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Etichette
clichè
vuoti a perdere
io non appartengo sono
affronto partenze
venti contrari
mari in tempesta
deserti aridi
labirinti
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Midesa |
16/09/2018 08:44 | 1387 |
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Ti credevo eterno come l’amore
ma sbagliavo
soltanto oggi mi accorgo quanto sia cruda la vita
il silenzio il vuoto
qualcosa di opprimente
veri pasti indigesti
ovunque stordiscono quei cristalli
che un tempo hanno brindato
cinguettando come
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Tormenti e silenzi
devastano anime...
Tu non ascolti
le mie parole
ma si perdono
in mille ricordi...
Vorrei sfiorare
i tuoi voli
e tarpare le mie ali
per non seguirti,
ma la fantasia galoppa
e ti sta vicina...
Non posso
non amarti:
mi
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Ho venduto la mia anima
al diavolo per scrivere
i miei perfidi versi.
Ho venduto la mia anima
al diavolo per indossare
la maglietta rossa.
Pur non essendo
un garibaldino.
Ho venduto la mia anima
al diavolo per rimanere
un uomo
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Non sono delle bambole di carne ...,
le donne sono esseri mortali
che oltre alla bellezza femminile
posseggono valori
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Imparare a vedere dentro i corpi
non nei corpi sodi e integri
non nei tanti corpi che sono stati
sani o malati e sono
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Sorretto in una timida incultura
vivacchia la mia vita da ignorante
e l’intelletto cieco di clausura
trascorre un’ esistenza dilettante,
rasento il posto mio con la sporcizia
e nullità in qualunque pertinenza,
crollando in una fragile
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 | Sembra toccarlo con mano
questo cielo che, come un lenzuolo,
copre tutta la mia visuale
e resto a guardare
il trasformarsi continuo
delle bianche nuvole
che con lievi movimenti
mi offrono immagini sempre nuove.
Fra di esse vedo un soffice
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| Là dove vivevi tu
ora nascono i fiori blu
ed io vedo ancora
i tuoi occhi azzurri
ed in questi esplodevano i sogni,
quelli della mia gioventù.
Il prato grande
è diventato un bosco
e ai limiti c’è lo spazio soleggiato
dove nascono a mille i
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Dietro carche some d’asino
lungo gli scoscesi dirupi
tra ululati e ringhi di lupi
stanco cammina lento e chino.
Forti
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Ricordo ...
anche controvento
pregne d’affetto
sventolavano alte
bandiere
ricolme di fede
e prive della paura
di
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 | S’esprime una sorta di arida stagione
digradando verso un cupo autunno
come un luogo senza tempo
nel capriccioso vento di
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| Piccole dosi di emozioni
a lungo rincorse,
farcite di desiderio e di risorse,
relegate in un angolo di quieta
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Ho i difetti del mio tempo
sono lento
a riflettere sulle cose
e nel silenzio vivo immerso
Sulla pelle
ho i segni del mio volto
sono ignoto
alla luce ed anche al giorno
Ho i riflessi del mio orgoglio
nella notte
trattengo ogni perdono
sono
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Viene Settembre e muzzica il Cioccone
che nelle fresche frasche mirungana
fracca, bagutta (come una puttana)
anche se
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Accostati alla porta e sbotta
penetra e devasta
saziati e fuggi.
Le solitudini si presentano
fiere di moine mai paghe.
Quindi, seduci
perché il rimpianto non sia disprezzo
dimenticando l’occasione curiosa,
comprimendo il viso sui ciuffi
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Saluta la luna dal cielo,
con deboli segni di luce
nella nera notte di nubi.
A volte, s’ode un canto,
sulla sventurata
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Lo creò a sua immagine e somiglianza
di carne e di pensiero di rettitudine e lealtà
Diversamente dal modellare un’anfora
_le mani ad infondere respiro_ ali nella levità
e nell’intento nobile sublime cera calda
e seme scivolato nei solchi del nero
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Potèa fermàrsi un àttimo soltanto,
la Luna... la Gioia a sentire il mio canto.
Potèa parlàr de’ i serotìn suoi fiori
a’ i miei dolori.
Potèa parlàrmi, e dirmi dell’Autunno,
che sotto il suo occhio io sembro un bruto... un Unno;
che de’ i Poeti non
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S’accendono
i colori nella valle
virando
verso il rosso scarlatto
di un fuoco
che dall’intimo
tutto
sembra consumare.
Come dita
delicate
dagli occhi mi protendo
a carezzare
dei campi incolti in lontananza
la morbida
apparenza.
