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Quando verrò
i miei occhi avran visto
il tuo mattino, e lieve
la speranza mi porterà
con sé.
Sarà sparita ogni traccia di dolore
poiché io
chiesi di pungermi le mani.
Porterò con me
ghirlande di fiori
e canti d’usignoli.
Poiché ovunque io
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volgo le spalle al mare
che mi entra dentro
vibro insieme alle foglie
-paura o libertà-
sulla porta l’autunno
chi ero
chi sono
chi sarò
orme stanche
nell’aria fredda di un’attesa
nuvole di carta straccia
in un cielo nuovo da scrivere
mi
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In avvenevole torpore lo
sguardo s’allontana,
a prender volo su
misteche movenze e
tripudio di pensieri.
Son tinte ad abbellir paesaggio,
rami estesi ad incorniciare il viso,
soave abbraccio di rose e di profumi...
L’estate appar con le sue
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Non c’è niente dopo di noi
l’amore è andato via
insieme al domani
siamo lontani oltre le nuvole
ogni sasso rimane
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Si poteva andare
e dire guarda la fiamma che brucia
lascerà il silenzio dove adesso c’è brusio
che’ i doveri si intrecciano male
con la fame d’ eternità
e le parole sono sempre troppo sole
e le stanze
troppo vuote
Si poteva andare
e carezzare
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spossato sono dal mio sogno
non mi sovviene per quale ragione
nell’ ondivago moto del cuore
mi disperavo e
come un agnellino piangevo
il sogno dicono
è il negativo del reale
il pianto è gioia
e lo stesso sarà entrando nell’orbita
di cieli
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Le ragnatele
del tempo,
intrecciano i ricordi
di momenti vissuti
che scivolano uno ad uno
nei meandri della
leggi

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Restano
le lacrime
una dentro l’altra
come cerchi nel tronco
sotto la corteccia
minano
il crinale
una ad una
come
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Dentro a un granello di polvere
il ricordo del tempo
è atteso con il quesito:
a quando?
Lo domando scansando
la retroguardia del rifugio divino
che nella notte
ha il suo approdo.
Quando nella luce le tracce
portano al proibito
il mio godimento
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eur eca eur eca!
L’abbiamo trovata. Uot is?
Ma la mer mellata
La schiacciata di noci mixiata di galli e zigomi idiomi cerulei e bianchi taurocaudati
E stoppaticci cariati dandy at venendy atque lùk vittoriaque
Cantando o sole vai grato col muso,
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M’avvolge il grigio cielo,
non scorgo più il sereno,
giornate tutte uguali non più
entusiasmanti non più vitali
L’amore che ci ha unito è sempre quello,
oltre lo spazio, oltre il limite del tempo,
ti sento ovunque nel soffio del vento,
nell’aria
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Io portavoce fui della più bella
lingua esistente in tutto il nostro mondo,
ma presso menti piccole per essere
capaci d’apprezzar tanta bellezza.
Invaso spesso ero da tristezza
per non riuscire mai del tutto ad essere
portatore del senso più
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 | Amarti nel buio
come eclissi di luna
come tu fossi ombra
silenziosa ombra mia
perderti nel silenzio
come si perde
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| All’inizio della primavera i pappi
i bianchi piumosi frutti della viorna
nell’aria un poco danzan per poi cadere
a terra e
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| Si stringono le spalle
un senso di vuoto perseguita
ancora vorrebbero poter sentire quell’abbraccio
come quando la sua presenza mai abbandonava
caldo quel dolore sempre riscalda
inutilmente il pensiero vola sino là
dove la pace pulsa nel
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è il ricordo
che vive,
oltre il rimpianto
che si fa strada dentro,
in un movimento rarefatto
del cuore e del pensiero.
Cosi lieve è
la vita che fluisce
in un tempo sospeso
senza luce,
nel mutare di stagioni
che inesorabilmente hanno
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| Eolo |
16/10/2018 07:17 | 1390 |
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 | Mo che n’ c’avemo ‘na lira ‘n saccoccia,
e a fine mese più nun c’arivamo,
li sordi li spennemo goccia a goccia,
se no arischiamo che manco magnamo.
Annamo a llungo finente co’ la doccia,
e poca robba ormai noi se compramo,
la cinta aristrignemo e
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| Ti prego,
sorridi e guardami,
non spegnere il cielo
con le tue assenze,
osserva le stelle
e rubale ad una ad una
per guarnire i tuoi capelli
con la loro luce...
Così
avrò respiri
nei miei occhi
e camminerò sicuro
anche nel buio...
Ti
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| Attraverso vetri di speranza
parlo alla notte umida di rugiada
nel silenzio rumoroso del cuore.
Rimbalzano pensieri
d’un amore svanito nella nebbia
dove soltanto
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| La Terra gira sempre intorno al sole
e non si ferma mai, neppure un’ora!
Così, con il suo moto imperituro,
ci fa girare ... pur restando fermi!
La nostra testa gira insieme al Mondo,
ma, noi non ci accorgiamo della cosa,
però avvertiamo i sintomi
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Lento è il passo
nel silenzio che sussurra
lo scricchiolio
del legno
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Ora ci sei...
dinanzi a me parole a tacer... arrossisti,
silenzi a guarir d’un malanno mai sobrio.
Ora... l’amor che trovo stabile infligge
amor che chiede e lascia andare,
illusioni e partenze.
Or sì d’altrui s’appresta amor
di rami umidi che
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Aleggia nell’aria sfocata,
il ricordo soave,
leggero,
di un amore nascente,
nell’età verde.
Il sole grande
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 | Sei il mio giaciglio improvvisato
all’ombra della palma che ripara
dal cocente sole che martella
Sei l’approdo allo sperduto lago
dal placido cuore tra le cime
crespature d’acqua
Sei un regalo in prestito
la gioia di un momento
grande mio
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Quanto è veloce un’anima?
Come il vento che spinge le fiamme
su l’acque che copron la terra?
Ma l’acque son’aria di
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Sapete cos’è il Gengio
o meglio chi, egli è?
È un albero maestoso,
di stirpe dei castagni,
quelli che fanno figlie,
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E mi chiedo
dove sarà il tempo perduto,
quello lasciato alle spalle
della paura
che blocca i pensieri più dei passi
e rende inutile guardare avanti.
Di certo lo si ritroverà
in qualche angolo di strada,
depositato lì,
fino al prossimo
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 | La voce tua irrora calda l’ombra
nel plesso che una sola luce svela
scende e s’inarca d’attimi un sussurro
chiodo di
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Me dite tutti de cambià mestiere
che so’ gajarda ne le citazzioni,
speramo nun me pìjate per sedere,
io me licenzio...
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Le mie parole stampate
su carta spessa
Appese
dentro una cornice
Retroilluminate
in uno schermo
Rimpicciolite
Dematerializzate
I luoghi
i tempi
delle mie parole
Segni a dita che solcano
un’argilla
che mai si fossilizzerà
Le mie parole senza
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| hy ju |
15/10/2018 23:06| 697 |
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Nuvole di niente
queste promesse mancate
e quel sorriso
che mi dicevi perduto
Tutto è fermo
anche il campo dei sogni
che doveva crescere
fra le gocce dell’orto
Favole di giada
raccontate piano per non stupire
con la principessa caduta
su
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E pure
quelle memorie
che
imprigionate
nella fragile ambiguità del ricordo
la propria appartenenza
reclamano
anelando
ad un legittimo riconoscimento
dovrò
infine accogliere.
Di più
recenti acquisizioni
l’insostituibile
leggi

