalzare altare su cui pregare.
Sei cresciuto troppo in fretta
anche se mi stai accanto con la tua mano alla mia stretta...
ed io mi rallegro del tuo amore
quando
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Pupille nel voglio
lontane dal posso
beh, io passo
e se papille infette infrangono
naturali leggi di mercato
ci provo
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 | Fragore immenso,
nell’aria, nell’anima.
Crollo improvviso,
di sogni, di speranze.
Vittime
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I campi d’accordo con il sole,
architettano fiori vestiti con
colori arditi...
L’amore disciolto in un gelo passato,
riprende un nuovo viaggio.
Narrerò,
quel ch’è stato,
specchio per capire quel che
sarà...
Non tutto non fu amato,
niente
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Ascoltare il respiro di una montagna
tra i pini profumati di resine
come uomini saggi alla ricerca della radice
da innaffiare con gocce d’infinito.
Rimescolare i dadi delle sfide più ardue
raccogliendo i pensieri a brandelli
per riportare
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Sotto le palpebre dormono gli incubi
aspettami: non sono cattivo
ma soffoco in questo mondo burattino
Stretto nel mio
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Bussa inverosimile
un attimo
uno sguardo
un brusio di farfalle allo stomaco
graffiante straripa sentimento
entra prepotente
come ogni primavera
fiorisce in gemme
un mancato orgasmo
penetra voglioso
nelle più oscure voglie
carpisce i
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 | Settembre saluta
l’estate che muore,
i bei ricordi
serba nel cuore.
Dà il benvenuto
all’autunno nascente,
con lui finisce
il caldo bollente.
Nei giardini i colori
sono tenui, sfumati,
le piante, i fiori
paiono dorati.
Le foglie già
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| Un dì per costruir
città e paesi
e per mietere il grano
al caldo sole
non bastava il pane,
il formaggio e il vino,
ci voleva il fumo
e in poche parole
ognun rotolava
la sua sigaretta
alla chiusura
di ogni pranzo e cena
e quel fumo che
dagli
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| Lingue di fuoco rischiarano le ombre
sono le nostre
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338079 poesie trovate. In questa pagina dal n° 38431 al n° 38490.
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