Forse
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 | Eri tornata,
coi semi nel pugnetto,
a maggio, dall’asilo,
e li hai piantati col nonno
nel giardino.
Ier l’altro li hai rivisti
ed innaffiati,
alti e slanciati steli
verso i cieli,
le corolle ancor chiuse,
non concluse.
Hai dato un bacio
a
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| Storna il tempo della discordia
in scie di vento scardinanti
il mare dei pensieri.
Se torni e poi te ne vai
dall’innevato monte di nuvole soprastante i giorni interminabili,
più non aspetto nei meandri dell’anima che si veste d’oblio.
Sono un po’
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| Non so chi sono
nè so chi fui.
Il mio viso è una maschera di emozioni,
una girandola di sentimenti,
un mare di come e
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| La mia città è un mare nel cielo immenso
fragile come una donna
canta la malinconia vestita da sirena.
Non fuggire via
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| Nel buio della notte e nei silenzi da solo
dentro alla distesa azzurra del mare,
rilassato dopo tante fatiche, piccolo
si sente quell’uomo ormai non osa pensare
la sua mente assorta nell’aldilà,
quel sorriso fisso penetrava negli occhi.
Ora non
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| Foglia silente in balia del vento
carezza ondeggiante allo sguardo attento
come rimando ad occhi profondi
sì dolci al cuore.
Rima imperfetta ed anima orante
osservando un filo d’erba
difender formica che avanza
sotto il sole cocente.
Riportare
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 | “Devo andare, vado via.
Più non torno, non cercarmi ...”
"Si lo dici, ma che aspetti?
Non richiesta, a me venisti:
“Qui rimango” mi dicesti, con te resto ...
E or: “Vado, non resisto!...”
Non mi secca, l’esser mia
ma non nuoce il tuo
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Spesso ci tuteliamo con il fiele
per preservare esultanze di fiori
che un giorno muteranno in disincanto.
Ascolta il
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Selva e rose fra pini marittimi,
dove intorno è declivio e più riarso è il grano,
era il primo apparire del ritorno
con i piedi ancora levigati
dall’asciutto Ofanto,
premessa dell’arrampicata sinuosa alle case.
Da abbozzato oltraggio di
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Un cane di pietra
mi morde la lingua nella notte
aspro leviatano
Dio nero del sonno malato
figura retorica terrifica
munifca estensione del male
che sorge ignoto
da un’ipnosi trascendente;
un cane di ferro
mi morde la lingua nella
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 | They grind words
but it is not wine
which speaks to me,
it is not the wind
which brings them,
it’s an
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Ci sono limiti al dolore.
La montagna che frana
porta con sé i declivi
che non hanno altra colpa
se non di farne parte
e i detriti
che
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Genova nel cuore,
sul ponte brillano
le stelle più diverse
Libratevi nel cielo
senza più dolore
voi anime terse
Libere
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Sai quelle cornacchie fastidiose?
che scivolano da cielo a terra
che si poggiano sui rami
che prendono in giro i gatti
che svolazzano defecando sui prati?
Ecco la mia tristezza è così.
Pieni di ali e polvere di gesso
che sporca i polmoni peggio
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 | Punto zero: “ la meta.
Navigo a vista,
tranquillo,
tra le pieghe del mare
sospinto dal vento e dalle increspate onde.
Capitano di me.
Lasciai alle spalle il porto del nulla,
i colori dei sogni,
i picchi emotivi,
gli stupidi conflitti le unitili
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Il tuo profumo stesso è giglio
annidato nel desiderio, nel destino.
Essere gioia delle farfalle.
Quando la notte chiude le palpebre
appari candido nella carezza nella passione.
Poi lentamente ti pieghi
sulla nuca dei sogni
e te ne vai leggero
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Stai in guardia bambina
amico nemico è sulle tue tracce
attenta a non cascare nel tranello
prima o dopo verrà fuori
con tutto il suo savoir- faire
non farti trovare impreparata
scartabella sì
lasciando il suo zampino
ieri oggi e domani
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Invisibili energie,
creatrici senza posa,
fan reali le utopie,
plasmano ogni cosa,
emanate da pensieri
che in sé ognuno ha,
li fa, concreti e veri,
diventare la realtà.
Si rimodula il presente
così in ogni istante
col lavoro della
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Quando la brezza del mattino
increspava il mare,
e i pescatori con le braccia
conserte attendevano il mio arrrivo.
Pulcino mio diceva mia madre
stringendomi al seno!
Nato dal mare, dalla poesia,
nelle sinfonie diffuse da un organo
che
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| Eolo |
15/09/2018 07:41 | 1782 |
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Gela l’anima
la guerra dei poveri
voluta dai potenti.