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Sentà in sta terassa
te vardi l’orizzonte
ma i oci vede un mondo
che oltre se nasconde,
de tere sconosude
de popoli
leggi

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Ar sindaco eletto a Roma
se chiede de falla uscì dar coma!
Li romani se nun l’accontenti,
te pjano a mozzichi co’ li
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Sì, ho rinchiuso il poeta in cantina
la vita può tornare regolare
colazione, passeggiata col cane
uno spuntino leggero un
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| Abi |
15/10/2018 20:51| 884 |
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La vita per la vita non si arrende
seguita dalle ombre del passato
giocando a guardie e ladri col già dato
a questo vento amaro che non rende.
La terra con la terra si difende
decisa ad affidarsi al tempo amato
lottando contro un sole
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si ricompone l’uomo tellurico
adempie alla sua intima morale:
passare attraverso, sanguinare
nel buio di una stanza
come se il buio sapesse rivelare
l’esatta cucitura di un volto,
essergli fondamento, ancora, d’amore.
Cruenta allegria per
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Quante ombre per strada stasera
appaiono, vanno, ritornano indietro
sembrano essere qui apposta per me.
Cammino vagando
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 | Si perde il sole
nel silenzio del crepuscolo,
dietro monti innalzati al cielo
e sparisce all’orizzonte.
Guizzi di
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| Si destano i sonni con baci di neve
che ovattano lievi strade tortuose,
rami ingialliti si spoglian le vesti
hanno pudore verso freddi uccellini.
Giocan a scacchi i raggi di sole
con nuvole nere che oscuran la fresca mattina,
tazze fumanti
leggi

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Inaspettata carezza
m’incendiasti l’anima.
Ruah,
il soffio che vibra
destasti i corpi.
Attrazione selvaggia,
turgida
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S’apre rubicondo un altro mattino
dove un fresco zefiro avanza
sulla seta di pensieri labili.
Arbitro muto e solo
il mondo nel vorticoso
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Giro armonico in blues
viene giù cadenzato da ciottolosi passi
sui viali e sul fogliame
oltre il passaggio della ferrovia;
sbuffi di treno
infrangono un meriggio di tedio,
turbinìo di pensieri
e disperato pianto di bambino,
dolcezza del far
leggi