In questo giorno
muore il cielo dell’alba
e tutto si fa buio.
Notte profonda
pianto senza lacrime
lamento senza voce.
S’è spento il cuore
di uomini alla deriva
sepolta è la
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 | Rotto è un silenzio
dove trema la goccia
l’alito di vento è divino
l’istante deviato, ora si spande
libera spazi dal nulla
- risonanze d’oriente -
cerchi piatti come nel sole
echi più lontani, sottili diaframmi
di bocche vuote, incantesimi
tutto
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| (discesa da lune impazzite,
esplosa di bellezza...)
Dimmi il tuo nome,
vorrei darlo a quel sogno
che ha devastato
la mia realtà...
Di salsi odori pregna,
vestita di luce e speranze,
ti muovevi nel tempo
come nuvola
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| Drammatica notizia sul giornale:
“Davanti ai figli, ha ucciso la consorte! ”.
Un’altra divergenza coniugale,
conclusasi,
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| Cadono capelli e foglie
e il vino tenta di riportarli
al loro posto
Le rondini partono
senza biglietto, senza
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 | E poi finalmente nel sogno stanotte
e tu la tua voce il tuo viso il mio MONDO...
Nel suono parole dapprima indistinte
e presto schiarite nel pianto
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| Questo cielo diventa sempre più ampio,
la cupola stellata tutta intera,
risplende sopra quanto è fatto scempio
d’un cuore
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| Tu dov’eri quando piangevo
coperta dalla neve?
Dov’ eri quando gli occhi stanchi
si chiudevano fra le coperte?
Dov’ eri tu quando le mie mani
chiedevano carezze e sguardi?
Dov’ eri...
Dov’eri quando si spense il lume
e le farfalle volarono via da
leggi

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 | Sfidando la furia degli uragani
ho camminato sull’onda degli oceani
ove giostra d’incoscienza
era pietanza per fiorente giovinezza
Ora che nel silenzio l’anima vola
e le stelle brillano ai miei occhi
connubio sorge d’emozioni
tra un saggio
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Più tardi
cercherò di respirare qualche ombra
di questa sera maledetta
e probabilmente mi addormenterò
Senza pensare
al sole pallido di domani
né agli ultimi mattini
che nascono tentando di mutare il giorno
Poi chiuderò
le finestre per tenere
leggi

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quando ti vedevo arrivare
era sempre un giorno di sole
e se pioveva
ogni goccia era musica
e la pioggia cantava.
Ora non ti
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Implose d’improvviso
la lunga attesa estate
sudando avidamente
liquide file di formiche al sole
sminuzzando le
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Lasciami sedere qui,
dove il mondo ancora ascolta
il tuo respiro,
dove le farfalle ancora trovano
fiori bianchi per riposare.
Lasciami guardare
il rosso di un tramonto,
mentre le foglie stanche
dondolando mi sfiorano,
mi circondano.
Poggerò i
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Io non rincorro il tempo
né metto i piedi sopra le tue rose
e tanto meno ascolto il divenire
acciottolato invano
nell’ombra che mi attende premurosa
accanto al ponte in basso sul destino
tra il picco inconcludente
e il saggio intrappolato
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 | Com’è il deserto dentro
dentro il vedersi al fondo
dentro l’istinto esposto al vento
di molecole
in riva a
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Placide onde sulla sabbia lente
lambiscono le tue molli labbra,
la tua pelle lucida quale ambra
e di vaporosi effluvi
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Ascolto parole zitte
nel cuore,
il tacere di ogni gesto
brucia di dolore.
Il sorriso non è che
un rossetto rosso
oggi c’è fuliggine nella bocca
non so dire nulla.
I pensieri sono piombo
nello stomaco
non c’è più pace né gioia
il
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 | Metti la penna nell’astuccio
tutto pronto
la colazione fatta
un saluto alla sorellina piccola
lo zaino in spalla molto più grande di te
con su stampata l’immagine del volto di Moana
il cartone preferito che ti assomiglia così tanto
la
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| Ascoltami
quando le mie parole secche
feriscono, quando i miei occhi neri
tradiscono, quando le mie grida
ti graffiano e le mie unghie stridono.
Ti chiedo
ascoltami
quando ritrovarmi sola mi annienta
quando sentirmi piccola mi spegne
Ti
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Corre il pregiudizio,
della diversità ignora la grandezza
e non asserisce il proprio nonnulla;
la follia, la limitazione e il colore vario
la forza e la bellezza della natura hanno mostrato;
la bestia, invece, feccia di se stessa è
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