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Era il tempo delle more
quando per boschi
a cogliere agresti frutti
in lambretta si andava
con spensieratezza di gioventù
si cantava sulle note di una radiolina
mentre folata di vento
scompigliava i capelli
come trina a ricoprire gli occhi
leggi

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Mi sarei preso cura della passione,
dei sentimenti che non si lasciano andare.
Avrei potuto credere nelle foglie mosse
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 | In giorni uggiosi di malinconia
quando l’amore ritorna
tra le nubi gocciolanti di stille
il cielo piange la sua favola.
Vorrebbe parlarti di me e di te
sul nostro passato che il futuro
non potrà sentire l’eco.
Nell’aria soltanto i nostri nomi
leggi

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Mi scopro sola
in certe giornate d’autunno
con il cielo terso
e l’odore del caffè tostato.
Non bastano
la gonna morbida e il vento
a lenire la malinconia di illusioni
come di fine del tutto.
Scrivo sempre per necessità
come fosse una
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Andrai forse in luoghi più remoti
divelto dalle radici
potato dei rami superflui
in nuovi solchi a cadere
facendo fruttare altre terre
Nuove speranze e visioni
di giorni a vividi colori
come sacri dipinti
e le tue perle racchiuse
sotto le
leggi

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Taci, ascolto la dolce voce,
che chiama prima d’amare
e confonde l’agitata anima.
Guardo il sentiero e dialogo
col
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 | L’insicurezza mi prende
quando affermi che mi ami
guardo i tuoi occhi sfuggenti
e ti chiedo di baciarmi:
Nei tuoi baci io non trovo
desiderio né passione
ma una grande indifferenza
non c’è nessuna emozione
Mi assicuri che l’amore
che stai
leggi

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| Giorni
in cui mi sento
un burattino nelle mani della vita
un attore immoto
nel grande teatro d’ogni giorno
che
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Stendo le braccia nell’ultimo gioco...
L’ultimo gioco è stato quello dei “grandi”
sulla mia breve carne
sulla mia piccola vita
io non sarò mai grande
Non sentirò mai più
le risa di babbo inseguendo aquiloni,
e la mano di mia madre
pettinarmi
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nei cieli di Torino
promette pioggia livida luce
uno sguardo di sottecchi
al vicino di panchina
mentre leggo Kavafis
-le dà fastidio il fumo?-
al mio cenno spegne
garbato come ne trovi pochi
la metro e sei al centro
Porta Nuova la
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Un’ altro - dicesti- mi ha avuta
...
...
...
Ma poi il tempo che cambia rifiuta
un amore che perde le attese
trepidanti per baci ed accese,
come fosse un’eterna incompiuta.
Così corsi con te il mio cammino
e noi fummo, per spazio ed
leggi

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Quello che cercano le farfalle
è più sottile di un mistero
da fiore in fiore s’invoca
in innumerevoli preghiere
e le mani tremano di notte
in assenza di luce,
qualcosa cade, un grido
s’aprono lettere mai chiuse
per sentirne l’odore, la
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Ancor s’adorna di belle rose
il mio giardino boccioli tanti
son di ottobrini fiori, belle
ma senza alcun profumo, qui invan
io l’aulente cerco come, sospirando,
invan cerco in un altro giardin
sì quello della vita il profumo
della perduta cara
leggi

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 | Come ossidiana
o polvere al vento,
falesia antica
o osso di seppia abbandonato
sull’arenile in un giorno
di tempesta.
Come cristallo di
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| Eolo |
15/10/2018 08:35 | 1263 |
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| Sei stanca e non sai il perché
i motivi sono tanti
l’età avanza tutto diventa difficoltoso
inutile ormai sentirsi giovani dentro
l’esteriorità dicei ben altro
la bilancia parla chiaro
tutto pende dalla parte opposta
sgambetti della
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Siamo saltimbanchi dell’essere
rinchiusi dietro un vetro di parole non dette.
-Carillon solitari nella stanza segreta dei ricordi-
Voliamo con ali di cristallo
come rondini in cerca di un nido
sopra i folti giardini del tempo.
Poveri pagliacci
leggi

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Non mancare
a queste ore,
agli attimi sublimi
che destano cuori
e li invitano a galoppare
nelle frenetiche praterie
di sfrenate fantasie...
Non mancare
ai miei occhi
che, anche se saturi di te,
desiderano ancora
i tuoi sguardi,
i tuoi
leggi

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338187 poesie trovate. In questa pagina dal n° 37201 al n° 37260.
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